Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Capitolo 1

"Credo di aver trovato l'acconciatura perfetta per non avere problemi durante l'addestramento. Dici che così potrebbe andare?" chiese la ragazza dai lunghi capelli neri, attendendo la risposta della sorella.

Ne aveva legati una parte in uno chignon, mentre il restante era raccolto in una treccia intorno a quest ultimo, lasciando cadere un paio di ciocche lungo i lati del viso.

"Sai già come la penso." la giovane decise di ignorare le parole della gemella, finché quest ultima non ne aggiunse altre.

"Devi trovare il coraggio e tagliarli."

In risposta Misaki le mostrò un broncio scherzoso con un velo di irritazione sul volto.

"Non li taglierò. Mi piacciono così." disse controbattendo la minore, sciogliendo l'acconciatura che riuscì a creare poco prima, arrivando infine a scuoterli dolcemente posizionando le mani tra una ciocca e l'altra.

"Potrebbero crearti problemi."

"Stai diventando pesante." le confessò, solo dopo aver terminato di sospirare.

"Mi sto solo preoccupando per te."

"Sarebbe più corretto dire che Eren si sta preoccupando per me non credi? Visto che è stato lui a consigliarti di tagliarti i capelli." affermò, sistemando le coperte su cui sarebbe andata a sedersi poco dopo.

"Non accusarmi di averlo fatto solo perché si trattava di un suo consiglio, altrimenti dovrei fare la stessa cosa con te, non sei d'accordo? Dovresti apprezzare che tua sorella spende del tempo a preoccuparsi per te." rispose la più grande, posando le mani sulla sua sciarpa rossa.

"Perdona la domanda ma cosa vorresti dire con altrimenti dovrei fare la stessa cosa con te? Ti pregherei di evitare tue fantasie."

"Sono davvero fantasie?" si chiese, osservando per un attimo la sorella in viso, riuscendo a notarle un filo di imbarazzo in volto.

"Cambiando argomento, dovresti smetterla di mostrarti così perfetta. In questo modo tutte le attenzioni finiranno per cadere su di te come ogni volta." la rimproverò la giovane, aspettando la risposta della sorella, posizionandosi sopra le coperte e accanto al suo libro.

"Misaki. Ci tengo a ricordarti che non ci troviamo qui per cercare marito ma per prepararci a combattere i giganti, ritengo di conseguenza che tu non debba arrivare a preoccuparti di queste cose. Inoltre dovresti cercare di essere più onesta con te stessa, dopotutto il ragazzo che hai puntato ieri sera non potrebbe mai piacerti, dico bene?"

Misaki rimase colpita dalle parole della gemella e presa dall'atmosfera imbarazzante decise di voltarsi dal lato opposto.

"Che intendi dire con questo?"

"Lo sai benissimo."

Mikasa aveva ragione, come poteva non averne? In fondo conosceva bene sua sorella, non avrebbe potuto sbagliarsi su una cosa simile nemmeno volendo.

"Ancora con quella storia?"

"Già. È impossibile fare finta di non vedere, è talmente evidente."

"Fa come credi." le disse ignorandola come l'ultima volta, andando poi a sdraiarsi lateralmente, con il libro aperto tra le mani.

Dalla sua copertina si poteva notare del sangue risalente a quel giorno, lo stesso di quando uno di quei dannati mostri riuscì a distruggere le mura.

Misaki non riuscì a dimenticarsi di quelle terribili scene a cui dovette assistere con i propri occhi, continuava a credere che pur non volendolo sarebbe stata costretta a portarle con se fino all'arrivo della sua morte.

"Stai ancora leggendo quel libro?"

La domanda di Mikasa interruppe quei pensieri riportati alla mente dal contenuto di quelle pagine, ma il volto di quella bambina appariva all'interno di esse, portando nuovamente la ragazza ad essere triste nel ricordare i fatti accaduti.

"Già."

Mikasa le diede la buonanotte ma lei ancora una volta si trovò nelle condizioni di non poter rispondere.

Ormai ogni sera aveva l'abitudine di concentrarsi sulle figure e sulle parole inserite all'interno del libro, lasciando da parte tutto ciò che la circondava per tornare con la mente a quel giorno.

I giganti riuscirono a entrare, il solo vedere tutte quelle persone venire massacrate e mangiate nel mentre tentavano di mettersi in salvo la lasciarono in uno stato di shock.

Non era mai stata una ragazza forte prima di allora e in quel momento non sapeva come comportarsi, sapeva di dover scappare ma non era in grado di farlo.

Si trovava insieme a Suiko, l'unica amica che le era sempre stata vicina fin da bambine.

Suiko aveva uno sguardo così dolce e innocente che era impossibile non volerle bene.

Anche in quel momento fu lei a prendere per mano Misaki e rassicurarla con uno splendido sorriso, in sua compagnia era sempre talmente tranquilla da non sentirsi preoccupata per nulla, quasi i giganti non le facevano effetto.

"Non preoccuparti. Finché sono lontani va tutto bene no? Non li faremo avvicinare." quelle furono le sue parole.

Prese la giovane con un sorriso per poi iniziare a correre il più distante possibile da quei mostri, la luce del tramonto risaltava i suoi splendidi capelli lunghi e biondi.

Tenendo le sue mani si sentiva tranquilla, ma purtroppo non abbastanza per farla calmare del tutto.

Improvvisamente iniziarono a tremarle le mani per via dell'ansia che iniziava ad aumentare, l'ansia di non sapere dove si trovassero sua sorella e i suoi amici, l'ansia di non poter essere al loro fianco nella situazione tragica in cui si trovava il luogo in cui hanno sempre abitato.

Misaki a quel punto si fermò e una lacrima le scese lungo il suo dolce viso.

Tuttavia nell'istante in cui l'amica decise di girarsi per capire cosa le fosse preso lei non esitò a regalarle un sorriso, che la piccola ricambiò a sua volta.

A quel punto anche Suiko si lasciò andare, dando libertà alle sue lacrime offrendo loro la possibilità di riempirle le guance.

Suiko era il suo nome.

Era sempre dolce e carina con tutti e nessuno era mai arrivato a detestarla, vedere il suo sorriso riusciva a rallegrare in un attimo tutti gli abitanti.

Misaki non arrivò mai a chiedersi come sarebbe potuta andare avanti la sua vita senza l'amica, ma da quel giorno dovette iniziare a farlo.

Improvvisamente la mano di un gigante afferrò Suiko, nessuna delle due fece in tempo a rendersene conto.

Il libro le cadde dalle mani e le ultime parole che pronunciò lasciarono Misaki come paralizzata nel sentirle.

Per tutto quel tempo non fece altro che chiedersi quale fosse il motivo che abbia spinto l'amica a pronunciarle, ma con il passare dei giorni iniziò a rendersene conto.

Realizzò che in punto di morte, invece di dire cose che chiunque avrebbe detto, scelse di augurare a Misaki la felicità.

Dopotutto quest ultima era già a conoscenza di quanto Suiko le volesse bene, anche se glielo avesse ricordato in quel momento nulla sarebbe cambiato.

In seguito alla morte dell'amica Misaki venne presa in braccio da un uomo che si mise a correre senza mai fermarsi.

Il libro di Suiko le era rimasto tra le braccia e il cappello che era solito a coprire i suoi splendidi capelli biondi venne lasciato nello stesso punto in cui le cadde poco prima di essere divorata.

Misaki alzò istintivamente gli occhi al cielo, ma anche quello si rivelò uno shock per lei, non trovò neanche un secondo per riprendersi dalla scena a cui aveva appena assistito.

La donna con cui da poco aveva iniziato a vivere fu divorata da un gigante davanti ai propri occhi, quel giorno si rivelò un inferno.

Nell'assistere a quella terribile scena sperò che ne Eren ne la sorella abbiano assistito, ma non fece in tempo a finire di pensarlo che li vide li, insieme al signor Hannes, mentre l'uomo che l'aveva presa poco prima non smetteva un attimo di correre per tentare di salvarla.

Era un brav'uomo e faceva parte del corpo di guarnigione, spesso rimaneva contento nell'ascoltare le cose che accadevano a lei e Suiko, voleva bene a entrambe e loro ne volevano a lui.

Appena arrivarono davanti all'imbarcazione l'uomo la salutò con un sorriso e si allontanò, ma non prima di essersi assicurato di vederla salire sulla nave.

Dopo ciò che fu costretta ad assistere non potè fare altro che sedersi appena trovato un posto libero.

Non calcolò nessuno, rimase talmente sconvolta che quasi non riuscì più a sentire nulla.

Armin continuò a chiamarla ma senza ottenere nessuna risposta da parte sua, successivamente smise di farlo su raccomandazione del nonno.

Anche lui capì che in quel momento l'unica cosa che potesse fare era quella di lasciarla sola e attendere che superasse momentaneamente l'accaduto.

"Cavolo, l'ho fatto un altra volta. Devo smetterla di ricordare quelle scene." disse parlando con se stessa.

Alzandosi col busto notò Mikasa dormire e osservandola le scappò un lieve sorriso.

Non riuscendo a prendere sonno si alzò, provando così a uscire.

Sapeva che nessuno l'avrebbe notata altrimenti non l'avrebbe fatto.

Si appoggiò con le braccia alla ringhiera e alzò gli occhi al cielo, osservarlo di notte era sempre stato uno dei suoi passatempi.

"Misaki, che ci fai qui fuori?" chiese una voce maschile provenire alla sua destra, il giovane la raggiunse senza esitare.

"Fa freddo. Dovresti fare attenzione." aggiunse, osservando la ragazza rivolgergli un semplice sorriso.

"Avevo solo bisogno di respirare dell'aria fresca, tra non molto vado a dormire. Tu invece cosa fai ancora in piedi?" chiese incuriosita, osservando il giovane accennare un sorriso, pensandoci su si rese conto di non averlo mai visto andare a dormire così tardi.

"Ad essere sincero non lo so bene." rispose, poggiando le sue mani sulla ringhiera, osservando per un istante il buio che poteva notare avanti a se.

"Ehi, Armin." lo chiamò, voltandosi verso di lui.

C'era un leggero venticello che le accarezzava i capelli.

Misaki ne approfittò e posizionò le mani tra alcune ciocche.

Armin non poteva fare altro che osservarla, in attesa di sentire ciò che aveva da dire.

"Non importa. Lascia stare." si allontanò di un paio di passi dalla ringhiera su cui aveva le mani appoggiate e rivolse un sorriso all'amico, che a sua volta ricambiò, evitando di fare domande che avrebbero potuto renderla triste.

Si conoscevano da sempre, ormai sapeva come Misaki era fatta, abbastanza da comprendere che in quel momento la sua mente era ferma a quei giorni felici passati insieme ai suoi amici.

Nella situazione in cui si trovavano però la giovane sosteneva fosse inutile ricordare quei momenti, l'addestramento era sicuramente più importante che mettersi a piangere sul passato.

In seguito a quel giorno Misaki non aveva ne dormito ne toccato cibo per tre giorni per via delle scene a cui fu costretta ad assistere, la preoccupazione per la sua salute era stata messa al primo posto dagli altri.

"Mi spiegate cosa state facendo? Non so se vi siete resi conto di che ore sono." li interruppe Eren una volta uscito dalla stanza, a quel punto Misaki non fece altro che porsi la stessa domanda ma su di lui.

"A quanto sembra nessuno dei due riesce a prendere sonno, se ti trovi anche tu qui deduco sia per lo stesso motivo." rispose, poggiando la testa sul palmo della mano sinistra.

"Se ci pensate manca solo Mikasa. Se ci fosse anche lei ora saremmo stati solo noi quattro ancora una volta." continuò Armin puntando per un attimo lo sguardo al cielo, dalle sue parole si riusciva ad avvertire un senso di nostalgia.

"Non parlare come se non ci trovassimo qui tutti insieme Armin."

"Hai ragione, ti chiedo scusa." si scusò con l'amico, abbassando lo sguardo subito dopo, la ragazza decise così di intervenire per sdrammatizzare.

"Tornando un attimo a mia sorella è diventata pesante, certe volte faccio davvero fatica ad ascoltarla." sospirò, mettendo il broncio come era solita a fare da bambina.

Non era costretta a raccontare loro ogni problema che aveva con Mikasa, tuttavia per evitare di vivere di nuovo un momento triste insieme ai suoi migliori amici preferì parlare della sorella.

"Avete avuto problemi? Di nuovo?"

"Voi non la finite proprio mai eh." affermò Eren in seguito alla domanda di Armin, sentire una loro discussione era diventata un'abitudine.

"Insiste sul fatto che debba tagliarmi i capelli ma le sorelle non la pensano mai allo stesso modo no? Credo sia normale discutere su queste stupidaggini e essere in disaccordo su molte cose."

"Beh normalmente lo sarebbe ma i tuoi capelli lunghi potrebbero crearti problemi nel corso dell'addestramento, dovresti prendere in considerazione l'idea di tagliarli. Siamo qui per una cosa seria, tra qualche anno potrai anche decidere di tenere i capelli lunghi due metri ma al momento devi saper riconoscere cosa è più giusto o sbagliato fare." rispose Eren.

"Cavolo, certo che siete proprio identici. Mi sembra di parlare con Mikasa."

"Ehi, non dirlo con quel tono seccato." disse puntandole il dito contro, facendole scappare un lieve sorriso.

"Scusa scusa."

"Adesso torniamo dentro, dobbiamo riposare altrimenti domattina saranno problemi." continuò Eren, ricevendo subito la loro approvazione.










Angolo autrice:

Fatemi sapere cosa ne pensate🌹

22.07.21

Questa è Misaki.💗


Ho trovato anche altre foto dove si vede meglio, nelle foto originali gli occhi sono azzurri, io ho modificato il colore.

[Crediti all'artista.]

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro