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Un vischio sotto l'albero

Chi si meraviglia di fronte alla bellezza del mondo in estate troverà uguale motivo di stupore e di ammirazione in inverno …. In inverno le stelle sembrano aver riacceso i loro fuochi, la luna ha una figura più piena, e il cielo indossa uno sguardo di una semplicità più elevato.
(John Burroughs)

24 Dicembre. Ore 7:30.
Finalmente il Natale stava giungendo! Fin da piccolo amavo quel preciso momento dell'anno. I festoni, l'enorme albero di Natale che addobavamo con le palline colorate, i capelli di natale. E sopratutto i regali!
Quel giorno decisi di scendere e andare a fare una bella corsetta per Central Park. Gli alberi sono incantevoli: quando all'alba, il sole li abbaglia e sembrano fatti d'oro, le pochissime foglie luccicano come fossero lampadine accese su un albero di Natale e attirano i pochi passanti. Con il freddo tutto diventa lento e i mesi invernali sembrano essere più lunghi rispetto agli altri, che al contrario, passano veloci come una folata di vento. Anche l'inverno però può regalare sensazioni fantastiche perché il suo paesaggio è in grado si scaldare l'animo di chi sa guardarlo con occhi doversi: le luci, il freddo, la neve e l'attesa per le festività natalizie dipingono un quadro che può risultare altrettanto bello rispetto all'estate. Anche dopo Natale la magia non si spegne, cambia solo la sua veste.
L’inverno diventa allora la stagione in cui tutto si prepara, assopendosi, al gran risveglio primaverile: gli alberi perdono le loro foglie e spogli cercano di resistere alle temperature rigide, sembrano dormire con i rami tutti rivolti verso il cielo, appuntiti, scuri, ma non per questo tristi. Gli animali, infreddoliti, trovano ripari sicuri e quasi scompaiono. Anche gli uomini escono meno di casa e lasciano che la natura o i profili delle case abbiano la meglio sul paesaggio.
La terra stessa si trasforma e mette una sorta di vestito di colore marrone scuro dove nessun filo d’erba sogna di affacciarsi al gelo. Anche l’odore dell’aria è diverso: il  modo di soffiare del vento e la pioggia che a volte cade incessante rendono le giornate uggiose, forse anche un po’ malinconiche, eppure per me speciali perché piene di una placida attesa.
L’aspetto che più amo dell’inverno e dei suoi paesaggi magici, però, è l’arrivo della neve, che rende tutto così silenzioso e fiabesco. Affacciandosi dalla finestra, guardando un giardino o un parco, ma anche le strade di città, l'immagine dell'inverno è questa: sembra di essere sospesi in attesa di qualcosa e che tutto si fermi.
Certo, l’inverno significa anche disagio e malinconia, eppure il suo paesaggio per me è unico e, nonostante tutto, io amo quando nevica ed il cielo è grigio e bianco, adoro ammirare la terra nuda che si preserva in attesa di un po’ di tepore, mi piace guardare gli alberi tutti innevati che sembrano fantasmi che riposano. Il paesaggio cambia, i suoni sono ovattati e tutto piomba nel silenzio.

L’inverno è per me la stagione dell’attesa ed ha un fascino particolare, che lo rende più magico rispetto ad altri periodi dell’anno. Tutto è silente, come in letargo, in attesa che la natura possa risvegliarsi e ritornare a vivere di quella bellezza che solo il calore del sole riesce ad esprimere. Per me l’inverno è come essere dentro una straordinaria favola. C’è una frase di Charlie Brown molto significativa sulla stagione del freddo che dice: “Le estati volano sempre… gli inverni camminano!” ed è per questo che per me l’inverno è unico: è come se il freddo dell’aria, il paesaggio sospeso, la neve, fossero elementi preparatori alla rinascita e dietro tutta questa lentezza è come se ci fosse una stagione psicologica, oltre che temporale, che prepara ad una esplosione primaverile palpitante!

Mi misi le cuffie e azionai la playlist. La voce soave di Ed Sheeran che cantava Happier, mi invase le orecchie. Iniziai a correre e in poco tempo arrivai al Bow Bridge. Qui mi fermai e iniziai a pensare quando Jacob mi fece cascare il telefono; il nostro "primo" incontro. Continuai a correre, e senza rendendomene conto, mi ritrovai con il sedere a terra e con davanti Jacob, anche lui nella mia stessa posizione.
Ci scambiammo delle occhiate e poi ridemmo a crepapelle. -Non guardi mai dove vai eh.- Si tirò su velocemente e poi mi tese la mano. La presi senza esitare ma persi l'equilibrio e in men che non si dica, mi ritrovai tra le sue braccia.
Il suo braccio mi cingeva la vita come una dolcissima morsa... potevo percepire ogni suo movimento, ogni suo singolo respiro..avrei voluto poter sentire il suo cuore per capire se batteva veloce tanto quanto il mio. Il mio stomaco non ne voleva sapere d'aprirsi e la mia voce si era interrotta inesorabilmente. Jacob alzò lo sguardo. -Un vischio...- Era un bellissimo vischio verde. Aveva delle  bacche rosse e lattiginose. Disse lui poi mi guardò dritto negli occhi. Il mio cuore iniziò a battere a mille. Lentamente la sua mano mi sfiorò il mento, guidando il mio viso verso il suo...la timidezza mi impediva di reggere il suo sguardo...abbassai subito gli occhi e mi baciò. Fu un bacio lento, profondo, interminabile. Il senso di umidità, di curiosità, di calore, ho provato tante sensazioni...
Mi venne la pelle d'oca..un brivido freddo e subito dopo un immenso calore che mi avvolgeva ancora di più. Intorno a noi iniziò a nevicare. Era un momento “speciale” di contatto fisico tra due persone, un gesto intimo, un atto d’amore che accende i sensi. Il bacio ha il potere di allentare la tensione che si vive in quel momento, di distrarre la persona dai pensieri e dallo stress, perché si genera un contatto positivo tra le due persone che in quell’istante si trasmettono sensazioni positive.
Dopo esserci baciati, ci guardammo e insieme uscimmo da Central Park. Io ancora nella sua morsa calda e accogliente. Per la prima volta in vita mia, mi sentivo amato. 

@JonathanDeSanto🌙
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