chamomile
Kuroo era una persona analitica, forse troppo a volte.
Non credeva nell'oroscopo ne tanto meno nella fortuna.
Non aveva mai sperato che un desiderio si realizzasse solo al passaggio di una stella cadente.
Aveva calcolato nei minimi dettagli ogni fase della sua vita, dalle elementari fino alla laurea, proseguita da un buon lavoro nel reparto di chimica ed informatica del paese.
A questo punto, viene spontaneo pensare che il giovane ragazzo fosse contrario anche nelle credenze riguardanti il fato e il vero amore - tutte quelle predizioni di buon auspicio false e allargate - ed era proprio così; non si era mai interessato minimamente all'argomento, che ogni volta si ripeteva a se stesso fosse soltanto un'altra reazione naturale nel campo della biologia.
ᴀᴍᴏʀᴇ
/a·mó·re/
I feromoni di qualcuno a cui sei particolarmente addetto, quindi biologicamente compatibile, o attratto riescono a innescare varie reazioni chimiche nel tuo cervello grazie alle quali i tuoi neurotrasmettitori incominciano a circolare nel sistema della tua corteccia celebrale e di conseguenza ti fanno provare quell'emozione chiamata 'gioia'.
Dopamina, Serotonina eccetera.
Insomma, per farvi capire, Kuroo non ci aveva mai neanche provato, soddisfatto della sua accurata definizione che sminuiva nettamente le grandi aspettative della vita che di solito hanno le ragazzine quindicenni.
Eppure neppure lui si era mai immaginato di poter finire in quella situazione.
Sarà stato un lunedì mattina da schifo o al contrario brillante, fa nulla, per lui non esistevano le cose belle o le cose brutte, e dopo un'intera giornata trascorsa in laboratorio ad analizzare campioni di metalli per un loro progetto individuale, si stava dirigendo verso casa - o appartamento scolastico condiviso, è uguale - lentamente mentre scorreva sullo schermo del suo telefono.
Stava rileggendo la conversazione che aveva avuto con il suo migliore amico la sera precedente.
br0kut0:
Davvero non gliel'hai ancora detto???
Io:
No, ma ti pare come cazzo faccio poi???
br0kut0:
Kuroo è palese che ricambia porca miseria, quando state insieme non vi staccate manco se vi esplode un ordigno nucleare di fianco!!!
Io:
HAHAHAHAHAHHAHA R I D O
Io:
È una bellissima battuta questa broh
br0kut0:
No sto dicendo sul serio!!!
Diglielo e basta minchia!!
Io:
E se mi risponde negativamente?
br0kut0:
Allora hai chiesto alla persona sbagliata, lui risponderà sicuramente si e se ti rifiuta sta tranquillo che arrivo io con il mio macete preferito
Io:
Oya oya, calma calma calma non servono maceti qui in mezzo
Io:
Me ne farò una ragione, insomma
Io:
Non si muore per certe cose
br0kut0:
Bro, tu lo ami?
Io:
A quanto risulta dalle mie analisi di come si comporta il corpo umano in certe circostanze
Io:
Si, e tanto porca miseria
Io:
È così carino che potrei stritolarlo se lo abbraccio troppo forte
br0kut0:
Allora fidati che se ti rifiutasse sperimenterai quel sentimento chiamato 'tristezza e frustrazione' servito con una bella dose di 'niente voglia di vivere'
Io:
Va bene ok glielo dirò
br0kut0:
Ecco fai bene
br0kut0:
In bocca al lupo bro
Io:
Che crepi
Sbuffò solennemente: come se fosse facile.
Vedete, il fatto era che dopo un'intera esistenza passata a pensare che qualsiasi cosa - e quando dico qualsiasi intendo proprio tutto - possa essere spiegata con la scienza o con un argoritmo difettoso ma convenzionale non voleva nemmeno pensare di ammettere che sì, aveva trovato l'unico software buggato del suo sistema.
Kuroo non aveva mai considerato minimamente l'idea di trovare qualcuno di speciale al di fuori della sua famiglia o la stretta cerchia di amici con cui stava già bene di suo, eppure il gran problema era iniziato esattamente quando tre anni prima una piccola figura, con troppa rabbia e presunzione per una sola persona, aveva varcato la soia del suo appartamento e si era presentato come suo nuovo compagno di camerata.
Yaku Morisuke.
Lo odiava a morte.
Un odio assolutamente genuino e tra l'altro reciproco fra i due era germogliato nello stesso istante in cui avevano fatto conoscenza - in realtà avevano dimenticato il perché ma poco c'era da fare con due cape calde come loro. Ci fu addirittura una volta in cui Yaku tirò il tostapane a Testuro, per poco non prendendolo in piena faccia, in una di quelle sere in cui erano entrambi stressati per un esame o per il troppo studio e si stuzzicavano a vicenda.
Poi però avevano incominciato a conoscersi.
Nel vero senso della parola.
Durante il loro secondo anno di università- non frequentavano gli stessi corsi ma comunque si vedevano in facoltà, anche se solo di sfuggita - entrambi si ritrovarono nello stesso gruppo di amici e a quel punto dovettero abbassare le armi e cercare un vincolo perlomeno di tolleranza.
Di conseguenza impararono che forse stare in compagnia dell'altro non era così male, sì, avevano gusti molto diversi e la maggior parte delle volte trovavano puntualmente qualcosa di stupido su cui litigare, ma alla fin fine c'era un potenziale di amicizia.
Essendo compagni di dormitorio e allo stesso tempo studenti a tempo pieno, la sera dopo cena era inevitabile non studiare e capitò più di una volta che all'ennesimo sbuffo di Morisuke, mentre rileggeva la stessa riga del libro di algebra, Tetsuro proponesse all'altro una pausa o se aveva bisogno d'aiuto.
Tante piccole cose fanno la differenza e Kuroo ne fu consapevole solo quando apportò la sua teoria: si era preso una bella cotta per il suo coinquilino in men che non si dica.
Perché?
Non si sa.
Eppure fino ad ora c'era sempre stata una risposta plausibile o perlomeno ragionata.
Col passare dei giorni la cosa non guariva e continuava ad arrossire incontrollabilmente al solo pensiero del piccolo ragazzo dagli occhi color miele.
Ed è così che il signor Kuroo Tetsuro trovò quei sentimenti di cui non aveva letteralmente idea cosa fossero diventati ne tanto meno di cosa farci.
Ben presto chiese a Bokuto, nonché suo migliore amico, cosa fare e così arrivarono all'opzione di confessarsi-
"No"
"Oooh ma dai Kuroo, ma mi sembra ovvio"
"No e poi no, neanche se mi pagano"
Tetsuro prese un sorso del suo caffè scuro. Erano andati a parlarne in tutta tranquillità in un piccolo caffè vicino all'università.
"Beh fa come vuoi ma stai sbagliando tutto, fattelo dire"
"E scusami come fai a dire che io stia sbagliando, tu che ne sai??"
"Di solito funziona così e funziona quindi smettila di fare il rincoglionito e vaglielo a dire!"
Ecco, insomma, da quanto apportato dalla loro ultima conversazione a quattr'occhi Tetsuro era un codardo, cioè non proprio un codardo era solo che non gli piaceva l'idea di andare lì con tutto un discorsetto preparato e tutte le preoccupazioni di questo mondo- si era un codardo.
Aveva paura della risposta di Morisuke.
Mentre ripescava le chiavi dalla borsa che portava a tracolla intravide la finestra della loro cucina illuminata.
Yaku era già in casa.
Il suo battito cardiaco incominciò ad accelerare, il corvino inglutì il nodo che aveva in gola e lasciò perdere la ricerca del mazzo di chiavi.
Salendo le scale due a due, con le palpitazioni che si facevano sentire insistenti, arrivò di fronte alla porta del loro dormitorio.
Prendendo un bel respiro suonò il campanello strillando un 'sono io' per avvertire Morisuke che non era il corriere - Morisuke odiava i postini che arrivavano a quest'ora - e poco dopo sentì un paio di passi avvicinarsi all'entrata.
Quando la serratura scattò e la porta, cigolando un poco, si aprì il calore della lampada del loro salotto invase il pianerottolo buio e gelido dove stava Kuroo. Anche se l'aria in casa sembrava molto più invitante e accogliente del solito, sul viso di Morisuke si dipingeva un'espressione che non annunciava nulla di buono. Tetsuro la riconobbe subito, aveva le sopracciglia corrugate in uno dei suoi sguardi stanchi e un tantino irritati, le occhiaie da studio fino alle 3 di mattina non aiutavano affatto. Aveva i capelli letteralmente in disordine con un paio di riccioli qua e là che gli ricadevano sugli occhi - avrebbero avuto bisogno di un taglio dopotutto. In una postura abbastanza statica e in contemplazione, il corvino notò che il più basso si era già cambiato in abiti più larghi e comodi.
"Allora, rimani lì fuori a dormire sta sera?"
Yaku lo schernì annoiato quando Kuroo continuava a cercare di capire il perché di quella espressione alterata sul viso dell'altro.
"Ah, si scusa"
Tetsuro si affrettò ad entrare, levandosi le scarpe in un fluido movimento aiutandosi con una mano sola, e appoggiò la borsa a tracolla su uno dei ganci attaccati saldamente al muro di fianco. Intanto Morisuke, che si era spostato per farlo entrare, si era diretto verso la cucina sbuffando e brontolando.
"Come mai così in anticipo oggi?"
Chiese a voce alta Tetsuro per farsi sentire mentre si levava la giacca.
"Ci hanno dato due ore libere e ho deciso di andarmene"
Rispose semplicemente il castano. Kuroo lo raggiunse in cucina, avviandosi verso la dispensa per rimediare qualcosa da sgranocchiare.
"Com'è andata oggi?"
Gli chiese Morisuke distrattamente mentre riponeva qualcosa sulla mensola sopra il lavabo, con qualche difficoltà data la sua statura.
"Oh, sai com'è, il solito lunedì... a te invece?"
Vide con la coda dell'occhio la figura dell'altro fermarsi sul suo posto, come se fosse stato preso di sorpresa a fare qualcosa di illegale.
"...il solito"
Farfugliò Morisuke appena si rimosse da davanti il piano lavoro del cucinino. Tetsuro stava osservando i suoi movimenti, strani, e che di solito non erano così pacati e addirittura scoraggiati: di solito Yaku non perdeva l'occasione per fare un commento orrendo su come il corvino dovesse fare qualcosa per quei capelli assurdi o sul fatto che quella mattina un professore aveva assegnato troppe cose per la lezione del giorno dopo e di come voleva veramente dirgliene quattro. Ma quella sera non sembrava proprio in vena di interagire con nessuno. Pareva solo molto... triste.
Qualcosa di simile a quando hai nostalgia di casa o stai passando un periodo discutibile.
"Se mi cerchi sono in camera mia"
Gli disse fiebilmente prima di uscire dall'ambiente illuminato dal grande lampadario. Tetsuro si mise a sedere su uno degli sgabelli dell'isola della cucina. C'era qualcosa che non andava, decisamente, ma non riusciva a capire cosa. Che fosse arrabbiato con lui?
Eppure era da più di una settimana che non litigavano e spesso e volentieri si erano salutati in facoltà. Il nervosismo di prima venne rimpiazzato da preoccupazione e curiosità, che si fecero strada nel petto di Kuroo mentre rimuginava sulle possibili versioni di cosa affliggese il suo compagno di dormitorio.
Giornata storta? Eppure sta mattina era uscito sorridendo...
Così Tetsuro, che un po' provava dispiacere nel vedere Morisuke ridotto così, si decise di indagare e magari provare a risolevvare il morale dell'altro almeno un po'. Quindi si armò di tutta la pazienza e coraggio di questo mondo e si alzò dal suo posto - ovviamente non prima di aver finito il suo metà pacchetto di doritos - dirigendosi verso lo scaffale dove tenevano le bustine del thè. Una camomilla sarebbe andata bene.
Mentre l'acqua bolliva ne approfittò per prendere una maglietta decente e pulita dall'armadio di camera sua e la tuta che aveva lasciato ai piedi del letto stamane. Tornato in cucina spense il gas del fornello e prese la tazza color pesca di Yaku dallo scolapiatti per preparare quell'infuso. Il delicato odore di camomilla gli arrivò subito nel momento in cui cominciò a girare la bustina d'abaca con un cucchiaino preso dal cassetto delle posate. Quando ebbe finito afferrò il manico della bevanda e rimase per un secondo a scrutare la sua immagine - sfocata e deforme - oltre il bordo della tazza.
Spero solo non sia una cosa personale di cui non voglia parlare...
Il corvino sospirò profondamente prima di decidersi a spegnere la luce della cucina e varcare la soglia della stanza. Così le uniche luci accese, che illuminavano il piccolo corridoio di lato del loro dormitorio, erano quelle in un angolo della sala e la lucetta da lettura lasciata sul tavolino da caffè per sbaglio.
L'atmosfera si era fatta... delicata.
Un misto di sensazioni invasero i sensi di Tetsuro: di solito non ci faceva caso ma le vetrate del salotto davano direttamente sulla strada e in lontananza si poteva scorgere il riverbero della città, con le sue luminorie perennemente affascinanti. Una vista fantastica, in effetti, che però non si era mai veramente soffermato ad ammirare. Continuando a camminare verso la porta della camera di Morisuke, attraversò il corridoio, che a differenza della sala, era immerso dalle ombre della sera; non era tardi ma neanche prestissimo e da quando era ritornato a casa era passata una mezz'ora minimo. Quando si ritrovò con il naso a qualche centimetro dalla superficie legnosa della porta diede uno sguardo esitante alla maniglia e poi appoggiò per un secondo l'orecchio alla superficie fresca. Non sentì nessun rumore particolarmente forte.
È andato a dormire?
Per verificare meglio Tetsuro finalmente bussò, ovviamente con la mano libera che gli era rimasta, e sentì un rumore ovattato di una sedia che si spostava.
"Yakkun, posso entrare?"
Chiese abbastanza forte per farsi sentire oltre la parete immacolata del loro piccolo corridoio. Quando non sentì una risposta vera e propria ma solo un movimento ovattato dettato da un altro spostamento della sedia alla scrivania del più basso, afferrò la maniglia saldamente, ma senza forzarla, e aprì piano la porta. La stanza era in ordine come sempre - quelle poche volte in cui Kuroo c'era entrato le uniche cose in disordine erano esclusivamente i libri e le scartoffie sulla grande scrivania alla finestra - e le piccole luci accese sopra l'angolo studio del castano erano l'unica fonte di luce; riflettevano con un'intensità tenue i bagliori arancioni e quasi rosati su tutto il mobilio della stanza. Il letto fatto, il comodino pulito e poi lo sguardo di Tetsuro si andò a soffermare sulla schiena di Morisuke, dalle spalle inarcate in giù, e sulla sua posizione discutibile sulla famosa sedia girevole. Vide che il ragazzo aveva portato una manica della larga felpa che aveva indosso all'altezza degli occhi e non appena era entrato il corvino si era sbrigato a ritrarre il braccio.
Stava... piangendo?
Preoccupazione e risentimento presero fortemente Kuroo.
"...hey"
Fece piano, per attirare l'attenzione del castano, anche se invano. Si avvicinò con passi calcolati al punto in cui sedeva Morisuke e fece scivolare la tazza che aveva in mano sulla superficie della scrivania. Yaku, che aveva il naso insolitamente rosso e le ciglia bagnate come aveva sospettato Tetsuro, rivolse uno sguardo dubbioso e sorpreso verso la bevanda che gli era stata poggiata davanti.
"È camomilla"
Lo rassicurò Kuroo quando vide la faccia perplessa dell'altro. Morisuke, con enorme lentezza, allungò le mani, che sembravano molto più piccole dato il fatto che quasi sprofondavano nelle maniche ginormiche della felpa di troppe taglie più grandi. Si riscaldò la punta dei polpastrelli con il coccio fumante.
"...grazie"
Il castano non lo guardò in faccia, forse non ce la faceva, ma si poteva sentire un pizzico di riconoscimento per l'accortezza del gesto nella sua voce. Kuroo aspettò un po' prima di provare a riparlare, voleva riuscire capire al meglio come comportarsi in una situazione del genere.
"...Yakkun, so che forse sono un po' invasivo, ma..."
Tetsuro si era appoggiato all'armadio a pochi centimetri dietro di lui e scrutava il fumo di calore che ancora usciva d'alloro della tazza color pesca.
"...stai bene?"
Le parole rimasero appese per aria, mentre fuori si sentiva solo il leggero venticello che sfiorava le piante sul balcone della sala.
Morisuke inspirò e ritrasse come scottato le mani dalla superficie della scrivania, incominciando a giocherellare - e a rigirarsele tra loro - con le maniche della felpa. Gli occhi, anche se impercettibilmente, ricominciarono a lacrimare. Un sussulto sembrò pervadere la stanza quando il castano alzò lo sguardo sul soffitto e respirò profondamente, nell'intento di calmarsi, e provò ad aprire bocca per poter rispondere alla domanda del corvino, ma con scarsi risultati. Si ripassò una manica all'altezza degli occhi sfregando insistentemente e corrugò le sopracciglia, come se si stesse trattenendo da scoppiare. Il rossore che si aggiungeva alle rughe appena pronunciate sotto i suoi occhi lasciava un'immagine pietosa sul suo viso.
"...Yakkun"
Kuroo, dopo quell'immensa pausa nella quale Morisuke aveva cercato di ricomporsi, si staccò dall'anta dell'armadio e si fece più vicino alla sedia girevole.
Morisuke ancora non si decideva ad alzare la testa per degnarlo di uno sguardo.
"...sai, è inusuale vederti ridotto così, e a una persona come te servirebbe qualcosa di veramente grave per scoraggiarsi... volevo solo dirti che, se ti serve qualcuno con cui sfogarti..."
Tetsuro si abbassò, piegando un ginocchio a terra, all'altezza della sedia, per riuscire a guardare il castano negli occhi.
"...ci sono io qui"
Poggiò la sua mano destra sul dorso di quella di Morisuke. I loro sguardi si scontrarono nel momento in cui Yaku alzò il viso, meravigliato, e lo guardò con un'espressione... quasi commossa.
Tetsuro, forse cosciente del fatto che era leggermente riuscito a rassicurare l'altro, fece un mezzo sorriso imbarazzato ma sincero.
"...non sono passato"
Sussurrò d'un tratto Morisuke. Con uno sguardo intenso rocambiava gli occhi del corvino, inginocchiato ormai per riuscire a mantenersi in equilibrio a quel livello. Tetsuro gli fece un cenno di continuare, voleva capire meglio.
"Non sono passato all'esame di chimica... sai, quello per cui mi avevi aiutato a studiare..."
Ah
Kuroo ricordava vividamente le due notti di seguito in cui aveva cercato di spiegare al castano quelle stramaledette formule di composizioni e scomposizioni di agenti chimici che avrebbe poi dovuto riscrivere per filo e per segno su quello stramaledetto esame. Non avevano dormito entrambi per un bel po', Morisuke per studiare e Tetsuro per cercare di aiutarlo e sostenendolo per alleviare la pressione, autoproclamatosi quello addetto al caffè - non era il massimo ma la caffeina aiutava il giusto - faceva battutine e scenate per far ridere almeno un tantino il compagno.
"...mi dispiace"
Gli si incominciarono a inumidire nuovamente gli occhi.
"No no"
Tetsuro strinse più saldamente le mani dell'altro nelle sue, più tiepide e gentili.
"Non devi scusarti con me"
"Ma tu mi hai aiutato e io-"
"L'ho fatto perché volevo aiutarti, non devi pensare minimamente di scusarti con me... è stato un gesto libero"
Passò i pollici sulle nocche sottili e affusolate di Morisuke. Quest'ultimo arricciò il naso, appena lentiginoso, mentre osservava l'espressione sincera del più alto.
"...quell'esame mi sarrebbe servito per recuperare il trimestre e non ce ne saranno molti altri per prendere un voto decente"
"Se vuoi possiamo riprovare a studiare assime, mmn?"
Erano molte poche le volte in cui si ritrovavano in una situazione di pace come quella, uno dei loro piccoli momenti tranquilli e confortanti che Kuroo custodiva nel cuore perché fossero per sempre ricordati come speciali.
E proprio a quella proposta così semplice quanto importante, fatta con una voce bassa e che sembrava davvero importargli del fatto che l'altro dovesse a tutti i costi farcela e che lui avrebbe creduto in lui, e allo sguardo denso e amichevole che gli stava rivolgendo Tetsuro, Morisuke crollò. Incominciò a piangere, piano e silenziosamente, mentre faceva un segno d'assenso col capo.
"Bene, ora calmati, ce la farai"
Tetsuro allungò un palmo verso la guancia di Yaku per asciugargli lo zigomo. Forse, essendo una persona più fisica, lo fece come per istinto oppure solo perché era un'occasione unica quella di poter rassicurare Morisuke in un momento tanto fragile.
E anche Yaku, il completo opposto del corvino, quindi da un carattere che non esigeva il bisogno di sentire col tatto gli altri, si lasciò strofinare la guancia fredda dal palmo caloroso di Kuroo comunque. Nessuno glielo chiese e non era una cosa obbligatoria, eppure Morisuke, con molta calma e accurata gentilezza, si allungò giù dalla sedia, quel poco per arrivare completamente allo stesso livello del più alto, a gli circondò il collo per abbracciarlo forte.
"...grazie"
Singhiozzò un'ultima volta nella spalla di Tetsuro, che era stato preso completamenete alla sprovvista e che non sapeva dove mettere le mani. Il suo cuore potrebbe essere uscito dal suo petto in quell'istante.
Con un sospiro compiaciuto - per una volta era riuscito a far calmare il suo compagno di dormitorio - gli accarezzò la testa, per sbaglio mezzo incastrando le dita fra i riccioli scompigliati castano chiaro, e ridacchiò quando Morisuke si strinse nuovamente a lui quando poggiò un braccio attorno alla sua schiena.
"Credo che la camomilla si sia freddata..."
"Oh, sta zitto, non sai proprio cos'è il concetto di atmosfera, eh?"
Yaku si ritirò sù, tirando su vistosamente col naso, ottenendo un sorissetto da Kuroo.
"...quella è la mia felpa?"
Dun tratto quell'indumento - che già da prima aveva catturato la sua attenzione - gli pareva troppo familiare; insomma non aveva mai visto l'altro con una cosa del genere prima d'ora, e indosso a Yaku era anche abbastanza largo. Sì, a quanto pare quella era la sua felpa. Entrambi avvamparono.
"A-avevo freddo"
"Yakkun~"
"Shush"
Lo zittì il più basso con una botta in fronte che però non esprimeva nulla di arrabbiato o irritato, cosa che il tono di Morisuke invece non transigeva.
Quella sera entrambi dovettero riscaldare l'acqua per il thè di nuovo e scegliere una nuova tisana - l'ultima bustina l'aveva usata prima Tetsuro per la tazza di Morisuke - e decisero di guardarsi un film su Netflix insieme, coprendosi con i pesanti plaid sul divano a tre posti del salotto. Inutile dirlo, collassarono uno addossato all'altro dopo i primi quaranta minuti.
Forse questa sensazione scientificamente non provata non è poi così male...
~fine~
ᵖᵃʳᵒˡᵉ: 3545
ⁱⁿᶜᵒᵐⁱⁿᶜⁱᵃᵗᵃ ᵃ ˢᶜʳⁱᵛᵉʳᵉ: 3 gennaio
ᶠⁱⁿⁱᵗᵃ ᵈⁱ ˢᶜʳⁱᵛᵉʳᵉ: 6 aprile
A/N:
Sono 3300 parole e passa.
Sapevo che ci avrei messo una vita?
Si.
Sapevo che nessuno l'avrebbe comunque cagata?
Si.
Bene ora spiegato perché ho ancora 3 temi da recuperare per scuola e molte ore di sonno arretrate ps. questa era un'altra parte del progetto di one-shot per una settimana ma shhhh-
putroppo non a molti piave questa ship ma per me è estremamente importante sigh*
la musica allegata è quella che ho ascoltato in loop mentre scrivevo più "can't take my eyes off you→college music" (non me la faceva mettere upss). spero non ci siano errori ily.
addio, grazie per la lettura
-glo
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