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45. Attesa

La luna, spuntata di nuovo fra le nuvole nere, illumina con la sua luce fredda Hogwarts e i dintorni ed entra come un faro attraverso le grandi vetrate del Castello silenzioso nel quale gli studenti stanno dormendo ignari della battaglia appena conclusa, a rischiarare le ombre dei corridoi e dell'atrio dell'infermeria dove George attende che gli permettano di entrare da Ellemir.

È arrivato di corsa e ora, senza fiato e con le forze che lo stanno abbandonando dopo la lunga notte insonne e densa di avvenimenti appena trascorsa, con la fronte appoggiata al vetro gelido e la mascella contratta, guarda fuori dalla finestra verso il giardino senza in effetti vedere nulla, completamente perso nei suoi pensieri.

Ciò che ha ascoltato nel Pensatoio della Preside gli vortica nel cervello e non gli concede tregua. Non si dà pace per aver creduto che Ellemir fosse una Mangiamorte, per non aver capito come stavano in realtà le cose, per essersi fermato all'apparenza.

Gli continua a tornare in mente ciò che è successo nell'istante in cui il suo Patrono ha raggiunto la ragazza: è stato evidente come proprio il suo Orso le abbia fornito l'ultima energia necessaria per sconfiggere la Magia Azzurra... a discapito di sé stessa e della sua incolumità.

'E' la mia magia che la sta uccidendo' continua a pensare 'se avessi usato il cervello avrei capito come stavano le cose in realtà e magari avremmo potuto trovare un'altra soluzione...'

Chiude gli occhi e si massaggia il collo mentre quella convinzione gli corrode l'anima e gli toglie le ultime energie rimaste, impedendogli di vedere ciò che è successo in modo più distaccato e obiettivo.

Una leggera febbre gli pulsa nelle vene mentre i minuti passano uno dopo l'altro senza che nessuno esca dall'infermeria.

All'improvviso il rumore di una porta che si apre rompe il silenzio perfetto della sala. George si volta in fretta, riemergendo dai suoi pensieri, e si trova di fronte Madama Chips con altre tre persone, presumibilmente dottori, che parlano a bassa voce uscendo dall'infermeria.

L'uomo si stacca a fatica dalla finestra e, a passi incerti, li raggiunge guardando Madama Chips ma non riuscendo a proferire parola.

L'anziana strega, veterana di Hogwarts, comprende al volo la muta domanda di quegli occhi azzurri che la fissano e avvicinandosi a George, gli dice gentilmente:

"Questi dottori sono venuti da San Mungo e hanno cercato di fare tutto il possibile per lei. Ma la quantità di energia che le ha attraversato il corpo è molto al di là di quella che può sopportare un  normale essere umano... Ora non resta che aspettare..." George si passa una mano sul viso mentre volge altrove lo sguardo per mascherare l'angoscia che gli ha stretto il cuore nell'udire quelle parole.

"Puoi entrare" continua Madama Chips, che ha capito perfettamente il motivo per cui lui è venuto a trovare Ellemir "Restale vicino, magari sentire la tua presenza potrà aiutarla in questa sua lotta per sopravvivere."

George non se lo fa ripetere due volte. Senza una parola le fa un cenno di saluto con la testa e si avvicina all'entrata dell'infermeria. Sta per richiudere la porta dietro di sé quando gli arrivano le parole che uno dei dottori scambia con un altro e che lo colpiscono come una mazzata: "Mai vista una cosa del genere... Mi domando come possa essere ancora viva... Non credo che ne avrà ancora per molto, povera ragazza."

A fatica riesce a riaversi e a passi incerti percorre lo spazio fra i letti vuoti, arrivando in fondo alla sala ruschiarata dalla luce della luna dove dietro un paravento c'è Ellemir.

George si avvicina al letto in cui giace la ragazza che sembra dormire. Anche senz'altro chiarore che quello che arriva dalle finestre, si vedono il grande pallore del bel viso, le labbra riarse ed esangui e le occhiaie scure sotto gli occhi chiusi.

Incapace di reggere a quella vista, George cade in ginocchio di fianco al letto e, presa fra le sue una mano fredda di lei, se la avvicina e vi poggia sopra la fronte che scotta chiudendo gli occhi e sperando confusamente che in qualche modo, non sa come, Ellemir possa attingere alla sua energia vitale per la lotta silenziosa che sta combattendo.

Rimangono così mentre i minuti scorrono lenti, con la luna unica testimone della loro sofferenza.

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