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//Capitolo 1

Non disperare:
anche i treni sbagliati
possono portarti nel posto giusto
(Paulo Coelho)

Harry si svegliò di soprassalto, stordito dopo l'ennesimo incubo che, come al solito, lo aveva strappato al sonno tra urla e singhiozzi.

Si accorse subito di non essere nell'appartamento che condivideva con i suoi migliori amici, dove il suo materasso era troppo rigido e troppo sottile paragonato alla nuvola morbida che lo avvolgeva in quel momento. Lo stordimento e la paura iniziali passarono all'istante, però, quando un familiare, deciso profumo di menta e fragranza maschile invase le sue narici.

Harry si rilassò all'istante, riempiendosi i polmoni di aria profumata per poi voltarsi, incurante del fianco destro che pulsava fastidiosamente e della pelle nuda che prudeva. Cadde in uno stato di dormiveglia, in cui riusciva sia a vedere i soggetti dei suoi vividi sogni, sia a sentire i rumori delle macchine provenienti dall'enorme vetrata di quell'enorme camera da letto.

Passò un'altra ora, poi Harry si svegliò definitivamente, sentendo la porta della stanza aprirsi e dei passi leggeri avvicinarsi al letto. Come per il profumo, ci mise mezzo secondo a riconoscere i passi piccoli e ritmici di un calciatore che, abituato a correre con passo più pesante, doveva adattarsi a camminare silenziosamente.

In quel momento il fatto che conoscesse bene anche il modo in cui camminava preoccupò Harry più di qualunque altra cosa.

Continuò a fingere di dormire, tenendo gli occhi chiusi e cercando di mantenere il respiro regolare, aspettando la mossa successiva del suo migliore amico mentre questo, ormai arrivato a fianco al letto, si sedeva sul bordo del materasso, facendolo piegare sotto il suo peso.

Il ragazzo sentì prima una piccola e calda mano allontanargli il solito ciuffo di ricci ribelli dalla fronte, poi un paio di labbra fini e morbide posarsi dolcemente sulla sua pelle sudata. Non sembrava tanto un bacio, quanto più uno sfioramento, come una mamma che bacia la fronte dei figli per sentire se hanno la febbre.

Quel contatto leggero durò solo qualche secondo, eppure fu abbastanza per far sì che le guance chiare di Harry si chiazzassero di rosso. Il riccio sentì la stessa calda mano accarezzargli lievemente, solo con la punta delle dita, la pelle accaldata.

«Lo so che sei sveglio, Harold» Sghignazzò una voce allegra.

A quel punto il riccio aprì di scatto gli occhi, ancora più imbarazzato, trovandosi davanti un paio di bellissimi occhi azzurri che lo squadravano attentamente.

Louis gli sorrise dolcemente, dandogli una piccola pacca sulla spalla nuda. «Buongiorno Hazzabear, pensavo di doverti buttare un secchio d'acqua ghiacciata addosso per farti alzare!»

Si alzò dal letto, camminando tranquillamente fino alla vetrata e premendo il bottone che sollevava le tapparelle esterne. La stanza venne inondata della luce aranciata del tardo pomeriggio ed Harry si sentì girare improvvisamente la testa.

«Dai, Louis!» Soffiò, richiudendo subito gli occhi e affondando la faccia nel cuscino. «Chiudi, ti prego. Mi sta per esplodere la testa»

«Il solito esagerato» Borbottò il ragazzo dagli occhi azzurri, chiudendo però le tende chiare della stanza, così da attenuare la luce del sole che tramontava dietro i grattacieli.

Louis fece scorrere lo sguardo sulla pelle liscia e chiara della schiena di Harry, cercando di immaginarsi come dovesse essere poterla toccare e stringere a suo piacimento. Senza nemmeno rendersene conto, iniziò ad accarezzare delicatamente la schiena nuda del minore, stupendosi di come i muscoli del più piccolo, coperti da quella pelle morbida e calda, si tendessero quando lui vi passava le dita sopra.

«Non pensi sia ora di alzarsi, Raperonzolo? Sono quasi le sette» Disse, continuando ad accarezzare la schiena di Harry e salendo fino ad arrivare ai lunghi capelli ricci.

Harry, che fino a quel momento si era rilassato sotto i tocchi di Louis, si voltò verso il maggiore.

«Le sette di sera?» Chiese, confuso, prima che qualche frammento della nottata precedente gli tornasse alla mente. Si sedette lentamente, appoggiando la schiena contro la testiera del letto.

«Cosa è successo, Louis?»

«Non ti ricordi?»

Harry scossa la testa. Aveva solo pochi ricordi della notte passata e questi erano troppo vaghi perché il ragazzo riuscisse a capirci qualcosa.

Si ricordava di essersi svegliato nel suo letto nel cuore della notte, completamente sudato e terrorizzato dall'incubo appena avuto, sentendosi soffocare, spaventato dai rumori del forte temporale fuori dalla sua stanza. Non riuscendo a sopportare l'aria pesante che si respirava in camera sua, Harry era uscito, correndo nel grande parco situato poco distante da casa sua, e aveva poi iniziato a girovagare tra quelle stradine vuote, non curandosi del fatto che ci fosse ancora un temporale in corso.

Tempo dopo, completamente fradicio a causa dell'acqua, senza ricordarsi come, aveva finalmente trovato il posticino dove si rifugiava sempre per pensare e schiarirsi le idee. Si era nascosto lì, sedendosi comodamente sul terreno—asciutto grazie alla copertura naturale fornita dalla roccia—e guardando i tanti puntini luminosi delle auto che, nonostante l'ora, correvano lungo le strade solitamente trafficate di New York.

L'ultima cosa che si ricordava era di aver appoggiato il corpo alla roccia e di aver chiuso gli occhi arrossati a causa del pianto. Poi più niente.

«Bene, mettiti comodo: è l'ora del racconto» Disse Louis.

Quella doveva essere una frase ironica, ma gli occhi azzurri del maggiore erano freddi e seri, come Harry si ricordava di averli visti solo poche volte, tutte prima che il ragazzo dai capelli lisci iniziasse lo stesso identico discorso.

«Stavo guardando un film ieri sera» Iniziò a raccontare, sedendosi a gambe incrociate davanti ad Harry. «Probabilmente mi sono addormentato dopo i primi dieci minuti...Fatto sta che quando mi sono svegliato la televisione era ormai spenta e fuori c'era un temporale spaventoso»

Louis lanciò una breve occhiata ad Harry per assicurarsi che il riccio stesse ascoltando, poi riprese il suo racconto.

«Ho tentato di chiamarti al cellulare, sperando di riuscire a distrarti da quella tempesta, ma era spento» Il maggiore sollevò di nuovo lo sguardo verso Harry, ma questa volta i suoi occhi azzurri rimasero inchiodati in quelli verdi dell'altro.  «Tu non vai mai da nessuna parte senza telefono, te lo tieni accanto persino quando sei a nuoto, per qualsiasi evenienza, e io...»

Louis abbassò di nuovo lo sguardo. «Io ero preoccupato per te, cazzo»

«Sono corso fino a casa tua, morivo dalla voglia di urlarti contro di rispondere a quel fottutissimo aggeggio. Poi Niall mi ha aperto, sperando fossi tu che tornavi dai tuoi giri dementi, e a quel punto siamo andati entrambi nel panico. Tu eri sparito, fuori c'era una cazzo di tempesta e tu eri sparito

Louis prese un respiro, poi lo guardò di nuovo negli occhi. «Si può sapere che cazzo ti passa per quella testa bacata che ti ritrovi?!»

Harry normalmente avrebbe fatto una battutina che avrebbe fatto sciogliere entrambi, oppure gli avrebbe dato una pacca sulla spalla prendendolo in giro per tutte le sue paranoie. Ma quella volta qualcosa nello sguardo di Louis lo spinse a rimanere zitto, mentre sentiva un senso di calore al pensiero che il ragazzo dagli occhi azzurri avesse davvero corso fino a casa sua durante un temporale solo perché lui non rispondeva al telefono.

«Abbiamo girato per ore, dappertutto. Siamo andati da Ed, che ha passato la notte da Kev. Per cercarti abbiamo anche interrotto Liam mentre stava facendo a Zayn quello che lui si ostina a definire 'il miglior lavoro di lingua di sempre'. Rimarrò traumatizzato a vita a causa della posizione in cui li ho trovati, porca puttana!»

«Come se tu non ti fossi mai trovato a fare quelle cose» Sbuffò Harry con un sorriso, cercando di smorzare la tensione.

Evidentemente il suo piano funzionò, perché Louis lo guardò sorridendo e facendogli un occhiolino. Harry cercò di ignorare quel moto di gelosia che gli invase lo stomaco per qualche secondo.

«Non avrei mai detto che fosse Liam l'attivo della coppia» Disse alla fine, sperando di riuscire a far sparire quella strana e spiacevole sensazione.

«Nemmeno io l'avrei detto» Concordò Louis con un piccolo ghigno, che comunque non copriva il suo sguardo spossato. «Fino a quando non li ho beccati a scopare sulla scrivania di Zayn a lavoro. E fidati, l'attivo era decisamente Liam. Inquietante»

Il ragazzo dagli occhi azzurri finse di rabbrividire, facendo ridacchiare Harry.

«Comunque, dopo che tutti insieme ti abbiamo lanciato maledizioni ed insulti a tutto spiano, siamo riusciti a trovarti» Mormorò Louis tornando serio, indicando la parte del grande Central Park su cui si affacciava quel lato del suo appartamento «Eri nel parco qua davanti, svenuto dietro ad alcune piante, coperto di fango. Per un attimo ho davvero avuto paura di non riuscire più...»

«Louis» Sussurrò Harry, sentendo gli occhi pizzicargli.

Si lanciò tra le braccia del suo migliore amico, lasciandosi stringere e sentendosi incredibilmente bene. Tutte le preoccupazioni e le ansie che lo perseguitavano da quella notte improvvisamente scivolate via mentre si accoccolava al corpo caldo di Louis, stringendolo e lasciandosi stringere.

«Ti romperò le scatole ancora per tanto, tanto tempo caro il mio Lewis» Mormorò dopo un po'.

Il maggiore faceva schifo ad esternare le proprie emozioni, lui era più il tipo da battutine stupide e sarcasmo incessante, ma Harry sapeva bene che quella fosse solamente una maschera per impedire agli altri di leggere le sue emozioni. Il riccio era uno dei pochi sempre in grado di capirle. O almeno, così pensava.

«E a quanto pare mi toccherà sopportarti per tutto quel tempo, vero Henry

«Ovvio. Cosa faresti senza di me?» Domandò Harry ironicamente.

Louis continuò ad accarezzargli la schiena nuda. «Sicuramente il mio olfatto starebbe meglio. Puzzi in una maniera allucinante»

Il riccio sbuffò, alzando gli occhi al cielo mentre il maggiore ridacchiava. Si alzò in pieni, ignorando il fianco colpito, che gli faceva più male ogni secondo che passava.

«Comunque perché sono in boxer?»

«Oh, questa è la parte della nottata che ho preferito» Ammiccò Louis alzandosi a sua volta e sorridendo malizioso. «Si da il caso che fossi completamente coperto di fango. Non ti avrei mai fatto entrare nel mio letto in quello stato pietoso, e visto che tu non eri nelle condizioni di farti una doccia ho pensato di levarti almeno quella roba puzzolente»

«Hai davvero aspettato che io fossi svenuto per spogliarmi, Tomlinson?» Chiese Harry maliziosamente, incrociando le braccia al petto.

Louis si morse volutamente il labbro inferiore e lanciò ad Harry un'occhiata che lo fece andare a fuoco. Si avvicinò lentamente al riccio fino ad essere a meno di una spanna di distanza da lui.

Il maggiore, data la differenza d'altezza, dovette alzarsi sulle punte dei piedi per poter arrivare all'orecchio di Harry. Inspirò per qualche secondo il lievissimo sentore di pesca tra i suoi ricci prima di sussurrare qualcosa contro il suo orecchio.

«Fidati Harreh, riuscirei a farti spogliare in qualsiasi momento»

Harry sentì un brivido attraversargli la schiena, mentre la pelle d'oca si formava sulle sue braccia.

Tutto a causa di quella stupida voce, pensò cercando di darsi un contegno mentre sentiva le labbra di Louis continuare a sfiorargli il collo.

Harry era gay da sempre. Louis, continuava a definirsi 'bisessuale'. Battutine maliziose erano sempre state comuni tra loro due, eppure Harry non era affatto abituato alle dita di Louis che accarezzavano la pelle nuda del suo fianco, come in quel momento.

Rifiutandosi di dargliela vinta per principio, si allontanò dal corpo caldo del maggiore, passandogli lascivamente una mano sul braccio.

«Ti piacerebbe, eh Louis?» Disse allora dopo pochi secondi, cercando di sembrare convincente.

SI allontanò dal corpo del ragazzo più grande e camminò verso il bagno cercando di sculettare il più possibile, certo che Louis se ne sarebbe accorto.

Harry si chiuse la porta del bagno alle spalle, escludendo la sottile risata cristallina del maggiore, senza riuscire a sentire il 'non sai quanto' appena accennato dal ragazzo più grande.

***


Primo capitolo ripubblicato e devo dire che me lo ricordavo peggio😅
Ovviamente scrivetemi i vostri commenti e le vostre critiche, sapete che amo leggerli.

Per chi legge questa storia per la prima volta: siamo solo agli inizi di un lunghissimo percorso e spero siate impazienti di leggere gli sviluppi della storia❤️

D'ora in poi gli aggiornamenti saranno il martedì e il venerdì, con qualche bonus la domenica. Perciò nulla, alla prossima😘

~Alex

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