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Capitolo 7

Come vi avevamo detto ieri, il capitolo era quasi pronto, quindi eccolo quaaaa!

Prima di lasciarvi alla lettura volevamo dirvi alcune cose che avevamo intenzione di dirvi da molto.

In quasi tutti i capitoli di Hidden o Psychotic ci sono dei riferimenti ad After o Dark; premettiamo che After è stata la prima ff in inglese che abbiamo letto e la amiamo. Quello che volevamo dirvi è che non solo Harry e Tessa fanno sesso, non solo Harry e Tessa litigano, non solo l'Harry di After ha un passato difficile, non sono Harry dà le sue maglie a Tessa, non solo l'Harry di After dice 'fottuto'. Gli inglesi utilizzano SEMPRE la parola 'fucking', non è come se l'avesse inventata Anna Todd appositamente per Trevor! Inoltre, la scrittrice di Psychotic non ha mai letto After quindi qualsiasi cosa simile a quest'ultima è semplicemente puro caso! Durante le scene intime ci sono frasi uguali/simili ma questo non vuol dire che si copino tra di loro, è solo che certe cose(tipo il sesso) si fanno così e basta, non ci sono altri modi!

Okay dopo questo discorso, vi auguriamo buona lettura.

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Raggiungemmo facilmente il motel dopo circa una mezz'oretta; sarebbe stato difficile non notarlo. Una grande insegna era illuminata da una luce rossa, sostituendo il sole, che stava già affondando dietro l'orizzonte. Ma anche nell'oscurità crescente, capii che si trattava di un edificio trasandato ed economico. Era di un unico colore, e solo alcune auto erano parcheggiate nel piccolo parcheggio. Riuscivamo a sentire le scariche elettriche provenire dal cartello elettrico sopra di noi.

"Ashbury Motel," lesse Harry. "Deve essere il nome della città in cui ci troviamo."

Scossi le spalle. "Mai sentito."

Guardò dietro di lui, verso la strada deserta. "Sembra che non ci abiti molta gente," disse distrattamente. Si prese il suo tempo per esaminare le strade silenziose e oscure in cerca di qualcuno che camminava o passava con la sua auto. Ma non c'era nessuno.

Per cui attraversammo le porte del posto in cui saremmo rimasti. Un campanello suonò mentre entravamo nella hall scarsamente illuminata. Beh, se si poteva chiamare così. Più che altro era una piccola stanza con la reception e l'ascensore. C'erano porte di vetro sulla destra, senza dubbio contenevano dozzine di stanze. Le pareti erano di un blu marino che non si abbinava al legno chiaro della reception.

C'era un uomo lì, la sua testa scattò verso di noi quando entrammo. Si abbinava perfettamente all'atmosfera del posto. Sembrava avere circa trent'anni, con un viso rasato e pungente come se stesse cercando di farsi crescere la barba. I capelli scuri della sua testa troppo piccola avevano una brillantezza grassa.

"State cercando una stanza?" Ci chiese.

"Si, grazie," disse Harry mentre ci avvicinavamo a lui.

Ma l'uomo non l'aveva chiesto a lui. Invece guardava me, un po' troppo da vicino. Mi guardava in un modo che non era soltanto un educato contatto visivo.

Gli occhi di Harry seguirono lo sguardo dell'uomo, spostandosi tra me e lui. "Solo per stanotte," disse Harry, alzando leggermente il tono.

L'uomo lo guardò soltanto per un momento, per poi abbassare lo sguardo verso il blocchetto che giaceva sulla scrivania. "D'accordo . . . una notte vi verrà a costare 5 pounds," parlò. Quando alzò lo sguardo, lo alzò verso di me. Sulle mie labbra, poi sul mio petto e poi di nuovo sul mio viso. Furono occhiate veloci, ma Harry si irrigidì. Le aveva notate.

"I miei occhi sono qui, coglione," sputò Harry, mettendosi lentamente davanti a me, come se volesse farmi da scudo per proteggermi da questo uomo che non era affatto pericoloso.

"Will," lo ammonii, afferrando il suo braccio. Aveva bisogno di darsi una calmata. Eravamo entrati solo da pochi secondi e stava già per attaccare briga.

"Whoa," disse l'uomo, alzando le sue mani in segno di difesa. Questa volta prestò ad Harry tutta la sua attenzione. "Datti una calmata adesso, sto solo cercando di procurarvi una stanza."

Harry era sul punto di dire qualcosa in risposta, ma strinsi forte il suo braccio. Strinse la mascella per fermarsi dal rispondere all'innocuo dipendente. Raccapricciante, sì, ma innocuo, dall'aspetto delle sue braccia magre e del torso magro. Camminò verso il muro dove erano appese una dozzina di chiavi per le stanze. Una piccola TV era sistemata su un tavolo sulla destra.

Mentre la tirava via dal gancio, rilasciai il braccio di Harry per andare verso lo zaino alle sue spalle. Scavai per la giusta quantità di denaro mentre Harry rimase immobile.

"Stanza 107," disse l'uomo trasandato, mantenendo le chiavi nella sua mano. "Primo piano, basta attraversare quelle porte lì."

Quando poggiai i soldi sul bancone e lui li contò, mantenne le chiavi fuori dalla portata di Harry. Ed era ancora attento a non incontrare i miei occhi.

Harry li strappò via dalla sua stretta e poi si girò, poggiando la sua mano sulla mia schiena per guidarmi. Attraversammo le porte che ci portarono in stanze diverse, e parlai quando si chiusero dietro di noi. "Non dovevi farlo."

"Fare cosa?" Chiese Harry. Sapeva esattamente cosa.

"Incazzarti là dentro. Tutto ciò che stava facendo era guardarmi, avresti potuto lasciar perdere."

"Non mi stavo incazzando, stavo soltanto difendendo la mia ragazza," disse in segno di protesta. "Non mi piaceva il modo in cui ti guardava. Dovevo pur dire qualcosa."

"Beh, non avresti dovuto," brontolai. Prima che io potessi aggiungere altro, raggiungemmo la nostra stanza, il 107 scritto su di essa in lettere grandi e nere. Harry usò le chiavi e la spalancò.

La stanza non era bella, e non mi aspettavo neanche che lo fosse. Della brutta carta da parati pendeva dalle pareti e gli unici mobili che aveva erano un letto a due piazze, un piccolo bagno ricoperto da ruggine e una mini TV che giaceva su un minuscolo armadio inadeguato. Ero sicura che questo non fosse esattamente considerato da molti un posto a 5 stelle. Ma per me ed Harry, era il paradiso.

Perché aveva un letto. Un letto vero con uno spesso materasso che io ed Harry avremmo potuto condividere. C'era un bagno personale non affollato da persone che cantavano, urlavano o parlavano da soli nel gabinetto accanto al tuo. C'era un armadio, un vero armadio per metterci le nostre cose. Per noi questo posto, confrontato con gli altri posti in cui eravamo stati, aveva una qualità di 5 stelle.

"Oh mio Dio," disse Harry, lasciando che il suo borsone cadesse a terra.

L'uomo che avevamo incontrato qualche momento prima era già stato dimenticato. Praticamente balzò sul letto, avvolgendo le sue braccia intorno ad uno dei cuscini. Risi, ma la mia attenzione fu deviata verso qualcos'altro.

"Finalmente posso fare una doccia calda," dissi. Diedi una sbirciatina al bagno e c'erano delle asciugamani e quelle piccole bottigliette da shampoo per gli ospiti.

La testa di Harry si sollevò dal cuscino una volta che lo menzionai. Si girò verso di me, il suo corpo lungo si stiracchiò tutto sull'intera lunghezza del letto. Era piegato su una gamba mentre si reggeva sull'avambraccio.

"Ti raggiungerò," disse in modo suggestivo, guizzando le sopracciglia.

La sua posa giocosa mi fece ridere. "Torno subito," dissi, entrando in bagno. Chiusi la porta dietro di me, e aprii l'acqua, più calda possibile. Mi spogliai dei miei vestiti, lasciandoli sparsi sul pavimento. Era un sollievo togliere via quel tessuto appiccicoso.

Entrai nel calore esilarante e rilassante dell'acqua. Lasciai che pulisse via ogni traccia di sporco o di sudore degli ultimi giorni trascorsi nella foresta. Il davanzale della doccia aveva una mini bottiglia di shampoo e balsamo, un quadratino sottile di sapone e persino un rasoio. Era uno di quelli economici in plastica, ma lo usai comunque. Una volta che la mia pelle fu liscia, assaporai il tepore dell'aria intorno a me e chiusi i miei occhi. E non notai neanche la porta aprirsi con uno scricchiolio, pensavo di essere completamente sola. Così fu, fino a quando una mano grande avvolta attorno alla tenda della doccia non la tirò via.

Strillai. "Harry!" Strappai la tenda via da lui, stringendola di fronte a me. "Cosa ci fai qui?"

Ridacchiò per la mia fretta di coprirmi. "Ero serio riguardo al fatto di raggiungerti," disse.

Lo guardai mentre si sbottonava il jeans, spingendolo giù e uscendone fuori. Si afferrò la parte posteriore delle spalle, stringendo la maglia e tirandola via da esse. La gettò per terra con noncuranza, un sorrisetto prese forma sulle sue labbra. "Non vuoi?" Chiese.

Non credevo ci fossero ragazze che sarebbero state in grado di dire di no ad Harry, lì in piedi nel solo paio di boxer neri. E se mai ce ne fosse stata qualcuna, con così tanta forza di volontà dal resistergli, sicuramente io non sarei stata una di loro.

Prese il mio mancamento come una risposta negativa, e tolse l'ultimo indumento che indossava.

Porca troia.

"Um," iniziai a dire, non sicura di ciò che stessi per dire. Avevo già visto Harry senza vestiti prima, ma questa volta era diverso. Lui era nella sua piena bellezza nuda sotto la luce mentre era lì in piedi davanti a me come qualche sorta di Dio greco. Afferrò la tenda, tirandola gentilmente via dalle mie mani. Questa volta non ero imbarazzata che lui mi vedesse allo stesso modo. I miei pensieri non erano su me stessa, ma concentrati su di Harry. Non poteva essere vero.

I suoi occhi sorprendenti mi guardavano in un modo che mi facevano capire che lui fosse nel mio stesso stato di trance. Guardava il mio corpo. Il suo labbro superiore veniva stretto tra i suoi denti. Eravamo entrambi persi, completamente affascinati l'uno dall'altro.

Il getto di acqua cadde su di lui, e le goccioline accentuarono i suoi lineamenti in un modo che non pensavo fosse possibile. Cadevano giù dalle sue spalle larghe. Atterravano sulle sue labbra rosse dischiuse. Venivano catturate dai suoi capelli, appesantendoli. E volevo seguire il loro percorso, volevo toccare la sua pelle liscia e bagnata.

Ma la sua mano rimase sul mio fianco, e mi spinse gentilmente contro al muro. Lentamente, così lentamente che il mio cuore batteva forte ed il mio respiro rimaneva incastrato nella mia gola, fece scivolare la sua mano sul mio fianco. Il lieve tocco della sue dita lasciava la pelle d'oca. Le sue labbra arrivarono vicino al mio orecchio, soffiando su di esso e mandando un brivido lungo la mia schiena.

In una voce come il cioccolato fuso e gocciolante, il suo respiro inviò un profondo sussurro lungo il mio collo. "Posto . . . preferito per baciare."

Il respiro venne rubato dai miei polmoni e non riuscii a parlare. Ma Harry si.

"So dov'è il tuo." Le sue labbra si posavano giusto sotto l'orecchio, imprimendovi un leggero bacio. "Non qui," sussurrò. Le sue labbra scesero giù verso il collo, labbra bagnate baciavano pelle bagnata. Arrivò alla base del mio collo e ansimai quando succhiò leggermente. Ma solo per un momento. "Tu ami quando ti bacio dappertutto," disse. Il calore della doccia ed il suo respiro caldo mi stavano per far collassare tra le sue braccia. "Ma questo ti fa impazzire, non è vero piccola?"

Le sue labbra carnose si strinsero attorno alla mia clavicola. Ansimai, le mie dita strinsero i suoi capelli. Riuscivo a sentire il movimento delle sue labbra quando ridacchiava. Succhiava la pelle, un piagnucolio uscì fuori dalle mie labbra esortandolo a continuare.

Le sue azioni erano tortuose, ma proprio quando stavo per sentire le mie gambe cedere, le sue labbra incontrarono le mie. La mia testa era sfocata, lui aveva soltanto iniziato a baciarmi e mi stava già facendo cedere come se io fossi una debole. Ma rispondere al bacio, baciare le sue labbra, era qualcosa che riuscivo a fare. Dovevo recuperare un po' del mio controllo, per cui tirai il suo labbro superiore tra i miei denti. Lui rilasciò un gemito gutturale, stringendo la presa sui miei fianchi.

"Voglio toccarti," soffiò. Non avevo intenzione di fermarlo.

Afferrò il sapone e lo strofinò tra le sue mani, facendolo cadere al suolo una volta insaponate. Premette un bacio sulla mia spalla, usando le sue mani per massaggiarmele dopo il tocco delle sue labbra. La mia testa cadde all'indietro mentre lui lavorava per alleviare lo stress dei giorni passati. Le sue dita scesero giù lungo il mio braccio, sul mio petto. Nel frattempo lasciava tracce di baci sulla scia delle sue mani. Le trascinò lentamente lungo i miei fianchi. Si abbassò così che potesse continuare, e si inginocchiò. La grande estensione delle sue mani arrivò sul mio fondoschiena e poi attorno al mio sedere dove strinse leggermente la presa. Dopo scesero ancora verso il basso, fermandosi nella parte posteriore delle mie cosce. Le sue labbra toccarono i miei fianchi. Le farfalle esplosero nel mio stomaco con i suoi esilaranti tocchi delicati. Ma neanche lì si fermò, baciando la zona sotto il mio ombelico. Tamponò le sue labbra carnose su un lato, dalla mia anca verso il mio interno coscia. Alla fine lo fermai prima che potesse andare oltre.

"Aspetta," dissi, anche se il mio corpo implorava con disperazione che lui continuasse. Alzò lo sguardo su di me, i suoi occhi bellissimi incontrarono i miei preoccupati. "Voglio fare qualcosa per te," spiegai.

Sorrise, alzandosi lentamente. "Sei sicura?" Mi chiese, il suo viso a pochi centimetri dal mio. Annuii.

Baciò delicatamente le mie labbra, per rassicurarmi. Ma mi sentivo già a mio agio e al sicuro con lui, anche se mi imbarazzava. Lui avrebbe potuto ridere di me se avessi fatto qualcosa di sbagliato o altrimenti mi avrebbe soltanto istruito, dal momento che non l'avevo mai fatto prima. Ma non ero nervosa. E poi per una volta volevo essere io quella ad avere il controllo. Lui sapeva sempre cosa fare, era sempre lui a far battere il mio cuore e a farmi mancare il respiro. Ora era il mio turno.

Ma prima volevo fare qualcos'altro.

Presi la bottiglia dello shampoo che c'era sulla mensola della doccia. La sua fronte si aggrottò in confusione, imbronciando leggermente le labbra. Svuotai il contenuto della bottiglia nelle mie mani e feci scorrere ardentemente le mie dita nei capelli di Harry. I ricci erano cresciuti negli ultimi mesi passati, dandomi più spazio in cui affondare le mie dita.

"Rooose," si lamentò Harry, trascinando il mio nome. "Non pensavo ti riferissi a questo!"

"Infatti," risi. "Ma non ne potevo fare a meno."

Mi guardò, sollevando un sopracciglio. Ridacchiai soltanto e continuai a muovere le mie mani da una parte all'altra, lasciando che lo shampoo tra le mie dita si intrufolasse nei suoi folti ricci.

"Girati," gli istruii, ridendo ancora.

Harry si girò con un sospiro esagerato. Si mise di schiena e fui in grado di setacciare i suoi capelli. Abbassò la testa in avanti così che avessi potuto fare meglio il mio lavoro. Massaggiai il suo cuoio capelluto con lo shampoo e lo sentii mormorare in apprezzamento. Anche se cercava di rimanere provocatorio, sapevo che adorava quando giocavo con i suoi capelli. Dai lati del suo volto riuscii a vedere i suoi occhi chiusi, le sue labbra adornate da un piccolo sorriso con le fossette.

"Vieni qui, " istruii, tirando delicatamente i suoi capelli per condurlo sotto al flusso della doccia. Le goccioline caddero su di lui, mentre lo shampoo cadeva lungo la sua schiena. E mentre l'acqua gocciolava dai suoi capelli il mio respiro divenne più rumoroso. Notai il corpo immobile di Harry. I suoi occhi guardavano alla sua sinistra, per cercare di vedere il mio viso. Riuscii a vedere un sorriso seducente sulle sue labbra. Ma non si girò. Stava aspettando che fossi io a fare la prima mossa.

E così feci. Le mie labbra si poggiarono sulla base del suo collo e lasciai chiudere i miei occhi. Mossi le mie labbra sulle sue spalle, baciandolo lentamente e tortuosamente, così come aveva fatto con me. Sentii i suoi muscoli rilassarsi al mio tocco, il suo corpo faceva dei movimenti più ampi per aspirare respiri più ampi.

"Rose," boccheggiò.

Lo girai per far sì che mi guardasse, i suoi profondi occhi smeraldo penetrarono dentro i miei. E di nuovo, sotto il flusso dell'acqua, le mie labbra incontrarono le sue. Le sue mani erano a coppa attorno la mia mascella, le mie sui suoi avambracci. C'era qualcosa di più profondo in questo bacio rispetto agli altri. Era come il primo bacio, dietro le sbarre della cella di Harry interminabili mesi fa. Ma tutto iniziò a sparire.

Questo motel schifoso, l'inquietante uomo dietro il bancone, la donna che strisciava nei boschi, il nuovo articolo, la costante preoccupazione e lo stress che qualcuno avesse potuto riconoscerci. Tutte queste cose svanirono lentamente. La presenza di Harry, le sue labbra, la sua pelle, il suo corpo erano troppo importanti per far sì che la mia mente fosse imprigionata da altri pensieri. C'era solo lui, c'eravamo solo noi due, a baciarci sotto l'acqua corrente. Harry era tutto. Mi faceva sentire desiderata, mi faceva sentire al sicuro. E volevo fare qualcosa in cambio.

Mi allontanai dal nostro passionale bacio per guardarlo. Il suo petto si alzava e si abbassava quasi velocemente quanto il mio. Fece scorrere la sua lingua lungo le sue labbra e annuì, come per rassicurarmi.

"Va tutto bene," i suoi occhi sembrarono dire questo.

Così dopo un altro bacio, mi misi in ginocchio.

I miei occhi guardarono la sua lunghezza già dura. Non sapevo cosa fare esattamente, ma non ero poi così nervosa come avevo pensato. Mi lasciai guidare dal mio istinto. Una mano poggiata suo suo fianco mentre l'altra scorreva su e giù lungo la sua lunghezza, dei suoni dolci cadevano dalle sue labbra. Divenne più duro ad ogni mio tocco. Avevo una conoscenza limitata in questo campo, ma la reazione di Hary mi diceva che fin qui stavo andando bene.

Il mio pollice sfiorò la parte superiore mentre Harry risucchiò un respiro. Tracciai dei cerchi su di essa e lui si lasciò sfuggire un gemito gutturale. Questo fu ciò che mi diede sicurezza per spingermi oltre: le sue reazioni, i suoi rantoli, i suoi gemiti.

"Rose," disse Harry, ma la sua mascella era serrata e i suoi pugni chiusi lo fecero sembrare una richiesta, come se mi stesse dicendo di continuare per lui.

Ma non gli diedi subito ascolto. Volevo essere io a torturarlo questa volta. La mia mano si avvolse attorno la base della sua erezione, facendola muovere su e giù, mentre un gemito accarezzò le sue labbra. Ma subito dopo, i suoi fianchi si spostarono in avanti, desiderando di più.

"Cazzo, piccola, ti prego," supplicò disperatamente.

I miei occhi incontrarono i suoi, i quali stavano nuotando nella lussuria, mentre si mordeva il suo labbro inferiore. Portò la sua mano sulla mia, che era ancora sul suo fianco, accarezzandola per rassicurarmi.

E dopo ciò, lo misi nella mia bocca. Era una strana sensazione, ma non persi tempo a pensarci. Incavai le guance ed iniziai a succhiare, mentre Harry si lasciò sfuggire un gemito soffocato. Tutto ciò che venne dopo furono respiri ansimanti e irregolari.

"Cazzo," imprecò.

Nella mia mente non sapevo cosa stessi facendo ma era come se sapessi cosa fare, il calore della doccia e i gemiti dalla bocca di Harry crearono un'atmosfera troppo erotica per pensare all'imbarazzo. Lo lasciai scivolare fuori dalla mia bocca, leccando la parte superiore e dopo inghiottendolo di nuovo. Harry gemette in apprezzamento, le sue dita si infiltrarono istintivamente tra i miei capelli. Stava ansimando in continuazione, i fianchi che si spostavano in avanti mentre io cercavo di prenderlo tutto.

"Cazzo Rose, non fermarti," ansimò.

La sua testa cadde all'indietro sulle mattonelle, i suoi occhi si chiusero. Adoravo tutto ciò. Adoravo le reazioni che gli facevo avere, i suoni che gli facevo emettere, i quali mi dicevano che anche lui poteva essere vulnerabile come me. Adoravo avere il controllo su di lui.

"Piccola, sto per - sto per venire," parlò con voce roca.

Mi allontanò delicatamente dai miei capelli, mentre la sua lunghezza scivolava fuori dalla mia bocca. Ma portò la mia mano su di essa, per guidarlo a venire. Avevo capito cosa voleva, così avvolsi la mia mano attorno ad essa. Pompai per fargli avere l'orgasmo, aumentando la velocità ad ogni rantolo che fuoriusciva dalle sue labbra. Le sue mani afferrarono la cengia della doccia per mantenersi in piedi. Lo sentii contrarsi, e finalmente i suoi occhi si chiusero, mentre il mio nome cadeva dalla sua bocca.

Improvvisamente non riuscii a respirare, lui era così travolgente, le sue carnose labbra rosso ciliegia, la sua mascella sporgente, i muscoli tesi sotto la sua pelle, i suoi folti ricci, il suono della sua profonda e rauca voce, mi fecero mancare il respiro mentre lui si lasciò andare. Ne arrivò un po' sulla mia spalla, ma il flusso dell'acqua lo portò via.

Mi morsi il labbro mentre guardavo il bellissimo ragazzo davanti a me, dandogli un minuto per riprendersi. Il suo respiro ritornò lentamente alla normalità, i lineamenti del suo viso si rilassarono. I suoi occhi si aprirono e guardarono verso di me.

"Vieni qui," disse, la sua voce rauca. Mi afferrò la mano e mi fece mettere in piedi. Poggiò la sua fronte sulla mia, le sue dita avvolte attorno ai miei fianchi.

"Sei sicura di non averlo mai fatto prima?" Chiese Harry, un piccolo sorriso sulle sue labbra.

"Sì," ridacchiai. "Ne sono certa. Com'è stato?"

Ridacchiò per la domanda. "Incredibile," mormorò con un ghigno, lasciando un bacio sulle mie labbra. Le sue dita viaggiarono lungo la mia pelle, vicino ai fianchi. Vi tracciò dei cerchi, raggiungendo lentamente il mio centro. Dall'intensità dei suoi occhi capii cosa stesse per fare.

Ma afferrai il suo polso per fermarlo. "Non fa niente," dissi.

Gli eventi precedenti furono abbastanza per me, non era come se avessi bisogno di qualcosa in cambio. Tutto ciò che volevo ora era sdraiarmi insieme a lui, con le sue braccia avvolte attorno a me, in un vero letto.

"Sicura?" Domandò.

Annuii, rivolgendogli un piccolo sorriso.

Allontanò la sua mano e lasciò un leggero bacio sulla mia fronte. "Allora andiamo a letto, piccola."

Si allontanò mentre usciva dalla doccia. Io invece rimasi un altro minuto, andando sotto il flusso della doccia, la cui temperatura sembrava essere diminuita, per averla usata a lungo. Rimisi la saponetta e la bottiglia di shampoo sul ripiano della doccia, prima di chiudere l'acqua. Spostai la tendina, trovando Harry con un asciugamano già stretto attorno ai suoi fianchi. Sogghignò, tenendo le due estremità di un altro asciugamano per me. Mi ci infilai dentro, Harry mi strinse tra le sue braccia. Risi quando mi strofinò le spalle tentando di asciugarmi.

Uscimmo fuori dal bagno, chiudendo la porta dietro di noi. Harry si diresse verso la sua borsa, cercando un paio di boxer puliti. Lasciò cadere l'asciugamano a terra, e li indossò mentre io indossavo la mia biancheria intima.

"Puoi darmi una delle tue magliette, piccolo?" Gli chiesi.

"Piccolo?" Ripeté. Un ghignò si formò sul suo viso mentre ne prese una semplice e bianca per me.

"Cosa?" Dissi in difesa, un leggero rossore si arrampicò sulle mie guance. Presi velocemente l'indumento dalla sua presa, e lo indossai.

"Niente," fece spallucce. "Mi piace."

Lo guardai sorridendo, mettendomi una ciocca umida di capelli dietro l'orecchio. C'era una specie di scintilla nei suoi occhi mentre mi guardava con un sorrisetto.

"Dio, sei bellissima," disse all'improvviso, con meraviglia nella sua voce.

Non potei fare a meno di arrossire al suo complimento, le mie labbra baciarono la sua guancia.

"Vieni qui, amore," sorrise.

Mise un braccio attorno le mie spalle, l'altro sotto la mia coscia. Strillai quando mi sollevò improvvisamente per condurmi verso il letto. Ridacchiai mentre mi lasciò cadere sul materasso in cima al piumone, lanciandomi dei cuscini. Allungò la sua mano per tirare la catena della lampada sul comodino, facendo sì che la stanza venisse inghiottita dall'oscurità.

"Fatti più là," disse ridendo.

Feci come mi era stato detto, spostandomi verso l'estremità del letto e infilandomi sotto le coperte. Harry fece la stessa cosa, alzando la coperta soffice per poterci entrare. Si girò per guardarmi e avvolse le sue braccia attorno al mio corpo, avvicinandomi al suo petto. Mi rannicchiai contro la sua pelle calda, mettendo le mie gambe tra le sue.

"Tutto questo è fantastico," disse Harry con un sorrisone che lo fece sembrare così piccolo, i suoi occhi chiusi mentre si godeva il piumone pulito.

"Lo so," concordai. "Molto meglio che dormire sul terreno freddo o sui materassi elastici dell'istituto," dissi, assaporando il conforto che era stato estraneo per me per molto tempo.

Non rispose per un po'. Il suo sorriso svanì lentamente e la sua espressione divenne seria. "Non devi preoccuparti, vedrò come fare le prossime volte," disse a bassa voce.

"Oh, non volevo dire questo -," iniziai, non volendo che Harry pensasse anche solo per un secondo che il commento sul fatto che stessimo finalmente dormendo su un letto adeguato fosse colpa sua. Nessuna delle orribili notti che avevo passato nei gli ultimi mesi era stata colpa sua.

"No, lo so," disse. "Ma comunque me ne occuperò io, piccola." Le sue dita scorrevano delicatamente su e giù sulla mia schiena, rilassandomi. Lasciai un bacio sul suo petto, dove avevo trovato rifugio. "Andremo da qualche parte sicura dove non dovremo correre, qualche parte dove tu non dovrai aver paura. Lasceremo il continente, in qualche modo, ed andremo via."

Annuii, sentirlo parlare di un posto del genere fece riempire i miei occhi di lacrime. Non c'era stato nemmeno un giorno, da quando avevo conosciuto Harry, in cui non eravamo stati travolti da preoccupazioni. E per di più per ragioni sbagliate. Non ne avevamo già passate abbastanza? Harry non aveva già subito abbastanza?

Non avevo notato che Harry si fosse leggermente allontanato, per poter vedere interamente il mio viso. "Non piangere, bellissima, non piangere ti prego." Le sue labbra baciarono le mie lacrime, come se stesse cercando di asciugare un po' di dolore. "Mi dispiace per averti trascinato in tutto questo con me," sussurrò, con un senso di colpa.

Scossi la testa, ingoiando il groppo in gola. "Non dire così, Harry," gli dissi severamente. Non doveva incolpare se stesso. "Non importa ciò che succede, sarò sempre grata che tu l'abbia fatto."

Gli angoli delle sue labbra si alzarono in un sorriso, i suoi occhi sembravano scintillare per il commento.

Premette le sue sue labbra sulle mie, il suo bacio delicato ma passionale. "Ti amo," sussurrò, il suo viso a pochi centimetri dal mio.

"Ti amo," dissi, delle farfalle si scatenarono nel mio stomaco come se fosse la mia prima volta che dicevo queste parole. Lasciò un'ultimo bacio sulla mia fronte.

"Ora dormiamo," disse, avvicinandomi ancora di più a lui. "Sei al sicuro con me, ti terrò al sicuro."

E mi lasciai calmare da queste parole per addormentarmi, permettendo alla mia mente di sognare me ed Harry distesi su una spiaggia, da qualche parte lontani da qui.

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Buon proseguimento di vacanze a tutti! x

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