Prologo
La definizione di comfort zone su Wikipedia è questa: una condizione mentale nella quale una persona prova un senso di familiarità, si sente a suo agio e nel pieno controllo della situazione, senza sperimentare alcuna forma di stress e ansia. Dopo 6 anni dal divorzio dei miei genitori e tutto il casino che da esso era scaturito, sussistevo in una routine che mi permetteva di rimanere ancorata alla mia comfort zone: vivo insieme a mia mamma Teresa, detta anche Tessa, frequento il secondo anno di studi all'università riuscendo a gestire studio e lavoro serale come cameriera nei weekend in un pub, ho un bel gruppo di amiche, mi frequento con un ragazzo. Insomma, per una come me non significa solo stazionare in una comfort zone serenamente, questa per me vuol dire perfezione assoluta. Perfezione disintegrata nel momento in cui il professore di critica cinematografica non decide di assegnare dei lavori a coppie e mi ritrovo proprio con "testa di cazzo" Axel. E si, lo considero esattamente in quei termini da quando lui trattò di merda la mia migliore amica un anno prima, quando lei gli andava dietro.
*Un anno prima*
Le persone vanno a letto insieme per più motivi: sono innamorate, c'è stato un colpo di fulmine, a causa del classico "ti devo parlare..." da parte del tuo ex, una passione passeggera, un'attrazione irresistibile, per noia. Insomma, sono rari i motivi, a volte il sesso unifica due persone oppure le allontana ancora di più. Alice, la mia migliore amica, era follemente convinta che l'essere stata con Axel Mancini, uno dei ragazzi forse più riservati e belli del nostro corso, volesse dire che lui l'aveva finalmente notata ed era pronto per iniziare una storia con lei. No ladies and gentlemen, lui le aveva detto chiaramente che era stato bello passare del tempo con lei quel sabato sera in cui era capitato il tutto, ma non sarebbe mai accaduto nulla di più perché non voleva avere una relazione seria in quel periodo: voi direte ora, che stronzo. Io invece reputo il contrario, è stato gentile e sincero, all'opposto di ora che, dopo due settimane in cui Alice gli sta addosso, lui le sta dicendo, nel cortile dell'università:
"Senti, tesoro, tu sei una bellissima ragazza. Insomma, capelli rossi, occhi azzurri, alta e con un bel fisico, ma io te l'ho detto che non volevo nulla di più. Smettila di scrivermi su Instagram o guardarmi a lezione, mi fai innervosire. Vai a fare la cozza da un'altra parte! Sei pesante."
E lei cosa fa? Gli dà dello stronzo? Si allontana? Gli tira un calcio nelle palle? Assolutamente no. Obietta con "Ma io mi sono innamorata di te! E se ti faccio innervosire, vuol dire che anche io ti piaccio".
Imbarazzante, davvero molto imbarazzante.
"Cioè, fammi capire, hai scopato con me e ora ti sei innamorata? Sono le opzioni: ho il cazzo magico oppure sei tu una povera illusa. Quale delle due?" le chiede ironicamente.
Ed è per questo che intervengo, avvicinandomi alla coppietta, prima che lui possa aggiungere qualcosa di peggiore mentre vedo già gli occhi di lei che luccicano:
"Ok Ali, andiamo a lezione ora, su. State anche dando troppo spettacolo!" Le dico, tirandola per la manica del maglione.
"No, lui doveva saperlo" si giustifica lei con voce traballante.
"E ora lo sa, andiamo!"
"Ecco, ascolta la tua amica, tesoro!" sottolinea lui, sogghignando.
Ma io, adesso dico, va bene che è stato abbastanza diretto, ma un po' meno stronzo è difficile?!
"Senti, lingua lunga, non ti sembra di esagerare?" ribatto io.
"Senti, gambe corte, tu sei?" domanda, inarcando un sopracciglio scuro su degli occhi molto verdi. Molto chiari. E molto penetranti.
"Emma Lombardi, senza piacere per averti conosciuto"
"Io sono Axel Milani, al contrario, con immenso piacere" e piega le labbra carnose in un sorriso. O più che sorridere, fa un ghigno che dovrebbe provocarmi una qualche reazione, a sentire il sospiro di Alice.
"Si bene, ok. Ciao." Ribatto, cercando di allontanare la mia amica spilungona.
"Ehi Lombardi, ma io ti ho già vista?" chiede quando ormai gli do già le spalle. Ma non la finisce di parlare?
"Probabile, visto che frequentiamo gli stessi corsi"
"No no, ti ho già vista anche altrove!" afferma, continuando a fissarmi intensamente. Perché mi guarda?
"Oh, lei lavora al pub dove ci siamo conosciuti io e te, al Route 66" ribatte Alice, sorridendo con un'espressione beata, bleah. Ma che ha mangiato stamattina? Pane e amore.
"Interessante!" sorride Axel, sempre rivolto verso di me, aggiungendo poi "allora ci vediamo lì, frequento molto quel posto".
"Oh si, ci vediamo lì" risponde entusiasta Alice.
"Non dicevo a te", sottolinea lui prima di andarsene e lanciandomi un'occhiata di sottecchi.
Sospiro, prima di incamminarmi verso l'entrata dell'università e sentirmi dire dalla spilungona appena mi raggiunge "Sai, lo farò innamorare di me!". Si Alice, sogna.
"Ehi Lombardi" sentì dire qualche sera dopo, mentre servivo dei clienti al bancone. Giro la testa verso destra e tra la marea di gente venuta qui per guardare la partita chi c'è: la cotta della mia migliore amica, ovviamente, con i suoi amici. Purtroppo, non potevo ignorarli, a meno che non volessi perdere il mio posto di lavoro.
"Ehi, che vi porto?" chiesi loro.
"Quattro birre" risponde lui.
"Quali?" chiesi, senza entusiasmo.
"Chiare, alla spina, le più forti che hai"
Preparo in fretta l'ordinazione, in modo che possano andarsi a sedere subito e non fissarmi, sorridere e confutare tra di loro come stanno continuando a fare. Porgo loro l'ordinazione "Ecco a voi".
Si allontanano dopo avermi ringraziato, ma con la coda dell'occhio vedo una figura vestita completamente di nero saltare sul bancone e mettersi a fianco a me "Tu non puoi stare qui!" gli dico.
"Ti devo parlare"
"Di?" chiedo, continuando a servire gli altri clienti.
"Della rossa" Alice. Gli faccio un cenno con la testa di continuare mentre proseguo con il mio lavoro "le ho detto di non starmi addosso ma sembra non voglia darmi retta. Ha continuato a guardarmi per tutta la settimana, facendomi ciao ciao con la mano da lontano o sorridendomi, mi scrive su Instagram, mette like tattici continui... Adesso, io capisco che ho un sex appeal irresistibile, ma lei sta diventando pesante e io non voglio risultare stronzo".
"Non sei stato proprio un angioletto l'altra mattina" ribatto, senza dar peso al suo egocentrismo.
"Amen" risponde appoggiandosi al bancone con nonchalance "quindi? Me la togli tu dai piedi oppure lo devo fare io?".
"Le ho già detto di lasciarti stare, ma è cocciuta. Non so che altro fare: sono la prima che vuole che la mia migliore amica non vada dietro a un ragazzo come te!"
"E come sarebbe un ragazzo come me?" chiede lui facendomi le virgolette.
Mi fermo un attimo dal servire i clienti per scrutarlo e rispondergli "Come sei? Il tipico stronzo che se ne frega di tutti dicendo le prime cose che gli passano per la testa e fregandosene del dolore che può provocare agli altri?"
Lui cosa fa? Ride. Si è messo letteralmente a ridere "Ottima supposizione che hai fatto, vedo che mi hai capito al volo." poi cambia completamente atteggiamento facendo lo scocciato "Ora, scusami bambolina, ma devo andare a trovarmi una nuova ragazza da portarmi a casa stasera".
E sembrava essere finita lì per qualche giorno, Alice continuava a parlarmi di lui e sognare ad occhi aperti, anche se continuava a stargli addosso. Poi, un pomeriggio, è successo che io e la spilungona eravamo sedute sulle panchine nel cortile dell'università ed esattamente in quella di fianco alla nostra si viene a mettere Axel con una ragazza. Una barbie, più che altro. Erano semplicemente uno di fianco all'altra? No. Lei era seduta a cavalcioni su di lui, mentre limonavano. Davanti a noi. E no, non è stato affatto una coincidenza: la mia amica scappa in lacrime, i due ninfomani se ne accorgono, lui le dice qualcosa, dopodiché mi si avvicina, si siede di fianco a me e mi dice "Avevi proprio ragione, sono l'ennesimo stronzo. Ma non puoi dire che non ti avevo avvisata!" mi fa l'occhiolino, si alza e se ne va.
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