𝘼 𝙘𝙖𝙡𝙡 - 𝒀𝒖𝒌𝒊 𝒙 𝑻𝒆𝒏𝒎𝒂
Si erano divisi solamente da qualche giorno ma per Yuki sembrava un eternità.
Stava iniziando a rendersi conto di quanto stesse diventando importante l'amico.
la stanza che i due condividevano non era più la stessa senza Tenma.
Da quando se n'era andato l'aria che si respirava al suo interno era talmente tranquilla che non sembrava essere la camera 201.
Yuki non era abituato, erano poche le volte in cui rimaneva da solo senza essere disturbato dalla voce di Tenma.
Quando i due erano insieme non restavano mai in silenzio, discutevano per ogni piccola cosa e continuavano per decine di minuti, a entrambi piaceva avere l'ultima parola.
Tenma dovette partire per lavoro, sarebbe stato lontano dalla troupe fino al termine delle riprese.
Si trattava di un film di un importante regista, fare parte di quel cast era il sogno di qualunque attore e Tenma ci era riuscito.
Inizialmente non voleva accettare, pensava a alla troupe in continuazione e non riusciva a prendere una decisione.
Non sapeva se accettare sarebbe stata la cosa giusta nonostante lo desiderasse tanto.
Una sera discusse con Yuki, stavano facendo le prove per il prossimo show ma il ragazzo dai capelli verdi non riusciva a concentrarsi, continuava a pensare alla decisione che il suo amico era deciso a prendere.
La discussione nacque a causa di quella scelta, la scelta di non voler partire per restare a fare pratica con la propria troupe.
Yuki sapeva quanto Tenma teneva a recitare in quel film, se fosse restato non sarebbe rimasto lo stesso.
Provò a parlargli senza innervosirsi ma non ci riuscì, avevano iniziato una discussione.
Fortunatamente Muku dopo averli sentiti gridare entrò insieme ai compagni della Summer Troupe nella stanza per calmarli.
Dopo il loro arrivo Tenma capì che avrebbe dovuto accettare il lavoro e il giorno seguente partì per Parigi insieme a Igawa.
L'ultima volta che parlarono tutti gli diedero qualcosa da tenere con se.
Yuki si limitò a fare lo stesso, non sapeva che altro avrebbe dovuto dire o fare, in quel momento dentro di se non riusciva a provare altro che ansia.
Non ne conosceva bene il motivo ma sapeva che quei giorni che avrebbe passato senza l'amico sarebbero stati duri per lui.
Dopo aver trascorso del tempo senza Tenma iniziò a comprendere quale fosse la vera ragione, una parte di lui non voleva accettarlo ma non poteva fare niente per impedirlo.
L'amore non si comanda, non decidi tu di chi innamorarti, succede e basta.
Appena lo lasciavano solo la prima cosa che Yuki faceva era prendere il telefono per controllare il registro chiamate ma ogni volta che lo faceva non ne vedeva nemmeno una.
Sapeva che sarebbe stato impegnato con le riprese ma allo stesso tempo sperava di poter parlare con lui più spesso.
Voleva sentire la voce di Tenma, prima di andare a dormire e la mattina appena si svegliava.
Sentiva la sua mancanza e l'unico modo che aveva per sentirlo più vicino erano le chiamate, sentire la voce della prima persona per cui stava iniziando a provare qualcosa l'avrebbe fatto sentire meglio.
Yuki non credeva nell'amore, non aveva mai avuto una relazione e nemmeno gli interessava, pensava fosse solo una perdita di tempo.
Innamorarsi di Tenma significava che per lui qualcosa era cambiato, aveva finalmente trovato una persona che lo stava spingendo a credere nell'amore.
Però erano entrambi ragazzi, Yuki non se ne preoccupava molto ma si chiedeva se anche l'amico avrebbe potuto provare lo stesso sentimento.
Non si sentivano da due giorni, una sera Yuki aveva appena finito di cenare insieme agli altri e si era ritirato nella sua stanza da poco.
Non sapeva come passare il tempo, non voleva ancora andare a dormire ma allo stesso tempo voleva farlo.
Non aveva particolarmente sonno ma se fosse rimasto sveglio sarebbe finito con il pensare a Tenma.
I costumi per lo show erano pronti, quindi se voleva cucire doveva pensare ad altro.
Quando aveva del tempo libero si dedicava a vestiti che lui stesso avrebbe indossato una volta finiti, pensare a nuovi modelli per tenere la mente impegnata era una buona idea.
Si trovava seduto davanti al tavolino, con la schiena poggiata contro il divano.
D'un tratto sentì il telefono squillare, di solito non era veloce nel controllare chi fosse, prendeva il telefono con calma senza preoccuparsi di fare attendere l'altra persona.
Ma quella volta era diverso, moriva dalla voglia di vedere chi era, sperava si trattasse di Tenma e quando vide il suo nome esitò qualche secondo prima di rispondere.
Non riceveva una sua telefonata da ore ed era agitato.
"Ti rendi conto di che ore sono?" rispose facendo capire il suo tono irritato.
Era felice di aver ricevuto una sua telefonata ma dire qualcosa di carino non faceva parte del suo carattere, rispondere in quel modo era da lui.
"Ah scusa, qua è pomeriggio."
"È sempre la stessa storia. La prima volta che mi hai chiamato erano le dieci di sera. Sei fastidioso."
"Eh? Ringrazia che ti chiamo ancora. Senti, come stanno andando le cose con la troupe?"
"Te l'ho già detto. Devi concentrarti sul film, noi ce la caviamo anche senza di te." rispose tenendo gli occhi fissi sul tavolino.
La mancanza del leader durante le prove si faceva sentire, era una cosa normale, però si stavano impegnando tutti in sua assenza in modo da farsi trovare preparati al suo ritorno.
Le prove non andavano come speravano, non sempre, ma Yuki non voleva parlargliene per evitare di fargli pensare a qualcosa che per lui in quel momento sarebbe stata distrazione.
Non voleva dirlo direttamente ma era preoccupato per le riprese del film.
Tenma era un professionista ma Yuki non voleva rischiare, se si fosse deconcentrato a causa della troupe non se lo sarebbe perdonato, probabilmente anche gli altri lo pensavano.
"Quindi va tutto bene?"
"Sei sordo? Ho detto che ce la caviamo anche senza di te."
"Avevo capito. Era per esserne sicuro."
Yuki sorrise.
Gli mancavano anche quelle piccole discussioni che spesso si creavano tra loro, senza sentiva come se una parte di lui fosse stata svuotata.
"Cerca di non pensare troppo a noi, concentrati sulle riprese. Altrimenti ci fai fare brutta figura. Non te lo perdonerei mai, hai capito?" chiese, facendo capire all'amico che stava sorridendo.
Aveva usato un tono di voce diverso da quello precedente, si sentiva chiaramente che si era addolcito.
"Per chi mi hai preso, sono un professionista."
"Si, si, ciao." disse sventolando la mano un paio di volte poco prima di attaccare.
Tenma non aveva ancora finito di parlare ma per Yuki andava bene così, non avrebbe saputo come continuare la conversazione e chiuderla in quel modo per lui era la scelta giusta.
Avrebbe voluto parlare di più con lui ma se fosse andato avanti a parlare sarebbe stato strano per entrambi.
[Da Tenma, a Parigi]
Era tornato in camera da poco, si era fatto la doccia una decina di minuti prima di chiamare Yuki.
Le riprese gli portavano via del tempo, ma non aveva solo quelle a cui pensare.
In Giappone aveva lasciato la sua troupe e anche se si trovava distante voleva sapere come se la stavano cavando in sua assenza.
Nonostante la sua preoccupazione quella non era l'unica ragione dietro alle telefonate a Yuki, oltre a sapere come andavano le cose con la troupe desiderava sentire la sua voce.
Tenma era innamorato di lui, se ne accorse dopo uno dei tanti show che fecero, ma non gliene aveva mai parlato.
Non aveva la certezza che Yuki provasse le stesse cose e non riusciva a capirlo, non sapeva come fare per scoprire quali fossero i suoi reali sentimenti.
"Mi ha attaccato di nuovo in faccia, è proprio da lui. Quanto mi da sui nervi." disse parlando a se stesso, controllando il telefono prima di posarlo accanto a lui, sopra il letto.
Era sdraiato, con lo sguardo rivolto verso il soffitto e una serie di pensieri che frullavano nella sua testa.
Quella mattina fecero solo piccole pause, le riprese stavano andando bene e per non spezzare il ritmo preferivano evitare di fare pause troppo lunghe.
Tenma aveva l'asciugamano attorno al collo, era seduto da solo, quando si voltò si accorse di una ragazza.
Gli stava dando le spalle e non era nemmeno troppo vicina a lui, stava parlando con la truccatrice, anche lei faceva parte dello staff.
Non la guardava perché era interessato ma il suo stile gli ricordava quello di Yuki, la prima cosa che pensò fu 'chissà quanto sarebbe felice Yuki di avere quel vestito.'
Se si fosse avvicinato per chiederle di venderglielo non avrebbe accettato, forse sarebbe scappata dopo averlo guardato male, ma nulla gli vietava di chiederle il negozio dove l'aveva acquistato.
Yuki era sempre nella sua mente, anche sul set, non smetteva un attimo di pensare a lui.
[Da Yuki]
I giorni erano passati, per Yuki più lentamente.
Aveva scoperto di essere innamorato di Tenma, non sapeva cosa avrebbe provato quando l'avrebbe rivisto, dentro di se provava una forte agitazione ma non lo dava a vedere.
«Sono a casa»
Quelle furono le prime parole che gli sentì dire appena lo vide aprire la porta di ingresso, posò prima gli occhi sugli altri, lasciando Yuki per ultimo.
Quando i loro occhi si incontrarono scattò qualcosa.
Pensavano entrambi che se fossero state delle ragazze sarebbe stato più semplice, avrebbero potuto abbracciarsi senza fornire sospetti, ma nel loro caso nessuno dei due poteva farlo.
La sera stessa del suo rientro Tenma finì di sistemare le sue cose, la valigia era di nuovo vuota e Yuki sperava rimanesse così per un tempo interminabile.
La sofferenza che aveva provato quando Tenma era a Parigi non voleva provarla di nuovo.
"Come sono andate le riprese?" chiese.
Era rimasto in piedi con la schiena poggiata a quella parte di muro vicina ai loro letti.
"Eh? Non l'ho detto prima quando eravamo insieme agli altri?"
"Si, hai ragione." disse voltandosi dalla parte opposta dell'amico.
Conosceva già la risposta a quella domanda ma non sapeva come continuare la conversazione, non lo vedeva da giorni e avrebbe voluto parlare con lui di qualcosa, ma non era bravo in questo.
"Ah Yuki, potresti aprire l'armadio?"
"Non puoi farlo tu?"
"Preferirei lo facessi tu."
"Eh? Ma che hai stasera?" sospirò e fece quello che gli era stato chiesto.
Aveva spalancato l'armadio come da richiesta, guardò avanti a se e notò un vestito rosa, rientrava perfettamente nei suoi gusti ma non riusciva a capire per quale motivo si trovasse li.
Non aveva cucito nessun abito come quello, non era uno dei suoi.
"Hack." disse mettendo le braccia conserte.
"Mi insulti senza neanche sapere cosa ci fa li quel vestito?"
"Mi sembra ovvio." rispose alla domanda voltandosi verso Tenma subito dopo.
Era confuso al riguardo, pensava ci fosse qualcosa sotto, come uno scherzo o qualcosa di simile, per questo l'aveva insultato come al solito senza farsi ulteriori domande.
"È per te."
"Eh? Mi stai prendendo in giro?"
"Sono serio. L'ho preso a Parigi. Tra una pausa e l'altra sono riuscito ad andare a prenderlo. L'ho visto indosso a una ragazza dello staff ma ho pensato a te potesse stare meglio. Insomma, volevo vederti con quel vestito addosso. Non farmi dire queste cose imbarazzanti!" disse mettendo entrambe le mani davanti alle labbra, tenendo lo sguardo fisso sul tavolino che aveva davanti.
Erano arrossiti entrambi, Tenma era ancora seduto sul divano mentre Yuki si trovava in piedi un paio di metri distante da lui, con la testa bassa e lo sguardo rivolto verso il basso.
"Ma cosa stai dicendo? Smettila. Non è divertente."
Aveva alzato il tono della voce, si sentiva preso in giro, si era reso conto da poco dei suoi sentimenti e non avrebbe sopportato uno scherzo così di cattivo gusto da parte sua.
"Yuki, sono serio."
"Che scherzo di cattivo gusto. Non ci vediamo da più di una settimana e la prima cosa che fai è mostrarmi un vestito che hai comprato a Parigi, dicendomi che vorresti vedermi indossarlo. L'hai comprato per ridere di me."
"Dannazione. Perché non mi ascolti mai quando ti parlo." si alzò di scatto e si avvicinò a lui.
Gli prese il mento con due dita e unì la distanza tra le loro labbra con un bacio.
Yuki non lo stava guardando, era sul punto di piangere ma quel bacio cambiò tutto.
Si sentiva in imbarazzo e il suo cuore aveva cominciato a battere velocemente come non aveva mai fatto, avrebbe voluto restare così per sempre, anche se sapeva di non poterlo fare.
"E-E questo che cavolo era?" chiese mettendo le mani sopra le labbra, arrossendo in viso e guardando di nuovo verso il basso.
Per via dell'imbarazzo provato non aveva fatto caso a Tenma, dopo averlo baciato anche lui aveva portato lo sguardo da un altra parte.
Anche Tenma sentiva il cuore sul punto di esplodere.
"Z-Zitto. Non fare domande. Che cosa ne so io! Volevo farlo e basta! Non ho idea di che cavolo mi sia preso."
"Non ti rendi nemmeno conto di ciò che fai? Io l'ho sempre detto che sei un idiota!"
"Non cominciare a insultarmi adesso. Ma ti sei visto, sei più rosso dei capelli di Nanao!"
"Eh?"
Avevano cominciato una discussione, erano bravi in questo, anche in un momento simile trovavano del tempo per mettersi a discutere.
Entrambi sentivano il cuore battere all'impazzata e nessuno dei due riusciva a smettere di pensare al bacio.
Avevano alzato il tono della voce, stavano praticamente urlando ma erano nel panico, non riuscivano a controllare le loro emozioni.
Se avessero continuato così per altri due minuti avrebbero portato i loro amici davanti la loro stanza, ma non volevano accadesse.
"Senti, Yuki..."
"Fa silenzio."
"Ehi! Non voglio insultarti adesso! Fammi finire di parlare!" rispose alzando di nuovo il tono della voce.
Provava ancora imbarazzo e non riusciva a nasconderlo, non poteva nasconderlo.
"Sono innamorato di te. Da mesi. Non te l'ho mai detto per paura di non essere ricambiato. Prima non sono riuscito a controllarmi e ti ho baciato, scusa." continuò.
Era riuscito in qualche modo a calmarsi, ma dentro di se temeva la risposta di Yuki.
"Non scusarti. È possibile che anche io provi lo stesso. È possibile però, non ho assolutamente detto di sì. Chiaro?" rispose dando le spalle all'amico, tenendo le braccia conserte.
Non sapeva come rispondere, non era da lui uscirsene con frasi dolci quindi non l'avrebbe fatto, usare quelle parole era la scelta giusta.
"Yuki, va bene se...Ti bacio di nuovo?"
"Eh? No! Non se ne parla! Non ci provare!"
Tenma non lo ascoltò, nonostante lo vide muovere ripetutamente le mani per evitare di farlo avvicinare lo fece lo stesso, lo prese e lo baciò per la seconda volta.
Entrambi desideravano quel secondo bacio, perché entrambi provavano amore l'uno per l'altro.
Si erano innamorati, il loro amore era talmente forte che nessuno sarebbe mai riuscito a spezzarlo, nessuno avrebbe potuto interferire.
Sarebbero rimasti insieme per sempre, proprio come desideravano loro.
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