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𝘼 𝙚̈ 𝙡 𝙮 𝙩 𝙖 ( 𝘵.𝘸. 9 )

𝘿𝙖𝙣𝙘𝙚 𝙙𝙖𝙣𝙘𝙚
... ♪ ...
𝙤𝙣 𝙩𝙝𝙚 𝙘𝙤𝙧𝙥𝙨𝙚𝙨
... ♪ ...
𝙙𝙖𝙣𝙘𝙚 𝙙𝙖𝙣𝙘𝙚

𝗣𝗿𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶, 𝗴𝗲𝗻𝗲𝗿𝗲, 𝘀𝗲𝘀𝘀𝗼
- she/her
- donna
- biologicamente è nata col corpo di una donna

𝙍𝙪𝙤𝙡𝙤
la detective

𝙉𝙤𝙢𝙚 𝙚 𝙘𝙤𝙜𝙣𝙤𝙢𝙚

𝘈𝘦̈𝘭𝘺𝘵𝘢
Nome di origine russa e che attualmente si identifica con il suo corrispondente "Aelita".
Il nome è stato coniato nel 1923 dallo scrittore Aleksey Tolstoj per il suo omonimo romanzo. Nel libro si fa menzione del fatto che il nome significhi "l'ultima luce delle stelle".

𝘝𝘦𝘢𝘴𝘪𝘭𝘦𝘷𝘺
Derivazione successiva del cognome russo che per noi attualmente è Vasilev.
Il cognome significa "figlio/figlia del re", ed è un patronimico. Infatti Vasil è la variante russa del nome anglofono Basil, derivato dal greco Basileus, ovvero: re.

𝙀𝙩𝙖̀
17 anni.
Il suo compleanno è il 30 luglio.

𝙋𝙧𝙤𝙫𝙚𝙣𝙞𝙚𝙣𝙯𝙖
Viene dal nord, nata in un paesino vicino a Vušnu, trasferitasi poi nella stessa città con gli zii dopo la morte dei genitori.
Ha sempre desiderato vedere il resto del mondo, specie l'est, che l'ha affascinata sin da quando era bambina.
Ama la sua terra natia, ma in una certa qual maniera se ne sente quasi intossicata dopo tutto il tempo che ci ha passato, e tutti i ricordi radicati in essa.

𝘾𝙖𝙧𝙖𝙩𝙩𝙚𝙧𝙚
Workaholico, sempre sull'attenti, indagatore e poco incline a dare fiducia a chiunque, estremamente attaccata ai suoi valori e morali, terrorizzata dall'idea di perdere di nuovo qualcuno che ama, quindi non dà a nessuno la possibilità di entrare nel suo spazio personale, sotto sotto si sente terribilmente sola e insignificante. Desidera terribilmente ricevere amore e riconoscimento, ed è anche per questo che è spesso immischiata in relazioni brevi e fugaci con vari ragazzi che non le interessano minimamente, solo per ricevere un poco di attenzioni per un po' di tempo, scaricandoli non appena la stancano o nel momento in cui si rende conto che potrebbe finire per provare sul serio qualcosa per loro.
Seppure sembri fredda, infatti, la sua personalità, il suo atteggiamento e la sua intelligenza hanno un che di magnetico, che in una qualche maniera attira le persone a lei e spesso la rende intrigante. La sua attitudine arrogante non è seguita da un atteggiamento sprezzante e cinico, ma critico, misteriosamente affascinante, facendola risultare una persona coi piedi per terra e dal grande carisma per via della sua consapevolezza di sè.

È sempre ad indagare su ogni minima cosa che le capita davanti, persone, cose, connette costantemente tutto alla ricerca di uno schema che alle volte c'è, ma molto spesso, nella vita di tutti i giorni, non esiste. Si concentra spesso su una realtà idealizzata e che funziona solo nella sua testa, finendo però per distaccarsi dal mondo reale e da quello che succede davvero all'interno di esso. Il suo bisogno interno di norme e regole che funzionino, così da poterla guidare in modo sicuro, ha creato questo bizzarro meccanismo in cui alle volte si crea più problemi da sola di quanti non ne abbia in raltà.

Non sa minimamente rilassarsi e stare senza far niente la stressa più di essere sommersa di lavoro. Cerca sempre di farsi lodare dalle persone adulte e dimostrare di essere responsabile, visto che è disperata per un poco di amore e riconoscimento, e, sempre per questo, prende malissimo il fallimento, così male che non appena ne vede anche solo una traccia entra in crisi, disperandosi e chiudendosi in pensieri ossessivi e auto insultandosi anche per ore. Se quello che pensava si rivela giusto, ovvero di aver sbagliato, alle volte entra in uno stato di totale indifferenza verso il mondo, non parlando anche per giorni, a malapena facendosi vedere o uscendo dalla sua stanza, arrovellandosi con l''unico obbiettivo di rimediare a quello smacco.

È una persona estremamente concentrata su di sè, sempre alla ricerca di nuovi difetti e imperfezioni da appiattire e limare, ma questo non significa tuttavia che sia egocentrica. Per quanto non lo lasci mai trasparire, gli altri, tutti gli altri, anche gli sconosciuti che vede passare per strada, le stanno terribilmente a cuore. Se può, non ferisce mai i sentimenti di nessuno, facendo del suo meglio per essere comunque una persona rispettosa e cortese per quanto fredda, e se è costretta a farlo, lo fa essendo fermamente convinta che la cosa sia a beneficio di entrambi. O almeno, ci prova, poi non è detto che la cosa non la faccia stare male per giorni, lasciandola con una profonda malinconia e gli occhi pieni di lacrime pronte ad uscire se lei lo permettesse.
Teme il giudizio altrui almeno quanto teme il proprio, ed è la peggior critica di sè stessa, cercando sempre di prevedere ciò che gli altri potrebbero vedere di sbagliato in lei, nel tentativo di apparire il più normale possibile sotto questo aspetto, così che nessuno possa insultarla o, al contrario, domandarsi se in fondo stia davvero bene nel suo isolamento gelido. La sua arroganza è solo un riflesso del fatto che sa che almeno quella parte di sè è talmente inattaccabile che non può fare a meno che andarne fiera con anche eccessiva confidenza, alle volte.

Di solito tende a non parlare molto, non essendo esattamente la migliore in quanto a capacità sociali, ma tuttavia può diventare una gran chiacchierona se trova che il suo interlocutore e l'argomento siano interessanti. In genere si limita ad ascoltare le conversazioni degli altri senza fiatare, risultando alle volte più arrogante di quello che è in realtà, visto che gli altri credono che stia zitta perchè non li ritiene importanti, quando in realtà la causa del suo mutismo è molto più semplice: non ha la minima idea di cosa dovrebbe dire. Di solito preferisce la solitudine, per quanto ogni volta che si ritrova sola si sente isolata; in mezzo agli altri si sente aliena. La sua condizione esistenziale è di perenne vagabondaggio, costretta a non sentirsi mai nel posto giusto al momento giusto, estranea rispetto a coloro che la circondano. Ci ha fatto l'abitudine, più o meno.

Ha grandissimo interesse su ogni argomento accademico, specie se di campo umanistico, e trova nello studio un passatempo amato e a cui si dedica con grande piacere. Patita di letteratura, saggistica ed arte in generale, non è raro trovare la sua borsa piena di fogli, quaderni di appunti e libri pieni di appunti e note scribacchiate da lei. Ha sempre amato imparare e la scuola in generale. Non le sembra mai di star facendo abbastanza, di star studiando abbastanza, di sapere abbastanza cose, rendendosi conto che, purtroppo, c'è troppo da conoscere perchè lei possa studiarlo tutto quanto.
Nonostante questa amara realizzazione, di certo non si arrende, e studia e si informa più che mai, in una sorta di costante battaglia contro il tempo.

Ha un codice morale molto saldo che ha costruito nel corso degli anni, con dei valori ben precisi che non potrebbe mai prescindere nè abbandonare, per nessuna motivazione al mondo. Aëlyta non imbroglia, mente o bara, mai, in nessun caso ed in nessuna situazione, specie quando si tratta di cosa prova per gli altri. é sempre molto chiara e diretta nel dire agli altri quello che pensa di loro, anche le offese, non tollerando di doversi fingere loro amica per non creare conflitto. Critica sempre in modo rispettoso, cercando di far vedere le proprie rimostranze senza però insultare la persona a cui sono rivolte.
Se ritiene di aver ragione, non chiede mai scusa, anche se la cosa dovesse farle comodo, e non si ha scrupoli nemmeno a mettere in questione l'autorità se pensa che sia in errore. é disponibile alla mediazione e ritornare sui suoi passi se trova di aver sbagliato o qualcuno di cui ha una buona opinione glielo fa notare.
Se reputa qualcuno interessante, anche se non le va troppo a genio, spesso cerca di ingaggiare conversazioni con la persona in questione, tentando di conoscerla meglio, visto che non sono molte le persone che la intrigano.
Mai e poi mai dare fiducia a qualcuno a priori, o anche solo prima che si sia dimostrato degno di poter provare ad ottenerla. Non è assolutamente brava ad articolare i propri sentimenti o lasciarsi andare a parlare di sè, quindi prima di farlo si mette a tastare il terreno ben bene.
Per lei l'intelligenza, l'immaginazione e le idee di qualcuno sono le parti più importanti ed interessanti, del resto le importa decisamente meno.
Crede fortemente nella disciplina interiore, è seria, determinata e non lascia mai nulla di incompiuto.

Come accennato, ha grave difficoltà a rapportarsi con gli altri, e, sebbene comprenda bene e sappia processare adeguatamente i suoi sentimenti, spesso non li esprime esplicitamente con nessuno. Se ne vergogna, spesso, e tende a trascurarli sinchè non diventano un problema.
È tuttavia una brava ascoltatrice, e non le viene molto difficile fornire aiuto o soluzioni a dei problemi emotivi se le viene richiesto. Per diventare suoi amici ci vuole un po' di perseveranza e pazienza, ma una volta rotto il muro di ghiaccio iniziale (cosa non facile, non è incline a lasciarlo fare al primo che passa) non è poi così difficile entrare nelle sue grazie, basta dimostrarsi sinceramente interessati a lei e a quello che vuole dire, oltre che buoni confidenti, ed il gioco è rapidamente fatto. Tiene estremamente alle sue amicizie, che difende a spada tratta e cerca di accontentare e soddisfare in ogni maniera.
Cerca avidamente compagni di conversazione, e una volta trovati è difficile che si scolli da lì, piantando radici facilmente nei legami intellettuali più che in quelli emotivi, generalmente si allontana solo vedendo di starsi attaccando troppo a quella persona o di starsene innamorando.
Di solito è disponibile a relazioni non impegnate, ma appena la cosa inizia a farsi seria è probabile che si metta a scappare, quindi bisognerebbe andarci molto piano con lei, preferibilmente non passando per la fase di relazione non impegnata.
Difficile che odi sul serio qualcuno, ma è ben allenata ai rivali, specie sul piano accademico/intellettuale, e, anzi, non le dispiace affatto averli, anzi. Lo trova un modo per misurarsi con qualcun'altro su qualcosa che ama, dandole occasione di migliorarsi.

𝘼𝙨𝙥𝙚𝙩𝙩𝙤
Alta un metro e sessantasei, pesa cinquantaquattro chili.
Ha diversi nei sulle dita delle mani (piccole, tozze e poco eleganti, le ha sempre detestate) e sulla schiena, suo tratto distintivo, oltre alla piccola voglia a forma di bottone che ha sulla pianta del piede sinistro. Occhi grigiastri, una specie di nero opaco, quasi fumoso, che le valgono sempre molti complimenti.

Per quello chee riguarda il vestiario, Aëlyta di certo mira a farsi riconoscere, vestendosi come se stesse andando ad un galà anche nelle più banali delle situazioni, acconciandosi i capelli con forcine ingioiellate, collane di perle su camicie o vestiti di seta, lunghi e confortevoli cappotti e giacche di colori pastello, rosa, gialli, beige, che si intonano con i suoi abiti chiari, spesso bianchi, grigio chiaro, anche se tuttavia ha una certa poco celata predilezione per il rosa antico, il suo colore preferito.
Non le dispiacciono affatto i tacchi, che non disdegna mai, preferendo spesso scarpe che li implementano (scaponcini, stivali, mocassini ecc), ed i cappelli che a volte mette per completare il look, di tinte stavolta più scure per contrastare con la sua chioma.
Nonostante sia lo stereotipo della cervellona, ci tiene allo stile ed al modo in cui appare, ritenendolo il primo modo di presentarsi agli altri, e curandolo sempre nei minimi particolari.
Non le dispiace il makeup, che però tiene sottile e abbastanza discreto (nessuno le ha mai propriamente insegnato a metterlo e si è sempre vergognata troppo di chiedere), mettendo giusto un poco di matita intorno agli occhi e rossetto pesca sulle labbra, mai di colori scuri o accesi.

𝘗𝘳𝘦𝘴𝘵𝘢𝘷𝘰𝘭𝘵𝘰:
Kara Hayward in Moonrise Kingdom

𝙎𝙩𝙤𝙧𝙞𝙖
Sin da piccolissima, Aëlyta ha mostrato incredibile interesse nella logica e nei rompicapi, oltre che nella cultura e nell'assumere quante più informazioni fosse possibile ottenere. A due anni possedeva un linguaggio svorrevole, cosa che continuò a sviluppare nel tempo, talvolta mettendosi a sfogliare il dizionario per cercare le parole che non conosceva ed impararle.
Non solo ebbe la classica fase dei "perchè" comune a tutti quanti i bambini molto più lunga del normale, ma pressava di continuo i genitori perchè le insegnassero a leggere e scrivere prima del tempo e le leggessero storie di continuo. Curiosa, spensierata, non si faceva problemi a far domande a chiunque e parlare con tutti quelli che le capitavano a tiro, spesso trasformando i giochi con gli altri bambini in lezioni e dibattiti di quello che sapevano.
I genitori, naturalmente, notando questo, la incoraggiarono nei suoi interessi, e vedendo che gli adulti non facevano altro che lodarla e dirle che bambina incredibile era per questa sua verace curiosità e voglia di conoscere, iniziò man mano a considerarlo il punto migliore di sè stessa, ciò che la misurava in quanto persona, centro vero e proprio della sua identità.
Nonostante questa prima ombra minacciosa che si stendeva sull'autostima ed il carattere della piccola, la vita di Aëlyta poteva ancora dirsi pienamente felice.
Amava terribilmente i suoi genitori, che riteneva suoi confidenti e amici prima di tutto, supportivi e sempre presenti quando aveva bisogno di loro. Non facevano che coccolarla e amarla, da quel che ricorda, sebbene fossero anche capace di punirla nelle giuste occasioni, instillandole il giusto senso del dovere e responsabilità che ha mantenuto nella sua crescita.
Tiene ancora a cuore tutti i loro insegnamenti, specie quelli che riguardano la gentilezza, la cordialità ed il pensare con la propria testa. "se qualcuno ti sta antipatico o ti fa un torto" dicevano sempre, con un sorriso fresco fra le labbra quando arrivava a casa triste perchè qualcuno aveva ferito i suoi sentimenti "tu glielo devi dire, ma in modo cortese, così non fai il loro stesso errore anche tu".
Anche ora, che la maggior parte dei ricordi sono andati perduti, conserva ancora quella sensazione di torpore casalingo, familiare, associata a quegli anni.

La tragedia, tuttavia, colpì inesorabile, quando Aëlyta aveva ormai otto anni.
I suoi genitori, furono trovati, morti, dentro la loro abitazione, uccisi. Aëlyta, per fortuna, non era presente al ritrovamento, ancora a scuola, ansiosa che i genitori la venissero a prendere, ignara della loro fine; aveva tuttavia visto le salme al funerale.
Il ricordo dei loro corpi morti, gelidi, e soprattutto esangui la perseguita ancora adesso, trascinandosi nei suoi incubi o in strane allucinazioni visive nei momenti di forte stress o stanchezza, in cui le è spesso capitato di vedere quelle faccie riflesse nelle finestre, nell'ordine delle parole di un libro, in un quadro.
Nessuno riusciva a venir fuori da quel rebus, non avevano nemici, nessuno li odiava, perchè mai qualcuno avrebbe dovuto fare una cosa delle genere a delle così brave persone? Forse una rapina finita male? Mancavano soldi in effetti, gioielli della madre, un vaso? Ma chi poteva essere stato, non si capiva proprio, facendo così trascorrere le prime settimane di indagini nell'incertezza più totale, nessuno riusciva a cavarne un ragno dal buco.
Tutti meno Aëlyta, naturalmente, avida consumatrice di gialli e già sulla strada per incastrare l'assassino, osservando dettagli che nessuno poteva notare, essendo lei l'unica ad aver abitato quella casa.
Si intrufolò in casa per giorni, con la scusa di recuperare giocattoli e libri, quando invece stava accuratamente esaminando la scena del crimine, mettendo a posto i tasselli del puzzle.
Ne venne fuori che, alla fine, il colpevole era il vecchio signore della casa accanto alla loro, incastrato da una strana serie di ditate, agitate e confuse, quasi che qualcuno stesse tentando di aggrapparsi, su un vetro che la bambina era assolutamente certa essere stato pulito quella mattina dal padre, dopo che vi aveva accidentalmente scaraventato dello yogurt sopra.
Fu, in parte, merito dello zio se le credettero, che insistette sulla versione della piccola e fornì informazioni da lei suggerite per avvalorare la tesi della piccola, che altrimenti difficilmente sarebbe stata una fonte affidabile, vista la giovanissima età.

Aëlyta fu affidata ai suoi zii, e si trasferì con loro nella vicina città-stato di Vusnu, inseguita dalla sua fama di bambina prodigio sempre più inesorabile.
Gli zii non erano certo cattivi con lei, anzi le volevano molto bene e la trattavano con gentilezza, ma, sfortunatamente, non erano capaci di darle quello di cui aveva bisogno. La pensavano già come un'adulta, la vedevano come un'adulta e la trattavano come tale, senza rendersi conto che era ancora solo una bambina indifesa e distrutta dalla perdita dei suoi genitori, di cui però non dava chiari segnali.
Capì presto che non avrebbe mai potuto avere con loro ciò che aveva avuto coi suoi genitori, e non lo pretese, adattandosi al nuovo stile di vita, gentile ma freddo, quasi gelido. Si chiuse profondamente in sè stessa, gettandosi nello studio ancora più convintamente di quanto non facesse prima di allora, convincendosi sempre più che solo questo avrebbe potuto risollevarla.
Lo studio naturalmente aiutò, ma la mancanza di amici e l'ossessiva ricerca di complimenti da parte degli insegnanti (compensando per i vaghi incoraggiamenti senza emozione che riceveva a casa) finì solo per farla sprofondare nella convinzione che quella fosse l'unica parte di lei degna di nota e che dovesse essere lasciata visibile agli altri.
Man mano che si inoltrava nell'adolescenza, non faceva altro che inasprirsi ed assorbire lo stesso gelo di cui era permea la casa dei suoi tutori. Alimentava la sua fama con l'eccellenza a scuola e solvendo misteri che le capitavano davanti, sparizioni di quadri, opere, persone, tutto quello che le capitava a tiro, guadagandosi il soprannome di "detective".
Iniziò delle brevi e fugaci relazioni con dei ragazzi qui e lì, è comunque una ragazza carina e dal carattere affascinante, ma nulla di serio, o che lei abbia lasciato diventare serio.

In generale, la vita ed infanzia di Aëlyta sono state una lenta e costante discesa verso una tristezza e solitudine terribili, attorniate da una sindrome del golden child galoppante nascosta da arroganza e sicurezza di sè, accrescendo solo il vuoto siderale di affetto che le si è venuto a formare intorno.

𝙎𝙤𝙜𝙣𝙤
Più di ogni altra cosa, Aëlyta vuole conoscere. Vuole sapere la risposta a tutto, ado ogni cosa, avere sul palmo della mano tutto lo scibile umano e usarlo quando le pare e piace, fregiandosi di esso e smettendo di vivere rincorrendo il sapere in una battaglia persa in partenza.
Non vuole solo informazioni, no, lei vuole anche sapere perchè si sente così sola, perchè i suoi genitori sono morti, perchè ha compiuto le scelte che ha fatto nel divenire la persona che è.
Vuole sapere, conoscere, scoprire, connettere i puntini di ogni cosa che gli uomini sanno e anche tutto ciò che loro non sanno.
Questo è il modo in cui vuole essere ricordata. Colei che sapeva tutto, ogni cosa, qualcuno dall'intelligenza e la sapienza così sublime da essere paragonabile ad una dea.

Darebbe tutto, sino all'ultimo granello di ciò che ha pur di ottenere questo. Cos'ha da perdere infondo? Niente, e lei lo sa sin troppo bene.

𝙋𝙪𝙣𝙩𝙞 𝙙𝙚𝙗𝙤𝙡𝙞 𝙚 𝙛𝙤𝙧𝙩𝙞

𝘍𝘰𝘳𝘵𝘪
↣ terribilmente intelligente e abile nel formulare piani anche in situazioni di stress ed emergenza, abilissima nel solvere misteri e segreti.
↣ ha un buono spirito di leadership e non ha problemi nell'assumere il ruolo di capo se dovesse essere necessario, non tanto in senso di capo autoritario, più che altro in senso di punto di riferimento del gruppo e suo asse portante. La sua calma glaciale torna molto utile in queste situazioni.
↣ non si spaventa di fronte a nulla, una volta che ha deciso una cosa, non importa quanto questa possa rivelarsi difficile, lei si assicurerà di proseguire per quella strada imperterritamente e senza mai tornare indietro.

𝘋𝘦𝘣𝘰𝘭𝘪
↣ non essendo molto socievole, è raro che si integri in un gruppo e possa sfruttare appieno le proprie capacità per dare una mano, a meno che qualcuno non la trascini dentro.
↣ la sua arroganza e freddezza, anche se condite da una gentilezza non negabile, non sono tratti caratteriali che vengono digeriti bene da molte persone, specie se in aggiunta Aelyta non si fa nessun problema a criticare gli altri se ne sente il bisogno.
↣ prende terribilmente male il fallimento, deprimendosi e distruggendosi di lavoro in modo molto poco sano per recuperare.
↣ fa di tutto, inconsciamente, per rendersi difficile da avvicinare dagli altri.

𝘾𝙪𝙧𝙞𝙤𝙨𝙞𝙩𝙖̀
↣ ha una folle, immotivata e smodata passione per i kiwi, una cosa al limite del patologico.
↣al caffè preferisce il the con latte e miele.
↣ le piace ballare da sola quando è sicura che nessuno la vede, ma non lo ammetterebbe mai.
↣ sottolinea i passaggi dei libri che la fanno ridere per leggerli quando è triste.
↣ si tocca i capelli molto spesso quando è triste.
↣ ha una voce morbida, carezzevole, non molto melodiosa ma tutto sommato piacevole da ascoltare.
↣ quando è appassionata dell'argomento di cui sta parlando tende a mangiarsi le parole ed alzare la voce inconsciamente.
↣ conserva qualcosa di tutti i ragazzi di cui avrebbe potuto innamorarsi. Così, giusto per ripensare alla possibilità e alle scelte fatte.
↣ non ha mai pensato davvero troppo alla sua sessualità (non le interessa granchè e odia le etichette), ma è molto sicura di non essere attratta dalle donne.
↣ ride molto piano.
↣ si strofina i polsi molto di frequente, come una specie di tic.

𝘿𝙖𝙣𝙘𝙚 𝙙𝙖𝙣𝙘𝙚
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𝙤𝙣 𝙩𝙝𝙚 𝙘𝙤𝙧𝙥𝙨𝙚𝙨
... ♪ ...
𝙙𝙖𝙣𝙘𝙚 𝙙𝙖𝙣𝙘𝙚

𝗦𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮:.𝘴𝘵𝘢𝘳 𝘴𝘩𝘰𝘱𝘱𝘪𝘯𝘨
𝗔𝘂𝘁𝗼𝗿𝗲: ceravnophilia

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