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Capitolo 63.

Eren's pov.

9:00 p.m.

Raggiunsi i miei compagni alla mensa trovandoli già a metà della loro cena, mi accomodai nell'unico posto rimasto libero affianco a Reiner sistemandomici con cautela senza dare troppo nell'occhio.

"Dov'eri?"
Mi chiese il ragazzone alla mia destra. Sussultai alla voce del ragazzo, facendo tremare il vassoio stretto tra le mani, la zuppa al di sopra sbordò finendomi addosso. Imprecai sotto voce per l'elevata temperatura che andò ad ustionare la mia pelle, scaturendo una catena di risate da parte dei soldati.

Tentai di sotterrarmi rendendomi il più piccolo possibile, il capo reclino ed il vassoio stretto al petto sedendomi più velocemente che potei.
"Jeager hai la testa davvero per le nuvole, eh?"
Continuò ad infierire il biondo, provocandomi un accentuato rossore sulle guance.

"Sempre meglio fra le nuvole che nella merda"
Gli contestai divertito puntandogli un sorriso. Il ragazzo in tutta risposta continuò la risata precedente dandomi una spallata che mi fece quasi cadere dalla sedia. 
Nonostante non fossi un peso piuma, Reiner vantava dimensioni decisamente maggiori delle mie.

Una volta iniziato a mangiare con il volto basso, tentai di scorgere fra i tavoli la figura del corvino nel modo più discreto possibile. Voltai il capo prima a destra, poi a sinistra, poi di nuovo a destra e proprio quando lo rivoltai dall'altra parte, vi scorsi l'uomo desiderato puntarmi uno sguardo stranito.
 Mi mancò un battito, la mano mi scattò facendo volare la zuppa al di sopra del cucchiaio lungo tutta la maglia. Rimasi a bocca aperta per la goffaggine che quell'uomo riusciva a provocarmi.
Marco, che mi era davanti, vedendo tutta la scena decise comunque di non scoppiare a ridere e nemmeno di attirare l'attenzione degli altri, mi passò invece un tovagliolo in modo discreto non facendosi notare praticamente da nessuno.

Lo fissai con occhi sgranati ancora accaldato dalla figura che feci pochi attimi prima. La sua gentilezza disarmante mi lasciò impietrito.
"Che aspetti? Prendilo Eren"
Mi sussurrò il lentigginoso a denti stretti.
Titubai appena, afferrando subito dopo con gratitudine l'oggetto passatomi.
Tentai di ripulirmi puntando prima lo sguardo alla mia veste e poi nuovamente all'uomo corvino che tornò a discutere con Farlan non degnandomi di ulteriori attenzioni.
Sospirai esasperato.

Sei un completo incapace Eren...

Quando anche io ebbi finito di cenare, al tavolo rimanemmo in tre, Armin mi era affianco e Marco davanti.
"Ti ringrazio per prima"
Iniziai a dire imbarazzato al ragazzo moro che istantaneamente iniziò ad agitare le mani davanti a sé.
"Non ti preoccupare, capita a tutti di essere un po' distratti alle volte"
Mi sorrise lui con tono gentile e composto. A tali parole addolcii anche io il volto, sorridendo appena.

I due presero a parlare in modo pacato e tranquillo facendomi completamente disinteressare dell'argomento. Spostai invece lo sguardo all'uomo corvino ancora seduto al tavolo ed intento a parlare con l'uomo biondo, al quale si era affiancata anche Isabel. Poggiai il gomito sul tavolo, così che il mio palmo fosse stato in grado di reggere il mio mento.

I miei occhi apparvero persi sulla sua figura elegante e mascolina iniziando a fantasticare con la mente. Osservai come i suoi movimenti delle mani apparissero decisi e risoluti, socchiusi appena le labbra al pensiero di quelle dita intente ad esplorarmi per tutto il corpo. Frammenti delle sere di qualche tempo prima mi invasero i pensieri, le mie mani legate fra loro, il calore dei nostri corpi, la pelle madida di sudore e le sue labbra umide intente a tracciarmi un percorso ben preciso lungo le cosce.
Le gote iniziarono ad arrossarsi riportandomi alla realtà, dovetti necessariamente stringere le gambe fra loro pur di nascondere un'accentuata protuberanza.
Mi passai la mano che prima reggeva il mio mento lungo tutto il viso accompagnata da un lamento che riprese l'attenzione dei miei amici.

Mi guardarono con sguardo interrogativo interrompendo il discorso ancora aperto.
"Vi è mai capitato di perdere la testa per qualcuno?"
Chiesi con sguardo esausto da tutta quella situazione.
I due si scambiarono uno sguardo confuso.

"Oh sì... eccome"
Iniziò Marco con un leggero rossore sulle guance abbozzando un puro sorriso che tentò di nascondere con la mano.

Lo guardammo incuriositi.
"In tutti questi anni non ci hai mai accennato nulla"
Intervenne sinceramente interessato il biondo.

"Non è mai uscito il discorso"
Rispose con tono cauto e timido.
Pendemmo dalle sue labbra sporgendoci entrambi verso la sua figura.

"Non lo avevate capito?"
Ci chiese grattandosi la nuca con un lieve disagio scaturito da tutti quegli occhi puntati addosso.

"Cosa dovremmo aver capito?"
Domandai a mia volta corrugando le sopracciglia ed agitando le mani.

"Avevo una storia con Jean"
Ammise storcendo il naso, la sua espressione cambiò di soprassalto schiaffeggiando in pieno il nostro entusiasmo nel porre domande scomode.
Abbassai tempestivamente lo sguardo verso al tavolo.
Se avessi trovato le forze necessarie avresti ucciso Jean senza che riconoscesse le nostre voci e noi la sua, così da provocare a quei due meno dolore possibile, ma come sempre... complimenti.

Mi sentii pervadere da un malessere, l'aria prese a mancarmi e il respiro farsi più agitato pur di arraffarla.
"I-io... mi dispiace-"
Tentai di dire sinceramente affranto, ma venni interrotto dal biondo che prese la parola al posto mio.

"Penso sia meglio andare ora... domani sarà una giornata impegnativa"
Disse avvalendosi di un sorriso di convenienza pur di non far sfociare la conversazione in un qualcosa di troppo pesante.
Il ragazzo annuì diplomatico mordendosi entrambe le labbra per il pensiero pressante tornato a galla del suo amato perduto per sempre.
Annuii anche io non appena i due presero ad alzarsi a disagio dal tavolo per raggiungere le camere, attirando l'attenzione del gruppo poco dietro il nostro.

Notai Isabel voltarsi verso la mia direzione volgendomi un sorriso pieno ed agitando la mano in un gesto di saluto. Tentai di ricambiare nonostante fossi ancora scosso da ciò che ci riferì Marco, facendo tramutare il mio sorriso in una smorfia poco convinta. La rossa notandolo prese ad imbronciarsi preoccupata.
Stavo per andarmene seguendo gli altri già fuori, quando vidi Petra uscire dalla cucina slegandosi lo straccio legato alla sua vita stretta e raffinata per raggiungere il medesimo tavolo affiancandosi al Caporale.

La mia espressione fu un crescendo di emozioni, così come il colore della mia carnagione. Rimasi a guardare come la ragazza una volta preso posto, si sporse verso il corvino. Accecato dalla gelosia presi ad avanzare verso i diretti interessati venendo bloccato prontamente da Mikasa.
Puntai prima uno sguardo confuso alla sua presa e poi al suo viso.

"Pensi davvero sia un'idea intelligente interrompere la loro cena?"
Mi sussurrò all'orecchio in modo scaltro e furbo, prima che potessi prendere parola.

Riflettei su ciò che mi disse sentendomi tremendamente imbarazzante.
Sospirai pesantemente passandomi una mano sul volto.
"Giuro che normalmente non sono così stupido"
Dissi sorridendo per il pensiero sciocco che mi venne alla mente pochi attimi prima.
La ragazza mollò la presa ricambiando la risata.

"Il Caporale è un uomo fermo sui suoi principi, se ti ha puntato gli occhi addosso non c'è modo per distoglierlo credimi"
Mi tranquillizzò lei con fare dolce e rassicurante, rilassai i muscoli liberandomi da tutta la tensione precedentemente accumulata.

Levi's pov.

I ragazzi al tavolo continuarono a parlare senza che ne ascoltassi i contenuti, la presenza di Eren assieme a Mikasa mi fece storcere il naso fino a quando non si sorrisero. Stringevo fra le mani un bicchiere di Whisky quando iniziò a tremarmi per la pressione esercitatavi.

Petra fu l'unica a percepire il mio cambio d'animo puntandomi uno sguardo preoccupato ed  allungando una mano sul braccio che ritirai prima che potesse compiere l'azione. Mi alzai dal tavolo non cambiando la mia espressione resasi dura e competitiva.

"Andiamo?"
Domandai interrompendo il discorso animato dei due piccioncini seduti difronte.

"M-ma Caporale siamo ancora agli amari"
Prese parola Farlan stranito, ma io mi ritrovai già in piedi con lo sguardo fisso sui due ancora intenti a parlare. Il biondo voltò il capo in contemporanea con la rossa verso i soggetti da me osservati, puntandomi poi un sorriso malizioso.

"Ah... adesso ho capito"
Iniziò lui sporgendosi verso la mia figura alzando il sopracciglio e rivolgendomi uno sguardo fin troppo consapevole. Le due ragazze si guardarono spaesate, finii in un unico sorso la bevanda all'interno del bicchiere riposandolo con poca grazia al tavolo ed asciugandomi subito dopo le labbra con il palmo della mano.

Il biondo prese l'iniziativa sapendo non mi sarei smosso dalla mia idea per nulla al mondo.
Sbatté le mani fra loro puntando uno sguardo a tutti i presenti al tavolo.
"Temo sia ora di levare le tende, Isabel, tu invece puoi tranquillamente venire a soggiornare nella mia"
Ammiccò l'uomo con un sorriso smagliante facendo impazzire la ragazza affianco. Si alzarono poco dopo, intenti a raggiungere le camerate quando Petra mi afferrò con presa debole il braccio. I miei occhi ancora fissi sulla figura del ragazzo intento a parlare con la corvina non me ne fece nemmeno accorgere.

"Caporale... stasera le andrebbe di passare la notte insieme?"
Mi sussurrò lei con un velo di rossore sulle guance.

"Sì, sì come preferisci"
Risposi senza rendermi veramente conto di ciò che mi chiese, rapito dalla presenza di Eren.
Aprì la bocca per dire qualcosa, ma la precedetti andando dritto verso il moro.

Una volta interrotto il loro discorso, la ragazza corvina mi accolse con un sorriso abbastanza estraneo.
"Ciao Levi"
Iniziò lei facendomi sciogliere completamente. Eravamo cugini e per quanto poco la frequentassi al campo, durante la sua infanzia finii per farle da fratello.

Addolcii il volto non riuscendo a provare più nessun tipo di sentimento negativo.
"Ciao piccola"
Le dissi scompigliandole i capelli.

"Io stavo giusto andando"
Disse poi rivolgendosi ad entrambi con un sorriso fin troppo furbo per essere casuale. Ci salutò lasciandoci soli il tempo necessario prima che ci raggiungessero Farlan e gli altri.

"Le hai detto qualcosa?"
Gli chiesi incrociando le braccia al petto. Notai come il ragazzo iniziò a grattarsi la nuca distogliendo lo sguardo, non fece in tempo a rispondere che gli altri ci si affiancarono. Isabel stretta in vita dalle mani del biondo, intenti a passare una notte di fuoco e Petra che mi si affiancò circondandomi il braccio fra le sue mani. 
Potei vedere il naso di Eren storcersi in un'adorabile reazione di gelosia.

"Dovrei parlarle"
Prese parola il moro poco dopo con un'intonazione tutt'altro che formale, al contrario, provocatoria, i suoi occhi determinati fissi sui miei come per stuzzicarmi.
Potei percepire con la coda dell'occhio l'espressione di Farlan trasformatasi in compiaciuta e a tratti maliziosa. 
Annuii con il capo non perdendo lo sguardo da quello di Eren, il fatto che mi sfidasse con gli occhi anche sotto la vista di tutti mi fece perdere la testa.

Avanzai assieme al ragazzo costringendo la biondina a mollare la presa dal mio arto.
Una volta ritrovatoci fuori dalla mensa, gli afferrai il polso costringendolo a voltarsi, gli posai una mano sul fianco stampandogli un bacio, non sarei stato in grado di resistere ancora a lungo.

Il moro apparve scaldarsi continuando il bacio desideroso. Raggiungemmo la mia cabina subito dopo. Una volta chiusa la porta dietro di me riprendemmo il bacio iniziato poco prima, le sue mani strinsero il mio volto con foga mentre le nostre lingue presero a conoscersi come fosse stata la prima volta.
Le sue mani scivolarono sui miei pantaloni slacciandoli freneticamente.

"Caporale non sopporto vederla assieme a Petra"
Mi confidò lui in tono infastidito sulle mie labbra.

"Sei geloso?"
Gli chiesi con un filo di voce guardandolo con fare provocatorio. Le sue guance presero ad arrossarsi.

"In fin dei conti noi non siamo nulla... sbaglio?"
Continuai stuzzicandolo, ma l'effetto che provocò fu diverso dalle mie aspettative. Il ragazzo abbassò lo sguardo storcendo le labbra, così mi affrettai a circondargli il viso con le mani rialzandolo.

"Sto scherzando"
Ammisi guardandolo dritto negli occhi. Il moro sembrò rianimarsi sorridendomi appena.
Mi rubò un bacio per poi iniziare a scendere lungo tutto il mio corpo riempiendomi di baci fino ad arrivare al cavallo dei pantaloni precedentemente abbassati. 

Si mise in ginocchio puntandomi quegli occhioni apparentemente innocenti addosso. Mi morsi un labbro per reprimere qualsiasi gesto di troppo. Prese ad abbassarmi i boxer posando sopra le labbra provocandomi un sussulto.
Iniziò a far scorrere la lingua su tutta la mia lunghezza non distogliendomi gli occhi di dosso, se vi era una cosa alla quale non riuscivo a resistere era sicuramente lo sguardo puntato addosso di chi mi faceva un qualsiasi tipo di servizio, probabilmente una dimostrazione di sottomissione.

Sentii solo in un secondo momento le sue labbra schiudersi per far entrare la mia intimità nella sua bocca in un suono bagnato. Gli poggiai una mano sul capo intrecciandone le dita con i suoi capelli. Il ragazzo iniziò ad emettere piccoli gemiti con le gote ancora arrossate e gli occhi chiusi appena inumiditi da degli accenni di lacrime agli angoli.
Dovetti mordermi il palmo della mano per non emettere nessun tipo di lamento dovuto al piacere di quella situazione, finché non sentii bussare alla porta alla quale vi era appoggiata la mia schiena.

Sussultammo all'unisono.
"C-Caporale... sono Petra"
Iniziò lei da fuori la porta in tono timido.

Il moro fece per staccarsi, ma lo riportai con un gesto della mano sulla mia intimità provocandogli un lamento accentuato.

"Se vuole io questa notte sono completamente libera... sì insomma, al suo servizio."
Sospirai rumorosamente constatando come la sua presenza annullasse tutto il piacere provocatomi dal moro. Lo staccai bruscamente con una mano poggiata sulla sua fronte, dalla sua lingua colò della saliva rendendolo estremamente sexy. Lo sollevai afferrandolo per la maglia ed attaccandolo di schiena al muro proprio affianco alla porta inserendogli due dita all'interno della bocca.
Il ragazzo in tutta risposta strinse il mio polso iniziando a succhiare con foga e sensualità. Mi morsi un labbro per poi aprire la porta il giusto per far scorgere il mio volto e nient'altro.

La ragazza sobbalzò nel vedermi accaldato e con un leggero fiatone addosso.
"Signore... le assicuro che non se ne pentirà"
Iniziò lei con tono volutamente basso.

In tutta risposta spinsi maggiormente le mie dita all'interno della bocca del moro che si ritrovò costretto a reprimere eventuali gemiti.
"Sono occupato mi spiace... a meno che tu non voglia fare un Ménage à troi"
Le risposi sarcastico guardandola dritta negli occhi.

Puntò lo sguardo confusa a terra.
"Sarà per un'altra volta"
Le ammiccai io accennandole un occhiolino giusto per scorgervi la reazione del moro.

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