Capitolo 62.
Levi's pov.
10/05/1945 - 11:15 a.m.
Nonostante il colpo di Stato andato a buon fine decisi ugualmente di non appropriarmi della carica più alta, l'idea di potermi trasformare in un uomo come Yamamoto mi fece accapponare la pelle. Decisi di dividere il potere in modo democratico, così che nessuno potesse goderne di uno assoluto con il rischio che sfociasse in tirannia. Gli uomini incaricati non furono scelti casualmente, ma con diligente attenzione dando vita ad un nuovo sistema di governo all'interno del campo.
Nonostante il mio ruolo non fosse più quello di addestrare i cadetti, la mia passione per quella carica rimase a tal punto da farmi recare di rado agli allenamenti del gruppo 12. Preferii sempre osservarli da non troppo vicino, in modo da non farmi notare e distrarli come conseguenza. Solitamente finivo per appostarmi alle mura del magazzino in modo da poterli scorgere nei loro progressi e nonostante non vi fossi più io a tenerli sotto tiro, continuai a ritenerli miei cadetti fino alla fine.
Li osservai a braccia conserte con in mano ancora un mazzo di fogli da compilare per il reparto burocratico dell'accampamento nel quale fui smistato subito dopo la morte dell'Ammiraglio.
"Tiene molto a quei ragazzi, non è vero?"
La voce di Erwin mi fece tornare alla realtà in un leggero sobbalzo. Strinsi maggiormente le dita sui fogli fino quasi a stropicciarli.
"Li stavo giudicando da lontano in realtà"
Gli risposi sarcastico ricomponendomi dalla mia precedente reazione. Gli puntai uno sguardo, il suo viso apparve ormai guarito dalla nostra ultima discussione e il braccio ancora fasciato diede i suoi primi segni di ripresa, data la sua libertà nel muoverlo.
Il biondo scoppiò a ridere tirandosi fuori un sigaro dalla tasca.
"Le dispiace?"
Mi chiese con l'oggetto fra le labbra.
Afferrai il mio accendino avvicinandolo al suo volto finché l'odore di tabacco non iniziò ad inebriare i nostri sensi.
L'uomo prese ad aspirare in modo lento e rilassato, come se quel sigaro fosse diventato la sua morfina e non lo avrei biasimato se fosse stato davvero così. Al contrario di quanto si possa immaginare, la velocità che raggiunge un proiettile fino a perforare la pelle non crea un dolore così acuto, al contrario, in genere se la parte colpita non è un organo vitale, il colpo si percepisce appena, proprio perché il peggio arriva dopo qualche giorno, con un dolore lancinante quasi straziante, provocando alle volte lesioni permanenti con il nome di trauma balistico. Rabbrividii solo all'idea di essere nuovamente colpito da quell'arma infernale.
"C'è anche Eren fra i soldati?"
Chiese poi affiancandomi e ritrovandoci spalla contro spalla con solo il suono del tabacco intento a bruciarsi sotto il respiro del Generale.
"Sì è là, lo vede?"
Gli risposi indicandolo con un gesto del capo.
All'uomo scappò un'accennata risata puramente spontanea senza il minimo accenno di scherno. Voltai lo sguardo sul suo in modo interrogativo.
"Che sta facendo?"
Chiese con ancora il sorriso sul volto assottigliando appena gli occhi e sporgendosi col capo verso il gruppo di soldati, riportai lo sguardo sul moro che apparve irrequieto e drammatico.
"Starà sicuramente facendo polemica su un risultato maggiore del suo"
Risposi divertito, in tutta risposta Erwin scoppiò a ridere producendo un suono caldo e sicuro, trovai affascinante come quell'uomo riuscisse ad apparire adatto in qualsiasi situazione.
"Oh, è sempre stato una testa calda, non mi stupirebbe"
Aggiunse portandosi nuovamente con un gesto istintivo il sigaro alle labbra.
"Ho avuto occasione di scoprirlo mi creda"
Risposi sarcastico continuando a contemplare il soldatino in delle gesta del tutto spontanee, non cosciente degli occhi puntatigli addosso, lo trovai di una bellezza disarmante.
"Vi vedete ancora?"
Mi chiese poi voltando il capo nella mia direzione.
"Da come lo guarda immagino di sì"
Arrivò alla conclusione riportando gli occhi ai ragazzi impegnati a sparare a bersagli ben precisi.
Non gli risposi, mi limitai ad accendere una sigaretta aggiungendo il mio fumo al suo e rimanendo in silenzio per una decina di secondi persi entrambi fra milioni di pensieri. Solo allora mi accorsi di quanto simili fossimo, due uomini dalle doti straordinarie fuori e così tremendamente soli dentro.
"Spesso si è la persona giusta, nel momento giusto, nel posto giusto, ma nella vita sbagliata"
Aggiunsi riferendomi all'argomento precedente.
L'uomo storse il naso rigirandosi fra le dita il sigaro ormai quasi del tutto terminato bruciare lento.
"Non esiste la persona giusta e nemmeno il momento giusto"
Contestò lui con occhi persi e vuoti verso le povere anime distanti da noi.
"Esiste solo la volontà... Caporale"
Finì lui distogliendo lo sguardo, come se si fosse ripreso da uno stato di trance, mi chiesi allora cosa avesse pensato per farlo arrivare a perdere così rapidamente il contatto con la realtà. Mi accorsi in quel momento di quanto triste e malinconico apparisse sotto quella postura rigida ed elegantemente serena.
"Lei invece? Ha moglie?"
Gli chiesi incuriosito, dopotutto non conoscevo nulla di quell'uomo tanto enigmatico quanto pragmatico.
Sorrise appena abbassando lo sguardo quasi imbarazzato.
"Nessuna moglie"
Rispose ancora sorridente e a tratti intimidito da tale domanda, continuai a guardarlo senza un'apparente espressione.
"Allora... un compagno?"
Chiesi cauto assottigliando di poco gli occhi.
"Diciamo pure io non faccia granché distinzioni"
Aggiunse passandosi il dito sotto il naso in un gesto di disagio.
Lo guardai confuso.
"Si diletta con entrambi?"
Chiesi sinceramente colpito.
"E allo stesso momento"
Rispose lui a tono più rigido. Mi sentii un completo sciocco ad avergli domandato tali domande tanto personali. Distolsi prontamente lo sguardo mordendomi una guancia.
"Ad ognuno il suo, no?"
Disse infine gettando il sigaro a terra e calpestandolo con lo scarpone.
"È stato un piacere, ci vediamo a pranzo Caporale Ackerman"
Mi salutò elegantemente l'uomo porgendomi un sorriso di convenienza per poi allontanarsi.
Allora la sua eleganza e raffinatezza è tutta apparenza...
Mi scappò inconsapevolmente un breve sorriso ripensando ai gusti del Generale e chi lo avrebbe mai detto d'altronde, che sotto a quel suo lato tremendamente rigido, si celasse un animo tanto lussurioso da consumare rapporti poliamorosi.
Più la conosco e più mi sorprende Generale...
Eren's pov.
8:40 p.m.
Avevo appena terminato l'abituale doccia prima di cena, quando venni richiamato per la spalla da Armin.
"Eren, il Generale ci vuole nel suo ufficio, vestiti e andiamo"
Mi sussurrò tentando di evitare occhi indiscreti nelle docce, io annuii senza pronunciare altro.
Una volta sistemati raggiungemmo la postazione di Erwin, notai come quella volta l'iniziativa di bussare la prese il biondo, sbattendo in modo sicuro le sue nocche sul legno pregiato della porta. L'uomo ci diede il consenso di entrare, ed una volta faccia a faccia e fuori da occhi e orecchie invadenti, prese a parlare.
"Soldati, c'è stato un grosso cambio di programma, non era assolutamente prevista l'esecuzione di Yamamoto, ma questo inaspettatamente non ci si è ritorto contro, al contrario, al comando ora vi sono un gruppo di uomini, che a loro volta hanno come musa il Caporale Ackerman nonché bhe... l'amico di Eren, dico bene?"
Iniziò lui. Il bianco delle sue fasciature strette sul braccio mi ipnotizzarono ricordando quanto vicina si fosse sfiorata la tragedia.
"Signorsì"
Risposi rigido. Nonostante avessi perso la testa per Levi avevo ancora una missione importante da portare a termine e una volta conclusa avrei convinto il corvino a lasciare tutti i nostri passati alle spalle cambiando vita e luogo. Non avrei mai permesso di farlo giustiziare.
A patto che ti perdoni...
"Perfetto, i soldati americani stanno progettando un piano alquanto ambizioso, ma voi dovrete fidarvi di me"
Continuò lui puntandoci i suoi agghiaccianti occhi addosso, inondati di determinazione e fermezza.
Annuimmo all'unisono, non eravamo soliti a fare domande e quella non fu sicuramente l'eccezione alla regola, nonostante gran parte del piano ci rimase completamente sconosciuta già da inizio missione.
"Eren, sai che avrò bisogno anche del tuo aiuto vero? Per quanto spaventoso possa essere Ackerman, in tua presenza inspiegabilmente finisce per sciogliersi e temo la sua collaborazione indiretta ci servirà"
M'informò in modo rigido e professionale, come se non si fosse beccato un proiettile al posto suo. Deglutii rumorosamente sentendo lo sguardo del Generale unito a quello di Armin pressanti sul mio.
Finii per annuire il più convincente possibile stringendo i denti.
Resisti ancora un po' Eren, quando la guerra sarà finita scapperete assieme, resisti...
Mi congedò trattenendo invece il biondo all'interno, quei due si capivano meglio di quanto pensassi e non apparii per nulla riluttante all'idea di abbandonare prima che i due iniziassero a parlare fra loro con termini fin troppo complicati.
Varcai l'uscita della struttura degli uffici notando con notevole sorpresa quanto le giornate si fossero allungate. Il sole calante mi spezzò il fiato bloccandomi con ancora la mano poggiata alla porta, i miei occhi rivolti al cielo, che ignaro delle atrocità del mondo continuava a far tramontare il sole ogni giorno in una tranquillità disarmante.
Un senso di nostalgia mi pervase l'animo.
Chissà se dall'altra parte del mondo vedrete sorgere lo stesso sole imperturbabile che abbiamo visto noi...
Puntai poi uno sguardo davanti a me, scorgendo con piacevole sorpresa Levi intento a parlare assieme all'Ufficiale Church. Mi spuntò un inconsapevole sorriso accantonando tutti i pensieri negativi. Lo raggiunsi con una breve corsetta aspettando paziente dietro il biondo che avesse finito la conversazione, ma il corvino in tutta risposta come mi notò, mi fece cenno di raggiungerlo.
Farlan mi vide sbucare da dietro, addosso potei scorgergli dell'evidente confusione, ma non gli diedi peso affiancandomi al Caporale che mi scompigliò i capelli in un gesto d'affetto che mi scaldò il cuore.
"Eren, non sei a cenare?"
Mi chiese cordialmente il biondo.
Scossi il capo con dissenso.
"No signore, sono stato convocato poco fa dal Generale Smith"
Risposi sorridendo. L'uomo ricambiò il mio gesto stirandosi appena.
"D'accordo allora... vi lascio soli, Levi ti aspetto a cena?"
Chiese l'Ufficiale grattandosi la nuca.
"Se mi aspetti ci dovrei essere"
Gli rispose a braccia conserte.
"Sì bhe... io avevo intenzione di fare una cosa veloce, stasera sono assieme ad Isabel"
Continuò lui con un accenno di preoccupazione.
"Allora inizia pure senza di me"
Finì comprensivo l'uomo, l'altro gli rispose con un cenno del capo e dopo esserci salutati rimasi in compagnia del corvino. La zona non era del tutto appartata, ma essendo orario di cena quasi nessuno si trovava ancora fuori.
"Che bella sorpresa"
Iniziò lui guardandomi negli occhi, che in tutta risposta abbassai.
"Sì insomma... non la vedevo da parecchi giorni, il suo nuovo ruolo non mi permette di scorgerla nemmeno agli allenamenti e come l'ho vista qui non ho potuto fare finta di nulla"
Confessai storcendo il naso.
"Hai fatto bene"
Continuò lui con tono piatto. Mi contemplò per qualche secondo sotto la luce giallastra del tramonto intenta a riscaldare il mio incarnato. Cercò senza distogliere gli occhi dai miei la mia mano, che una volta trovata strinse fra la sua portandola alle labbra.
"Stasera ti va di fare le ore piccole invece?"
Chiese poi, con una naturalità che mi fece arrossire facendomi incespicare nelle mie stesse parole. La mano dapprima stretta nella sua, venne baciata in modo pronunciato dalle sue labbra.
"Dovrei prenderlo come un sì?"
Mi chiese divertito con ancora la mano fra le sua dita.
Decisi allora di evitare di parlare data la mia goffaggine, annuendo semplicemente con il capo.
"Va bene, allora ci vediamo più tardi... mi sei mancato"
Disse infine accarezzandomi la guancia con due dita perdendosi fra i miei occhi e lo stesso feci io avvampando per il contatto improvviso. Solo dopo una manciata di secondi lo vidi allontanarsi dalla mia visuale assieme alle luci del giorno.
Spazio Autrice.
Buonasera ragazzi!
Come state?? Spero vada tutto bene e chi è rinchiuso in casa che non si stia annoiando troppo :))
Volevo solo ringraziarvi per i bellissimi messaggi lasciati nello scorso capitolo, il vostro supporto mi dà sempre tanta voglia di continuare e per questo vi ringrazio. Restate connessi perché sarà un crescendo di emozioni ;)
Buona serata ed inizio weekend a tutti cari.
-Sof.
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