*Zap 9*
"...vorrei che tu sapessi che
un altra come te
non ci sarà
negli altri giorni in cui vivrò
nascosto nei miei guai
e vaffanculo a chi dirà
che un altra ti cancellerà
che un giorno arriverà qualcuno
che mi farà scordare noi..." (Scordare noi)
Stavo correndo giù per le scale del ristorante. Scale che sembravano non terminare mai. Per mia grande fortuna, non scivolai mai, visto i tacchi che portavo. Recuperai velocemente il cappottino e me la svignai fuori dal ristorante.
"DARCY!" udii.
Mi levai i tacchi, così che potessi correre più velocemente, e per evitare un'eventuale caduta, oppure una slogatura.
Continuavo a correre e non arrivavo più a casa. Sentii i suoi passi farsi sempre più vicini. Mi stava raggiungendo.
"Presa" annunciò afferrandomi per il braccio.
Mi voltai, senza opporre in alcun modo resistenza. Era inutile farlo. Lo guardai: aveva il fiatone, le guance arrossate ed era tutto sporco. Era corso fuori dal ristorante senza giacca e coi capelli bagnati così, starà sicuramente male domani.
<Cosa me ne importa se si ammala? Darcy smettila di preoccuparti per lui> mi rimproverai mentalmente.
"Organizzo una cena romantica per noi, per riavvicinarmi a te, e tu che fai?" domandò per poi continuare a parlare. "Mi fai questo" concluse indicandosi da capo a piede. Abbassai il capo, soffermandomi a guardarmi i piedi scalzi.
"Ora che mi hai umiliato davanti a tutti, ti senti meglio?" bisbigliò.
"No" mormorai stringendomi al petto le scarpe.
Non era una questione di sentirsi meglio o no. Io volevo solo... Volevo cosa? Umiliarlo? Ferirlo? Si, lo volevo ma, non pensavo di farlo sul serio.
Con due dita, Zayn mi sollevò il mento, facendo in modo che lo guardassi. Pian piano, si avvicinò a me, fermandosi col viso a pochi millimetri dal mio. Sentivo il suo respiro calmo e rilassato, venirmi addosso.
"Dimenticami Zayn" sussurrai. Zayn si allontanò di poco da me.
"Come, scusa?" chiese alzando un sopracciglio.
"Dimenticati di me, di noi..." Sentii gli occhi farsi lucidi. "...Dimentica tutto ciò che eravamo. È meglio per entrambi" farfugliai prima di scappare a casa.
Una volta arrivata a casa, senza far il minimo rumore, mi diressi verso la mi a camera da letto. Stavo per entrare quando...
"Già a casa?" sentii. Sobbalzai dalla paura. Mi voltai e gli annuii.
"Non è andata come Zayn si aspettava. Gli ho rovesciato addosso l'acqua e la pasta, e..."
"Cosa hai fatto?" quasi urlò. "Gli hai chiesto scusa?" domandò avvicinandosi. Negai con la testa. "Darcy! Ora prendi la macchina e vai a chiedergli scusa, chiaro?"
"Scherzi, vero?" chiesi sbigottita.
"Affatto. Mi sono stancato di questa Darcy, fredda e distaccata. Il mio tesoro non avrebbe mai fatto una cosa del genere. Rivoglio la mia sorellina"
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"'Fanculo, Lou!" imprecai mentre salivo in macchina.
Odiavo a morte quando, per convincermi a fare qualcosa, faceva gli occhioni da cucciolo, con il labbruccio in aggiunta, oppure metteva il broncio. Sapeva benissimo che non riuscivo a dirgli di no, e questa ne era la prova.
Era passata poco più di mezz'ora da quando ero scappata, di nuovo, da Zayn, ed ora stavo andando da lui per chiedergli scusa. Scusa per cosa poi? Per gli spaghetti addosso? Capirai, mica gli ho fatto chissà cosa.
Parcheggiai davanti casa di Giulia. Scesi dall'auto e con passo svelto, andai davanti alla porta. Alzai il pugno per bussare ma mi bloccai. Non volevo scusarmi per una cosa che per un minuto mi aveva fatto stare bene dopo tanto. Girai i tacchi. Stavo per scendere i gradini quando la porta di casa s'aprì. Mi voltai, trovando Zayn a braccia conserte, appoggiato allo stipite della porta.
Feci un respiro profondo poi parlai.
"Ero venuta per scusarmi..." iniziai grattandomi la nuca. "...Scusa. Scusa se ti ho versato addosso l'acqua e la pasta. Non volevo farlo... Scusami, non so cosa mi sia preso. Volevo solo che ti sentissi come mi sono sentita io quel giorno. Mi dispiace, davvero" mormorai contorcendomi le mani.
Quante volte mi sono scusata? Dio, sono proprio stupida.
Alzai lo sguardo, notando Zayn che mi fissava in silenzio. Prima che la situazione si faccia ancora più imbarazzante, è meglio che vada.
"Io...Vado" farfugliai voltandomi.
Scesi i primi due gradini, poi fui afferrata con forza per il polso. Zayn mi attirò a se, conducendomi dentro casa. Inciampai, riprendendo subito a camminare. Entrai in casa, e Malik richiuse alle mie spalle la porta. Mi fece indietreggiare, facendomi finire contro la porta di casa.
Prese il mio viso tra le mani, lasciandomi un bacio a stampo sulle labbra. Appoggiò la sua fronte sulla mia, e coi pollici mi accarezzò piano le guance, cercando di farmi rilassare.
Mi guardò negli occhi. Iniziai a perdermi nelle sue bellissime perle scure. Mi erano mancate moltissimo.
Zayn attaccò nuovamente le sue labbra alle mie. Lentamente cominciò a leccarmi il labbro inferiore.
<Non cedere. Darcy Tomlinson non cedere> continuavo a ripetermi.
Pian piano, iniziò a mordicchiarmi il labbro inferiore. Schiusi le labbra, permettendo alla sua lingua di entrare nella mia cavità orale. Timidamente, la sua lingua entrò in contatto con la mia.
Era come se ci stessimo baciando per la prima volta.
Allacciai le braccia dietro al suo collo, infilando le dita tra i suoi capelli. Zayn fece scorrere le mani lungo la mia schiena, fermandole sul sedere. Lo palpò, poi mi afferrò per le cosce, sollevandomi da terra, facendo in modo che gli circondassi la vita con le gambe.
Continuando a baciarmi, si diresse in camera da letto.
Mi mise a terra, ai piedi del letto. Guardandomi negli occhi, mi abbassò le spalline del vestito, facendolo ricadere lungo i fianchi. Si tolse la T-shirt, rimanendo a torso nudo. Mi fece stendere sul letto, e Zayn si tolse i pantaloni. Il materasso vacillò sotto il suo peso. Si mise a cavalcioni sopra di me, bloccandomi con le gambe. Mi sollevò di poco, slacciandomi il reggiseno.
Iniziò a lasciarmi umidi baci sul collo, alternati a leggeri succhiotti. Creò una scia immaginaria di baci, che percorreva tutto il petto, fino ad arrivare all'ombelico, dove mi morse appena un lembo di pelle. Mentre continuava a baciarmi, scostò di lato le mie mutandine, infilando all'interno della mia intimità due dita. Sussultai non appena iniziò a muoverle in maniera lenta. Inserii le dita tra i suoi capelli, tirandoli.
Dopo avermi sfilato le mutandine, ed essersi sfilato i boxer, posizionò il suo membro sulla mia intimità. Lo circondai con le gambe, poi mi penetrò.
"Mhn" mugugnai mordendomi il labbro.
Era da tanto tempo che non lo facevamo ma non sembrava affatto. Era come se il mio corpo non si fosse dimenticato di lui. Rispondeva ad ogni suo gesto, ad ogni suo tocco.
Mi era mancato tutto di lui. Ogni sua carezza, ogni suo bacio, il modo in cui mi faceva sentire speciale, il turbine di emozioni che provavo ogni singola volta che mi era accanto. I battiti del cuore persi ogni volta che mi faceva un complimento, oppure per il modo in cui mi guardava.
Ci addormentammo l'uno avvinghiato all'altro. Con le gambe intrecciate tra loro, la mia testa poggiata sul suo petto, e le sue braccia che mi stringevano a se.
Per una volta, dopo molto tempo, mi sentii a casa, stretta tra le sue braccia
Una parola: ZARCY😍 Contente?
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