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Tanti auguri JenJen_Payne 🍰🎉 Ti voglio bene BSF❤

1,01 K visualizzazioni😍😭 Vi adoro

"...io e te
che siamo due persone
nuove
che hanno voglia di
cambiare
senza dar peso alle parole
e vanno in alto come foglie
che trasportate san volare
e non faranno mai ritorno
perché puoi anche perdonare
ma non per questo ancora
amare..." (Io e te)

"Ehm... Vedi..." farfugliai contorcendomi le mani.

Cosa gli dicevo? Una parte di me, una piccola parte, voleva andare a cena con lui. L'altra parte invece, non voleva proprio.

Stavo per rifiutare la sua offerta, quando ricevetti un pestone al piede destro. Portai il pugno alla bocca, trattenendo un urlo di dolore. Mi voltai verso Louis, disintegrandolo con lo sguardo. Lui fece lo stesso, dandomi un altro pestone.

"Va bene" dissi a Zayn, sforzandomi di sorridere.

"Grazie" rispose entusiasta, baciandomi la guancia.

Sentii una fitta sul petto, come se... Come se il mio cuore avesse perso un battito di fronte al suo gesto.
Il mio cuore reagiva sempre così quando ero innamorata di lui. Ad ogni cosa che faceva o diceva, sentivo le farfalle sullo stomaco.

<Lo ami ancora> esortò la mia vocina interiore.

E se fosse vero? Se provassi ancora qualcosa per lui? Se in tutti questi mesi, avessi continuato ad amarlo come sempre?
Impossibile.
Non lo amo, lo odio. Gli parlo, cerco di avere un rapporto civile con lui, solo e unicamente per il bene di Leroy.

---

Giulia's pov

Era ormai ora di pranzo e Zayn doveva ancora rientrare. La sera prima, mi aveva mandato una foto di Darcy e Leroy mentre dormivano. Il mio nipotino era proprio adorabile. Fin da subito, avevo voluto bene a quel bambino. Ed ora che ero venuta a conoscenza che era mio nipote, ero ancor di più innamorata di lui. Non vedevo l'ora di passare un po' di tempo con Leroy.

Sia Louis, sia Harry, dicevano sempre che Darcy era cambiata, e da quanto e come la conosco io, difficilmente avrebbe perdonato mio fratello.

Mi aveva sorpreso il fatto che Zayn fosse rimasto a dormire a casa di Darcy. La cosa era strana. Molto strana.

Non appena finii di apparecchiare, sentii suonare al campanello. Andai ad aprire, ritrovandomi davanti un Zayn euforico.

"Sorellina, stasera esco con Darcy" annunciò non appena varcò la soglia di casa, con un mega sorriso stampato in faccia.

"Davvero?" chiesi sorpresa. Zayn annuì contento.

Perché, tutto d'un tratto, lo faceva dormire da lei e poi ci usciva assieme? Qualcosa non quadrava.

Passai gran parte del pomeriggio a guardare Zayn, mentre decideva cosa indossare per la cena, cambiando ogni due secondi abiti.

"Ti preparo io, sennò neanche per domani mattina sei pronto" esclamai alzandomi dal letto, ed andando verso l'armadio.

Era ormai giunta l'ora della cena. Finii di sistemargli i capelli.

"Sei bellissimo" confessai guardandolo dallo specchio.


"Grazie" rispose sorridendo.

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Darcy's pov

Erano quasi le 20 e me ne stavo tranquilla in camera a giocare con Leroy. Ad un certo punto, la porta della camera si spalancò, rivelando un Louis alquanto alterato.

"Ancora così, sei?"

"Non vado alla cena"

"Tu ci vai eccome. Ora ti prepari e vai" disse avvicinandosi. Negai col capo. "Smettila di comportarti da bambina e fa l'adulta"

Sbuffando, mi alzai da terra ed andai a prepararmi. Dopo una mezz'oretta buona ero pronta. Avevo deciso d'indossare un vestito nero semplice, lungo fino a metà coscia; con scollatura a V non troppo profonda. La gonna, ricadeva morbida lungo i fianchi. Vi abbinai delle scarpe col tacco, anch'esse nere. Lisciai i capelli, e misi del trucco leggero.

Infilai il cappottino ed uscii di casa. Zayn mi aveva telefonato, non si sa come aveva il mio nuovo numero, dicendomi di incontrarci al ristorante che si trovava poco distante da casa mia, così decisi di andarci a piedi.

Non appena arrivai davanti al ristorante lo vidi. I capelli lunghi erano pettinati un po' all' indietro, si era sfoltito molto la barba, era vestito elegante ed era... Bello. Si l'ho detto, era bello, anzi stupendo.
Zayn incrociò il mio sguardo e mi venne incontro.

"Sono per te" disse porgendomi un mazzo di fiori.


"Grazie" risposi arrossendo un pochino.

Zayn mi prese per mano, accompagnandomi dentro al ristorante. Dopo aver detto il nome con cui aveva prenotato, seguimmo il cameriere lungo le scale.


Ci accomodammo ad un tavolo che si trovava al centro della sala.
Dopo aver ordinato da mangiare, iniziammo un po' a parlare. Principalmente, la nostra conversazione ruotò attorno a nostro figlio.

Malik allungò la mano, appoggiandola sopra la mia.

"Riuscirai mai ad amarmi di nuovo?" domandò quasi sussurrando, mentre mi accarezzava il dorso della mano.

Zayn's pov

"No" rispose abbassando lo sguardo. "Posso anche provare a perdonarti, ma non chiedermi di amarti" bisbigliò fissando il piatto con gli spaghetti.

Il mio cuore perse dei pezzi, appena udii la sua risposta. Perché era tutto così difficile? Perché era così difficile poter stare assieme alla persona che amavo?

"Perché no?"

Darcy alzò lo sguardo, puntandolo sul mio. "E me lo chiedi pure?" Alzò la voce. "Ti ho amato con tutta me stessa. Anche se lo hai fatto per proteggermi, mi hai distrutta in mille pezzi, umiliandomi davanti al preside e alla mia famiglia" rispose con le lacrime agli occhi.

"Posso immaginare come ti sei sentita" annunciai.

"No, non puoi! Non puoi sapere come ci si sente quando la persona che più ami al mondo ti distrugge e ti umilia!" quasi urlò. Le persone degli altri tavoli si voltarono nella nostra direzione.

"Piccola, calmati"

"Facciamo un giochino, ti va?" mi chiese guardandomi. Notai l'azzurro dei suoi occhi cambiare, diventando blu scuro. "Il giochino si chiama: come si è sentita Darcy il 31 marzo" annunciò.

L'osservai sollevare il bicchiere pieno d'acqua, rovesciandomelo in testa.


Prese in mano il piatto, pieno ancora per metà dei spaghetti col sugo. Si alzò dalla sedia, venendomi accanto. Mi rovesciò in testa anche la pasta.
In sala calò il silenzio, tutti i presenti guardavano scioccati la scena.
Tirai indietro i capelli bagnati e sporchi, facendo cadere a terra e sul tavolo la pasta.


"Ti senti umiliato, vero?" domandò sussurrando. "Scommetto che vorresti tirarmi uno schiaffo, magari una sculacciata. Anzi, perché non violentarmi ancora, mnh?"

Mi voltai guardandola.


Ora sapevo come si era sentita quel giorno, perché era come mi sentivo io in quel momento. Ferito. Preso in giro. Umiliato.

La guardai correre giù per le scale. Mi alzai di scatto dalla sedia e le corsi dietro.

Non l'avrei lasciata andare. Non di nuovo.

Io e JenJen_Payne quando abbiamo ideato il capitolo

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