*Zap 25*
Mr. Malik's pov
"Malik!" urlò la guardia mentre sbatteva con violenza il manganello contro le sbarre di ferro della cella in ero rinchiuso da mesi.
Alzai il capo, continuando però a rimanere steso sulla branda, con le braccia piegate dietro la mia nuca.
"Hai visite" disse.
Mi alzai, avvicinandomi alla guardia. Feci passare entrambi i polsi nell'apposita apertura, facendomi ammanettare i polsi. Feci un'involontaria smorfia di dolore non appena la guardia strinse, più del dovuto, le manette.
Uscii dalla cella e, scortato, raggiunsi la sala visite. Mi sedetti, guardando negli occhi l'unica persona che fino ad ora non mi aveva tradito, Omar.
"É tutto pronto?" chiesi diretto a bassa voce.
"Certo. Tutto procede secondo i suoi piani" rispose.
"Perfetto" dissi con un sorrisetto malvagio stampato in viso. "A lavoro concluso, vieni a riferirmi tutto" conclusi.
Omar rispose di si, alzandosi poi dalla seggiola di legno.
Mi alzai, facendomi riaccompagnare in cella.
Si sapeva.
La vendetta era un piatto che andava servito freddo, ed io ora stavo per servirlo a mio figlio. La mia delusione più grande.
Darcy's pov
I caldi raggi solari entrarono dalle piccole fessure delle tapparelle, depositandosi sul mio viso. Aprii piano gli occhi, stiracchiandomi successivamente. Lentamente, mi misi seduta nel letto, ammirando i miei amori grandi dormire.
Zayn dormiva sul fianco, a torso nudo, con un braccio a circondare il corpicino di nostro figlio, tenendolo stretto a se, mentre Leroy abbracciava il coniglietto di peluche bianco, tenendo stretto tra la sua piccola manina, l'indice del suo papà.
Cercando di fare il meno rumore possibile, presi il cellulare, scattando una foto ai miei ometti.
Scesi dal letto ed, in punta di piedi, uscii dalla camera da letto, dirigendomi al piano inferiore.
Entrai in cucina e mi preparai la colazione.
Casa Tomlinson non era mai stata così silenziosa e tranquilla come negli ultimi giorni.
Dopo il matrimonio di Louis ed Harry, io, Zayn ed piccolo, eravamo rimasti un paio di giorni a casa di mia mamma, rinviando così il nostro rientro a Torino.
I neo sposini invece, avevano preso il primo volo per la California, meta dove stavano trascorrendo la loro luna di miele.
"Piccola"
La calda e sensuale voce di Malik, ancora leggermente impastata dal sonno, risuonò per tutta la cucina, distraendomi dai miei pensieri.
Ruotai il capo, notando la figura del mio ragazzo sulla soglia della porta, coi capelli tutti arruffati e con in braccio Leroy che si succhiava il pollice.
Mi alzai dalla sedia, andandogli incontro, lasciando un dolce bacio a stampo a Zay ed uno sulla guancia del piccolo che subito si attaccò al mio collo, venendo in braccio con me.
"Buongiorno amori miei" annunciai ritornando a sedermi.
Zay andò ai fornelli, preparando il biberon a nostro figlio e preparandosi la sua colazione.
Dopo alcuni minuti, prese posto accanto a me. Diede la ciuccia colma di latte a Leroy che, non appena la prese in mano, cominciò a succhiare.
"Stavo pensando" cominciò il mio ragazzo, catturando la mia attenzione. "E se tornassimo a vivere a Londra?" chiese mentre addentava un pezzo di brioche.
Lo guardai, sgranando gli occhi per la sua proposta.
"Come mai vuoi tornare a Londra?" Torino non ti piace?" domandai aiutando il piccolo a tenere stretto in mano il biberon.
"Si che mi piace Torino" annunciò. "Ma ho notato che quando eravamo a Londra, da Anne, avevi sempre il sorriso" aggiunse guardandomi attentamente. "Ho pensato che ti mancasse casa tua" concluse inclinando di lato il capo, assumendo un espressione estremamente dolce.
Mi morsi il labbro inferiore, pensando che, ancora una volta, Zayn aveva capito il mio stato d'animo.
Non serviva che parlassi. Alla fine lui riusciva sempre a capire come stessi. Era come se mi leggesse la mente.
Ormai non riuscivo in alcun modo a tenergli nascosto qualcosa, tranne una.
Aveva ragione. Londra mi mancava. Mi mancava mia mamma. Mi mancavano i pomeriggi di shopping che avevo con lei, oppure le nostre serate sul divano, a mangiare del gelato, gaurdando un film strappa lacrime.
Allo stesso tempo però, amavo follemente Torino e poi in questa città lavoravo e vivevano mio fratello ed il mio migliore amico. Due persone importanti della mia vita. La mia famiglia.
"Londra mi manca, ma qui ho ricominciato a vivere" esortai dopo minuti di silenzio.
"Qui ho Tommo ed Hazza, tu invece hai tua sorella" continuai. "A Londra, tranne mia mamma, mi resta solo il dolore per quello che é successo tra di noi" conclusi, sussurrando l'ultima parte.
Vidi Zayn irrigidirsi, non appena udì l'ultima parte.
"Non mi perdonerò mai per quello che ti ho fatto passare, amore mio" disse. Allungò una mano, appoggiandola sopra la mia. "A Londra ho una casa, mentre qui sono ospite a casa tua. So che qui hai un lavoro, ma potresti trovarne uno anche in Inghilterra" continuò con voce calma. "Voglio solo ricominciare a vivere con te e nostro figlio. Voglio solo il meglio e la felicità per voi" aggiunse guardandomi dritta negli occhi. "Pensaci, ok?" domandò. Annuii.
Sicuramente ci avrei pensato. In fondo si trattava di una scelta importante.
C'era in gioco il nostro futuro. La nostra occasione di felicità e di costruire, dopo tanta sofferenza, una famiglia tutta nostra.
Era sempre stato il mio sogno quello di costruire, con la persona che amavo, una famiglia tutta mia.
Fin da piccola, mi ero sempre ripromessa che se avessi avuto dei figli, gli avrei dato tutto quello che io e mio fratello non avevamo mai ricevuto.
---
Zayn's pov
Era pomeriggio presto ed avevo deciso di andare assieme al piccolo, a trovare mia sorella Giulia.
Vista la bella giornata che era, optai per una tranquilla passeggiata. Dato che poi la casa di mia sorella distava poco lontano da quella di Darcy.
Ormai era maggio inoltrato. Le giornate si erano allungate. Faceva caldo, non un caldo esagerato ed il tempo era bello.
Misi Leroy nel passeggino e, dopo aver chiuso la porta di casa, mi diressi da Giulia.
Lungo tutto il tragitto però, avevo l'impressione di essere osservato e seguito.
Mi voltai un paio di volte, non notando nessuno seguirmi.
Stavo per arrivare a casa di mia sorella quando una voce, la sua voce, risuonò alle mie spalle, facendomi bloccare di colpo.
Pensavo se ne fosse andato, abbandonando per sempre il mostro di mio padre.
Lentamente mi voltai, ritrovandomelo davanti.
"Omar. Noto che sei ancora in libertà" dissi disintegrandolo con lo sguardo.
"Come sta la tua ragazza? E tuo figlio?" chiese sporgendosi per vedere Leroy. Mi spostai, impedendogli di vederlo.
"Cosa vuoi?" domandai senza giri di parole.
"Solo darti un messaggio da parte di tuo padre" rispose infilando le mani in tasca. "Stai per perdere tutto" disse prima di andarsene, lasciandomi lì fermo immobile e con la paura che cresceva in me.
Come potevo essere sul punto di perdere tutto?
Come poteva lui, da dietro le sbarre, riuscire a farmi ancora del male?
Non poteva essere in grado di farmi nuovamente a pezzi mentre era rinchiuso in prigione. Non poteva, vero?
*Il giorno seguente*
Non avevo chiuso occhio durante tutta la notte.
Dopo la minaccia di Omar, ero diventato cupo e silenzioso.
Sia alla mia piccola, sia a mia sorella, avevo detto semplicemente che avevo mal di testa, nulla di grave.
Naturalmente non avrei detto nulla a Darcy del mio incontro con il braccio destro di mio padre.
Non avevo la minima intenzione di farla preoccupare ed agitare per nulla.
Darcy era andata assieme a Giulia ed il piccolo, a fare un giro in centro. Dovevano fare delle importanti commissioni ed il sottoscritto non poteva essere presente.
Ero molto felice del bel rapporto che legava le donne della mia vita.
Dopo essermi fatto una doccia veloce, mi preparai ed andai anche io in centro.
La mia destinazione? La gioielleria.
Ormai avevi deciso. Avrei chiesto alla mia piccola di diventare la signora Malik.
Di nascosto da Darcy, avevo chiamato Louis, chiedendogli il permesso di fare la proposta di matrimonio a sua sorella.
Per tutta risposta, Lou mi urlò un <Era ora, cazzo!> facendomi per poco rompere un timpano.
Una volta entrato in gioielleria, mi diressi verso la zona dove erano esposti gli anelli.
Subito la mia attenzione fu catturata da un bellissimo anello.
Nel centro spiccava un diamante dal taglio quadrato ed ai lati, lungo tutta la circonferenza del gioiello, vi erano incastonati tanti piccoli diamantini, anch'essi in taglio quadrato.
Era perfetto.
Stavo pagando quando il mio cellulare prese a squillare.
"Amore... Si. Cinque minuti ed arrivo" risposi uscendo dalla gioielleria.
Darcy's pov
Poco dopo aver chiuso la chiamata con Zay, notai la sua figura dall'altra parte della strada.
Sul mio viso comparve un sorriso. Non appena mi vide, mi salutò con la mano.
Guardò da entrambi i lati della strada, poi attraversò, venendoci incontro.
Vidi una macchina sfrecciare a folle velocità in sua direzione.
Non rallentava anzi, aumentava la velocità.
"Zayn!" urlai sperando che mi sentisse.
Senza pensarci due volte, lasciai a Giulia il passeggino con Leroy e mi lanciai in strada, andando incontro al mio ragazzo.
"Darcy, no!" urlò Zayn correndo.
Cosa sia successo dopo l'aver udito la voce di Malik, proprio non lo so.
Cosa é riuscita a nascondere Darcy?
Poi, importante: chi é stato investito? Zayn? Darcy? Entrambi? Nessuno?
Vi chiedo per il prossimo capitolo di ascoltare 'Guerriero'
-5
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro