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*Zap 23*

Zayn's pov

"Ne sei proprio sicuro?" domandò per la milionesima volta.

"Si, Darcy" risposi prendendo in braccio Leroy. "Ho ventotto anni. Penso di essere in grado di badare a mio figlio" aggiunsi un po' irritato.

Osservai Darcy assumere un'espressione alquanto strana, corrugando la fronte e cominciando a torturarsi l'interno della guancia.
Lo faceva ogni qualvolta qualcosa non la convinceva e, nelle ultime settimane, succedeva  frequentemente. Specialmente da quando le avevo chiesto di allargare la famiglia e lei non mi aveva dato alcuna risposta. Si era limitata ad abbassare il capo, contorcendosi successivamente le mani.
Il suo comportamento mi aveva ferito. Pensavo che anche lei, come me, volesse un altro figlio.
Un altro bimbo che portasse gioia nelle nostre vite ma, a quanto pareva, ero l'unico a volerlo.

"Zay, se é per la questione di un altro figlio..." la interruppi.

Ora avere un figlio era una questione?
Sentii il sangue ribollirmi nelle vene. Stavo per incazzarmi ma dovevo mantenere la calma. Non avevo alcuna intenzione di far piangere il piccolo, mettendomi ad urlare.

"Tranquilla. Ho capito che quello che voglio io non lo vuoi tu" dissi sistemando i capelli scuri del piccolo, evitando di guardarla.

"Non sono pronta" sussurrò per non farsi sentire, con scarsi risultati visto che la sentii perfettamente.

"Non sei mai pronta!" sbottai. "Tocchiamo l'argomento matrimonio e prendi a parlare d'altro. Dici che mi vuoi sposare ma mi fai chiaramente credere il contrario" alzai la voce. "Ogni volta che voglio farlo senza precauzioni, fatalità non vuoi. Quella volta che riusciamo a farlo senza profilattico, scopro che prendi la pillola" aggiunsi tenendo stretta nella mia mano quella di Leroy. "Alla fine, quello che rinuncia sempre a tutto sono io"

Con la coda dell'occhio, la vidi puntare lo sguardo verso un punto indefinito dell'atrio.
Il labbro inferiore le tremava e gli occhi erano lucidi.
Stava cercando in tutti i modi possibili di non scoppiare a piangere davanti a me.

Odiavo tantissimo vederla in quello stato. Sapere che era triste per colpa mia ma, questa volta, quello che soffriva maggiormente tra i due ero io.
Ero io che rinunciavo a qualcosa, ancora.

S'infilò velocemente la giacchetta primaverile, recuperando da sopra il mobiletto la borsa.

"Forse era meglio se rimanevi con Rose" cominciò sistemandosi meglio la borsa sulla spalla. "Magari lei ti avrebbe dato tutto quello che io non riesco a darti" bisbigliò talmente piano che a stento lo sentiva pure lei.

Le sue parole mi ferirono. Era questo quello che davvero voleva?

"Era meglio, si" risposi io accecato dalla rabbia, posando i miei occhi sui suoi.

Una sola lacrima attraversò la sua guancia destra. Si affrettò ad asciugarla con la manica della giacchetta, sperando che non l'avessi vista.
Si avvicinò a me ed al piccolo. Lasciò un dolce bacio sulla guancia di nostro figlio, ignorando il sottoscritto. Uscì di casa, chiudendo con cautela la porta alle sue spalle.

Con Leroy ancora in braccio, andai in soggiorno, sedendomi poi sul divano in pelle. Il piccolo si sedette per bene sulle mie gambe, cominciando a giocare coi tanti anelli che portavo sulle dita.

Sbuffai sonoramente, depositando subito dopo un bacio sul retro della testina di Leroy.
Lo sollevai, voltandolo e facendolo restare in piedi sopra le mie cosce. Mi soffermai ad ammirare i suoi occhietti. Due piccoli zaffiri semplicemente perfetti ed identici da far paura a quelli di Darcy.
Avvicinai il mio viso al suo, sfiorando con la punta del mio naso il suo nasino. A quel gesto, Leroy sollevò gli angoli delle labbra, regalandomi un bellissimo sorriso.

"Lo dai un bacino a papà?"

Mio figlio annuì, appoggiando le sue piccole labbra sulle mie.
Appena si allontanò, assunse una faccia buffa, contorcendo quel poco che aveva di nasino, grattandoselo poi con la manina. Sicuramente gli aveva dato fastidio la mia barba.

Passai le successive ore a giocare assieme a Leroy ed a pensare.
Pensare perché ogni singola volta che io e Darcy facevamo un passo in avanti nella nostra contorta relazione, ci ritrovavamo sempre a farne tre indietro.
Ogni santa volta che mettevamo nel giusto posto un pezzo del puzzle della nostra vita, altri si staccavano e, quando cercavamo di rimetterli a posto, nel loro posto, non combaciavano.
Era come se qualcuno, o forse eravamo proprio noi stessi a non voler completare il puzzle della nostra vita.

Che cosa dovevamo fare per essere completamente felici? Cosa doveva succederci per farci capire che era inutile litigare? Che ne avevamo passate troppe entrambi per continuare a farci del male?

Darcy's pov

La sua voce che solitamente era calda, dolce e gentile nei miei confronti, oggi era risultata fredda e distaccata, assumendo la forma d'artigli.
Artigli anche troppo affilati.
Affilati come una lama e resistenti come l'acciaio.
Ogni singola parola che aveva detto, mi aveva graffiato per poi lacerare il cuore. Mi aveva fatto sanguinare dentro, portandomi a pensare ancora e ancora, su cosa avessi di tanto sbagliato.

Perché ogni singola decisione che prendevo non andava bene? Perché tutto quello che sceglievo, pensando che fosse giusto, per lui non lo era?

"Signorina Tomlinson?"

La calma voce dell'infermiera mi risvegliò dai miei pensieri.
Mi alzai dalla seggiola di plastica posta nella sala d'attesa della clinica, seguendo l'infermiera.
Entrai in una stanza, trovando la dottoressa Bianchi ad attendermi.

"Prego, si accomodi"

Mi accomodai dall'altra parte della scrivania, di fronte alla dottoressa.
Appoggiai a terra la borsa, portandomi entrambe le mani sul ventre, cercando di non agitarmi inutilmente.
La dottoressa aprì la busta contenente i risultati delle mie analisi.
S'infilò gli occhiali, leggendo i fogli che stringeva in mano.
Corrugò la fronte, prestando maggior attenzione a quello che c'era scritto.
Mi morsi l'interno della guancia, aspettando che la donna parlasse.

"Allora" iniziò togliendosi gli occhiali, appoggiandoli sulla scrivania. "I risultati dicono che é tutto apposto, Miss Tomlinson. L'intervento che ha subito mesi fa, ha risolto l'anomalia all'utero che avevamo riscontrato durante la sua gravidanza"

"Ne é sicura?" chiesi non credendo alle parole della dottoressa.

"Certo. Se dovesse rimanere incinta, non ci saranno complicazioni durante la gravidanza o nel parto come le é successo col piccolo"

Tirai un sospiro di sollievo. Ora potevo tranquillamente provare a rimanere incinta. Non dovevo più stare con l'ansia di un aborto sicuro o di una complicanza come nella prima gravidanza.
Durante la gravidanza di Leroy, avevo passato gran parte dei mesi a letto.
Non potevo muovermi molto, non potevo fare grandi sforzi, soprattutto nei primi mesi.
Qualunque movimento brusco avessi fatto, avrebbe portato ad un aborto.
Passati i primi mesi, quelli più delicati, cominciarono altri problemi. I forti dolori nel basso ventre e le due emorragie che, fortunatamente, non portarono gravi complicazioni a Leroy.

Zayn's pov

Erano ormai le 16.40 passate e Darcy non era ancora rientrata a casa. Era fuori casa da più di due ore e mezza.
Doveva semplicemente andare a comprare una cosa. Ci stava mettendo troppo.
Cominciavo seriamente a preoccuparmi.

Recuperai da sopra il tavolino il mio cellulare. Lo sbloccai e digitai il numero della mia ragazza, quando sentii la porta di casa chiudersi.
Mi voltai, notando la figura di Darcy sull'uscio della porta con una busta in mano. Mi alzai, andandole incontro.

"Dobbiamo parlare" dicemmo contemporaneamente. Sorrisi. L'incitai a parlare.

"Sono andata a ritirare delle analisi" disse passandomi la busta.

La guardai confuso. Aprii la busta, leggendo velocemente i fogli.
Mi portai una mano sulla bocca, cominciando a maledirmi mentalmente per quello che le avevo detto prima che andasse via.

Ma potevo essere più coglione di quanto ero stato?
Darcy aveva avuto dei problemi durante la gravidanza ed io l'avevo accusata di essere solamente egoista.

"Scusa se non te l'ho detto. Scusa se ho preferito restare in silenzio, lasciandoti credere che non volessi un altro figlio, ma volevo essere sicura di essere apposto prima di provare a rimanere incinta"

"Sono un coglione" dissi. "Ti ho ferita, piccola" La guardai negli occhi.

"Ed io ho ferito te non dicendoti nulla. Mi dispiace"

Mi avvicinai maggiormente a lei. Allungai una mano, accarezzandole dolcemente col pollice, il polso.
La mia piccola annullò la distanza tra noi, cingendomi il collo con le braccia, facendo scontrare i nostri corpi.
Avvolsi la sua vita con le braccia, stringendola forte a me.
Sentii le sue dita inserirsi tra i miei capelli, accarezzandoli delicatamente. Sollevai una mano, tracciando lentamente con l'indice, la linea della sua spalla sinistra.
Il corpo di Darcy si rilassò sotto il mio tocco.

"Ti amo tanto" bisbigliò baciandomi il collo.

"Ti amo anch'io" mormorai sui suoi capelli.

Poteva venire meglio. Spero vi sia piaciuto
-7 alla fine

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