III - Gocce di ricordi
Non ho mai pensato a cosa si possa provare quando si sta morendo.
Sono sempre stato un ghiacciolo positivo, tutto sommato. A parte quelle volte in cui non volevo altro se non la solitudine e le lacrime sugli zigomi (cosa non possibile sia perché non possiamo piangere sia perché non abbiamo zigomi) poiché le polarette mi rifiutavano, guardavo sempre le cose nel loro lato migliore e nei loro pro, cercando di contagiare anche gli altri.
Però quel pomeriggio d'agosto, mi sembrò che il caldo stesse sciogliendo pure le mie energie positive, oltre ai miei capelli che oramai erano diventati gustoso sciroppo fatto da arance siciliane.
Fu una morte lenta, la mia. Una di quelle che vedevo di solito nella telenovela che guardava il cassiere del mercoledì e del venerdì, dove il tizio con i capelli a spazzola torturava la gente con un coltello in uno sgabuzzino. Mi facevano sempre rabbrividire quelle scene.
Potei percepire che le forze dei miei coetanei non erano da meno: c'era chi cercava ancora di dimenarsi per poter sfuggire, chi aveva smesso di resistere e campava ai miei piedi e chi faceva passare davanti ai propri occhi gli ultimi ricordi della sua vita.
Eravamo agli sgoccioli. In tutti i sensi.
Sentii il mio corpo tremare piano e in modo atroce, ed improvvisamente mi ricordai di quando Valencia-031 mi spinse per sbaglio nella fabbrica madre, si scusò preoccupato di avermi ammaccato la plastica e grazie a quelle sue premure fummo inseparabili; oppure di quando nella TV apparve una scena caratterizzata da un essere umano femmina e un essere umano maschio senza vestiti, ma poi il cassiere della domenica cambiò con una faccia disgustata e non potremmo più vedere nulla: quel giorno sentii involontariamente caldo senza un motivo preciso; o anche di quando incontrai per la prima volta Madrid-004, il giorno in cui arrivò con il suo pacco edizione natalizia (uno di quelli che nessuno comprò mai per il fatto che arrivò a dicembre), e semplicemente le sorrisi, con uno dei miei migliori piegamenti di labbra.
La cosa strana era che tutti questi vissuti fino a quel momento me li ero dimenticati, ed erano passati davanti a me così velocemente che neanche me ne accorsi.
Sembrava che ogni goccia che passava per tutto il mio corpo conteneva un ricordo.
E continuarono, continuarono e continuarono: quando un dipendente scivolò su un volantino lasciato in precedenza da un cliente e gli caddero addosso tre pacchi di uova fresche, quando Valencia-024 starnutí per le temperature inadatte e lo fece in un modo così forte e violento che ci spostammo tutti di parecchi centimetri, quando una bambina stava scegliendo un tipo di ghiacciolo e ci fece passare attimi di terrore finché non scelse quelli di Hello Kitty al lampone, quando-
Buio.
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