*Zap 8*
"E non mi puoi giudicare in mancanza di prove, sotto una pioggi di massi pesanti come parole, on ti posso giudicare se non c'è ragione, colpirti in pieno petto da bastardo senza fare rumore" (Amore e Veleno)
Era ormai sabato. Due settimane di scuola erano volate, e per mia grande fortuna non ero più entrata in contatto con il professor Malik;anche perché per alcuni giorni non si era presentato a scuola.
"Darcy potresti venire qui un attimo?"
Andai verso la segreteria alunni.
"Ci sono problemi con il professor Malik?" mi chiese Jenkins, la segretaria amministrativa.
"Ehm... Non saprei" Arrossii di colpo.
"Ieri sul tardo pomeriggio, il professore ha mandato una mail, chiedendomi di fissarti un urgente appuntamento con lui. Questa mattina ha chiamato per ricordarmelo" spiegò.
"D'accordo"deglutii. "E quando vorrebbe vedermi?"
"Questo pomeriggio alle 14. Va bene?"
"Si" risposi prima di recarmi in classe.
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Erano le 14 in punto ed ero davanti alla porta che presentava la targhetta con scritto <Aula insegnanti>. Non avevo la più pallida idea del motivo per cui voleva un colloquio. Da una parte stavo morendo di paura, dall'altra parte invece, ero felice di vedere la porta chiusa... Forse non c'era. Purtroppo la mia felicità svanì non appena sentii il professor urlare.
"Non me ne frega niente! Vedi di risolvere il problema!"
Poi il silenzio. D'un tratto sentii dei passi, la porta si aprì.
"Si accomodi Miss Tomlinson" disse facendomi segno di entrare. Mi fermai poco oltre la soglia. Più gli sto lontana meglio è. Osservai il professore sedersi sulla poltrona. Si mise gli occhiali e lesse velocemente un foglio; si passò la lingua sulle labbra.
Rimasi ipnotizzata a fissargli la bocca sensuale. <Chissà come bacia>pensai. Un momento, l'ho pensato veramente?
<Smettila Darcy> mi rimproverai distogliendo finalmente l'attenzione dalla sua bocca. Era la prima volta che lo vedevo con gli occhiali.
"Si sieda Miss Tomlinson" La sua voce era fredda e affilata. Mi affrettai ad ubbidire, sedendomi su una sedia di legno, non lontana dalla porta.
"Venga davanti alla scrivania"
Sbuffando mi alzai dalla sedia; inciampai sul nulla facendo cadere la cartella,che era rimasta in parte aperta. Imbarazzata come non mai per la gran figura di merda che avevo appena fatto, mi chinai per raccogliere le mie cose.
"Sketch comico, Miss Tomlinson?" A quella frase sarcastica, drizzai la schiena per guardarlo in faccia... Era meglio non farlo, il suo sguardo era malefico. Senza dire una parola finii di raccogliere i miei oggetti.
Zayn's pov
Sentii un tonfo. Alzai lo sguardo e vidi Darcy in ginocchio, intenta a raccogliere tutte le sue cose. Volevo alzarmi ed aiutarla ma non potevo. Mi ero ripromesso che avrei trasformato la sua vita in un inferno, se come premio avessi ottenuto il suo amore.
"Sketch comico, Miss Tomlinson?" domandai con tono freddo, continuando a guardarla. Darcy alzò lo sguardo, non rispose e riprese a recuperare gli oggetti da terra.
"Quando faccio una domanda, mi aspetto una risposta..." iniziai osservandola mentre si sedeva. "... Oppure è un po' dura di comprendonio?"
"Le chiedo scusa professore" mi rispose mentre cercava in tutti i modi di chiudere il suo zaino.
"Ha finito di trafficare con quello stupido zaino?" Iniziavo ad arrabbiarmi.
Darcy appoggiò a terra la sua cartella, intrecciò poi le dita in grembo.
"Onestamente faccio fatica a capirla. Ha scelto questa scuola, e non sta attenta durante la materia più importante, il disegno. La mia materia. Veda di stare attenta d'ora in poi o prenderò provvedimenti nei suoi confronti" dissi non distogliendo un attimo lo sguardo da lei. "È tutto, può andare"
Darcy's pov
"È tutto, può andare" Non appena udii quelle parole, recuperai il mio stupido zaino, così lo aveva definito lui.
"Arrivederci" dissi e scappai fuori prima scoppiare a piangere.
Perché ce l'ha con me? In fin dei conti non avevo fatto nulla di male. Stavo semplicemente facendo un disegno, nulla di più.
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Avevo scelto il giorno sbagliato per uscire di casa senza l'ombrello. La temperatura era diminuita molto. Fregandomene della pioggia m'incamminai verso il centro. Avevo all'incirca due ore e mezza di tempo, prima di tornare a scuola per gli allenamenti. Di sicuro mi sarei ammalata.
<Almeno lunedì non vedrò quel mostro di professore>
In un attimo la mia camicia bianca s'inzuppò, diventando così trasparente e rivelando il reggiseno. Strinsi forte sul petto il mio stupido zaino e continuai a camminare.
<Stupido zaino eh professore? Lei è stupido!>
Con la sfuriata di oggi, la mia autostima è pari a zero. Come se non fossero state sufficienti le parole che mi ha detto, dovevo pure fare la figura di merda, rovesciando tutto per terra?... Dignità sotto i tacchi.
Dovevo affrontare ancora dodici minuti sotto il diluvio universale prima di arrivare in biblioteca. La pioggia non aveva smesso un attimo di scendere, e i miei capelli si erano incollati sul viso.
Le macchine sfrecciavano a folle velocità, schizzandomi con il fango.
<Che schifo>
Arrivò un altra auto, che ebbe la decenza di rallentare e non farmi diventare ancora di più un patetico clown. La guardai attentamente:Range Rover nera. La stessa del mostro. L'auto rallentò ancora, accostando sul marciapiede. Davanti a me. La portiera del passeggero si aprì.
"Sali"
La sua non era una richiesta ma un ordine.
SPAZIO AUTRICE: Finora questo è il mio capitolo preferito😊 Cosa ne pensate? Ci avviciniamo all'Inferno 😏 Trovo che la canzone Amore e Veleno dei Dear Jack ci sta bene con questo capitolo
Sam
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