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Il bacio della donna che ama, morde


In quel breve tempo che separava te ed i tuoi compagni da Seoul, a partire da quando avevi intravisto Jimin fare avanti ed indietro dalla porta di Michela, decisosi finalmente nell'affrontare i propri sentimenti, fino a quando scendesti con i piedi sul suolo Sud Coreano, non avevi fatto altro che mandare velati messaggi al biondo del quale eri certamente infatuata, forse si trattava di sentimenti ben più focosi e profondi ma non eri il tipo da lasciarti andare tanto facilmente giacché, per te, l'amore era sempre stata una cosa estremamente seria.

Il vostro inizio non era certamente stato comune, tu eri partita dall'odiarlo ingiustamente, non avendo al tempo ancora accettato gli avvenimenti che ti catturarono in quel mondo oscuro ed asfissiante del quale, lentamente, eri diventata uno dei vertici; eppure nonostante la tua chiara ostinazione nel proiettare su Namjoon quanto suo padre aveva fatto, nel trattarlo freddamente, non aveva fermato quell'uomo dall'animo fin troppo gentile e nobile dal coprirti da un colpo di pistola, mettendo a richio la propria vita per la tua.

Sorridesti dolcemente, pegasti le labbra in un sorriso tenero che fece nascere sul tuo viso impallidito dal lavoro, delle piccole curve nella pelle, simili a piccole fossette o forse rughe di espressione, ecco a dire la verità storcesti il naso alla seconda ipotesi, ignorandola completamente, dovevano per forza essere delle fossette dato che eri ancora giovane. A quegli strani pensieri non potesti fare a meno di ridacchiare osservando il tuo riflesso nello schermo scuro del tuo cellulare, poi puntasti gli occhi (c/o) sul profilo aspro ma piacevole della metropoli, avvolta dall'oscurità della notte ma decorata dalle luci degli edifici che parevano simulare le numerose stelle che non potevano essere scorte nel cielo pece, troppo inquinato dalle numerose luci artificiali, per poterrivelare i suoi meravigliosi astri.

Ti eri fermata improvvisamente nel trascinare le tue valigie, attendendo pensierosa che tutti finissero di scaricare i propri bagagli e uscissero dalla struttutra, tanto riflettevi su come la tua relazione sarebbe potuta svilupparsi, su quanto ancora quel magnifico ragazzo ti avrebbe lasciata a macerare nell'agitazione, resa inevitabile dell'attesa, che non notasti dei passi pesanti ma tranquilli calpestare il suolo. Namjoon ti aveva vista, con la tua chioma (c/c) illuminata parzialmente dalla calda luce delle strade, ti aveva raggiunta silenziosamente non desiderando distoglierti da quei pensieri che non riusciva ad afferrare, persosi nell'osservare ogni piccola sfumatura che caratterizzava le iridi dei tuoi occhi, per lui tanto misteriosamente meravigliosi.

Egli studiava meravigliato la linea femminile e delicata del tuo profilo, amando segretamente le carezze gelide del vento che portarono le tue lunghe ciocche a librarsi in aria, incornicianto quel tuo viso ai suoi occhi tanto perfetto, lasciandolo ancora una volta senza fiato, ignaro di come tu, nel mentre, fossi focalizzata proprio su di lui e di come fossi stata scossa da una scaricha di brividi elettrici a causa della forte temperatura, o forse tale reazione, ti fu causata dalla decisione che prendesti in quello stesso istante, forse in realtà fu causato tutto dall'adrenalina che ti invase donandoti il coraggio di voltarti.

Persa nel tuo insolito rimurginare, dopo esserti resa conto che probabilmente con quel ragazzo, per quanto inteligente e promettente, un approccio delicato, velato fra parole e azioni non avrebbe portato ad alcun esito, ti eri detta che avresti fatto la prima mossa, giacché più volte durante quelle numerose ore lo avevi sopreso ad osservarti rapito, completamente assorto nell'ascoltasrti e nello studiare ogni centimetro di te, ogni tua espressione o azione.

Eri irremovibile quando sceglievi cosa fare e quando avevi pianificato quali passi compiere per avvicinarti all'ottenimento di ciò che desideravi, eri sempre stata incredibilmente sicura dell'inesistenza dell'impossibilità, il tuo animo nonostante le angherie che la vita lo aveva costretto a subire non si era mai piegato al peso di queste, mai aveva lasciato da parte la sua vitalità e mai i tuoi occhi avevano perso quella loro innatà capacità di scrutare aventi nel tempo, spingendoti a dare sempre il massimo in modo da superare i tuoi limiti.

Per te era scontato, come lo era quel bagliore vitale e fubro che illuminava il tuo sguardo magnetico, ma non lo era per lui che ti osservava ormai certo dei sentimenti che risiedevano nel suo cuore palpitante. Tu non potevi saperlo ma Namjoon aveva lungamente inisistito con le tue amiche perché ti descrivessero secondo il suo punto di vista, affamato di conoscerti ma incerto che tu lo desiderassi e, contrariamente a quanto avrebbe potuto immaginare, più si avviniva al comprenderti, a conoscere quei tuoi luminosi occhi attenti, più i suoi sentimeneti mutavano, rafforzandosi, tanto da fargli chiedere se non fosse stato travolto dal fato, lui che era sempre stato razionale non poteva fare a meno di bramare la sublime sensazione di inspiegabile attrazione che lo sospingeva continuamente verso di te, alla tua ricerca.

Forse se te lo avesse confessato in quell'attimo magico, circondati da lievi rumori e persi nell'osservare lo sguardo dell'altra, ti saresti ammutolita sopresa, senza aspettarti una rivelazione simile da qualcuno di timido come lui, forse saresti scoppiata in una risata nervosa nel tentare di nascondere il live imbarazzo che ti avrebbe avvolta ma questo, lui, non lo seppe mai perché non parlò, sebbene avesse dischiuso le labbra carnose, con le iridi scure luminossissime, intenzionato nell'osservare le tue reazioni, rimase in silenzio e non per codardia, in quel momento infatti il suo cuore ardeva di coraggio, ma accadde perché tu fosti più impetuosa di quanto lui si aspettava.

Infatti nell'attimo stesso nel quale ti eri voltata e te lo eri trovato davanti, nel notare come ti osservasse rapito, con gli occhi straripanti di quei sentimenti ai quali egli non aveva osato dare voce, avevi percepito il cuore martellare nelle orecchie con una violenza tale da spiazzzarti per un singolo, solo istante, fu breve, ma quasi infinito, una sensazione strana, inspiegabile che fece fremere il tuo corpo, fece contorcere piacevolmente il tuo stomaco e attorcigliare la tua lingua nella bocca, con un blackout inatteso nella mente, che ti portò ad agire guidata dal puro istinto, il quale fece in modo che tu potessi scontrarti con quelle morbide carni che dinnanzi a te si erano invitantemente dischiuse.

Il tuo corpo, leggero ma pesante, scosso da gelo e ardore allo stesso tempo, era scivolato lungo la breve distanza che vi separava, colmandola con movimenti ammalianti che rimasero impressi nella mente altrui, le tue dita allungate e delicate, pallide sotto la tenue luce lunare, avevano tagliato l'aria, attraversandola lentamente, per poi percepire sotto di esse il piacevole calore confortante irradiato da Namjoon, che sorpreso spalancò le iridi luminose, vitali e speranzose nel bearsi del tuo tocco che sfiorava la sua pelle contratta, in un misucglio piacevole fra soddisfazione e bramosia e forse fu proprio in quel momento, con le labbra anelanti che si sfioravano, i respiri corti che si mischiavano impazienti che vi rendeste conto di quanto aveste bramato l'altra.

Tornasti in te nel percepire i palmi bollenti e larghi del biondo cingere la tua vita che pareva tanto minuta fra le sue mani, ti rendesti conto di quanto era successo in quel breve attimo e sospirasti divertita contro la bocca di lui, che parve fremere seppure in maniera impercettibile, avevi intenzione di stuzzicare un poco la sua pazienza, gioendo nel notare quanto realmente ti desiderasse dietro quel viso innocente, per questo inizialmente quel contatto fu come un soffio divento, finché, inaspettatamente, egli ti sinse contro il suo petto, catturando in maniera più soddisfacente e travolgente i tuoi cuscinetti di pelle.

Sobbalzasti, quel movimento brusco e repentino non era nei tuoi piani per quel bacio improvvisato ma meraviglioso nella sua spontanetà, ciononostante non avevi intenzione di permettergli di dominare quel contatto, dopotutto eri un tipo estremamente intraprendente che adorava mostrarsi capace di tenere le redini del gioco in momenti come quelli, dunque gli mordesti il labbro inferiore con delicatezza, assaporandone il gusto delicato, per poi approffittare della sua momentanea confusione per far scivolare la lingua umida nella sua bocca, allontanando da quel pacio ogni parvenza di ingenua castità, lasciandogli assaggiare un po' della tua piccante natura, non sempre esposta.

Per approfondire quanto più possibile quel contatto deliziosamente soddisfacente, allacciasti le tue bracci attorno al suo collo, avvertendo le sue mani calde viaggiare lungo i tuoi fianchi fino a sostenere la tua schiena leggermente arcuata a causa dell'evidente differenza d'altezza fra voi, tanto eravate coinvolti in quel momento vostro solamente, in qualcosa che andava più di un semplice contatto ma che era espressione onestamente sincera di voi, che non vi accorgeste dei vostri amici attorno a voi che rgistravano, appaudivano e fischiavano come idioti.

Ciò accadde dopo, quando terminaste fino all'ultima particella d'ossigeno nei vostri polmoni, percependo ancora sulle labbra il sapore dell'altro e mentre lentamente la vostra bolla d'amore nascente scoppiava, lasciando che quel senso di leggerezza, appartenenza e calore piacevolmente rassicurante svanissero nella notte, fu solo allora che il tuo sguardo estasiat si rese conto del flash proveniente dal cellulare di Taehyung o degli schiamazzi incredibilmente alti da parte di Jin, Jungkook, Rosalba e Veronica che non riuscivano a contenersi.

Quello strano divertimento scemò grazie ad un finto colpo di tosse di Yoongi che invitò voi tutti ad essere più discreto e a fare attenzione giacché in qualche modo la stampa aveva saputo dell'arrivo sul territorio Sud Coreano di due grandi figure di spicco quali tu e Namjoon, dunque propose di tenere un basso profilo per non rivelare già da subito dove vi trovavate ai vostri nemici che, non ne dubitavi affatto, probabilmente avevano qualche contatto anche al di fuori degli stati uniti.

Divertita, dopo aver risposto in maniera ammicante a qualche battuta del ragazzo dalla chioma argentea, lasciandolo ad affondare nello stesso imbarazzo che si era provocato, puntasti lo sguardo contento sui presenti, dispiaciuta della malinconia di Hoseok che era stato lasciato dall propria ragazza e allo stesso tempo divertita dalla rassegnazione sul viso del moro, cosa che ti fece suppere che Jimin probabilmente non era riuscito a dichiararsi alla tua amica, non ancora.

Vi dirigeste nella casa che avevate deciso di condividere avvolti da un'atmosfera incredibilmente allegra considerando che poco meno di un mese prima vi eravate ritrovati in una situazione mortalmente pericolosa, poi una volta all'interno del grosso edificio moderno, dall'apparenza lussuosa e pulita, vi divideste in modo da sistemare i vostri bagagli e da potervi godere la vostra privacy e fu divertente vedere Suga sospirare rilassato una volta appresa la notizia, tanto che quasi corse nella sua stanza, non potendo più sopportare le lamentele continue che gli eramno state rivolte durante tutto il viaggio da Jimin e Hoseok.

Tu e Namjoon vi chiudeste in quella che decideste essere la vostra camera per poter affrontare in maniera più tranquilla la conversazione sui vostri sentimenti, entrambi insicuri riguardo quelle nuove sensazioni mai sperimentate in precedenza nelle vostre probblematiche vite, sebbene a dire la verità risultò quasi superficiale dopo il vostro spettacolare e poetico primo bacio, rideste persino di quanto fosse parso chilché sotto quel panorama meraviglioso, per poi abbandonarvi finalmente al comodo letto, in modo da potervi sfiorare quanto desderavate, con la vostra evidente mancanza di grazia in gesti impacciati e goffi.

Decideste persino di ignorare le urla troppo acute di Veronica, provenienti dal corridoio che alle tue orecchie erano suonate come un "che cariniiiii", infatti soltanto dopo scopristi che finalmente Jimin aveva deciso di andare fino in fondo alla sua decisione e confessare a Michela i propri sentimenti, raccontò infatti che non aveva rimandato ancora una volta dopo che lo avevi lasciato in corridoio, a camminare freneticamente nel tentativo di accorcaire l'attessa, ma che quando stava per affrontare la dichiarazione perfetta che aveva pianificato di fare lei lo aveva trascinato giù per le scale dicendo che erano in ritardo.

Allora il moro aveva programmato di parlarle una volta giunti alla villa ma erano stati trascinati dagli altri in salotto a fare dei giochi stupidi, si percpiva chiaramente l'irritazione nella sua voce e quasi ti dispiaccque esserti persa una scena che pareva tanto comica e non potesti fare a meno di scoppiare a ridere quando egli, rosso in viso, aveva confessatto di essersi innervosito e che, alla fine, preso dall'esasperazione, le aveva afferrato le spalle e l'aveva baciata davnti ai presenti chiedendole di smettere di ignorare i suoi tentativi, ti stupisti del fatto che però, nel rievocare tali avvenimenti Michela non avesse detto una parola, lasciando che un sorriso a metà fra il sereno ed il divertito lasciasse intendere i suoi sentimenti.

Ho cambato un po' stile di scrittura, spero che la cosa non vi turbi troppo e se avete qualche commento da fare, qualche prefereza, vi prego di farmelo sapere. Può sembrare sciocco ma mi motiva a continuare e a farlo bene, detto questo spero che il capitolo vi piaccia.

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