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Will pazzo maniaco assassino

Avete presente quando nei film succede qualcosa di tanto tremendo che vi balzate in piedi come delle molle camminando in cerchio e borbottando cose tipo: No! No cazzo! Eh non si fa così!

No? Solo io? Beh, poco male.

Più o meno questa fu la reazione che ebbe Nico quando Will lo chiamò nella sua stanza per parlargli quella mattina.

Entrò nella cabina di Apollo indisturbato. Ormai erano tutti abituati a vederlo andare in giro per casa loro, o meglio, a percorrere il tragitto ingresso-camera di Will e occasionale deviazione -bagno.

Sulle scale quasi venne investito da Giulia che, con addosso uno dei suoi coloratissimi prendisole a fiori era una un terremoto bello come sempre.

<CiaoNico!Tuttobene?Willénellasuastanzachetiaspetta.Hastaluego!>

Il figlio di Ade la osservò uscire dalla cabina con la stessa forza distruttiva di un uragano.

Austin, che era stato travolto, gli rivolse un'occhiata frustrata dal pavimento. Nico ridacchiò e riprese a salire le scale.

<Will?> Lo chiamò sporgendo la testa riccia dalla porta.

Il biondino stava pigiando alcuni vestiti in un borsone nero. La stanza si stava lentamente svuotando. Era strano non vedere più vestiti sparsi ovunque oppure i poster dei Nirvana e dei Pink Floyd appesi alle pareti. Eh sì, Will sarà pure stato un rompiscatole cronico con un disturbo dell'umore e un'allegria che dava l'urticaria a Nico, ma avevate i gusti musicali impeccabili.

<Ciao Amore.> Lo salutò distrattamente.

Il cuore del minore ebbe un sobbalzo. Gli piaceva quando lo chiamava "amore" in quel modo così naturale.

<Che fai?> Chiese avvicinandosi all'armadio e passandogli una felpa. Will lo ringraziò con un sorriso.

<Preparo le valige. E dovresti farlo anche tu.>

Le mani di Nico si fermarono. <Vuoi dire che...>

Will scoppiò in una risata. <Sì! Mi hanno preso all'università!> Strillò godendosi la faccia da stoccafisso di Nico.

Quando il moretto di fu ripreso si buttò tra le sue braccia senza nemmeno pensarci. <Will è fantastico!>

Will annuì freneticamente.

<Quando l'hai saputo?>

<Oggi. È venuto Chirone a portarmi la lettera appena dieci minuti fa.>

Nico fece un rapido calcolo.

<Quindi non è per questo che mi hai detto di venire qui.> Uno dei fratelli di Will l'aveva avvisato che voleva vederlo almeno due ore prima.

Will parve ricordare solo in quel momento. <Giusto!>

Infilò le mani nel borsone e ne estrasse un portatile. Nico sbarrò gli occhi.

<E quello da dove viene?>

<Me l'ha portato sempre Chirone, dice che mi sarà utile per l'università.> Spiegò accendendolo. <Forza, vieni qui.> Incoraggiò il proprio ragazzo battendo la mano sul materasso di fianco a se.

Nico obbedì, accomodandosi con poca delicatezza. Sullo schermo era aperto un sito che sembrava più il volantino su cui poteva divertirti un pedofilo, secondo il modesto parere di Nico.

<Cos'è? Un'istituto per ragazzi con paresi facciali?>

Will rise. <Sii serio.>

<Sono serio! Guarda che facce. Perché sorridono tutti?> Si lamentò Nico.

La risata di Will divenne fastidiosamente alta. <Nico! È il sito web di un liceo. E questi ragazzi sorridono perché se piangessero nessuno iscriverebbe i propri figli.>

Nico lo guardò storto. <Hai dei figli? Come hai potuto tradirmi! Mi fai schif->

<Nico!> Lo interruppe Will reggendosi lo stomaco. <La vuoi smettere!? È te che volevo iscrivere.>

<Ma io non sono tuo figlio.> Protestò Nico. <Almeno credo...>

<Ma cos'hai oggi?> Chiese Will riuscendo a malapena a respirare per le risate.
<Allora che ne pensi?> Insistette quando si fù calmato.

<Che quei sorrisi mi fanno allergia. Potresti spegnere?> Sputò storcendo la bocca.

Will roteò gli occhi. <Dai Nico. Per favore.>

Nico sospirò. <Perché vuoi mandarmi al liceo?>

<Perché la scuola è importante, e tu hai a malapena fatto le elementari.>

Nico arrossì. Touché. <Non è che sono stupido, sai.> Sbottò.

Will strabuzzò gli occhi. <No! Certo che non lo sei! Non è questo che volevo dire.> Si affrettò a ribatte. <Dico solo che potresti approfittare di questo trasferimento per riprendere la scuola. E poi io sarò quasi sempre via per l'università,la scuola potrebbe essere una buona scusa per non restare da solo a casa e magari farti qualche amico.>

Nico lo guardò con un sopracciglio alzato. <Amici?>

Will sbuffò. <Allora? Che ne dici?>

Nico lanciò un'occhiata schifata ai sorrisi inquietanti ai ragazzi sullo schermo. Sospirò. <E va bene.> Acconsenstí stendendosi sul materasso. <Ma se è noioso io sto a casa.>

Will esultò internamente. Era così preoccupato di dover litigare con Nico per convincerlo he non gli sembrava vero fosse bastato così poco. Chiuse il pc di scatto, buttandolo nel borsone e buttando se stesso sopra il corpo del fidanzato.

Nico espirò i scatto, mugugnando di dolore.
<Ma che fai!? Prima stressi per la scuola e adesso invece che iscrivermi cerchi di soffocarmi.>

Will si aprì in un sorrisetto colpevole.< In realtà ti ho già iscritto.>

Nico represse la voglia di ucciderlo solo perché vederlo così felice e emozionato gli faceva battere forte il cuore. Nel petto sentiva una macchia calda e confortevole allargarsi sempre di più.

<Non vedo l'ora di partire.> Ridacchiò Will accarezzando il viso di Nico.

Era talmente felice che gli sembrava ingiusto. Magari qualcuno voleva un pezzetto della sua gioia?

<Sì?> Gli chiese Nico ridendo del suo entusiasmo.

Doveva sembrargli un bambino la mattina di Natale ma non gli importava. Presto sarebbero andati a vivere assieme, lui avrebbe frequentato l'università e avrebbe anche rivisto la California.

Gli era mancato il sole californiano, il caldo e il cielo blu splendente. E poi erano anche abbastanza vicini al campo Giove.

La partenza era stata fissata per la metà di Luglio, quindi di lì a una settimana. Volevano godersi il 4 Luglio con tutti i loro amici e poi sarebbero partiti.

Un dubbio attraversò la mente di Will come un proiettile. <Tu sei felice?>

<Cosa? Certo.> Rispose Nico sorpreso da quella domanda. Dava l'impressione di non esserlo?

Sì, sembri sempre sul punto di suicidarti.

Oh ma ciao! Da quanto! Mi eri mancata.

Davvero?

No.

Acido come sempre.

Rompi palle come al solito.

Dicevamo?

Sparisci.

<Perché me lo chiedi?> Chiese Nico.

Will rotolò giù dal suo petto, stendò si al suo fianco. Nico si girò così da guardarlo negli occhi e intrecciò una gamba a quella di Will.

<Ecco, io sono al settimo cielo per... questo.> Spiegò meglio il concetto agitando le braccia in aria. Stava prendendo il vizio da italiano di Nico di gesticolare mentre parlava. Era adorabile. <Ma tu? Non eri tu a voler fare l'università. E non credo sognassi nemmeno di andare a scuola. Quindi...non è che ti senti forzato? Perché se e così me lo dici e lasciamo perdere.>

Nico scosse la testa. <Hai ragione, non vado pazzo all'idea di tornare a scuola.>

Il viso di Will si rabbuiò.

<Ma...> Riprese Nico accarezzandogli i capelli. <Niente mi rende più felice di sapere che realizzi ciò che vuoi. E poi un po' di scuola non mi ucciderà mica. Spero. Inoltre sono più vicino a mia sorella. E ti ho già detto che dove vai tu vado io, no?>

Will ai morse un labbro abbastanza forte da farsi male. <Sei L'amore della mia vita!> Urlò lanciandosi su Nico.

L'entusiasmo del maggiore li fece rotolare per terra con un tonfo.

Ancora una volta Nico tossì fuori tutta l'aria che aveva nei polmoni. <Se mi uccidi però non andiamo proprio da nessuna parte.> Biascicò senz'aria.

Will rise, stampandogli un bacio a fior di labbra.

~spazio autrice

Bonjour! Come va? Non ho piu il controllo su questa storia guys, vive di vita propria e non so dove andrà a finire.
Lo sapremo soltanto vivendo.
❤️❤️

Piccola precisazione:
Will nella foto is sooooooo me.
Credo di avere un problema col caffè...

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