Nico fa poof
Suo malgrado, Nico si fermò. Le sue gambe sembravano preferire rispondere a Will piuttosto che a lui.
Si voltò verso il biondo. <Nico, scusa- scusami, non avrei dovuto baciart-> Ansimó quello, con il fiatone, ma Nico gli tappò la bocca prima che potesse finire.
Si guardò attorno agitato, constatando con piacere che erano soli. Tutti i ragazzi erano nelle loro cabine per riordinare in vista dell'ispezione che si sarebbe svolta prima di cena. Nessuno ci teneva ad essere l'ultimo a usare le docce.
Per un secondo Nico si preoccupò dello stato della sua, poi gli venne in mente che Hazel aveva riordinato tutto per lui, e subito fu sollevato.
Will, che cercava di richiamare l'attenzione del minore per farsi togliere le mani dalla faccia,con scarsi risultati, alzò gli occhi al cielo. Gli leccò il palmo della mano.
Nico si ritirò disgustato. <Ew! Solace ma sei impazzito!?> Sbottó ripulendosi la mano sui pantaloni.
<Senti Nico, scusami per il bacio. Forse non dovevo farlo senza chiederti il permesso, ma è che...>
Quelle maledettissime farfalle scheletro, a Nico sarebbe venuto mal di stomaco di quel passo.
Will era tutto rosso in viso, e il figlio di Ade si maledí per il fatto di trovarlo così bello.
<È che tu mi piaci.> Confessò tutto d'un fiato Will, osservando lo stupore sul volto di Nico lasciare spazio prima alla confusione e poi all'incertezza.
<Tu... io ti...piaccio?> Nico scosse la testa. <Ti sbagli. Non è possibile.>
Will batté le palpebre. <Come prego?>
<Devi aver capito male.> Proseguì l'altro.
<Io avrei...ma sei scemo!?>
<Ehi! Come osi!? Sei tu quello scemo!>
<Come osi tu mettere in dubbio i miei sentimenti!>
<Scusa se i tuoi sentimenti si sbagliano!>
Quella conversazione non aveva alcun senso, si disse Will, ma ormai era troppo alterato per lasciar perdere. <E questo che voterebbe dire?>
<Avanti Will. Ammettilo, non ha senso! Come potrebbe mai piacere uno come me a uno come te?> Esclamò indicando prima se stesso e poi Will, che era sempre più confuso.
A Nico tremavano le mani. Quando Will aveva detto quelle parole le farfalle nel suo stomaco erano letteralmente impazzite, aveva sentito il rossore invadergli con prepotenza le guance e le mani iniziare a tremare.
<Uno come te? Ma ti senti!? Che diamine vorrebbe dire 'uno come te'?>
<Un ragazzino depresso e apatico, asociale e scontroso. Lo so che è quello che pensate tutti di me, Will, non raccontiamoci cazzate.> Sbottò Nico corrucciando la fronte.
Will Solace arrabbiato era sia spaventoso che buffo. Si mise le mani tra i riccioli biondi e girò su se stesso parlottando tra se e sé. <Sul serio credi sia questo che penso di te?>
Nico alzò le spalle. <Tutti lo pensano. E hanno ragione a farlo, voglio dire, è quello che sono.>
Will avrebbe tanto voluto strozzarlo in quel momento. Perché non si accorgeva di quanto stupendo fosse in realtà. Cioè, l'aveva capito lui che ci aveva parlato si e no due volte prima di quando si erano incontrati sulla Collina Mezzosangue durante la guerra con i Romani.
<Ancora non ti decidi a tirare fuori la testa dalla tua personale nuvoletta di negatività. Dei, Nico, guardati! Sei un bellissimo ragazzo -il figlio di Ade arrossì fino alla punta delle orecchie- sei coraggioso, sveglio, divertente e gentile. Ora dimmi perché chiunque non dovrebbe prendersi una cotta per te!>
<Will, io evoco gli scheletri cazzo!>
<E allora!?>
<Parlo con i morti! Sono il figlio del Dio della Morte porca puttana! E tuo padre è il sole! Immagini qualcosa di più assurdo!?>
<Questa conversazione.>
Non sapeva perché , ma più gli dava motivi per cambiare idea più Will insisteva, e questo faceva innervosire Nico in una maniera assurda.
Gli si avvicinò minaccioso, con quella sua aura tipica dei figli dei Tre Pezzi Grossi. Gli puntò l'indice contro il petto. <Senti biondino, tu non hai una cott->
Will sbuffò. Amali estremi...
Prese le guance di Nico tra le mani e lo baciò.
Il figlio di Ade si irrigidì immediatamente, ricordandosi che lui odiava il contatto fisico. Solo che le mani di Will erano così leggere che quasi non le sentiva...
Il biondo si allontanò appena. <Mi scusi, Mr. Tenebre, temo proprio di avercela, una cotta per te.> Confessò sulle sue labbra.
<Ma i-io...> Era inutile continuare a discutere.
Si allontanò velocemente, torturandosi le mani. Era confuso; aveva bisogno di pensare.
Guardò Will un'ultima volta e poi immaginò il Campo Giove, Rayna seduta alla sua scrivania che scartabellava con documenti e fascicoli, Hazel seduta con Frank sul tetto del suo rifugio.
<Nico cosa...?>
<Scusa Will, devo pensare.> Le tenebre lo avvolsero e un secondo dopo si dissolsero, e di Nico di Angelo non c'era più traccia.
Will rimase qualche secondo a fissare il vuoto, con la rabbia e la delusione che si davano battaglia nella sua testa e nel suo cuore per prendere il sopravvento.
<Solace!> Una voce alle sue spalle lo face voltare. Jason Grace lo salutava sventolando la mano.
<Che ci fai fermo in mezzo al giardino!?>
<Nico.>
<Eh?>
<È sparito.>
<Cosa!?>
Will, inspirò profondamente, ce la stava mettendo davvero tutta per non dare di matto.
Jason lo raggiunse a grandi falcate, gli mise una mano sulla spalla e lo costrinse a girarsi. <Che cazzo vuol dire che Nico è sparito?>
Il figlio di Appollo scacciò con un gesto infastidito la mano dell'altro, nervoso e ferito-a dirla tutta.
<Che se ne è andato. Puff! Adiós! Sayonara! Au revoir! Ci vediamo! Chiaro il concetto?> Sbottò alzando le braccia sopra la testa. Ci mancava poco che buttasse fumo dalle orecchie.
Jason aggrottò la fronte, stupito dalla reazione di quel biondino che gli era sembrato un tipetto così pacato. <Ehi bello, calmati.>
Ehi bello? Jason si stupí di se stesso. Da quando usava espressioni come 'ehi bello'? Era tutta colpa di Percy! Doveva stargli lontano oppure avrebbe finito per essere contagiato dalla sua stupidità, si disse scuotendo la testa.
Will nel frattempo aveva ricominciato a parlare. <...-spiace, è che mi ha fatto davvero arrabbiare!>
<Chi?>
<Nico!>
<Che ha fatto scusa?>
E così ascoltò -affatto sorpreso- mentre Will Solace gli confessava della sua stratosferica cotta per il figlio di Ade. La sua attenzione fu catturata più dal racconto della -assai impacciata- confessione dei suoi sentimenti a Nico, in seguito alla quale il ragazzino se la sarebbe data a gambe.
<E non ti ha detto nulla?>
<Oh certo. Mi ha detto che mi sbaglio.>
<Eh?>
<Che non mi piace. Che mi sono sbagliato. Che ho -testuale- frainteso. Sono stato a tanto così da strozzarlo.>
Jason faticava a trattenere le risate. Tutta quella situazione era allo stesso tempo assurda e adorabile.
Will sospirò, massaggiandosi le tempie. Non credeva che sarebbe mai finito a chiedere consigli amorosi a Jason Grace. E invece...
<Che devo fare?>
Jason lo guardò un istante. Non si sentiva abbastanza qualificato per dare consigli di quel genere, avrebbe mille volte più volentieri lasciato il compito a Piper, ma certo non poteva abbandonare Will.
Il conrno della cena risuonò a fagiolo.
Avvolse le spalle di Will con un braccio e si avviarono verso la mensa. <Non ti preoccupare. Dagli tempo. Tornerà, vedrai.>
Will sospirò.
~spazio autrice
Jason non è sufficientemente qualificato.
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