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MMA

Nessuno dei due genitori era in casa, e se Nico aveva capito bene suo padre non sarebbe tornato a casa prima de fine settimana, quindi avevano due giorni di tempo.

Dopo le varie presentazione la sorella maggiore di Will invitò -o meglio ordinò- a tutti di accomodarsi in salotto e lei sparì in cucina.

James era il più silenzioso, si limitava a osservare la scena sorridendo, come se avesse aspettato a lungo di poter vivere quel momento: Will che discuteva con Mile di vecchi dispetti e litigi della loro infanzia, Luke che faceva il buffone cercando in vano di far ridere Nico e Ingrid che serviva della limonata fredda a tutti.

<Ingrid, sono le otto di sera, ti sembra l'ora della limonata?> La prese in giro Mike, beccandosi una sberla tra capo e collo dalla padrona di casa.

<Attento Mike Solace, ti lascio a digiuno per il prossimo anno se provi a lamentarti.>

<Guarda che so benissimo prepararmi da mangiare da solo.> Rispose lui a tono facendole la linguaccia.

Lei sollevò un sopracciglio scettica mentre i fratelli ridevano.

<Beh?> Fece Mike rosso in faccia.

Poverino, pensò Nico divertito dalla scena. Gli ricordavano lui e Bianca, ma in un modo nuovo. Era un modo diverso di ricordarla, i ricordi non erano contornati dal dolore di saper di averla persa come al solito, erano caldi e piacevoli, gli scaldavano il cuore.

Will lo vide sorridere in modo strano e gli mise una mano sulla coscia. Nico sollevò la testa, riemergendo dal torpore in cui si era immerso senza accorgersene.

Il biondo sorrise e Nico fece lo stesso, intrecciando le loro dita.

Luke e Ingrid si scambiarono uno sguardo complice prima di accasciarsi a terra con un sospiro.

Le risate di tutti coprirono il suono del portoncino di ingresso che si apriva, ma non il tonfo di qualcosa che cadeva a terra.

Si voltarono tutti di scatto e non ci furono bisogno di presentazioni per capire che quella era la madre di Will. Se ne stava ferma sull'ingresso, con le borse della spesa ai piedi e le mani sulla bocca.

Will deglutì, stringendo al mano di Nico. <Ciao, mamma...>
La donna singhiozzò, e Nico si chiese come avesse potuto Will allontanarsi da una donna che quando lo guardava aveva gli occhi così pieni di amore.

Non ricordava lo sguardo di sua madre quando guardava lui e Bianca giocare nel salone della loro casa  a Venezia, ma sperò che fosse così.

<Will.> Pronunciò il suo nome con tanta cautela che doveva aver paura che dicendolo lui sarebbe sparito.

Il soggiorno, prima invaso dalle risate ora era calato in un silenzio quasi religioso. Tutti erano immobili. Will continuava a stringere le dita di Nico, che ormai non le sentiva nemmeno più.

Fu proprio lui il primo ad alzarsi, trascinandosi dietro il proprio ragazzo, a metà tra lo sbigottito e l'agitato. <Nico, che fai?>

Lo strattonò fino a piazzarlo di fronte alla madre, e allora si allontanò di un passo, incrociando le braccia al petto. Will guardò prima la donna, che si rifiutava ancora di muoversi ma non gli staccava gli occhi di dosso, e poi Nico, che sorrideva sereno. Gli fece cenno di farsi avanti con la testa e Will spostò gli occhi in quelli di sua madre.

Si schiarì la voce, passandosi le mani sui jeans per asciugarle dal sudore. <Ecco, io...>

<Sono così felice che tu sia qui.> Lo interruppe abbracciandolo.

In meno di un minuto la scena era passata da tragica a imbarazzante ad una dolcezza infinita.

La madre di Will era una donna abbastanza giovane fuori e una ragazzina dentro. Aveva questi lunghi capelli biondi e ondulati spruzzati di bianco sulle tempie. La pelle color caramello come tutti i suoi figli e gli occhi grandi e verdissimi. Il naso ricoperto dello stesso mare di lentiggini che si espandevano su tutto il corpo di Will.

Aveva la voce e le mani gentili. Delicate proprio come dovrebbero essere quelle di una mamma.

Dopo il più lungo abbraccio della storia Will la fece voltare verso Nico, che ricordò improvvisamente di essere di fronti alla madre del ragazzo che amava, e che probabilmente avrebbe dovuto arrossire ed essere imbarazzato.

E così fece nel momento in cui Will lo presentò a sua madre come il ragazzo di cui era innamorato.

Ingrid e Luke strillarono dal divano, e anche Nico avrebbe fatto lo stesso, se l'imbarazzo non gli avesse stretto la gola in quel modo. Anche James e Mike sorridevano sotto i baffi.

La donna sorrise enormemente e tese la mano a Nico. <Io sono Naomi.>

Nico annuì, e deglutendo allungò la propria mano pallida e magra verso quella di lei. Appena l'ebbe afferrata Naomi lo strattonò in un abbraccio troppo intimo per Nico. Gli accarezzò i capelli piano e il ragazzo poté notare che aveva anche lo stesso odore di Will. Sapeva di sole anche lei.

<Ti ringrazio Nico, per averlo riportato a casa.>

Il figlio di Ade annuì meccanicamente e per fortuna Will arrivò in suo soccorso. <Mamma, a Nico non piace essere toccato. Potresti lasciarlo?> Le spiegò mettendole una mano sulla spalla.

Lei si allontanò subito, e in un secondo si scusò,  si complimentò con Will perché Nico era davvero carino e gentile, chiamò a rapporto Ingrid e li invitò -senza realmente aspettarsi una risposta- a cena, per poi sparire come un uragano in cucina dopo aver baciato tutti e cinque i suoi figli.

I superstiti fissarono Nico, stravolto, e poi scoppiarono a ridere.

Quando Nico si fu ripreso dallo shock portò i suoi occhi neri in quelli azzurrissimi di Will e come ogni volta quest'ultimo si sentì messo a nudo. Gli regalò un sorriso così enorme che sentì la mascella fargli male.

<Ti amo da moire!> Esclamò prendendolo per la vita in un impeto di gioia. Lo sollevò da terra come se non pesasse niente, cosa vera in realtà, e lo abbracciò sperando di potergli entrare nel petto e vivere vicino al suo cuore per sempre, come lui avrebbe fatto col suo.

Era così preso dall'euforia che non si accorse delle proteste di Nico fin quando questo con un rapido movimento gli allacciò le gambe attorno al bacino e sporgendosi indietro con il busto gli fece perdere l'equilibrio. Caddero indietro e Nico appoggiò le mani a terra atterrando Will con una mossa degna di un wrestler. In un secondo il biondino fissava il soffitto.

Nico si sporse sopra la sua faccia con l'espressione più imbarazzata che Will gli avesse mai visto addosso. <Fallo di nuovo e prima ti ammazzo e poi ti mollo.>

Will boccheggiò un secondo e poi le risate dei suoi fratelli irruppero nel silenzio fragorose. James si rotolava a terra reggendosi lo stomaco e Mike aveva le lacrime agli occhi. Luke era sull'orlo della commozione. <Adorabile.> Commentò e Nico per un secondo pensò di atterrare anche lui.

Luke intuì di aver commesso un passo falso quando si ritrovò vittima per la prima volta degli occhi di petrolio di Nico. Deglutì e si scusò frettolosamente.

Nico guardò di nuovo Will, che ora rideva anche lui, e sospirò. <Ti odio Solace.> Sbottò aiutandolo a rimettersi in piedi.

Will sorrise. .<Non è vero.> Rise.

Nico lo fissò. Era così felice che era bellissimo. Sorrise. <No, non è vero.> Confermò stampandogli un bacio sulla bocca. Poi tornò serio. <Ma ero serio prima. Se ti azzardi a rifarlo ti ammazzo e poi vengo a cercarti di persona negli inferi e ti scarico. Intesi?>

La madre di Will interruppe l'adorabile quadretto annunciando la cena.

Nico si irrigidì. <Non è che mi assillerai con la storia del mangiare ora, vero?>

Will osservò sua madre e poi lo superò ridacchiando. <Oh no, lo farà mia mamma, che è molto più brava di me.>

Nico sospirò. <Che palla al piede che sei.>

~spazio autrice

Ciao frugolotti. Come va?

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