Happy Meal
L'osservatorio era un edificio bianco e basso e tozzo di lamiera dipinta di bianco con una cupola dorata a chiudere il cilindro, e un'enorme cannocchiale spuntava da una fenditura di quest'ultima come la canna di una pistola dall'impermeabile di un detective degli anni '70.
La struttura era arroccata sul punto più alto di una rientranza della costa.
<Arrivati!> Esclamò Will parcheggiando la fiammante auto in una delle caselle disegnate sull'asfalto del parcheggio. Scese scavalcando la portiera, senza nemmeno prendersi il disturbo di aprirla, e si sfilò gli occhiali da dole scuotendo la chioma bionda. Nico per un secondo non vide più Will, ma un immaturo quanto strambo dio del sole di sua conoscenza.
<Hai finito di fare lo splendido?>
Will rise, facendo il giro dell'auto per aprirgli la portiera. <Principessa.> Lo invitò a scendere facendosi da parte con un inchino.
Nico sbuffò, mettendogli una mano in faccia per allontanarlo. <Sei insopportabile, te l'ho mi detto?>
<Spesso.>
<Ottimo.>
Nico alzò gli occhi e rimase stupito di vedere che il parcheggio era gremito di auto e anche qualche autobus.
<Ma tutta questa gente?> Chiese mentre percorrevano il viale alberato che andava dal parcheggio alla scalinata d'ingresso.
<Probabilmente sono qui per il nostro stesso motivo.> Spiegò prendendogli la mano.
Nico arrossì ma strinse le proprie dira attorno a quelle di Will. Si stava abituando a queste dimostrazione di affetto pubbliche che inizialmente lo mettevano tanto a disagio. Per lui era insolito persino farsi toccare ma Will aveva un rapporto con il contatto fisico del tutto diverso: sotto questo punto di cista era molto più italiano di quanto non lo fosse Nico.
L'ingresso era un enorme portone in bronzo diviso in dodici cassettoni per portale, ognuno dei quali riportava una formella sbalzata raffigurante una scena della mitologia greca.
Tra le varie, riconobbe anche Ade che torturava un'anima. Un sorriso e una risatina gli sfuggirono dalle labbra.
<Perché ridi?> Chiese Will fermandosi al suo fianco.
<Guarda.> Fece Nico indicando il modo in cui avevano rappresentato suo padre: un uomo grande e grosso con muscoli pazzeschi alla Dwayne Jonson capelli lunghi e faccia seria. <L'unica cosa azzeccata è il grugno.> Commentò ridendo.
Will cercò di trattenersi, perché aveva paura del padre di Nico, e lo trascinò a forza dentro.
Ricordava quando era stato lì la prima volta in gita scolastica, aveva solo sette anni e ricordava ogni secondo. L'intero edificio era un'enorme sala circolare con quattro nicchie poste in corrispondenza dei punti cardinali. Si divideva in tre piani: il pian terreno con il museo, il secondo piano con l'osservatorio vero e proprio, che purtroppo non era sempre aperto al pubblico, e il piano interrato con la sala proiezioni.
Nell'ultima in particolare era stato allestito una specie di studio di proiezione, a cui si accedeva in gruppi da venti persone. Will tenne la mano a Nico mentre scendevano le scale a chiocciola appena distro la guida, e poi mentre si accomodavano sulle poltrone reclinate fissando il soffitto voltato coperto di stucco bianco.
<Cos'è?> Chiese Nico indicando il macchinario al centro della stanza: una specie di bracci meccanico con due rigonfiamenti alle estremità.
Will gli sorrise, sollevando gli occhi mentre le luci si abbassavano.
Ci fu un momento di silenzio e poi il proiettore si accese , iniziando a ruotare piano su se stesso, e adesso sulla cupola della sala brillava un cielo stellato degno delle descrizioni dei grandi libri.
Mille stelle come lucciole appoggiate alla parete. Will si voltò verso Nico e fu soddisfatto quando vide i suoi occhi scuri brillare di meraviglia.
<Allora?>
<Sta zitto la tua voce fastidiosa rovina il momento.> Lo rimproverò Nico senza staccare gli occhi dalla proiezione.
Will ridacchiò, facendo lo stesso.
La guida parlava piano, forse perché sapeva che in realtà non gliene importava niente a nessuno di quel che diceva, perdendosi a tratti lei stessa a guardare le costellazioni vorticare sopra la propria testa.
Una volta terminata la proiezione uscirono dall'osservatorio mano nella mano mentre Nico continuava a parlare a manetta, il che era tanto piacevole quanto insolito per Will.
E poi discussero per tutto il viaggio fino a casa, e poi anche su cosa ordinare per cena.
<Non capisco cosa tu abbia contro la pizza.> Sbottò Will cercando un ristorante cinese nelle vicinanze sul proprio portatile.
<Will, io sono italiano, non puoi chiedermi di mangiare la pizza che cucinate voi americani.>
<Ma è buonissima!> Protestò il biondo.
<Questo lo dici tu, che non hai mai assaggiato la pizza italiana.> Ribadì Nico indicando con l'indice un sito tra quelli della lista. Will gli allontanò la mano con un buffetto.
<Niente ditate sul mio schermo.>
Nico roteò gli occhi. <Allora? Ordiniamo? Ti lamenti che non mangio e poi mi lasci a stomaco vuoto.>
<Potrei sempre ucciderti, così poi non ci sarebbe più nessun problema.> Propose spostando lo sguardo su di lui.
Nico ruotò gli occhi proprio mentre nella sua mente si accendeva una lampadina. <ANDIAMO AL MC.DONALD!> Propose con gli occhi che gli brillavano in una maniera che Will non aveva mai visto.
<Oh amore ti prego!> Lo supplicò con due occhioni enormi da cucciolo bastonato. Era quasi spaventoso.
Quella visione bastò a convincere Will. <E va bene. Andiamo.>
Venti minuti dopo Nico stava digitando sui pannelli del Mc. Donald tutto contento.
<Nico guarda che stai sbagliando.> Lo avvertì Will indicando lo schermo con il dito.
<Eh? Perché?> Chiese l'altro preoccupato.
<Sei nella sezione bambini.>
<E allora?>
Will aprí la bocca per rispondere ma vedendo Nico ordinare un Happy Meal decise di tacere, e che una discussione del genere non avrebbe portato a nulla di buono.
Anche la commessa li guardò strano quando andarono a ritirare i loro vassoi.
<E il piccolino dov'é?> Chiese sorridente allungando il collo oltre il bancone.
A Will sfuggì una risata e indicò Nico con l'indice. <Eccolo qua.> Lo prese in giro beccandosi un'occhiata di fuoco.
<Ah- scusi! Mi dispiace.> Si affrettò a dire la poveretta.
Will la ringraziò e si stupí che Nico non avesse detto nulla, aveva solo preso la sua ordinazione andandosi poi a sedere ad un tavolino libero.
<Tutta questa calma?>Chiese infatti sarcastico andando a sedersi davanti a lui.
Nico alzò le spalle. <Gli Happy Meal donano gioia, lo dice anche il nome. Se siete dei buzzurri trogloditi senza gusto non è colpa mia.>
Will rise così forte che la coca-cola gli uscí dal naso, bruciandogli tantissimo e facendolo lacrimare.
Annaspò in cerca di aria e sollievo, prendendo una salvietta dal suo vassoio tra le risate quasi isteriche di Nico.
<Chi era il bambino?> Ripeté il minore gustandosi le sue patatine.
<Sei uno stronzo.>
<Lo so, e mi piace.>
~spazio autrice
Giuro che non avevo intenzione di sparire, ma credo di non avere mai fatto tante verifiche in vita mia come nell'ultimo periodo. Scusate.
Ma sono tornata strogher than ever.
E buon natale a tutti ❤️❤️❤️🎄
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