Giornate no
*dies for too much cuteness. Ty Will*
Il giorno seguente alla festa di Santana era domenica; il che portò Nico a pensare, una volta che si fu svegliato, che avrebbe potuto godersi il calore del corpo di Will e magari guardarlo un po' dormire. Era una cosa che non faceva da un po', si disse.
Quando aveva aperto gli occhi Will lo teneva stretto avvolgendogli la vita con le braccia e aveva il viso sepolto fra i suoi ricci scuri. Nico si scostò abbastanza da potersi sollevare facendo leva sul braccio senza svegliarlo.
Will era a torso nudo, con indosso solo i pantaloni della tuta che usava come pigiama, e respirava a piccoli sbuffi, muovendo le ciocche bionde che gli ricadevano sul viso.
Nico gliele scostò cercando di essere il più delicato possibile, per non svegliarlo, e quando il corpo di Will venne scosso da un brivido e quello strinse la presa sui suoi fianchi, non seppe come non sorridere.
Un'occhiata rapida al proprio telefono, attaccato alla presa affianco al letto e infilato sotto al cuscino, lo informò che erano le nove e mezza di mattina.
Non era sicuro se svegliare o meno Will, così vi riflettè su: abbastanza per decidere che voleva godersi il suo ragazzo per un po'.
Tornando ad accoccolarsi contro il suo petto inspirò a fondo il suo profumo: una delle cose che più amava di Will era il modo in cui la luce era parte di lui in una maniera così simbiotica che persino il suo odore era quello di una giornata di sole.
Gli piaceva come la pelle era ruvida sotto le dita ma morbida alla stesso tempo. Aveva anche una piccola cicatrice nella parte bassa della schiena, appena sopra le fossette di venere, che Nico non aveva ancora idea di come se la fosse procurata.
E poi gli piaceva il modo in cui le mani di Will lo stringevano: forte, senza paura che si rompesse. Era una cosa che nel primo periodo in cui stavano insieme Will era solito fare, toccarlo con troppa delicatezza. Non era di vetro, non si sarebbe rotto per un po' di pressione, gli aveva detto mille volte, e ora Will lo toccava senza paura.
Beh, se a qualcuno interessasse sapere come fosse finita la serata, dopo il tragico episodio del gioco della bottiglia, dopo una quantità di baci che continuava a far arrossire Nico a distanza di ora Will aveva deciso (non c'era stata ne possibilità ne tentativi di protestare) che sarebbero tornati a casa.
Così avevano passato il resto della serata a vedere i primi dieci minuti di venti film diversi per decidere in fine che facevano tutti schifo e ormai era ora di andare a letto.
Nico era anche riuscito a farsi portare in braccio. Will l'aveva preso in giro ma la cosa gli interessava poco.
A proposito di Will: Nico solo lo sguardo sentendolo muoversi e sollevò un'angolo della bocca quando lo trovò intento a stropicciarsi gli occhi assonnati.
<Nico? Sei sveglio?>
<Già.>
Will rise. <Giusto. Ma che domande faccio?> Gli lasciò un breve bacio tra i capelli. <'Giorno. Dormito bene?>
Nico si limitò a scrollare le spalle. Dormire bene era una cosa rara per lui, nonostante la presenza di Will. Aveva dormito. Era abbastanza. <E tu?>
Il biondino ridacchiò, stritolandolo e intrappolandolo con le gambe. <Benissimo. Come sempre.>
Nico sbuffo una risata. <Certo. Ma che domande faccio?> Gli fece il verso, facendolo ridere. Si allontanò appena, accogliendo il bacio di Will con piacere. <Buongiorno. Mi lasci andare, ora?>
Il biondo scosse la testa con vigore. <Mai. Ma dobbiamo alzarci.> Annunciò sciogliendolo dalla morsa in cui l'aveva bloccato per poi scostare le lenzuola e alzarsi, lasciando Nico con una spiacevole sensazione di freddo.
<Perché!?> Protestò il moro cercando di riacchiapparlo.
<Perché mia madre vuole che andiamo a pranzo da lei.>
Nico scattò a sedere come una molla. <CHE COSA!? E quando pensavi di dirmelo?>
Will si accigliò. <Ora? Tanto, che hai da fare?>
Nico incrociò le braccia al petto. <Non è quello il punto.> Mugugnò puntando lo sguardo altrove.
<È una specie di tradizione. La domenica mia madre cucina per un'esercito e mangiamo tutti in spiaggia. Oggi mio padre sarà via per lavoro, il che è perfetto, e quindi ci ha invitati.> Spiegò Will legandosi i capelli.
Nico arricciò le labbra. <E io che c'entro!?>
<Sei il mio ragazzo. Te ne sei dimenticato?>
<Speravo di essermelo immaginato. Che incubo.> Grugnì Nico.
Will rise, arrampicandosi sul letto per abbracciare di nuovo il moro, stampandogli un rumoroso bacio sul collo. <Dai, amore, non tenermi il broncio di prima mattina.>
E tu non chiamarmi amore di prima mattina. E non baciarmi così di prima mattina. E non toccarmi di prima mattina. Che io non reggo.
Tutto ciò che Nico disse, però, fu. <Voglio del caffè.> E si alzò, lasciando Will in camera e portandosi via il suo stomaco pieno di farfalle scheletro impazzite.
<Che palle.> Sbuffò accendendo il fornello. Era ingiusto che dopo tutto quel tempo Will lo facesse sentire sempre così...impreparato. <Prima o poi ci resto secco.> Brontolò tra se e se, e la risata di Will lo fece sobbalzare.
<Non ti sembra di esagerare, amore?>
Nico lo fulminò con lo sguardo. <Non chiamarmi amore con quel sorrisetto, Solace.>
Will sorrise più naturalmente, e il cuore di Nico fece una capriola. Lui si era tagliato i capelli, ma a Will non sembravano dispiacere lunghi (e a Nico nemmeno) anche se ormai gli arrivavano quasi alle spalle. Al momento ne teneva raccolti metà con un codino, e il resto erano liberi di fluttuare liberi nella calda aria della mattina.
<Tieni.> Borbottò il moro facendogli scivolare davanti la sua tazza di cereali. Will sorrise come un bambino, iniziando a mangiare mentre blaterava di qualcosa imparato all'università. Nico si limitò a fissarlo, mentre beveva dalla sua tazza il caffè appena fatto. Gli piaceva guardare Will parlare, specialmente se era qualcosa che amava particolarmente, gli brillavano gli occhi in un modo particolare e non smetteva di sorridere e agitare le mani.
Nico si chiese se anche quando parlava di lui avesse quell'espressione.
Una volta finito di fare colazione, entrambi fecero una doccia (uno alla volta) e si vestirono, spendendo una buona mezzora a litigare sul fatto che 'Nico non puoi metterti i pantaloni della tuta per venire in spiaggia' e 'vuoi scommettere?'.
All fine Nico si era messo i pantaloni della tuta e Will l'aveva convinto che almeno le maniche corte poteva sopportarle. <Mi verrà un'ustione da record.> Sbuffò mentre uscivano di casa.
Will rise, raggiante nei suoi bermuda scuri e la camicia hawaiana quasi guardabile. <Non ti preoccupare, non staremo al sole, se non voi.>
Nico si accigliò. <Ma hai detto che stiamo in spiaggia. Hai anche rotto il cazzo perché non si mette la tuta in spiaggia!>
Will roteò gli occhi, spingendo Nico verso l'auto. <Vedrai, ora monta e sta buono.>
<Non dirmi di stare buono. Non sono il tuo fottuto cucciolo di Labrador!> Si lamentò Nico.
<Senza dubbio. Un Labrador non usa certi termini.> Replicò Will facendogli la linguaccia. Nico rispose alla stessa maniera.
<Che poi, perché andiamo lì a quest'ora? Sono appena le dieci. Cazzo, Will, sono le dici di domenica mattina! Potremmo essere ancora a letto invece che qui.> Si lagnò Nico appoggiando la testa alla portiera.
Will ridacchiò. <Ma si può sapere che hai oggi?>
Il moro scrollò le spalle. <Non lo so.>
A volte Nico aveva delle giornate no, e non c'era molto che lui potesse farci. Non che quella lo fosse particolarmente, una volta non gli aveva rivolto la parola per tutto il giorno, se non per mandarlo a cagare un paio di volte, e poi ad un certo punto, mentre Will stava studiando, Nico aveva fatto irruzione nella loro stanza, buttato il libro che aveva in mano da una parte e gli si era buttato sopra a peso morto, borbottando uno 'scusa' quasi inudibile.
Will sospirò, tolse una mano dal volante e la porse a Nico. <Che vuoi?>
<Dammi la mano.>
Il moro sbuffò. <Non voglio.>
Will lo guardò di tralice. <Nico.>
Il figlio di Ade alzò gli occhi al cielo, ma gli prese la mano. Nel momento in cui Will gliela strinse si sentì subito meglio. Ricambiò la stretta quasi involontariamente e quando, una volta arrivati, Will lo lasciò andare, si sentì il palmo gelido.
Scese dall'auto e chiuse la portiera sbattendola.
<Nico.> Lo richiamò Will, arrivandogli davanti.
<Che vuoi?> Mugugnò Nico, sentendosi in colpa per il tono acido. Si detestava in quelle giornate, ma era più forte di lui.
<Guardami.> Ordinò Will, prendendogli il mento fra due dita.
Nico cercò di scacciare la sua mano, ma senza troppa convinzione, solo perché Will pensasse che ci aveva provato. <Solace, mollami.>
<Nico, guardami.> Sbottò riuscendo finalmente a incatenare gli occhi di Nico ai suoi.
<Will, io->
<È okay.> Lo rassicurò il biondo abbracciandolo e appoggiando il mento sulla sua testa. <Lo so. Non fa niente.>
Nico sentì le mani che gli tremavano. Odiava quando Will lo faceva sentire così: nudo e vulnerabile. Sentiva che se avesse voluto, quella testolina bionda, avrebbe potuto leggere ciò che voleva dentro di lui. Non riusciva a capire cosa fosse che gli opprimeva il petto in quel modo, ma non voleva trattare male Will. Non se lo meritava.
Rimasero così finché i muscoli rigidi di Nico non si sciolsero e si fu abbandonato alle braccia di Will. <Meglio?> Domandò il biondo.
Nico annuì. Poi si alzò sulle punte e premette le labbra contro quelle di Will. Il biondo si irrigidì in un primo momento, poi però sorrise e il suo sorriso contagiò anche Nico. <Decisamente meglio.> Confermò il moro scostandosi.
Will gli sorrise, e il cuore del minore fece una capriola. <Andiamo?>
Nico annuì. <Andiamo.>
Will gli prese la mano e fece un passo verso la casa. <Will?> Lo richiamò Nico.
<Sì, che c'è?>
Il moro si accigliò un secondo. <Lo sai che ti amo, giusto?>
Will sorrise teneramente. <Ti amo anche io. Anche quando non vuoi.> Gli assicurò baciandogli la fronte.
Nico mugugnò una risposta affermativa, arrossendo, e questa volta fu lui a muoversi in direzione dell'ingresso, trascinandosi dietro un Will divertito che lo prendeva in giro per il suo modo dolce di arrossire.
<Io non sono dolce!>
<Oh sì che lo sei.>
<William smettila!>
~spaizo autrice
Ma ciao amici!
Allora, parte l'ultima mia sparizione, sono qui perché una di voi mi ha chiesto una delucidazione, e io sono qui per dargliela.
Ecco come la coscienza ti bacia il culo.
(Ho fatto del mio meglio apprezzate lo sforzo)
Spero il concetti sia chiaro ora.
Me ne torno nel mio buco a piangere.
❤️
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