Cene non tranquille
La cena trascorse tranquilla.
Tranquilla nel senso che Nico non cercò più di uccidere Will. Ma niente in casa Solace era tranquillo nel vero senso della parola, Nico l'aveva gia capito.
I fratelli di Will erano chiassosi, parlavano a voce alta e facevano un sacco di confusione inutile, Naomi invece che richiamarli se la rideva serenamente. Luke e James non si davano pace a vicenda un secondo, facendosi dispetti sotto il tavolo e lanciandosi contro le briciole di pane. Lo stesso Luke e Ingrid sembravano andare in estasi ogni volta che Nico e Will avevano un discorso che si discostasse dalle minacce del minore. Mike era forse il più tranquillo, anche se era più maldestro di chiunque altro Nico avesse mai conosciuto.
Eppure, per quanto fastidiosamente rumorosa e agitata, a Nico piaceva la famiglia di Will. Sapeva di amore e di casa.
<Ti dico che ho ragione io!> Insistette Will discutendo con Mike. <Forza Nico, diglielo!>
Il moro sgranó gli occhi, appiattendosi contro la sedia. <E io che c'entro!?>
<Sei il mio ragazzo, dammi supporto!> Si lagnò lui.
Nico guardò prima lui e poi Mike. In fine sospirò. <E va bene. Mike...hai assolutamente ragione.> Anche se non aveva la minima idea di quale fosse l'argomento.
Will sbuffò, incrociando le braccia al petto. <Simpaticissimo.> Sbotto tra le risate di tutti.
Quando il volume delle risate fu sceso abbastanza, la madre di Will si intromise rivolgendosi a Nico. <Allora Nico, da quanto state insieme tu e Will?>
Quello ghiacciò sul posto, arrossendo di colpo. <Ehm...> Bella domanda. Non aveva idea di quanto fosse. Meno di un mese sicuro, però...
<Un mese mercoledì.> Rispose Will senza esitazione al posto suo, abbandonando il broncio offeso per aprirsi in un sorriso luminoso come il sole.
Nico lo fissò sbigottito. Possibile che fosse un fidanzato così tremendo da non ricordare il giorno in cui si erano messi assieme?
<Uh! Mi piace la piega che sta prendendo la conversazione.> Squittì Ingrid, sistemandosi meglio sulla sedia.
A me nemmeno un po'.
<Oh sì! Anche a me, parecchio. Diteci di più. Com'é successo? Chi ha fatto il primo passo? Scommetto che...>
Nico era sul punto di darsi alla fuga con un viaggio-ombra, ma ancora una volta Will arrivò in suo soccorso. Gli prese la mano sotto il tavolo e raccontò al posto suo di quanto tremendamente assurdo fosse stato il modo in cui era iniziata la loro relazione.
James, seduto di fianco a Nico, era l'unico in grado di vedere le dita di suo fratello intrecciate a quelle pallide del suo ragazzo.
Quando Nico sollevò lo sguardo e incontrò i suoi di ghiaccio sussultò arrossendo per essere stato colto in fragrante.
James ridacchiò e gli sorrise. <Grazie.>
Nico, seppure ancora rosso in viso, aggrottò le sopracciglia. <Per?>
<Per averlo riportato a casa.> Spiegò accennando a Will con il capo, conscio che era troppo impegnato a difendersi dalle accuse di essere un idiota degli altri tre fratelli per prestare attenzione alla loro conversazione.
<Non capisco. Io non ho fatto nulla.> Assicurò invece Nico, scuotendo la testa.
<È stato via quasi quattro anni senza nessun contatto con nessuno di noi e dopo nemmeno un mese con te eccolo qui. Pensi davvero che sia una coincidenza? Io non ci credo.> Spiegò il biondo alzando le spalle.
Nico non rispose, ma sorrise appena. Voltandosi verso Will.
<Ma non è vero! Io non ho-> Si stava ancora difendendo Will.
<È inutile che cerchi di difenderti Will, sei un caso perso. Nico deve avere un cuore enorme per aver avuto pietà di un disastro come te. Come sopravvivi, eh, Nico? Deve davvero essere una palla al piede mio fratello.> Lo prese in giro Mike rivolgendosi al minore, che ancora teneva gli occhi sul proprio ragazzo.
Quando quello si voltò e i loro sguardi si incontrarono Will notò subito il piccolo sorriso sulle labra di Nico, e istintivamente sorrise a sua volta, aggrottando le sopracciglia. <Perché mi fissi?>
Nico non rispose, voltandosi verso Mile sorridendo. Era la prima volta che sorrideva davvero da quando era arrivato e se lo sentiva venire dal cuore.
<Affatto, Mike. Al contrario. Credo sia un dono degli dei.> Disse sinceramente, fregandosene del miele che sgorgava a fiotti da quelle parole e del fatto che probabilmente gli sarebbe venuto il diabete.
Tutti rimasero di stucco, poi Luke e Ingrid strillarono e Mike ridacchiò sconfitto, appoggiandosi allo schienale della sedia.
Nico riportò gli occhi su Will, stringendogli di più la mano. <Va bene così? Vedi? Ti do supporto.> Ridacchiò.
Inaspettatamente Will si sporse in avanti e gli baciò le labbra. Fu diverso dal bacio di prima, quando le loro labbra si erano appena appoggiate le une alle altre, questa volta Will prese il viso a Nico tra le sue mani e lo baciò davvero.
Nico immediatamente si irrigidì, ma quando avvertí Will sorridere sulla sua bocca si rilassò, aggrappandosi con la mano destra alla stoffa della sua maglia, perché non gli si allontanasse.
<Se volete ci sono le camere da letto di sopra.> Commentò divertito James, facendo scoppiare tutti a ridere, anche Will, che avvolse un braccio attorno alle spalle di Nico, che invece era stato colto da un attacco di tosse che minacciava di ucciderlo.
Chiacchierarono ancora, Will raccontò dell'università e James si offrì di accompagnarlo, ricevendo come risposta che domani non ci sarebbe andato.
<Come? Perché?> Chiese Nico, che non ne sapeva nulla.
Will lo guardò confuso. <Non ti ricordi più? Domani hai il tuo primo giorno di scuola.> Gli ricordò, facendolo sospirare rassegnato.
<È vero, cazzo!> Immediatamente si rese conto di ciò che aveva detto, e si raddrizzò sulla sedia. <Oh dei, scusate!>
La madre di Will ridacchiò. <Oh figurati, i miei figli non sono delle boccucce di rosa sicuramente.>
<In che liceo sei iscritto?> Chiese Mike curioso.
Ancora una volta, Nico si affidò a Will. <Alla Julian High. Conosci qualcuno?>
Mike alzò le spalle. <Qualcuno.>
<Comunque questo non spiega perché non vai in università se hai lezione.>
<Ne ho una sola, la mattina, ma devo accompagnarti a scuola.> Si giustificò.
Nico assottigliò lo sguardo. <Non devi accompagnarmi. Non sono un bambino.> Rispose infastidito.
Will, che ormai aveva fatto il callo al caratterino del minore, alzò gli occhi al cielo ridendo. <Allora diciamo che voglio accompagnarti. Meglio?>
<Mpf. Diciamo di sì.>
<Se è cosi dovreste andare a casa a dormire, sennò domani non vi alzerete mai.> Suggerì Mike.
Will annuì, alzandosi, imitato subito da Nico.
<Vi do un passaggio.> Scattò subito James.
Will stava per ringraziarlo quando la madre si intromise. <No, faccio io.> Disse tranquillamente, ma il suo tono non ammetteva repliche.
Quando furono sulla porta i fratelli di Will si alternarono per salutarli: abbracciavano Will e sorridevano a Nico. Avevano capito che non era il caso di toccarlo.
A quel punto Naomi prese le chiavi della macchina e fece cenno ai ragazzi dj seguirla. <Andiamo.>
~spazio autrice
Aaaaaaaah tra poco altro capitolooooo
Che brava che sono me lo dico da sola!
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