51 - Napoleone III
"Allora? Forza, dai su! Raccontami i dettagli!"
La mattina dopo Minhee venne attaccata dalle numerose domande di Yun.
La bionda continuava a insistere chiedendo all'amica di raccontare come fosse andata la speciale serata per filo e per segno, ma la castana si vergognava un po', e continuava a fare scena muta.
"Oh andiamo! Sono la tua migliore amica!"
"Unnie, tu non mi hai mai detto cosa fai con Hoseok." Borbottò imbronciata Minhee.
A quel punto Yun si ammutolì, ma il tutto durò per dei brevi secondi, perché poi riniziò a porre le sue domande.
"Perché tu ancora non avevi fatto nulla quindi... ma ora possiamo parlare delle nostre esperienze e condividercele!"
La maggiore sorrise largamente alla più bassa, che però rispose a quel sorriso con un sopracciglio alzato e un'espressione dubbiosa sul viso.
"È andato tutto bene." Borbottò Minhee.
"Sì questo me lo hai già detto tre volte." Sbuffò l'altra.
"Eddai, non vuoi raccontarmi proprio nulla?" Yun si lamentò.
Minhee sospirò; abbassò lo sguardo, posandolo sul suo grembo ancora coperto dal piumone.
La ragazza si trovava ancora in pigiama e avvolta dalle calde e confortevoli coperte.
Una parte di lei avrebbe voluto raccontare a Yun come si era svolta la serata precedente, ma una parte di lei se ne vergognava fortemente.
Mosse i piedi sotto le coperte, e improvvisamente il pensiero che ebbe quando Yoongi le tolse scarpe e calzini, tornò ad affliggerla.
Aveva indossato quelle scarpe per alcune ore, quindi era sollevata quando sentì che i suoi piedi non producessero alcun cattivo odore.
Spalancò gli occhi impanicata, quando realizzò che lei poteva non aver sentito niente, ma non poteva affermare lo stesso per Yoongi.
"Minhee? A cosa pensi?"
La voce di Yun la distolse dai suoi strambi e paranoici pensieri.
Scosse la testa, ma dopo borbottò delle parole che fecero agrottare il viso della più grande.
"Spero che Yoongi non abbia un olfatto così fino."
"Perché?" Chiese Yun, non capendo cosa c'entrasse in quel momento Yoongi e il suo olfatto.
Minhee inizialmente esitò, indecisa se raccontare o meno alla sua migliore amica le tante paranoie che durante quell'importante momento, non avevano fatto altro che procurarle solo ansia e tormento.
Ma ad un certo punto cedette, e raccontò tutto a Yun liberandosi così del massiccio fardello che le pesava sulla testa.
Sperava che non fosse l'unica ad aver avuto certi pensieri, essendosi ritrovata in quella determinata situazione.
Appena la bruna finì di raccontare delle paure che l'avevano portata a perdere la concentrazione quando si trovava con Yoongi, Yun scoppiò a ridere.
Minhee pensò che l'amica si stesse prendendo gioco di lei, mentre invece la bionda stava ridendo per l'infinita tenerezza della minore.
"Minhee, è normale avere certi pensieri! Pure io li ho, e sicuramente anche tantissime altre ragazze là fuori." Disse con quasi le lacrime agli occhi.
"Davvero? Perché io non capisco, come fai ad essere pronta quando devi fare... quella cosa con il tuo ragazzo? Devi per forza farti il bagno prima!" Esclamò arrossìta Minhee, inconsapevole che quelle parole avrebbero scatenato maggiormente il divertimento di Yun.
"Non devi per forza farti il bagno prima!" Esclamò in risposta lei, ridendo come una matta.
"Quindi ti devi preparare in anticipo?" Chiese la castana pensierosa.
"Devi essere sempre preparata." Ribatté Yun, al che in risposta Minhee arricciò il naso contrariata.
"Sempre?"
"Non sai mai quando può accadere."
"Perché no? Basta mettersi d'accordo prima."
Yun sospirò, ma si mise comoda sul suo letto per spiegare per bene alla sua amica che il sesso non poteva essere programmato.
"Minhee, non puoi programmare quando fai sesso. Non puoi sapere quando... il tuo ragazzo ti infilerà la mano nelle mutande per esempio! È più bello se avviene per caso. A chi non piacciono le sorprese?"
Minhee storse il naso quando si immaginò la mano di Yoongi all'interno delle sue mutandine.
Poi però ricordò che il grigio la sera prima, aveva compiuto veramente quell'azione.
"Aspetta... non è che, ora che lo avete fatto, pensi che non ci sarà una seconda volta... vero?"
"Perché, ci sarà una seconda volta?" Domandò innocentemente Minhee, e Yun stava per sbattersi una mano sulla fronte, ma si controllò dal farlo.
"Ma certo! Ci saranno tante altre volte! È bello fare sesso!"
Minhee continuò a fissare Yun con occhi totalmente inespressivi.
La bionda assottigliò i suoi, e guardò preoccupata la ragazza di fronte a lei.
"È stato bello, vero?" Chiese la più alta per sicurezza.
"Sì, te l'ho detto prima." Rispose Minhee, ma Yun non rimase del tutto convinta.
"Non lo so, la prima volta non è mai bella."
"La tua prima volta non è stata bella?"
"Per niente."
La curiosità stava assediando Minhee, che desiderava chiedere a Yun cosa fosse andato storto durante la sua prima volta, ma quando notò l'espressione schiva e sfuggente dell'amica, comprese che fosse meglio non farle alcuna domanda al riguardo.
"Comunque, tornando al discorso di prima. Certi pensieri sono normali Minhee, è normale voler essere perfetta agli occhi del proprio ragazzo."
La castana capì che Yun stava cercando di cambiare argomento tornando a quello di prima, e un po' insicura la assecondò.
"Ti eri depilata vero?"
"Ovunque." Rispose con sincerità la minore.
Yun moriva dalla voglia di chiederle in quali punti del corpo avesse rimosso i peli, ma per una volta decise di restare zitta.
"L'intimo lo avevi preparato?" Chiese poi subito dopo.
Minhee sgranò gli occhi; il suo volto sbiancò completamente, e la bionda capì che il responso alla domanda appena posta, era negativo.
"Oh... okay, non è una tragedia. Tanto comunque va tolto." Yun mormorò facendo spallucce.
"Che tipo di intimo dovevo mettere?" Domandò Minhee quasi in preda al panico.
"Prima di tutto doveva essere abbinato. E poi un qualcosa di carino, ma sexy. Non estremamente sexy, l'importante era che fosse carino."
Minhee si alzò dal letto e andò verso la cesta dei panni sporchi.
Recuperò il reggiseno e le mutandine che aveva indossato la notte precedente, e che appena tornata in camera tolse immediatamente per poter indossare dell'intimo pulito.
"Avevo questo."
La più piccola mostrò gli indumenti intimi color giallo canarino a Yun.
La maggiore arricciò il naso appena vide quel colore così acceso, non era una grande fan di quella tonalità, ma rassicurò l'amica dicendo che comunque il completo era carino ma soprattutto abbinato.
"Dovremmo fare shopping uno di questi giorni. Andiamo a comprare della biancheria intima carina, dovrei prenderla anch'io."
Minhee annuì contenta, adorava fare shopping con la sua migliore amica.
"Oggi no però, devo andare in un posto con Yoongi."
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"Ma lo hai pulito tu il bagno?"
Yoongi si voltò verso Jimin; un'espressione accigliata si dipinse sul volto del grigio.
I due assieme a Hoseok si stavano dirigendo verso il bar vicino all'università, per poter prendere un caffè.
"Ma ti pare?" Chiese Yoongi quasi disgustato.
"Allora chi lo ha pulito? Io non sono stato di certo." Rise il più piccolo.
"Perché, il nostro bagno è pulito? Da quando mai?"
"Ma come da quando mai? Stamattina non hai visto che era tutto messo in ordine? Non dico che stava splendendo, ma quasi."
"Sono entrato solo per fare una doccia veloce, sinceramente non ho fatto caso alle condizioni del bagno." Sbadigliò il più grande.
"Voi mi state dicendo che non pulite mai il bagno?" Domandò Hoseok inorridito.
Sia Yoongi che Jimin alzarono le spalle, facendo capire al rosso che della pulizia del bagno gliene fregava ben poco.
"Fate schifo ragazzi. Ci vivete in quella stanza!" Hoseok li rimproverò, ma gli altri due non lo considerarono per nulla.
"Se non sei stato tu, allora chi è stato?" Continuò Jimin.
Yoongi si bloccò.
Dentro di sé sapeva chi era stato, solo un'altra persona era entrata in quel bagno oltre a lui e Jimin.
'Ecco perché ci ha messo così tanto.' Rifletté, un leggero sogghigno si presentò sul volto del maggiore.
"È stata Minhee." Rispose poi, svelando finalmente la persona misteriosa che si nascondeva dietro al bagno pulito e profumato.
"Perché il pulcino ha pulito il nostro bagno?" Domandò il rosa con un sopracciglio sollevato.
"Già, non avevate qualcos'altro di meglio da fare?" Hoseok ammiccò con tono malizioso.
"È andata così male che si è messa a pulire AHAHAHAH" Scherzò Jimin scoppiando a ridere.
Hoseok rise assieme a lui, ma Jimin smise subito non appena Yoongi afferrò il suo braccio e lo ritorse al contrario.
"Ahia! Cazzo Hyung, scherzavo!"
"A proposito, tu stanotte dove hai dormito Jimin?" Hoseok chiese incuriosito.
"Da Taehyung e Rose. Ah... non mi ringraziare eh."
"Grazie." Sospirò controvoglia Yoongi, che si era dimenticato di ringraziare il minore per avergli lasciato la stanza libera.
"Non potevi restare da Jungkook?" Fece notare il ragazzo dai capelli rossi, dato che erano rimasti a casa del corvino fino a tardi.
"Sai, non ci tenevo a sentire quei due scopare come conigli in calore."
"Mi stai dicendo che Taehyung e Rose non hanno fatto nulla?" Hoseok mormorò, assumendo un tono incredulo.
Jimin stava per replicare, quando Yoongi gli parlò sopra.
"Ovviamente tra le due coppie preferisce sentir scopare Taehyung e Rose, invece di sentire Jungkook che fa di tutto e di più a Y/N."
"Vai al diavolo Yoongi." Ringhiò il rosa, che colse immediatamente la provocazione.
"Tu mi provochi Park, e io rispondo." Ribatté Yoongi compiaciuto.
"Smettetela! Quindi, alla fine com'è andata con Minhee?"
La domanda di Hoseok fece ritornare alla mente di Yoongi le immagini e i vari scenari della notte passata con il suo scricciolo.
In realtà non era andata benissimo, poteva andare decisamente meglio.
Era durato poco; il grigio sapeva che poteva fare di meglio, ma era anche vero che si trovava in astinenza da parecchio, e si sentiva che sarebbe durato meno del previsto.
Ma avrebbe rimediato presto, avrebbe fatto toccare a Minhee il cielo con un dito, per il tanto piacere che le avrebbe fatto testare non appena ne avrebbe avuto la possibilità.
Ma quella breve, rapida ma toccante conversazione... quella sì che era stata perfetta.
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"Minhee?"
"Yoongi?"
"Sei tu il sole che c'è nel mio sorriso."
La castana spalancò lievemente gli occhi; essi divennero ben presto lucidi, a causa delle parole che le sue orecchie avevano appena udito.
Il cuore batteva forte, così forte che Yoongi riuscì benissimo a percepirlo, data la stretta vicinanza dei loro petti.
Nonostante la tenue luce riprodotta dalla lampada situata lì accanto, il grigio riuscì comunque a vedere le lacrime formarsi agli angoli degli occhi della fanciulla.
Non disse nulla, ma il ragazzo aumentò la stretta, avvolgendo ancor di più Minhee tra le sue braccia.
"Ti amo anch'io Yoongi."
La castana sussurrò quelle magiche e emozionanti parole con un filo sottilissimo di voce.
Ma quel filo così sottile e fine, raggiunse perfettamente il cuore di Yoongi, che si legò ad esso intrecciandolo, stringendolo, e provocandogli un'evidente morsa che gli fece aumentare il battito.
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"È stato tutto perfetto." Commentò sussurrando, e sorridendo malinconicamente al ricordo delle parole della ragazza.
"Non stai per metterti a piangere vero?" Jimin lo prese in giro, ma il grigio ancora una volta afferrò il suo braccio e lo rigirò.
"Ahi ma ehi! Cosa ti ha fatto il mio braccio?!"
"Oggi ho un debole per il tuo braccio Jimin."
"Siete proprio come cane e gatto." Commentò il rosso ridendo, non consapevole che nominando la creatura felina, smorzò di colpo l'entusiasmo del più grande.
"Quel gattaccio." Sibilò Yoongi stringendo i denti, ricordando benissimo cosa gli disse Minhee dopo che entrambi dichiararono di essere innamorati l'uno dell'altra.
Gli altri due lanciarono un'occhiata confusa al grigio, che si affrettò a spiegare.
"Nuvola è scomparso da tipo due giorni, e Minhee già è andata in paranoia. Vuole andare a cercarlo oggi." Spiegò altamente seccato.
"Oh... speriamo non gli sia successo nulla." Mormorò il rosa, sinceramente dispiaciuto per la sparizione del micione.
"Stava sempre in giro, vedrai una macchina lo ha beccato."
"Ma che ca- Hyung! Non essere così crudele!" Jimin rimproverò Yoongi, che però fece spallucce, noncurante della vita del micio.
"Sono passati solo due giorni comunque, secondo me sta bene. I gatti hanno più vite, e poi sono estremamente furbi." Disse Hoseok.
"E quel bastardo era decisamente furbo." Commentò a quel punto Yoongi, facendo ridacchiare gli altri due.
"Ma non lo sopporti proprio!" Esclamò Jimin ridendo.
"Non puoi essere davvero geloso di un gatto, Yoongi." Aggiunse il rosso.
"Sì invece, se quella bestiaccia si trova costantemente nei pensieri della mia ragazza."
YOONGI'S POV
Non riuscivo a credere che avrei trascorso questo pomeriggio a cercare quel sacco di peli e grasso.
Sicuramente non era successo niente alla bestia, forse aveva trovato un'altra persona disposta a dargli da mangiare.
O forse si era incastrato da qualche parte e non riusciva più a uscirne, viste le sue chiappone.
Sapevo solo che in questo momento, mano nella mano con Minhee, ci stavamo dirigendo verso il famoso parchetto dove lei era solita incontrarsi con la palla di pelo.
"Dai Minhee, secondo me ti stai preoccupando per niente."
"Ma è scomparsa da due giorni, questo è il terzo! Starà morendo di fame!"
"Scomparso scricciolo. Era un maschio."
"Perché usi il tempo al passato?"
Ops.
"Comunque sono passati solo due giorni, non sta morendo di fame... ha scorte di grasso che lo faranno andare avanti per un po'." Borbottai, ma appena Minhee lasciò andare bruscamente la mia mano e si voltò verso di me con viso arrabbiato, capii che forse avevo esagerato.
Però cavolo... era terribilmente carina quando si arrabbiava.
"Sei cattivo!" Esclamò, ed ero sempre più dell'idea che fosse troppo carina e tenera per stare con uno come me.
Ma ormai non si sarebbe più liberata di me tanto facilmente.
"Hai ragione Minhee, scusa ma-"
"Sei tanto cattivo!" Insistette.
Inarcai un sopracciglio; voleva forse vedere a che livello di cattiveria poteva arrivare il suo fidanzato?
"Minhee..."
"Ti vieto di dire cose simili, a questo punto te ne puoi anche andare via."
Agrottai le sopracciglia, quasi divertito dalla furia che stava mostrando il mio scricciolo.
Ma poteva incazzarsi così tanto per un gatto?
In realtà potevo davvero restare all'università, ma quando ieri notte mi raccontò che voleva venire a cercarlo, mi sentii costretto a venire con lei per farle compagnia.
Più che altro non volevo lasciarla sola, perché avrebbe potuto combinare qualche guaio.
Questo non voleva dire che non mi fidassi a lasciare Minhee da sola ma... okay, non mi fidavo in effetti.
"Vuoi davvero che me ne vada?" Le domandai, ma vidi subito gli angoli delle sue labbra incurvarsi verso il basso.
"No... resta con me..." Borbottò imbronciata.
Oh cavolo... era troppo carina.
Il desiderio di riportarla in camera mia e farle fare attività fisica, come la chiamava lei, era forte.
Anzi, era immenso.
Ma non dovevo perdere il controllo, non volevo che Minhee mi vedesse come un pervertito che pensava solo a quello.
Ma ora che lo avevamo fatto, ora che avevo visto la mia piccoletta gemere e ansimare sotto di me, ora che avevo avuto la possibilità di ammirare il suo corpo privo di ogni indumento... era inutile.
Sì, non facevo altro che pensare a quello.
Silenziosamente raggiungemmo il parco dove Nuvola si era autoproclamato il re.
Ma appena arrivati lì, vedemmo che del gatto non c'era nemmeno l'ombra.
Con la coda dell'occhio guardai il visetto di Minhee; notai il labbro inferiore che tanto amavo mordicchiare e leccare, diventare un cuscinetto tremolante.
Oh no...
"Scricciolo ti prego... non fare così." Sussurrai, incapace di vedere la piccoletta in quelle condizioni.
Adesso odiavo ancora di più quella palla di lardo.
Dove cazzo era finito?
Davvero si era incastrato in qualche punto angusto, a causa del suo culo troppo grosso?
Improvvisamente, l'immagine di Nuvola bloccato tra due stretti pareti apparve nella mia mente.
Miagolava e cercava di muovere le natiche per farle uscire da lì.
Non ridere Yoongi... fai il serio per favore.
"Tre giorni di fila..." Disse Minhee con un filo di voce, gli occhioni stavano diventando sempre più lucidi.
Mi posizionai di fronte a lei, e mi chinai per far sì che il mio viso fosse perfettamente allineato al suo.
"Ehi piccola, pensi davvero che Nuvola sia un gatto così debole? Quello è molto furbo credi a me, sicuramente non gli sarà accaduto nulla. Magari in questo momento, mentre tu sei qui a preoccuparti per lui, lui invece starà mangiando comodo e beato da qualche altra parte."
"Ma sono io che gli do da mangiare!"
"Ma Nuvola è un bellissimo gatto, di certo avrà trovato qualcun altro disposto a nutrirlo."
"Ma non deve accettare cibo dagli sconosciuti!"
Oh... avevo per caso detto quanto fosse carina?
Non credevo di arrivare a pensare una cosa del genere... ma Minhee sarebbe potuta diventare una brava mamma.
Era terribilmente premurosa con un gatto, chissà come si sarebbe comportata con un bambino tutto suo?
Mi accigliai non appena avevo realizzato; cavolo, perché pensavo già a queste cose?
Che problema avevo?
Ritornai coi piedi per terra, non appena sentii Minhee stringere fortemente la mia mano e tirare il mio braccio.
"Seguimi!"
Oh mannaggia, e ora dove voleva andare?
Obbedientemente la seguii; non ci spostammo molto, ci eravamo solo recati sul marciapiede dall'altra parte della strada.
Questo quartiere ospitava piccole casette tutte attaccate tra loro, palazzi condominiali e qualche bottega.
"Minhee... che ci facciamo qui?" Domandai dubbioso.
"Qualche volta ho visto Nuvola sbucare da questa parte di strada, quando arrivavo in anticipo."
"Ah... e quindi?" Chiesi ancora, sempre più dubbioso riguardo le sue intenzioni.
"Quindi forse abita qua vicino..." Rifletté ad alta voce, e quelle parole mi misero sull'attenti all'istante.
"Allora pensi che non sia un gatto randagio..."
Non volevo dirle che glielo avevo detto fin dall'inizio, ma era proprio quel che le avrei detto a breve.
"No, potrebbe dormire in uno di questi vicoli." Rispose con un tono fin troppo convinto.
No piccola, il gatto è domestico e in questo momento starà sonnecchiando su un morbido divano, alla faccia nostra che lo stiamo cercando qua fuori, al freddo.
Okay, non potevo di certo dirglielo... avrei potuto però.
Ma tenevo troppo a questo fiorellino innocente.
"Quindi cos'hai intenzione di fare?"
"Lo cerchiamo!" Esclamò.
Si diresse verso un vicolo e ci entrò dentro; sospirai, e mi apprestai a seguirla.
Potevamo restare in camera a farci le coccole, Jimin nemmeno c'era oggi dato che era uscito...
Percorremmo il breve tratto di quel vicolo, arrivando così al retro di quelle casette.
Davanti a noi si presentarono altre case e palazzi, e iniziai seriamente a pensare che la ricerca potesse risultare più ardua del previsto.
"Scricciolo... ci sono parecchie case qua." Commentai, preoccupato per come potesse prenderla lei.
Il suo labbro iniziò nuovamente a tremare.
Ecco perché ero così preoccupato della sua reazione, avevo paura che la mia ragazza potesse diventare una fontana a momenti.
All'improvviso però, un suono acuto cominciò a rimbombare vicino a noi.
Era un suono insolito, simile ad una sveglia che trillava ripetutamente.
Il suono poco a poco aumentò; mi voltai, tentando di capire da dove stesse provenendo questo rumore infernale.
Spalancai gli occhi quando vidi Nuvola che trotterellava tranquillamente di fronte a noi.
"Nuvola!" Esclamò Minhee in preda alla gioia.
Stava per andargli incontro, ma si bloccò non appena vide una signora uscire dal cancelletto di quella che presumevo fosse casa sua, e abbassarsi per prendere in braccio il gatto.
Oh... cazzo.
"Ehi tu, torna qui!" Disse, e prese in braccio il felino che incredibilmente rimase calmo, non cercò minimamente di scappare.
Questa donna poteva avere all'incirca una sessantina d'anni; i capelli neri erano raccolti in una crocchia bassa e ordinata, portava gli occhiali e il volto era segnato da qualche ruga.
"Quante volte ti ho detto di non-"
La voce della signora si fermò, non appena quest'ultima si accorse della nostra presenza.
Ci osservò stranìta, anzi sembrava anche un po' intimorita; probabilmente si stava chiedendo come mai ci stessimo trovando sul retro di casa sua.
Sperai che non ci avesse scambiato per dei ladri.
Minhee nel frattempo era diventata una statua; si era paralizzata, e continuava a guardare Nuvola con occhi tristi e sofferenti.
Decisi di spezzare questo imbarazzante silenzio, e cercare di chiarire questa stramba situazione.
Anche se forse, c'era ben poco da chiarire.
"Scusi... il gatto è suo?"
La signora mi osservò come se fossi un malvivente; sì, sapevo di dare quell'impressione, ma quando il suo sguardo si soffermò su Minhee, sembrò tranquillizzarsi un poco.
Beh, lei sembrava tutto tranne che una criminale.
"Sì perché?"
Potevo sentire il cuore del mio scricciolo rompersi, e frantumarsi in mille pezzi.
Sapevo che era un gatto domestico, ne ero sicuro al 100%.
Aveva un pelo troppo curato, si faceva facilmente avvicinare dagli estranei, tranne che da me ma era ovvio che provasse un'antipatia nei miei confronti, e non era per niente deperito anzi il contrario... il gatto era palesemente obeso.
E non poteva essere così grasso mangiando solo due scatolette di paté al giorno.
"Il suo gatto veniva spesso al parco qui davanti, e la mia ragazza pensando che fosse un randagio, gli ha regolarmente dato da mangiare." Spiegai.
Gli occhi della signora si illuminarono, adesso consapevole che non eravamo cattive persone, ma i responsabili dietro all'aumento del grasso corporeo del suo animale.
"Scusate ragazzi, Napoleone ha questa brutta abitudine di scappare se-"
"Napoleone???"
Minhee dette un segno di vita finalmente.
Rimase particolarmente scioccata dal vero nome del gatto.
Ma poi... Napoleone?
Sul serio?
"Fa di cognome Bonaparte?" Scherzai, ma la signora mi trafisse con lo sguardo.
Se i suoi occhi avessero potuto uccidere, a quest'ora starei abbracciando il terreno, ovviamente senza vita.
"Come stavo dicendo, inizialmente lasciavo girare Napoleone qua nei dintorni. Non si era mai allontanato, ma oramai da qualche mese avevo notato che quando mi affacciavo alla finestra, non riuscivo a vederlo più. Quindi mi sono preoccupata, perché poteva attraversare la strada e farsi investire da una macchina. Appena ne ho avuto la possibilità, ho acquistato un dispositivo di rilevazione, così appena Napoleone salta dal cancello, questo dispositivo suona e posso prenderlo e riportarlo indietro. A lui piace stare fuori in giardino, e in questo modo può continuare a stare all'aria aperta ma senza allontanarsi troppo."
"Ecco perché non si fa vedere più da qualche giorno..." Borbottai.
"Ora capisco come mai abbia messo su tutti questi chili." Disse la donna sorridendo, e toccando con la mano la pancia del micione.
"Vi ringrazio ragazzi, siete stati molto gentili a dargli da mangiare... Napoleone, hai scroccato parecchio da questi due giovani eh? Sapevo che dovevo metterti a dieta."
Accennai un sorriso; dopotutto, ero sollevato di sapere che il gatto non solo stava bene, ma aveva costantemente avuto un tetto sopra la testa.
Lo avevo sempre ipotizzato, ma adesso ne avevo la certezza.
"Perché la tua ragazza sta piangendo?"
Oh porca-
"Minhee no... non piangere."
I lacrimoni stavano sgorgando dagli occhi dello scricciolo.
Aveva il nasino rosso, il labbro continuamente scosso da tremori, e le guance rigate dal dolore che stava provando in questo istante.
"Si era molto affezionata a Nuvo- ehm... al gatto."
La signora guardò dolcemente Minhee; si avvicinò, e le porse la bestia che tra poco era più grossa della mia piccoletta.
"Vuoi tenerlo un po' in braccio e salutarlo?" Le disse con voce gentile, e Minhee annuì immediatamente, spalancando così le braccia per accogliere la creatura pelosa.
Appena il micio fu tra le braccia di Minhee, questa si voltò e cominciò a camminare dalla parte opposta.
Le afferrai subito il braccio.
"Piccola, dove vai?" Domandai alzando un sopracciglio, ma lei fece scena muta e tornò indietro, fermandosi di fronte alla donna.
Minhee rimase per un po' così, con il gatto decisamente troppo calmo tra le braccia, e il viso nascosto dal suo morbido pelo.
"Ragazzi, vi devo restituire i soldi."
"Non ce n'è bisogno signora." Risposi.
L'aria cominciava a farsi gelida; notai che la signora iniziò a tremare un pochino, stessa cosa anche per Minhee.
"Minhee, inizia a fare freddo... torniamo al campus?" Dissi dolcemente.
Lo scricciolo restituì Napoleone alla sua padrona e questa ci salutò, ringraziandoci ancora una volta per esserci presi cura del suo amico a quattro zampe.
Intrecciai la mia mano con quella di Minhee, era ghiacciata.
"Cavolo Minhee, ma i guanti-"
Appena vidi che stava piangendo in silenzio, mi ammutolii.
Il mio cuore si strinse in una dolorosa e soffocante morsa; era difficile per me vedere quel prezioso faccino bagnato dalle lacrime.
"Ehi..."
La abbracciai, e a quel punto Minhee si sfogò.
Pianse disperata, pianse così tanto fino a finire la sua fonte illimitata di lacrime.
Si stava liberando, dentro di sé stava dicendo addio alla sua Nuvola.
Sì sua, perché per lei era sempre stata una bellissima gatta, e chi ero io per distruggere le sue convinzioni e i suoi pensieri?
Non riuscivo a sopportare di vederla in quello stato, così ebbi un'idea.
"Dai vieni con me scricciolo, ti porto in un posto."
~ Angolo Autrice ~
Capitolo di passaggio, ma secondo me lo stesso importante per dire addio alla nostra amata Nuvola.😭
Non so se avevate notato che nel sequel di Best friend in love, Nuvola non viene mai citato; mi sembrava giusto dargli una fine (?) e dedicargli così un capitolo.
Inizialmente volevo farlo morire, per fortuna ho cambiato idea.😅
Ma ho trovato comunque molto triste la reazione di Minhee, amava davvero tanto quel micione.🥺
Smile ha superato le 200K letture!
Ringrazio tutt* voi che state continuando a seguire questa storia, sono felice di vedere che in tantissim* apprezzate Smile e la sua stramba ma adorabile protagonista.💜
Spero che nonostante questo capitolo sia stato di passaggio, vi sia piaciuto comunque.
Al prossimo aggiornamento.✨
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