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𝑪𝒂𝒑𝒊𝒕𝒐𝒍𝒐 7

[Al concerto]

La giovane si trovava dietro il palco, insieme alla manager e il resto dello staff, il giorno tanto atteso arrivò ed era pronta a goderselo.

Una volta cominciato pensò che era proprio come lo aveva immaginato.

I suoi amici che scaldavano il cuore delle persone con la propria musica e loro che si divertivano a stare sul palco, tutte le emozioni che sentiva erano indescrivibili a parole.

Se il concerto dei TRIGGER era magico, quello degli IDOLiSH7 lo era ancora di più.

Cavolo, sono davvero bravi. Dovrò complimentarmi con loro come si deve.
Pensò, mantenendo le braccia conserte con un dolce sorriso in viso.

Improvvisamente la musica si interruppe, era probabile accadesse considerando il maltempo, ma come pensiero passò in secondo piano.

Non poteva fare nulla per aiutare ma non se ne preoccupò troppo, sapeva che quei ragazzi erano forti e non aveva dubbi che avrebbero trovato una soluzione.

Credeva in loro, così come la manager.

Proprio come pensavano qualcosa accadde, al centro del palco rimase solamente Tamaki, trattandosi di suo fratello intuire cosa avrebbe fatto era semplice.

"Ragazzi, quello è mio fratello." disse sorridente, rimanendo il più vicino possibile al vetro, in modo da poter vedere meglio l'esibizione dell'azzurro.

Stava ballando e lei non riusciva a staccargli gli occhi di dosso, in quel momento pensò quanto fosse fiera di lui.

Entrambi stavano facendo tutto solamente per trovare Aya, tuttavia non c'era solo quello, perché a guardarlo sembrava divertirsi moltissimo.

Le luci e l'audio tornarono presto in funzione, il concerto era salvo.

[La mattina seguente]

Dopo averli visti rientrare dal palco Aika si congratulò, ma non si limitò a quello, chiese loro di festeggiare quel traguardo tutti insieme la sera successiva, dicendo di voler complimentarsi nel modo giusto.

"Visto che siete di riposo questa mattina potreste anche fare lo sforzo di accompagnarmi." disse lei, posando la guancia sopra il palmo della mano; era mattina e avevano terminato da poco di fare colazione.

A breve si sarebbe dovuta preparare per andare agli studi, aveva in programma uno shooting, così fece loro quella domanda.

"Non siamo di riposo, cominciamo solo più tardi." rispose Mitsuki.

"Si ma non vorreste vedermi posare? Io vi sono sempre stata vicina, mi piacerebbe che anche voi lo faceste una volta ogni tanto." rispose mettendo un innocente broncio.

Nelle sue parole c'era del vero, ma il suo vero scopo non era questo, stava solo cercando di far scattare qualcosa in loro che li convincesse.

"Lo sai che abbiamo tanto lavoro, altrimenti saremmo venuti volentieri." rispose sempre l'arancione.

"Appunto per questo."

"Aspetta un secondo, gli studi non sono gli stessi di quelli in cui dobbiamo essere li per mezzogiorno?" chiese Yamato.

"Oh, è vero." continuò Mitsuki.

"Allora possiamo andare un po' prima e accompagnare Aika. Verrà anche la manager, quindi non credo ci siano problemi." rispose Sogo con dolcezza, aveva sempre un'espressione tanto gentile da trasmetterti serenità.

"Quindi siamo d'accordo! Come sono contenta!" esclamò, alzandosi improvvisamente dalla sedia; come sempre riuscì a ottenere ciò che voleva.

"Avevi pianificato tutto dall'inizio, dicci la verità."

"Non ho la minima idea di che cosa tu stia parlando." rispose al blu, chiudendo gli occhi e tenendo le braccia conserte.

Quella volta era stata davvero fortuna visto che non si ricordava dell'appuntamento che avevano gli amici.

Dopo essere arrivati a destinazione gli IDOLiSH7 le dissero che l'avrebbero raggiunta in un secondo momento, non appena tornati dal bar, volevano prendere qualcosa da bere.

Le chiesero anche se gradiva qualcosa ma a breve sarebbe cominciato il suo shooting, non poteva perdere tempo, la truccatrice attendeva il suo arrivo in studio.

L'edificio era di molti piani, quindi per arrivare doveva prendere l'ascensore, altrimenti non avrebbe mai fatto in tempo.

Si avvicinò all'unico libero di quel corridoio, non poteva perderlo e sembrava non esserci nessuno.

Abbassò gli occhi e continuò a camminare, non facendo caso avanti a sé.

Improvvisamente le dita di qualcuno premettero il tasto insieme a lei, cogliendo la giovane di sorpresa.

Nel voltarsi scoprì di chi si trattava.

Se entrambi l'avessero saputo prima non si sarebbero mai avvicinati, avrebbero trovato un modo alternativo per salire.

"Oh no ancora tu." disse istintivamente la giovane, appena un istante dopo aver notato di chi erano le dita che premettero il tasto in contemporanea alle sue.

"Questo dovrei dirlo io."

A quel punto Aika alzò gli occhi al cielo, aveva anche cominciato a battere ripetutamente il piede contro il pavimento, era infastidita.

"Allora, ti è piaciuto il concerto?"

"Cerchi di strapparmi un complimento nei tuoi confronti? Hai bisogno di attenzioni?"

"I fan non sono mai troppi."

"Io non sono una tua fan." rispose con tono irritato, subito dopo l'ascensore arrivò, aprendo le porte.

Stavano già discutendo ancora prima di entrare, era incredibile come ogni volta che si incontravano finiva allo stesso modo di quella precedente.

Il ragazzo entrò senza preoccuparsi di altro, mentre l'azzurrina esitò un momento.

Non voleva salire insieme a lui ma era costretta, senza ascensore avrebbe fatto sicuramente tardi, doveva chiudere gli occhi e fare un piccolo sforzo.

"Se non vuoi salire non è un mio problema ma sbrigati, non posso fare tardi a causa tua. Ho degli orari da rispettare, sono un professionista."

"Un professionista certo, di nuovo con questa storia. Va bene, salgo." rispose mettendo un broncio, entrando poi nell'ascensore.

Non doveva farlo solo per se stessa ma anche per gli altri.

Causare guai a loro e a Sogo era l'ultima cosa che voleva accadesse, inoltre aveva promesso a quest'ultimo che non ci sarebbero stati problemi di alcun tipo.

Rimasero qualche secondo in silenzio, poi fu Kujo a spezzare il silenzio di quello spazio.

"Che stai facendo?" le chiese dopo averla notata immobile, con gli occhi chiusi, a prima vista sembrava stesse praticando una specie di yoga.

"Non vedi? Chiudo gli occhi per non vederti, così mi sento meglio. Quindi evita di parlarmi."

"Sei gentile. Se vuoi un consiglio faresti meglio a voltarti dall'altro lato, invece di fare cose del genere. Sei ridicola."

"Come scusa? Non voglio nessun consiglio da te. E poi se io sono ridicola tu sei come-" disse ma senza riuscire a completare la frase, perchè l'ascensore li prese alla sprovvista bloccandosi tutto d'un tratto.

Si era mosso un po' troppo, la giovane aveva perso un po' del suo equilibrio e fu costretta a tenersi alla parete per evitare di cadere.

"Che cosa succede?" domandò, consapevole che la risposta non sarebbe stata diversa da quello che pensava.

Rimanere chiusa dentro l'ascensore insieme a Kujo Tenn per lei non poteva essere che un incubo.

Premette il tasto di aiuto, poi controllò il telefono, che ovviamente non prendeva, quindi dovevano per forza aspettare che qualcuno li tirasse fuori da lì.

Aika si mise una mano nei capelli, facendo avanti e indietro un paio di volte, fortunatamente lo spazio non era piccolo ma neanche quanto una stanza d'albergo.

"Non è possibile! Tra tutte le cose che potevano capitarmi questa! Già rimanere bloccati in ascensore non è il massimo della vita, la prima volta doveva per forza essere con te?" disse, sfogandosi su di lui.

Generalmente è sempre meglio rimanere bloccati con qualcuno, ma nel loro caso era diverso per entrambi.

"Non farne un dramma."

La giovane si fermò a guardarlo, si era voltata di scatto, l'espressione così tranquilla e rilassata del ragazzo le dava sui nervi.

In seguito a quella risposta Aika si prese un attimo per pensare.

Non sapeva che fare, rifletteva sul da farsi, cose come se stare seduta o in piedi.

Presa dal nervoso provò a tirare un calcio, portando il ragazzo a voltarsi nella sua direzione, visto il casino che stava facendo ignorarla era impossibile.

"Intendi romperlo?"

"Fa silenzio." rispose, mettendosi poi di schiena contro il muro alle sue spalle.

Ormai aveva fatto avanti indietro fin troppe volte, tanto che risultava impossibile contarle, tanto valeva fermarsi un attimo.

"È inutile che ti agiti così. Dare di matto non ti farà uscire, dobbiamo aspettare che vengano a tirarci fuori." le disse dopo aver sospirato, restando anche lui di schiena contro la parete.

"Non ci voglio stare qui dentro insieme a te."

"Credi che a me faccia piacere? Se qualcuno come me finisce in problemi come questo sta a chi è al di fuori risolvere la situazione, affinché le circostanze non vadano a danneggiare il personaggio e chi lo circonda."

La giovane storse un sopracciglio.

Non ne posso più dei suoi discorsi di superiorità.
Pensò tra sé e sé, per poi spostarsi nuovamente davanti alle porte.

"Ne hai ben altri di problemi."

"Già. Uno di questi è restare chiuso in un ascensore con una ragazza fuori di testa. Ce la fai a stare ferma cinque minuti?"

"Spero che ci mettano meno di cinque minuti a tirarci fuori sinceramente. Non credo di poter resistere un minuto di più."

Dopo la risposta della giovane nessuno dei due aprì bocca per una manciata di minuti.

Tuttavia Aika non riusciva a stare ferma in un punto, così riprese a fare avanti e indietro, il che metteva agitazione al ragazzo.

"Vuoi stare ferma per qualche secondo? Mi metti agitazione." rispose alterandosi leggermente, ma la giovane ripetè l'ultima frase per prenderlo in giro, modificando la voce.

Kujo sospirò, mostrando evidente il fatto che ne poteva più.

"Mi sembra di parlare con una bambina. Ti rendi conto delle risposte che mi dai? Anzi, neanche si possono considerare tali." aggiunse.

"Visto che non ne posso più di sentirti-"

"Non ne puoi più di sentirmi? Questa è bella."

"Lasciami finire. Dicevo, te lo dico perché mi hai stancata. Sono fatta così, non riesco a stare ferma per troppo tempo, quindi devo per forza fare qualcosa."

"Che seccatura."

"Tanto non vivo insieme a te, sai che mi importa se mi consideri fastidiosa. Il sentimento è reciproco."

"Basta. Tiratemi fuori di qui." alzò la voce il ragazzo.

Non era mai arrivato a esaurirsi così tanto a causa di una persona, Aika riusciva a tirare fuori una parte di lui che nessuno aveva mai avuto modo di conoscere.

Appena una manciata di minuti dopo l'ascensore tornò in funzione e finalmente le porte si aprirono.

"Finalmente."

"Già." rispose la giovane, notando poi i rispettivi gruppi davanti a loro, che si trovavano lì per sapere come stavano.

Aika andò alla sua destra, mentre Kujo alla sua sinistra.

"Aika, ti senti bene?" le chiese Sogo, seguito dal fratello; era naturale fossero preoccupati.

"Sorellina!"

"Sto bene."

"Ho subito le pene dell'inferno." disse il ragazzo, non tenendo conto che la giovane avesse potuto sentirlo, infatti si voltò verso di lui.

"Scusa?" rispose, cercando di contenere il nervosismo nei suoi confronti che si era tenuta dentro tutto quel tempo; non era facile mantenere la calma.

"Vuoi dirmi che non ho ragione? Non hai smesso un secondo di muoverti. Mi hai fatto venire il mal di testa."

"Adesso te la stacco così non avrai più questo problema!" alzò la voce, avvicinandosi, ma fortunatamente Yamato si mise davanti a lei cercando come al solito di calmarla, mentre Ryunosuke fece la stessa cosa con Kujo.

Se non li avessero fermati le cose si sarebbero messe male, non tanto per quello che avrebbe fatto la giovane ma per la cattiva pubblicità che le sue azioni avrebbero portato a entrambe le agenzie.

Era una ragazza impulsiva, spesso non si rendeva contro di ciò che faceva, per questo dovrebbe sempre avere qualcuno pronto a fermarla in casi come questi.

"Dai, non litigate. Tenn, andiamo." disse Gaku, Yamato fece la stessa cosa.

I rispettivi gruppi non persero altro tempo e si allontanarono in direzioni opposte, tuttavia i due prima di voltarsi si lanciarono un'ultima occhiata, guardandosi in maniera seccata e infastidita.

Avevano già tardato abbastanza, non potevano fare altro ritardo.

La giornata era cominciata nel peggiore dei modi, entrambi non desideravano altro che dimenticare.

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