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𝑪𝒂𝒑𝒊𝒕𝒐𝒍𝒐 37

Il giorno del concerto si stava avvicinando e anche se Riku si era ormai ripreso Aika voleva assicurarsi fosse tutto a posto; la situazione l'aveva spaventata molto.

"Sei sicuro che vada tutto bene?"
"Sì, non preoccuparti."
"Se hai bisogno di qualcosa sai che ci sono."
"Aika, stai diventando come Iori."
"Eh? Davvero, sono così esagerata?"

La conversazione che ebbero quel giorno rallegrò entrambi, rassicurando così l'azzurrina, che si rese conto di aver esagerato un tantino con le sue preoccupazioni.

"Riku, ti senti meglio?" chiese Mitsuki.

"Sì, sto benone!"

"Hai dormito come si deve?" intervenne anche il biondo.

"Grazie per la premura. Tu e Tamaki avete fatto le pulizie non è vero?"

"Yes! Abbiamo unito le forze affinché tu stessi meglio e abbiamo fatto crepare tutto il dormitorio!"

"Brillare." lo corresse Tamaki.

"L'abbiamo fatto brillare!"

"Grazie. Iori, sei arrabbiato?"

"Perché dovrei?"

"Perché al concerto non sono riuscito a cantare fino alla fine. Farò in modo che non succeda più."

"Non sono arrabbiato. È un sollievo che non ti sia venuto qualcosa di più grave." rispose, portando il rosso a sorridere, ma la giovane sospirò prima di intervenire.

"Guardate che quella che si è presa un bello spavento sono io! Inoltre, come se non bastasse, questo qui continua a chiedere se ha causato problemi o se siamo arrabbiati."

"Aika, mi dispiace. Però sono felice che tu mi sia stata accanto, spero che continuerai a farlo." le sorrise.

A quel punto lei si alzò per andare ad abbracciarlo; non poteva trattenersi ancora a lungo.

"Stupido! Ti starò accanto sempre, ma una cosa simile non deve ricapitare!"

Posò la testa sul suo petto scaldandosi tra le braccia del rosso, che non potè far altro che sorridere dolcemente.

"Benissimo! Vi sosterrò tutti quanti. Diventerò una super star! Magari!" disse alzando la voce con fierezza, poi l'azzurrina prese le distanze.

Finalmente era davvero tornato ad essere quello di sempre, poteva esserne certa.

Dopo essere usciti dal camerino si trovarono davanti i TRIGGER, o almeno solamente due di loro, il membro mancante era il center.

Gli amici si fermarono a parlare con loro.

Per quanto anche all'azzurrina facesse piacere rivederli non se la sentiva di fermarsi a scambiare due parole, questo perché stava già pensando a cosa dire quando si sarebbe trovata davanti Tenn.

"Abbiamo finito con le chiacchiere inutili?" disse una voce maschile, alle spalle dei due.

Si trattava senz'altro del membro mancante.

La giovane attese un attimo prima di voltarsi.

Dentro di lei avvertiva un forte stato d'ansia, dovuto al fatto che non si sentivano da tempo.

Conoscendola non era nulla che non si potesse risolvere con un lungo sospiro, così dopo averlo fatto alzò gli occhi.

"Buongiorno."

"Tenn-nii. Buongiorno, non ci vediamo dal Black or White. Senti...Hai un po' di tempo più tardi? Se non puoi, mi daresti un tuo contatto?" chiese, con un dolce sorriso stampato in viso.

Un suo contatto? Avrebbe potuto chiedermelo, gliel'avrei dato senza problemi.
Pensò voltandosi verso il rosso, ma solamente poco dopo realizzò che forse non l'aveva fatto perché preferiva chiederlo direttamente a lui.

Dopotutto avevano ripreso a parlare da poco, era naturale volesse chiedere il contatto del fratello al diretto interessato.

"Non c'è problema."

"Davvero?"

"Ma prima, rispondi. Cosa pensi del tuo errore madornale dell'ultimo concerto?" chiese, poi fece una breve pausa prima di continuare.

Aveva cambiato espressione da un momento all'altro, poco prima era sorridente mentre l'attimo seguente mostrava un evidente fastidio sul volto.

Lui non perdona alcun errore sul lavoro, se non vede qualcosa di impeccabile gli rimane sullo stomaco, c'era da aspettarselo.

"Non hai partecipato al bis. Hai permesso di mostrare ai fan qualcosa di incompleto. Non sei riuscito a gestire il tuo lavoro come un vero professionista, o sbaglio?" concluse, portando la giovane a ripensare a quanto accaduto la sera del concerto, quando Riku ebbe un attacco.

Non aveva torto, ma il tono che stava usando le procurò fastidio.

In condizioni simili non poteva di certo partecipare al bis, avrebbe solamente messo a rischio la sua salute, come poteva non capirlo?

"Tenn, stai esagerando. Immagino ci sia stata una motivazione." intervenne il castano.

"Sta buono e dagli il tuo contatto, su. È tuo fratello."

"Non c'entri in questa storia, zitto." rispose a Gaku, ma subito dopo si intromise anche Iori, prendendo le difese di Riku.

"Al massimo qui sei tu quello che non c'entra."

"Non è quello il problema." disse Aika.

Aveva sempre la testa bassa, non aveva ancora detto niente perché non se la sentiva di aprire una discussione prima delle prove, ma Tenn stava oltrepassando il limite.

Fece qualche passo, superando l'amico e arrivando così con gli occhi davanti a quelli del ragazzo.

Era la prima volta che si incontravano dal Black or White, eppure in quel momento Aika non poteva rivolgersi a lui come a qualcuno che non vedeva da tempo.

Date le circostanze doveva prendere le difese del rosso, cercando di non far evolvere la conversazione in qualcosa di irrecuperabile.

"Il vero problema è che potrebbe tranquillamente intervenire nella vita di Riku, ma non riesce a farlo come dovrebbe."

"Questa cosa non ti riguarda, Aika."

"Invece mi riguarda eccome, Tenn." rispose, portando il viso più vicino a quello del ragazzo.

"Ha commesso un errore imperdonabile, e un errore non si giustifica. Quindi smettila di intrometterti e pensa al tuo lavoro."

La giovane sorrise appena, sembrava quasi sul punto di scoppiare, ma riuscì comunque a mantenere la calma.

Stiamo parlando di Aika, in questo genere di situazioni lo stile non la abbandonava di certo.

Sapeva sempre come rispondere, soprattutto se si trattava di lui.

"Non puoi zittirmi Tenn, nessuno può farlo. Dovresti conoscermi abbastanza da saperlo no? Allora fammi il favore di chiudere le bocca. Oggi non ti posso vedere."

Dopo essersi sfogata su di lui si allontanò.

Gli diede le spalle, sperando che non si sarebbe permesso di risponderle.

[Alle prove]

"Ha superato il limite. L'attacco che ha avuto Riku è una cosa seria! Cosa avrebbe dovuto fare, tornare sul palco e svenire davanti a tutti? Certe volte non riesco proprio a capirlo." disse tra sé e sé; stava parlando a voce alta nei pressi del corridoio.

Era di ritorno dalle macchinette, aveva preso da bere per rinfrescarsi.

Al suo ritorno notò il ragazzo osservare le prove insieme ai compagni.

Si scambiarono un'occhiata veloce, ma Aika non si fermò prima di aver raggiunto la manager.

Subito dopo lo staff notò il rosso prendere a tossire.

Dava tutta l'aria di non essere qualcosa di poco conto, così cominciarono a preoccuparsi.

Tenn non esitò nemmeno un istante e non appena vide le condizioni del fratello si avvicinò al palco.

"Ancora? Sta cercando di farmi uscire di testa oggi?" si intromise lei.

"Lo sostituisco io." dichiarò.

Successivamente disse qualcosa al rosso, ma essendo la giovane troppo lontana per sentire non potè fare nulla.

Tuttavia anche se non era in grado di conoscere cosa aveva detto quello che seguì dopo era perfettamente chiaro.

Lo spinse via.

Gli toccò la spalla e lo spinse, come se gli stesse dicendo di levarsi.

Anche se le prove dovevano continuare non significava che Aika sarebbe passata sopra un tale gesto, una volta lontani da occhi indiscreti gliene avrebbe dette quattro.

Riku prese posto su una sedia e l'amica ne prese una in modo da poter restare accanto a lui.

Comportandosi in questo modo Tenn non aveva fatto altro che procurargli ulteriori pensieri, tra cui dubbi e preoccupazioni sull'accaduto.

Agitarsi era l'ultima cosa che serviva al rosso in quel momento, stava a lei quindi cercare di non farlo preoccupare più di quanto il fratello non avesse già fatto.

"Riku, ascolta. Ci siamo noi qui con te, ma devi cercare di non agitarti. Non hai commesso alcun errore, Tenn esagera. Ha tirato su un polverone non necessario, non starci a pensare." cercò di rassicurarlo, posando una mano sulla schiena dell'amico, ma lui non disse nulla.

Attese che la canzone partisse, poi osservò gli altri da quella posizione.

La manager lo ringraziò non appena li raggiunse.

"Le prove non sono un'esibizione secondaria. Aumentano l'entusiasmo nello studio in previsione della registrazione vera e propria, e fanno parte del nostro lavoro. La nostra onestà verrà sicuramente ricambiata dallo staff e dai fan. Non usare come scusa il fatto che non ti senti bene." disse, fermandosi a guardarlo con un'occhiata a dir poco agghiacciante, che per un secondo si fermò anche sulla giovane.

Lei non rispose, ma si fermò ad osservarlo, mostrando tutta la sua disapprovazione.

Tenn teneva a lei, su questo non c'era dubbio, ma quando si tratta di questioni che accadono sul lavoro non hai scampo, persona cara o no non fa alcuna eccezione.

"Kujo-san, quello che dici è giusto. Ma ora rispondi alla mia domanda. Ti sei sempre comportato così anche con qualsiasi altro gruppo?" intervenne Iori, raggiungendoli nel mentre.

Davanti al camerino sembrava infastidito e contrariato almeno quanto Aika.

"Cosa?"

"Immagino di no, vero? È perché noi siamo gli IDOLiSH7. È perché nel nostro gruppo c'è il tuo indegno fratello. Ti intrometti troppo nella sua vita ed è per questo che è cresciuto come un bambino viziato che non riesce a fare nulla da solo!" lo accusò, buttando fuori tutto quello che pensava in quel momento.

Aveva evitato che fosse Aika a parlare di nuovo, ma forse nemmeno lei avrebbe potuto usare parole migliori.

Dopo la discussione con Iori si ritirarono nel camerino, ma non lei, la giovane andò a prendere il ragazzo per fargli una bella lavata di capo.

"Hai un minuto?" disse posando la schiena contro la parete del camerino, che a sua fortuna aveva la porta semi aperta.

I due compagni compresero la situazione, così uscirono in modo da lasciarli soli; era chiaro come il sole che gli servisse del tempo per parlare.

"È un po' che non ci vediamo." continuò lei.

"È così che di solito ti comporti con chi non vedi da giorni?" insistette, entrando nella stanza e chiudendo la porta alle sue spalle.

Non aveva perdonato le parole che aveva rivolto a Riku, ma si era calmata abbastanza da potersi permettere una conversazione normale, per questo si presentò al suo camerino.

"Scusa se non mi sono fatto sentire. Avevo dei problemi da risolvere. Sei qui per parlarmi di quello che è successo prima alle prove?" chiese, versandosi dell'acqua.

"Esatto. Hai esagerato. L'hai trattato malissimo."

"Lo tratto come deve essere trattato."

"Ti rendi conto della malattia che ha vero?"

"Ne sono perfettamente consapevole. Però non può continuare così. Deve darsi una svegliata. Il lavoro di idol non è un gioco."

Aika storse le sopracciglia.

Aveva dei metodi a dir poco inappropriati nei confronti del fratello data la sua malattia, ma sapeva come prenderlo, andare avanti con questo argomento non avrebbe portato miglioramenti.

"Lo sapevo. Sei rimasto insopportabile."

"Quindi tornerai ad aggredirmi come facevi prima?"

"Chi lo sa, questo dipende da te."

"Devo fare attenzione allora."

A quel punto la giovane si avvicinò di qualche passo, puntandogli poi un dito contro.

"Se ti azzardi ad evitarmi di nuovo potrei non rispondere delle mie azioni. Se dovesse ricapitare verrò a cercarti. Ci siamo capiti?"

"Ti ha dato così fastidio la mia assenza? Non credevo potessi mancarti così tanto."

"Non ho mai detto che mi sei mancato."

"Strano, lasci intendere proprio quello."

L'azzurrina sorrise, portando solo un attimo dopo le labbra vicine al suo orecchio, a distanza necessaria per un sussurro.

"Idiota."

"Idiota?" chiese vedendola annuire sorridente, nel mentre lei tornava alla precedente distanza.

"Idiota." ripetette.

Si scambiarono sorrisi a vicenda.

Dopo quanto accaduto si stavano finalmente divertendo.

Per fortuna le cose tra loro non sembravano cambiate, questo non poteva che sollevare il morale della giovane.

"Adesso devo andare. Tenn, pensa a quello che ti ho detto okay? So che tieni a Riku, cerca di non esagerare."

"Farò quel che posso."

"A presto." lo salutò, allontanandosi dopo aver sorriso.

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