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𝑪𝒂𝒑𝒊𝒕𝒐𝒍𝒐 24

Era la sera prima del Sound Ship, si trovavano tutti seduti sui divani dell'agenzia.

La manager doveva comunicare ai ragazzi qualcosa che non riguardava solamente la giovane ma bensì anche loro, anche se non in prima persona.

"Manager?"

"Ho un'importante notizia da darvi." disse, sospirando prima di cominciare a spiegare di cosa si trattasse.

"Vedete, non è qualcosa di negativo ma avrei preferito che fosse un altro giorno. Si tratta della stilista Yui Suzuki, sei stata notata da lei. Ti vuole per una sfilata, come sostituta di una modella che purtroppo ha avuto un problema e non potrà essere presente."

"Stai scherzando?" esclamò Mitsuki.

"La famosa stilista Yui Suzuki vuole che indossi i suoi abiti per una sfilata con il suo marchio. Hai preso un grande affare!" le disse Yamato ancora sorpreso dalla notizia.

"Wow Aika! Sono contento per te, non sei felice?" le chiese il rosso con dolcezza.

"Certo che lo sono, è una grande opportunità per la mia carriera. Solo che non capisco cosa ci sia di negativo in questo. Manager, c'è qualcos'altro che dobbiamo sapere?" domandò, notando sul viso della bionda della lieve tristezza.

"Si, è così. Vedi, il giorno della sfilata è domani. Pensi di potercela fare?"

Ah, domani. Era questo il problema.
Pensò tra sé e sé, mentre anche gli altri cominciarono a capire la ragione dietro l'espressione addolorata della bionda.

La sfilata era stata organizzata tempo prima lo stesso giorno del Sound Ship, essendo una proposta dell'ultimo momento normalmente avrebbe potuto rifiutarsi senza porsi tanti problemi, tuttavia se l'avesse fatto avrebbe perso una grande occasione.

A quel punto si ricordò delle parole di Tenn, tutto quello che le disse sul lavoro e sulle proprie responsabilità; se avesse rifiutato se ne sarebbe pentita a vita.

"Non ho molte alternative. Però domani c'è il Sound Ship, mi dispiace perdermelo. Avrei voluto restare insieme a voi in un momento tanto importante."

"Non preoccuparti, sappiamo che cosa provi."

"Riku ha ragione, dai del tuo meglio e non ci pensare!" rispose Mitsuki.

In seguito quella conversazione si ritirò nella sua stanza, avendo terminato di lavorare se la manager non li avesse trattenuti per parlargli sarebbero stati già di rientro.

Aika non sapeva davvero cosa avrebbe dovuto fare.

In quel momento diede una risposta positiva senza pensarci troppo, basandosi solamente sull'importanza dell'evento per cui era stata richiesta, tuttavia non era tutto.

Non disse nulla per evitare di far preoccupare gli amici, ma per la prima volta cominciò a provare insicurezze.

L'agenzia di una famosa stilista si aspetta sempre molto e Aika non faceva la modella da anni, aveva paura di sbagliare.

Le insicurezze le stavano mettendo difficoltà.

Era immersa nei suoi pensieri, ma riuscì comunque a sentire bussare la porta un paio di volte; era Sogo.

"Tutto bene?" le chiese, dopo aver ottenuto il permesso di entrare.

"Sì, non preoccuparti."

"Non mentire, per favore. Hanno capito tutti che qualcosa ti preoccupa."

"Eh? Dici sul serio?"

"Già. Sono venuto io ma di comune accordo con gli altri. Hanno detto «Visto che sei il suo migliore amico ti dirà sicuramente tutto»" disse poco dopo aver preso posto sul letto accanto a lei; la giovane nel sentire quelle parole rise appena.

"È stato Mitsuki a dirlo?"

"Come l'hai capito?"

"Esattamente come loro hanno capito me." disse, facendo una breve pausa prima di continuare.

"Sai, penso che ormai anche se provassi a nascondere qualcosa non avrei scampo. Dopo tutto questo tempo riusciamo sempre a capire cosa passa nella nostra testa, anche se il diretto interessato non se la sente di parlarne con gli altri." continuò, tenendo le braccia sopra le ginocchia e lo sguardo fisso avanti a sé.

"Già. Tutti abbiamo questo genere di momenti, anche tu hai il diritto di averne Aika."

"Hai ragione. È solo che non mi sono mai trovata in una situazione simile. Se dovessi sbagliare rovinerei il lavoro di tante persone, e mi ritroverei senza lavoro per via dell'accaduto. Ma non potrebbe mai andare così male giusto?" chiese, voltandosi verso di lui con un sorriso, ridendo appena per alleggerire l'atmosfera.

"Non andrà male. Sei bravissima e possiedi un talento naturale, ricordi?"

A quel punto l'amico posò la mano su quella della ragazza, che si fermò a guardarlo; voleva farle capire quanto lui e gli amici credevano in lei.

"Ricorda che ti siamo vicini, come abbiamo sempre fatto. Devi solo credere in te stessa e vedrai che andrà tutto per il meglio. Adesso vado dagli altri, altrimenti si preoccuperanno." le disse, poi raggiunse la porta.

"Aika, fai vedere quanto vali." aggiunse.

Le parole dell'amico l'avevano fatta sentire meglio, ma non era solamente quello ad averla rassicurata.

La vicinanza che percepiva da parte degli amici era talmente forte che sapeva che non avrebbe mai potuto fallire.

Era inevitabile per lei provare agitazione, ma avrebbe fatto del suo meglio per portare a termine il lavoro in maniera impeccabile.

Impeccabile, proprio come Tenn.

Il ragazzo tornò di nuovo ad occupare i suoi pensieri, ormai accadeva di continuo, ma da tempo l'azzurrina aveva accettato la cosa.

"Sogo, grazie. Un'attimo e vi raggiungo." rispose.

Il bianco sorrise prima di lasciare la stanza, era felice di vedere che stesse bene e che finalmente era tornata se stessa, l'Aika che conoscevano.

Nonostante le parole della giovane però, prima di raggiungerli doveva fare una cosa.

Prese il telefono, aprendo in un attimo l'app, e senza pensarci troppo scrisse un messaggio a Tenn.

"Domani sfilerò alla sfilata di Yui Suzuki. Visto che la trasmetteranno in televisione, se ti va guardami."

Ma che cosa ho scritto?
Pensò, imbarazzata, ma ormai il danno era fatto.

Non si era resa conto di quanto fosse imbarazzante prima di averlo inviato, e non conosceva nemmeno la ragione dietro a tutta quella agitazione che stava provando.

Scosse appena la testa, ripetendo a se stessa di non darci troppo peso, poi raggiunse gli amici in salotto.

Li aveva fatti preoccupare fin troppo.

La mattina seguente Aika si presentò a lavoro, voleva dare il meglio sia per lei che per i suoi amici; erano con lei anche se non ne avevano fisicamente possibilità.

[Tenn]

Il giovane stava raggiungendo il camerino insieme ai compagni, ma sullo stesso corridoio si trovavano gli IDOLiSH7.

Ancora non erano tanto vicini da doverci parlare ma abbastanza da sentire ciò che dicevano.

"Mi dispiace solo che Aika non sia con noi." disse l'arancione, ricevendo subito risposta dal leader del gruppo.

"Già, si sente la sua mancanza. Ma lo daranno in televisione no? Se ci sbrighiamo potremmo riuscire a vederla sfilare almeno una volta."

Tenn era confuso.

Quello che aveva accidentalmente sentito passando di lì lo fece entrare in uno stato di indecisione, che oscillava tra il chiedere qualcosa a riguardo oppure rimanere in silenzio.

Ma naturalmente vinse la seconda.

Se avesse voluto saperlo si sarebbe informato da sé, senza chiedere l'aiuto di nessuno.

Dopo aver sorpassato gli IDOLiSH7 raggiunse il camerino insieme agli altri, quello che accadde nel mentre passò in secondo piano.

La questione di Aika aveva occupato ogni suo pensiero.

"Sai per quale motivo te ne stai al centro? Per portare gli altri molto più in alto, ovviamente." prese in giro l'amico, ripetendo la frase che aveva riferito al rosso un attimo prima di ritirarsi in camerino.

Aveva in testa Aika, ma sentiva comunque quello che succedeva intorno a lui.

"Per parlare così vuol dire che ti fidi parecchio. Del nostro center, intendo."

"Ovvio." rispose, osservando il diretto interessato, che arrossì appena.

"E lo dici con quella faccia serissima? Non ti vergogni neanche un po'?"

"È imbarazzato!"

"Non è vero!" rispose, posando entrambe le mani sopra la testa per coprirsi da quelle del castano.

Quest'ultimo subito dopo aver notato l'evidente imbarazzo gli accarezzò la testa con un dolce sorriso.

"Si imbarazza solamente con Aika." si intromise Gaku, con l'intenzione di prenderlo in giro per quanto aveva detto prima, ma lo pensava veramente.

"Non dire assurdità. Stai esagerando."

"Perché non hai chiesto loro di quale programma si trattava?"

"Non ce n'era bisogno." rispose, distogliendo lo sguardo.

L'amico aveva ragione, avrebbe potuto chiederglielo, ma in quel momento qualcosa lo fermò.

Forse se l'avesse fatto avrebbero cominciato a fare domande, oppure semplicemente si sarebbe sentito in imbarazzo facendolo.

Per la testa gli passarono un'infinità di pensieri.

"Se vuoi vederla chiamala. Non c'è niente di male."

"Guarda che non sono il suo ragazzo."

"Non ho detto questo."

"Non l'hai fatto. Ma se parli in questo modo sembra che tu ti stia mettendo in mezzo in una lite tra innamorati." rispose, prendendo successivamente il telefono per controllare se aveva ricevuto qualche messaggio; non lo controllava dalla sera prima.

"Cosa cambierebbe? Innamorati o no discutete sempre."

"Sta zitto."

"Però il telefono l'hai preso."

"Ti ho detto di stare zitto." rispose con tono irritato, poi si fermò a osservare la notifica presente sopra l'icona dell'app.

Solamente dopo essere entrato si rese conto di quanto era stato disattento.

Non sentiva la giovane da ore e cominciava anche a chiedersi per quale motivo non gli avesse ancora scritto nulla, invece l'aveva fatto.

"Domani sarò alla sfilata di Yui Suzuki. Visto che la trasmetteranno in televisione, se ti va guardami."

Queste erano le parole contenute nel testo del messaggio.

Gliene aveva parlato, gli aveva scritto perché desiderava la guardasse, ma se non avesse controllato il telefono in quel momento se ne sarebbe accorto troppo tardi e avrebbe perso la sfilata.

"Beh, a giudicare dalla tua espressione hai visto qualcosa. Che ha scritto?"

"Fashion TV. È la sfilata di Yui Suzuki."

"Davvero?" si sorprese il castano.

"È una bella opportunità."

"Già. Deve averlo saputo tra ieri sera e questa mattina."

"Probabilmente sfilerà dopo la nostra esibizione, dovremmo riuscire a vederla." disse Gaku, mentre il ragazzo continuava a osservare lo schermo del telefono sorridente.

Era sul punto di metterlo via, ma prima doveva dirle qualcosa.

Doveva infonderle coraggio.

Riusciva a immaginare quanto fosse complicato per lei, lavorava in quel mondo abbastanza da sapere quanto difficile potesse essere sfilare per una importante stilista in diretta televisiva.

"Ti sto guardando, metticela tutta."

[Aika]

Le modelle erano pronte, presto avrebbero dovuto prendere posizione nell'ordine che era stato deciso.

La giovane diede un'occhiata veloce all'orologio mentre le veniva controllato l'abito ancora una volta.

Avranno già finito, chissà com'è andata.
Si ritrovò a pensare, usando l'esibizione degli amici come scusa di distrazione, era fin troppo agitata per calmarsi senza pensare ad altro.

Salire sul palco era solo questione di qualche minuto, forse di meno.

Anche se complicato doveva cercare di liberare la mente da qualsiasi tipo di pensiero, doveva svuotarla in modo da non pensare a niente che non fosse la sfilata.

Tuttavia c'era ancora qualcosa che la preoccupava, qualcosa che non aveva niente a che vedere con l'agitazione di sfilare per una stilista importante.

Tenn non aveva ancora risposto, non fino a un'ora prima.

La giovane era stata talmente presa con l'organizzazione e indossare l'abito che non ebbe il tempo di controllare il telefono, ma uno sguardo veloce prima di avvicinarsi alle altre modelle poteva permetterselo.

Era in ansia, forse guardare se aveva risposto o anche solo letto il messaggio era qualcosa che doveva fare proprio in quel momento.

Aprì l'applicazione, poi controllò attentamente.

Un sorriso le comparve in viso.

A causarlo non erano stati i messaggi di incoraggiamento da parte degli amici, anche quelli le facevano piacere, ma la motivazione derivava da un'altra persona.

"Ti sto guardando, metticela tutta."
Le scrisse.

Il ragazzo le aveva dato coraggio, l'agitazione era come svanita nel nulla.

Mise via il telefono e si preparò ad entrare.

In quel momento si chiese per quale ragione fosse stato proprio il messaggio di Tenn a farle quell'effetto.

Ciò che le scrissero gli amici la fecero sentire la persona più fortunata del mondo, ma le parole del ragazzo trasmettevano qualcosa di diverso.

Forse era proprio il sentimento a essere diverso, forse qualcosa in lei stava lentamente cambiando, diventando un'emozione che presto sarebbe stata difficile da controllare.

Aika lo sapeva, era a conoscenza del sentimento che stava covando, ma anche se non immaginava che tipo di sentimento fosse aveva già deciso.

Non l'avrebbe rifiutato, avrebbe accettato qualsiasi sentimento avesse cominciato a provare nei confronti dell'amico.

Non aveva alcuna intenzione di tirarsi indietro, aveva paura, ma non avrebbe mai fatto qualcosa che non la rispecchiasse.

Bene, si va in scena.

• . ♡ . •

Stando a Wikipedia, Fashion TV è un canale televisivo satellitare internazionale specializzato nella moda.

Non me ne intendo di canali giapponesi e non sapendo quale mettere ho optato per questo, poi non so se sia corretto.

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