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𝑪𝒂𝒑𝒊𝒕𝒐𝒍𝒐 21

Il giorno seguente la giovane si svegliò di buon umore; se la passò talmente bene con i TRIGGER che non avrebbe potuto andare diversamente.

Non si aspettava di certo di divertirsi così tanto, soprattutto contando la presenza di Kujo, che di punto in bianco l'azzurrina cominciò a chiamare per nome.

Nemmeno lei si fermò a domandarsi la motivazione dietro quel gesto istintivo, questo perché sapeva di essere pronta ad accettarlo come amico.

Quella mattina la giovane non aveva nulla in programma, quindi si mise d'accordo con la manager per accompagnare i MEZZO" sul posto di lavoro.

Visto che la bionda era sempre molto impegnata con gli IDOLiSH7 quest'ultima trovò la sua proposta di grande aiuto.

Anche se prima di accettare si ritrovò a chiederle almeno una decina di volte se davvero le andasse bene farle questo favore.

Sapeva che Aika era in ottimi rapporti con i MEZZO" ma si preoccupava ugualmente, così come lo faceva per gli altri.

Era una ragazza di buon cuore.

"Aika, sei pronta?" le chiese l'amico, tenendo una borsa bianca sulla spalla.

"Sì, ma Tamaki dov'è?"

"Ha detto che ci aspetta fuori. Aveva sete ed è andato a prendere qualcosa al distributore."

"Andiamo allora."

A quel punto il ragazzo sorrise nuovamente.

Lo faceva sempre, soprattutto in compagnia di Aika.

Dopo essersi riuniti con il fratello presero il treno.

Fortunatamente non era pieno di gente come si aspettavano, ma dovevano passare un bel po' di tempo seduti, quindi tanto valeva parlare di qualcosa.

"Aika, non ci hai più parlato di com'è andata ieri."

"Già, dopo cena sei scappata in camera." continuò il fratello, facendole presente ciò che aveva fatto.

La giovane mise una mano dietro la testa, come per scusarsi per non avergliene parlato prima, poi rispose.

"Ad essere sincera non pensavo di divertirmi così tanto. È stato bello passare del tempo insieme a loro, mi piacerebbe farlo di nuovo."

"Anche se c'era Kujo Tenn?" domandò incuriosito l'amico; dopotutto non era a conoscenza degli ultimi sviluppi.

"Già. Alla fine non è male, è stato divertente proprio perché c'era lui."

"Dici sul serio?"

"Quindi adesso andate d'accordo? Che mi sono perso?" chiese confuso il fratello, che spostò la testa in modo da vedere bene la sorella in viso.

Trovandosi accanto a Sogo se non si spingeva in avanti non aveva una visuale perfetta.

"Nulla."

"Nulla? Ma come sarebbe a dire nulla, se fino a qualche giorno fa gli avresti strappato tutti i capelli. Adesso dici che non è successo nulla? So-chan, sono confuso." disse, posando gli occhi sull'amico prima di ricevere risposta da parte sua.

"Lo sono quanto te, Tamaki-kun." sorrise.

"Ha anche assaggiato un po' della mia crêpe." disse, posando un dito sopra il mento mentre lo diceva; nel frattempo all'azzurrino andò di traverso un po' dell'acqua che stava bevendo.

"Wow, quindi andate proprio d'accordo. Sono contento."

"So-chan, ma che dici?"

"Non fraintendete, non siamo amici intimi. Stiamo solo cominciando a conoscerci meglio, tutto qui. Visti i precedenti e stando sempre a contatto sul lavoro è normale voler migliorare il proprio rapporto." rispose, osservando le persone avanti a sé.

"Hai ragione. Mi fa piacere che la pensi così."

"Oh, che carino!" esclamò senza rendersene conto, attirando sia l'attenzione degli amici che quella di alcune persone del vagone.

"Che cosa hai visto?"

"Ecco, Tenn con le orecchie da gatto." confessò, grattandosi appena la guancia; aveva momentaneamente distolto lo sguardo per quello che aveva appena detto.

Devo stare più attenta.
Pensò tra sé e sé, posando poi gli occhi sui due, che la guardavano con sorpresa.

"Lo chiami anche per nome?" le fece l'ennesima domanda Tamaki.

"Beh, siamo amici più o meno quindi non vedo cosa ci sia di male."

"Hai ragione. Oh, So-chan! Guarda!" esclamò, indicando il cartello pubblicitario enorme situato dall'altra parte del vetro di fronte; il treno era sul punto di fermarsi quindi per loro era più semplice notarlo.

Si trattava di uno spot per i nuovi gadget speciali in edizione limitata dei Budini da Re.

Il ragazzo li amava talmente tanto che non riusciva a calmarsi e la giovane ne era felice, era così attivo che avrebbe risollevato il morale di chiunque.

Nei minuti successivi non parlarono molto, ma erano felici di recarsi insieme agli studi.

Aika si fermò per un po' a controllare alcuni commenti sul telefono, ma visto che si stava annoiando spostò lo sguardo su quello di Sogo.

Posò quasi la testa sopra la sua spalla.

"Che stai facendo?"

"Sto controllando i social. Guarda, come ti sembra questo cappotto?" le chiese, ma prima di dare una risposta l'amica lo osservò con attenzione.

Era evidente cosa le ricordasse quel cappotto, e ormai aveva smesso di pensare a tutto come una coincidenza.

"Anche Tenn ne ha uno uguale. Era vestito così ieri."

"Dici davvero?"

"Sì, ma penso che starebbe bene anche a te."

"Ti ringrazio, Aika."

"Sorellina, parli solo di Kujo Tenn. Che hai?" si intromise Tamaki, che la guardò cercando di capirci qualcosa.

In effetti non poteva di certo negarlo, aveva usato spesso il nome di Tenn, e forse era proprio perché il cambiamento del loro rapporto colse entrambi alla sprovvista.

Dopotutto, nessuno dei due si aspettava che sarebbero arrivati a un simile punto di svolta.

[Qualche giorno dopo]

Aika era piena di lavoro quel giorno, andò via la mattina presto e rimase agli studi fino a tardo pomeriggio.

Per fortuna non era necessario l'uso del treno per tornare al dormitorio.

"Che stanchezza." si lamentò, sospirando prima.

Nemmeno lei credeva a quanto aveva appena detto, di solito non arrivava a tal punto.

"Trovo strano che queste parole siano uscite proprio dalla tua bocca. Sicura di stare bene?" domandò.

La voce arrivava davanti a lei ed era familiare, quasi piacevole da sentire in un momento come quello.

"Sto bene, un po' di stanchezza è normale anche per me sai?" rispose dopo aver visto il ragazzo avvicinarsi a lei; indossava ancora il cappotto bianco di quel giorno.

"Sei libera adesso? Se ti va possiamo sederci in una caffetteria." le propose sorridente.

Come proposta le faceva piacere, ma non cambiava il fatto che non fosse abituata a fare quel genere di cose con lui.

Per la giovane era tutto nuovo, ma anche piacevole.

"Ce ne sono?"

"Ce n'é una proprio qui vicino."

Aika si prese un momento per guardarlo negli occhi, aveva un'espressione davvero carina, talmente dolce che non riuscì a trattenersi; le scappò da ridere.

"Sembra quasi che tu sia venuto a prendermi."

"Mi trovavo nei paraggi e ti ho vista. Non esagerare con la fantasia."

"Lo so benissimo. Dai, andiamo altrimenti si fa tardi." rispose, attendendo che il bianco prendesse posizione accanto a lei.

Non conoscendo la posizione della caffetteria non avrebbe potuto anticiparlo nemmeno volendo.

Una volta preso posto ordinarono un paio di cioccolate calde, che arrivarono in un lampo.

La giovane si fermò a osservare sia il locale che quello che si poteva vedere dalla sua posizione.

Le persone passavano regolarmente, non c'era nessun ammasso di gente e le strade erano già illuminate dai lampioni posizionati sui marciapiedi.

Mentre la caffetteria era elegante, ma allo stesso tempo ti faceva sentire a casa, come se ti trovassi sul divano a sorseggiare della cioccolata guardando la tv.

Le piaceva quell'atmosfera.

"Non trovi sia romantico?" disse lei, continuando a guardarsi intorno.

Diceva tutto quello che le passava per la testa, anche se inopportuno, ma che lo considerava un locale romantico era vero.

Il ragazzo si fermò a guardarla prima di risponderle.

Con una qualsiasi altra persona avrebbe pensato che si stesse facendo un'idea sbagliata ma Aika non gli dava modo di pensarlo, con lei tutto era diverso.

Sapeva che diceva tutto quello che pensava, senza preoccuparsi del parere degli altri.

Inoltre in quei giorni stava scoprendo cose di lei di cui ancora non era a conoscenza, quindi era impossibile si stesse facendo idee sbagliate sul loro rapporto.

In quel momento la giovane sorrideva, teneva il mento sopra il palmo della mano e dedicava le sue attenzioni all'interno del locale.

Il ragazzo sorrise istintivamente nel guardarla.

"Questa caffetteria è una delle migliori della zona." disse lui, spezzando la concentrazione che Aika aveva nell'osservare gli interni, facendola così ricadere direttamente sull'amico.

"Vieni spesso qui?"

"In realtà non molto, ma mi piace."

Kujo sorrise, spostando gli occhi verso sinistra, mentre teneva la tazza con entrambe le mani e i gomiti appoggiati al tavolo.

La giovane posò gli occhi su di lui, non lo fece apposta ma era inevitabile sarebbe successo.

Se un attimo prima era toccato al ragazzo, in quel momento era il suo turno.

Che carino.
Pensò di nuovo, cercando di non farsi leggere la mente da lui.

Immaginava che sarebbe stato in grado di farlo così cominciò a bere la sua cioccolata per nascondersi.

"Allora. com'é?"

"Non ne ho mai assaggiata una così buona." rispose, con quasi le lacrime agli occhi.

"Mi fa piacere." disse, bevendone poi un altro sorso.

Aika non pensava sarebbe stato così piacevole passare del tempo da sola con lui al di fuori del lavoro, ma ormai era inevitabile per lei avere certi pensieri per la testa.

Con lui stava bene, si sentiva tranquilla e a suo agio, anche se ancora non sapeva spiegarsi la ragione.

Non voglio andarmene.
Si ritrovò a pensare, arrossendo appena.

Fortunatamente a mascherare quell'improvviso rossore sulle guance c'era il calore della bevanda che aveva nella tazza.

Avrebbe voluto passare ancora del tempo insieme all'amico quella sera, ma improvvisamente ricevette una chiamata inaspettata da parte del rosso.

Aika non aveva idea di quello che le avrebbe detto e inconsapevole rispose con un sorriso.

"Riku? È successo qualcosa?" chiese posando per un attimo gli occhi sull'amico, visto che si trattava del fratello.

"Sì. Ma ecco, non so come dirtelo senza farti preoccupare."

"Se me lo dici così come faccio a stare tranquilla? Vai dritto al punto." disse.

Una parte di lei non voleva sentire, era come se percepisse si trattasse di qualcosa che nel profondo aveva sempre temuto che sarebbe successo.

"Sogo-san si è sentito male."

"Che cosa?!" si alzò improvvisamente alzando il tono della voce, non curante di chi si trovava intorno a lei.

L'amico aveva immaginato fosse accaduto qualcosa vista la reazione che aveva avuto.

"Sì, ma sta bene. Solo un po' di stress. Ha discusso con Tamaki ed è successo un po' un casino. So che sei ancora a lavoro quindi non preoccuparti, ci pensiamo noi." rispose con l'intenzione di rassicurarla; fortunatamente non si trattava di nulla di grave.

"Grazie. Arrivo appena mi libero." chiuse la telefonata e prese la sua borsa.

Gli amici credevano che stesse ancora lavorando perché non li aveva avvisati, l'arrivo improvviso di Tenn glielo aveva fatto dimenticare.

"È successo qualcosa di grave?"

"Per fortuna no ma sono preoccupata, non ti dispiace se vado via vero?" chiese, sperando di non recargli disturbo.

Neanche lei voleva andarsene, non ne aveva nessuna voglia, ma al contempo era troppo preoccupata per restare seduta a sorseggiare una cioccolata.

"Non preoccuparti."

"Ci vediamo." disse, ma prima di allontanarsi definitivamente si fermò, voltandosi verso le spalle del ragazzo.

C'era qualcosa che doveva fare prima di raggiungere gli altri.

"Ah, grazie per la compagnia." disse, ma poi se ne andò via di corsa, senza così accorgersi che l'amico aveva istintivamente sorriso davanti a quelle parole.

Probabilmente non l'avrebbe mai saputo.

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