𝑪𝒂𝒑𝒊𝒕𝒐𝒍𝒐 12
Si trovavano nel pulmino.
Il Presidente voleva che si riposassero così decise di portarli da qualche parte, inoltre la notizia mise subito Aika di buon umore.
"Si parte!" esclamò, alzando il braccio sinistro e tenendo il cappello fermo con la mano destra; mostrava talmente tanto entusiasmo da sembrare una bambina.
"Aika? L'hai presa molto bene. Ti piacciono le vacanze?" le domandò Sogo catturando l'attenzione della giovane, che si voltò verso di lui.
"Beh, diciamo di sì. Mi piace divertirmi e so che insieme a voi sarà divertente." rispose con un sorriso, tornando poi a osservare al di fuori del finestrino.
Si era attrezzata bene, prima di partire si fece dare un cappello di paglia da Banri e tirò fuori dal cassetto un paio di occhiali da sole.
Era vero che amava divertirsi, ma voleva anche godersi al massimo la giornata insieme agli altri, visto quanto accaduto recentemente.
Quando il Presidente diede loro la notizia improvvisa si trovavano in saletta.
Prima di informarli su come avrebbero trascorso la giornata parlò del debutto di Sogo e Tamaki, che da quel momento avrebbero preso il nome di MEZZO".
Sapevano sarebbe successo quindi non ne rimasero sorpresi, tuttavia era nella norma rimanerne un po' scossi, dopotutto il loro sogno era quello di debuttare in sette.
Fortunatamente con loro c'era Aika, che spezzò l'atmosfera buttandola sul divertimento, era un po' come se fosse la loro luce.
Dopo essere scesi dal pulmino il biondo si tolse la maglia, rimanendo così a petto nudo; non erano passati nemmeno cinque minuti e già aveva tutte le intenzioni di divertirsi.
A quel punto Aika non poteva trattenersi.
Prese una pistola ad acqua e cominciò a sparare, prima a Nagi e poi a Mitsuki.
"Aika! Sei veramente un mostro in questi giochi, quindi non sei forte solo negli sport." notò l'arancione, facendole così abbassare la guardia; non si aspettava che l'avrebbe colta alla sprovvista in seguito.
"Beh, sono brava un po' in tutto."
"Quanta modestia. Non montarti la testa!" gridò, sparandole un getto d'acqua sul viso, portandola così ad alzare di nuovo la pistola.
"Mi hai colta di sorpresa una volta ma non succederà di nuovo."
"Questo lo vedremo."
"Vi siete dimenticati di me? Non dovete sottovalutarmi!" si intromise il biondo, puntando l'oggetto contro entrambi, poi si fermò.
"Ricordate che sono bellissimo sotto l'acqua! Sono in grado di incantare qualsiasi lady incroci il mio sguardo. Guardami, Aika." disse assumendo una posizione seducente, accompagnata da un occhiolino.
Prima si era assicurato di avere il petto e i capelli bagnati, era convinto che facendo così sarebbe rimasta incantata e avrebbe potuto colpirla facilmente.
"Stai provando a sedurla? Che razza di tattica è? Nagi, sei senza vergogna." commentò l'arancione.
La giovane non riusciva più a trattenersi, si lasciò quindi andare in una risata.
Stava ridendo talmente forte che in un attimo le cominciò a far male la pancia, non erano lì da molto eppure già si era messa a ridere come una matta.
Era proprio vero che con loro si divertiva come con nessun altro, erano persone speciali per lei.
"Ragazzi, volete qualcosa oltre a quello che abbiamo già?" chiese Banri avvicinandosi.
Stando a quanto aveva appena detto lui e il Presidente stavano per andare a fare compere.
"Budini da Re!" alzò la voce Tamaki, attirando l'attenzione della sorella, che dopo aver sospirato lo raggiunse.
"Non puoi passare tutta la vita a mangiare solo budini, cerca di darti una regolata!" rispose, dando all'azzurro una botta sulla testa.
Solitamente non lo riprendeva per questo, gliene faceva mangiare quanti ne voleva, ogni tanto però anche in Aika usciva fuori il lato protettivo di una sorella.
"Che vuoi adesso? Ne mangio quanti ne voglio! Tanto sono giovane, non mi fanno male!"
"Sei veramente cocciuto sai?"
"Tamaki-kun, dovresti essere contento di avere qualcuno che si preoccupa così tanto per te." si intromise Sogo, portando così la giovane a provare un filo di imbarazzo.
"Sta esagerando." rispose, voltandosi dall'altro lato.
In quell'istante ad Aika tornarono alla mente le parole scambiate quella mattina sul pulmino.
I due non erano molto affiatati, così parlarono tutti insieme del fatto che dovevano approfittare della giornata per imparare a conoscersi meglio.
La giovane conosceva il fratello, non era facile per lui, non sarebbe andato d'accordo con Sogo così di punto in bianco, quindi doveva fare il più possibile per dare una mano.
"Tamaki. Vieni un attimo, ti devo parlare."
"Eh? Ancora per questa storia dei budini? Aika che cos hai oggi?"
"Dobbiamo dividerci i compiti, non metteteci troppo." li avvertì Yamato.
Successivamente si allontanarono dagli altri.
Non era un segreto quello di cui voleva parlare ma bensì qualcosa di cui discutere in privato.
"Aika, sei strana. È successo qualcosa?"
"Niente di serio in realtà. Ora che debutterete come MEZZO" sarete spesso insieme, quindi dovrete andare d'accordo." disse, facendo una breve pausa prima di continuare.
"Sai che non sono il tipo di persona che si mette a fare certi discorsi quindi ti dirò solamente che Sogo è una bravissima persona. È gentile e sa ascoltare, sono sicura che vi troverete bene insieme." sorrise.
Tamaki sapeva che non se la cavava bene con certe cose, forse più che non cavarsela non era proprio il tipo da fare certi discorsi, però aveva capito il motivo per cui lo stava facendo.
Dopotutto era una brava ragazza, chi non la conosceva bene non avrebbe compreso a pieno le sue intenzioni, ma l'azzurrino era suo fratello maggiore, era facile per lui intuire cosa le passasse per la testa.
Tuttavia il suo lato scemo rimaneva anche con lei, certe cose nemmeno lui riusciva a capirle.
"Vedrò cosa riesco a fare. Ora possiamo tornare dagli altri? Devo controllare i miei budini." rispose, tenendo entrambe le braccia dietro la testa.
"Pensi sempre e solo a quei budini."
"È sbagliato?"
"No. Se parli solo di budini so che stai bene." disse, poi cominciò ad avviarsi.
Il fratello la seguì appena un paio di secondi dopo.
[Dopo cena]
La giornata andò bene, si erano divertiti anche mentre svolgevano i loro compiti ma il vero divertimento doveva ancora cominciare.
Stavano per fare il gioco del Re.
Aika prese posto tra la manager e Banri, solitamente tendeva a stare tra i ragazzi così si mise accanto alla bionda per cambiare un po'.
Nonostante fosse sempre insieme a loro non parlava spesso con lei, la giovane sperava quindi di potersi avvicinare almeno un pochino.
Era tutto pronto, avevano da bere e da mangiare, dovevano solamente alzare il bastoncino per dare inizio al gioco.
"Sono io! Giusto per fare qualcosa di innocuo il numero 1 darà un colpetto in fronte al numero 10!" disse Banri, decidendo di cominciare con qualcosa di semplice.
Sogo era il numero 1, quindi avrebbe dovuto colpire il Presidente; tremava solo all'idea di dover fare qualcosa del genere al Signor Takanashi.
"Quindi chi diventa Re può chiedere qualsiasi cosa." osservò Tamaki, a cui venne fornita una risposta da Yamato, che si trovava alla sua destra.
"Normalmente con gli ordini erotici diventa ancora più divertente."
"Yamato. Se ti azzardi a chiedere qualcosa di strano non sai cosa potrebbe succederti." lo avvertì la giovane.
Anche se non aveva sentito le parole esatte che aveva usato era presente a tavola, quindi si era fatta una mezza idea.
"Non preoccuparti, sei come una sorellina."
"Cosa? Guarda che so essere super sexy!"
"Aika! Sei vicina al Presidente. Attenta a quello che dici." la avvertì Sogo sussurrando più forte che poteva, in modo da far arrivare la voce solamente a lei.
Non ci pensò ma avrebbe dovuto moderare i termini, sarebbe stato di gran lunga meglio non esagerare.
In parte però somigliava al fratello, tenendo conto di questo c'erano cose che non poteva fare a meno di fare.
"Ma perché viene considerata solo la manager? Faccio la modella io, insomma! Cosa credete che io sia una scimmia?"
"Aika! Ricorda, le parole."
"Ma perché proprio la scimmia?" chiese Iori.
"Perché non sto mai ferma, ma non è questo il punto. Sappiate che potrei essermela presa." li avvertì mettendo le gambe incrociate, poi fece nascere un dolce broncio sul suo viso.
"Aika, non ho detto che non sei bella. Ma sei minorenne. Però se proprio ci tieni qualcosa potrei chieder-" provò a restare al gioco, tuttavia l'azzurrina lo interruppe prima che potesse terminare la frase.
"Non pensarci neanche!"
"Allora qual'era il problema?" domandò di nuovo Iori, sospirando successivamente, poi ripresero con il gioco.
"Sono io." confessò Yamato.
Aveva un'espressione strana, un po' come se stesse cercando di capire qualcosa, Aika lo guardò storcendo un sopracciglio.
Non ci voleva un genio per capire qualcosa ti tanto semplice, non era di certo un segreto quello che stava cercando di fare, era evidente fin dalla cena.
"Il 6 mi farà riposare sulle sue gambe!"
"Pervertito." disse la giovane sottovoce.
"Non fare cose sconvenienti!" la seguì Mitsuki.
"Zitti, mi sto giocando il tutto per tutto!"
"Yamato-san, forza!" lo invitò Riku, battendo forte la mano sopra la sua gamba.
"No, con un ragazzo non mi interessa."
Successivamente Yamato fece ciò che doveva fare.
Aika però faticava a trattenersi, così tirò fuori il telefono per scattare loro una foto, l'istante successivo Nagi fece la stessa cosa.
"Scusate, ma devo immortalare il fallimento di Yamato!"
"Sei senza cuore."
"Bene, giochiamo ancora!" disse il rosso, poi alzarono nuovamente i bastoncini.
"Sono io. Mmh, vediamo. Il numero 5 deve abbracciare il numero 2 e il numero 6! Penso sia una cosa bellissima per un'amicizia." disse la bionda, curiosa di scoprire a chi sarebbe toccato questa volta.
"Ah! Che bello! Hai avuto davvero una bella idea manager. Sono io il 5, uscite i vostri numeri!" esclamò l'azzurrina, ma non prima di aver sorriso dolcemente alla bionda; quella ragazza era così innocua.
"Io e Nanase-san."
"Aika! Ti abbraccerò fortiss-" cominciò il rosso ma lei non lo fece finire.
In un istante si precipitò su di lui, stringendolo in un abbraccio.
Rimase in quella posizione un paio di secondi, poi prese le distanze.
Vedeva Riku come una sorta di peluche da coccolare, quindi cedette alla tentazione.
"Yamato! Riku è talmente dolce e carino che avrei voluto essere io al tuo posto prima. Beh, mi sono presa la mia rivincita no?"
Sorrise e il rosso lo fece a sua volta, arrossendo appena, poi Aika andò anche da Iori.
"Avrei dovuto farlo quando mi hai portato a casa quel peluche, e quando ne avevi più bisogno. Te lo sei meritato questo abbraccio." sussurrò, tranne l'ultima frase; era talmente allegra da non sembrare nemmeno lei.
Tuttavia non aveva intenzione di arrendersi, finché non le usciva il Re non sarebbe andata a dormire, voleva provare a esserlo almeno una volta.
[Più tardi]
Aika e la manager avrebbero dormito insieme, essendo entrambe ragazze quindi era naturale accadesse.
Rimasero a giocare insieme agli altri fino a un certo orario, poi si ritirarono nel loro alloggio, dove avevano del tempo per parlare da sole.
"Senti, manager. Posso chiederti una cosa?"
"Certo. Dimmi."
"Quando ci siamo conosciute ti ho detto che mi sarebbe piaciuto diventare tua amica. Quindi ho deciso che ti chiamerò per nome, sempre se per te non è un problema." le propose.
Le disse detto che le avrebbe fatto una domanda e invece non era nulla di simile, suonava più come una sua decisione.
Era fatta così, una ragazza diretta, non era da lei chiedere le cose con gentilezza e imbarazzo, diceva tutto quello che le passava per la testa.
"B-Beh, non che sia un problema ma..."
"Sul lavoro ti chiamerò Manager. Userò il tuo nome solamente quando saremo tra noi, così nessuno potrà darci noie." continuò lasciando la bionda sorpresa un solo istante, poi la vide rivolgerle un dolce sorriso.
"Va bene allora. Puoi chiamarmi Tsumugi."
"Grande."
"Sai Aika. Anche io sono contenta di avere una ragazza al mio fianco. Non ci conosciamo da molto ma avremo modo di farlo, credo. Quello che intendo dire è che, ecco..." cercò di completare la frase ma le parole uscivano confuse.
Non sapeva come esprimere ciò che sentiva, non era brava in quelle cose.
"Si. Sarò tua amica. Quando avrai bisogno di farlo parla con me. Sei una persona gentile, quindi non sei molto brava con certe cose. Se avrai problemi con qualcuno ci sarò io insieme a te. Conta pure su di me per qualunque cosa."
La bionda annuì, dopo aver visto Aika mostrare i muscoli del suo braccio, forse in qualche modo stava cercando di darle sicurezza e farla sentire a suo agio.
Dopo aver lasciato l'orfanotrofio la sua vita cambiò radicalmente, e senza che se ne rendesse conto anche lei stava cambiando.
"Grazie, Aika."
"Mmh? Tsumugi, queste non sono le voci dei ragazzi?" domandò, indicando la direzione da cui provenivano.
A quel punto la manager si alzò istintivamente e si vestì, Aika invece si mise addosso una felpa; nel giro di pochi minuti si trovavano già nella stanza dei ragazzi.
"Avete idea di che ore sono? State disturbando gli altri ospiti!" urlò la bionda, ricevendo le scuse da parte di tutti.
"Siete troppo rumorosi."
"Aika, torniamo in stanza."
"Ti raggiungo subito. Mi fermo un paio di minuti a parlare con loro."
"Va bene. Buonanotte ragazzi, andate a dormire." disse, poi se ne andò.
"Era davvero arrabbiata..." constatò il rosso.
"Aika, come mai sei rimasta?"
"Perché non potete divertirvi senza di me. Sono venuta qui solo perché avevo capito cosa stavate combinando, anche io voglio fare la lotta coi cuscini. Quindi mi raccomando, non facciamoci sentire, sh!" rispose a Iori, portando un dito sopra il labbro e facendo un occhiolino.
Li aveva lasciati senza parole, inoltre aveva mentito a Tsumugi, se però non avesse voluto divertirsi nemmeno si sarebbe scomodata per lasciare la stanza.
[La mattina seguente]
Aika passò la notte insieme agli amici, era talmente stanca che a una certa ora si addormentò.
Tuttavia, nessuno al proprio risveglio si aspettava di vedere una scena del genere.
La giovane aprì gli occhi, delicatamente, davanti a lei non vedeva altro che una tuta bianca.
Non comprese subito la situazione, si era appena svegliata quindi ancora le sue idee erano confuse, non connetteva pienamente.
Nello stirarsi le braccia sentì la sua mano toccare qualcosa di soffice e voltandosi notò Sogo accanto a lei, non era difficile quindi intuire cosa fosse accaduto quella notte.
In quel momento anche l'amico cominciò ad aprire gli occhi.
"Che cosa è successo qui?" chiese Yamato, che si trovava in piedi davanti ai due.
Non c'era solamente lui, bensì quasi tutti gli altri.
Erano sorpresi di vedere che si erano addormentati vicini, Aika con la testa posata sul petto di Sogo.
"Che cosa succede? È mattina?" domandò, alzando leggermente il busto e strofinandosi gli occhi con la mano, poi sbadigliò prima di guardare avanti a sé.
"Perché siete tutti in cerchio attorno a noi?"
"A quanto pare ieri sera mi sono addormentata accanto a te, per questo ci stavano guardando."
"So-chan...Non sarà mica questo che intendevi con dobbiamo cercare di conoscerci meglio?"
"Tamaki-kun, non è come pensi."
"Oh oh, sta per cominciare una guerra. Tama, cerca di restare calmo. Non è successo niente." Yamato portò le mani avanti, cercando di calmare l'azzurrino.
"So-chan, spero tu abbia una spiegazione."
"Ma io stavo dormendo..." rispose tendando di giustificarsi in qualche modo, ma a quanto sembrava l'amico non voleva sentire ragioni.
Non erano finiti in una situazione disastrosa, poco dopo si sarebbero calmate le acque, però Tamaki era prima di tutto il fratello maggiore di Aika.
La giovane scoppiò a ridere, quella situazione la divertiva, non poteva evitare di tenersi tutto dentro.
"Tamaki, da quando sei diventato un fratello così protettivo? Non che non mi faccia piacere, sei troppo carino quando lo fai."
"Se sono carino e ti fa piacere allora perché mi stai ridendo in faccia?" le chiese, continuando a non capire per quale ragione stesse ridendo.
Ormai però il divertimento stava per finire, a breve sarebbero dovuti tornare in città; era arrivato il momento di tornare a lavoro.
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro