Capitolo 51
[Tenn]
Ultimamente il gruppo aveva molto da fare.
Quando si è presi a tal punto la vita privata dovrebbe rimanere tale e distaccarsi dal lavoro, tuttavia vista la situazione con Aika quella fu l'unica volta in vita sua che il ragazzo non riuscì a rispettare le regole.
Doveva risolvere i suoi problemi al più presto e per farlo doveva rivolgersi a qualcuno, altrimenti il lavoro ne avrebbe risentito.
Quando l'azzurrina venne a conoscenza di ciò che le aveva da sempre tenuto nascosto provò un dolore immenso.
Vedere i suoi occhi colmi di tanta sofferenza lo distrussero internamente, fu come se il cuore gli fosse andato in pezzi.
Non poteva rivelarle cosa c'era dietro, ma anche se l'avesse fatto non sarebbe stata una buona scusante.
Anche se sapeva che presto o tardi sarebbe accaduto in quel momento si sentì spaesato, confuso, con tanta paura di perdere la persona che più lo capiva.
Una parte di lui tentò di contrastare l'altra, convincendola che il tempo avrebbe superato ciò che faceva più male, inducendola e credere che il giovane era pronto; invece nulla di tutto questo era la realtà.
Quando vide la ragazza allontanarsi addolorante da lui comprese ogni cosa, capì che nemmeno il tempo avrebbe superato una simile perdita, perché Aika per lui era troppo importante.
Doveva riprendersela.
Ne parlò con Gaku e Ryu, in quel periodo non se la sentiva di parlare con loro ma per ricevere il perdono di Aika avrebbe tentato qualsiasi cosa.
"Quindi secondo voi come risolvo la situazione?"
"Magari parlandole con il cuore." rispose Gaku, tenendo le mani sul divanetto alle sue spalle.
"Gaku, ho fatto questo grande sforzo di aprirmi con voi. Non fatemene pentire."
"Allora prova a farle una sorpresa. Alle ragazze piacciono queste cose no?" propose nuovamente, non dimenticandosi di sospirare prima di rispondere.
"È vero. Secondo me ne rimarrebbe felice." confermò il castano entusiasta.
"In realtà ci avevo pensato, ma per farmi perdonare dovrei inventarmi qualcosa che possa colpirla. Non dovrà essere banale e non dovrà farle pensare che mi sia ritrovato costretto a farlo, deve accorgersi che le mie scuse sono sincere." espose il suo pensiero, posando un paio di dita sul mento e mantenendo lo sguardo basso.
"Se vuoi che ti perdoni devi farle qualcosa di sdolcinato."
"Non necessariamente." rispose a Gaku, che successivamente chiese spiegazioni.
"Che intendi dire?"
"So cosa fare. Qualcosa che le si addica."
"Quindi vuoi portarla in palestra?"
"Non era questo che intendevo con qualcosa che le si addice. Lei pensa di essere poco femminile e le cose che piacciono a qualsiasi ragazza della sua età non sempre sono di suo gradimento, io però non condivido il suo stesso pensiero."
"In altre parole se ho capito bene vuoi farle una sorpresa che riprenda il pensiero che hai di lei?"
"Bingo."
Le principesse non sono tutte uguali, ogni ragazza è diversa dall'altra e quando ti innamori di una fanciulla fai inconsciamente di lei la tua Principessa.
Per Tenn Aika era la più bella, anche nei suoi difetti, per questo la sua idea era di organizzarle qualcosa che potesse esprimere tutto l'amore che provava per lei.
[Aika]
Si fermò a bere qualche sorso d'acqua, mantenere un allenamento costante per lei era fondamentale.
Erano all'incirca le quattro del pomeriggio, non avendo programmi per quest'ultimo dopo aver terminato con l'allenamento prese lo zaino e uscì dalla palestra.
Chiuse solo un attimo gli occhi per sistemarsi la cuffietta dell'orecchio sinistro, ma non appena guardò avanti a sé smise di camminare.
"Cosa ci fai qui?"
"Ho bisogno di parlarti. Potresti venire con me in un posto?"
"A me sembra che tu non abbia la minima idea di che cosa significhi prendersi una pausa. Non voglio venire da nessuna parte con te. Faresti meglio a impegnare il tuo tempo in altri modi." rispose, riposizionando anche la cuffietta destra.
Il ragazzo si aspettava una reazione simile da parte sua, sapeva che non sarebbe stato affatto facile convincerla a seguirlo ma non poteva rinunciare a una cosa tanto importante.
"È per lavoro. Tutti credono ancora che siamo in ottimi rapporti e questa mattina mi è stato chiesto se fosse possibile presentarti a una persona." mentì, ma in quel momento fu costretto a farlo per via delle circostanze.
Se non l'avesse buttata sul lavoro probabilmente Aika se ne sarebbe andata, e il fatto che con il tempo imparò a dare valore a ciò che faceva fu come una garanzia per lui.
"Va bene, vengo. Se scopro che mi hai raccontato una cavolata per portarmi da qualche parte per scopi personali non te la perdono. Andiamo e sbrighiamoci, non ho nessuna voglia di camminare accanto a te."
"Puoi sempre camminare davanti, ma creeresti dei sospetti se qualcuno ci vedesse."
"Cerca di fare meno lo spiritoso, non sei nella posizione di poterlo fare." lo riprese, portandolo però a sorridere.
Dopotutto aveva accettato, non poteva nascondere ciò che provava.
Successivamente arrivarono agli studi di cui il ragazzo le aveva parlato per strada.
Fino a quel momento non c'era nulla che potesse far sospettare che si trattasse di qualcosa di diverso da un'incontro professionale.
Passando lungo il corridoio centrale salutarono alcune persone.
Erano membri dello staff ma tra un gruppo e l'altro erano presenti artisti esordienti, il che annullò ogni minimo dubbio presente nei pensieri dell'azzurrina.
"Ti sei convinta adesso?"
"Di cosa dovrei convincermi?" domandò, ma lui spostò la conversazione altrove.
Sapeva fin dall'inizio che la giovane si sarebbe mostrata insicura, dubitando di qualsiasi cosa attorno a sé le capitasse a tiro, ma proprio perché conosceva ogni lato del suo carattere pensò di poter vincere.
Non sarebbe mai riuscita a scoprire ciò che aveva organizzato.
"Il Signor Kobayashi si trova qui dentro. Entriamo?"
"Certo. Chiudiamo questa storia." rispose, poi entrò all'interno della stanza.
Non appena mise piede al suo interno anche il ragazzo la porta alle loro spalle si chiuse.
Era buio pesto e non si vedeva nulla, era impossibile anche camminare in simili circostanze.
"Perché le luci sono spente?" domandò.
L'attimo successivo Tenn premette l'interruttore, mostrando alla giovane ogni cosa, la sorpresa che le aveva preparato racchiudeva tutto l'amore che provava per lei.
"Che cos'é questa meraviglia?" sorrise nel rivolgergli una simile domanda.
Davanti a un simile scenario abbandonò completamente l'aria irritata che aveva fino all'attimo prima.
Davanti a lei c'era un ponte, su quest'ultimo si posavano i petali caduti dai ciliegi presenti ai rispettivi lati.
Proseguendo sempre su di esso notò qualcos'altro.
Lo studio era abbastanza grande da poter ospitare uno scenario di simili dimensioni, quindi non era certo strano se in lontananza saltò all'occhio dell'azzurrina un'altalena.
Non appena la raggiunse ne sfiorò i dettagli con le mani, usando la destra per sentire i fiori che riempivano le corde.
"Tenn, hai fatto tutto tu?" chiese sorridente, portando il palmo della mano in alto in modo che qualche petalo potesse posarsi sopra.
Non si guardò le spalle nemmeno per un attimo, quindi non si era accorta che la sorpresa non si limitava all'allestimento di un simile paesaggio.
Prese posto sull'oggetto dondolante, si mosse un paio di volte mantenendo gli occhi sullo scenario e solamente dopo aver dato un'ultima occhiata a tutto quanto si voltò.
Fu un attimo e il ragazzo si mostrò davanti ai suoi occhi, vestito in abiti eleganti.
"Stai cercando di farti perdonare?"
"Non sto cercando di farlo, voglio riuscirci." rispose, mostrando un dolce sorriso che colpì nel cuore dell'azzurrina, portandola ad arrossire.
"Tieni, sono per te."
Le donò un mazzo di fiori, e lei non perse l'occasione di sentirne il buon profumo.
"Siamo ancora in pieno inverno quindi questo era il massimo che potevo fare. Ah, dimenticavo. L'idea dei ciliegi me l'ha messa in testa Gaku."
"Immaginavo. Però il ponte e tutto il resto sono opera tua no?"
"Beh ecco, sì.." rispose imbarazzandosi, distogliendo lo sguardo dolcemente e strofinando il dito contro la guancia sinistra.
Aika si fermò a guardarlo con un sorriso, pensando a quanto fosse dolce e carino.
"Senti, Aika..." si abbassò, posando le mani sulle sue.
"Sono sinceramente dispiaciuto di averti mentito su una cosa tanto importante. Non avevo alcuna intenzione di farti soffrire."
Si scusò continuando a cercare contatto visivo, ma prima di dire la sua l'azzurrina portò lo sguardo altrove.
Fu in quel momento che decise di domandargli qualcosa di inaspettato, ma che desiderava conoscere dal profondo del cuore.
"Come mai hai optato per questo scenario? Sai bene che non sono il tipo di ragazza che rimane incantata da un paesaggio fiabesco. Voglio sapere su quali cose ti sei basato per fare una simile scelta."
"Hai sempre detto che a differenza di altre ragazze non sei femminile. Preferisci indossare abiti sportivi e certi aspetti del tuo carattere non ti permettono di essere definita tale al di fuori del tuo lavoro, quindi la te di un mondo di finzione. Io però non ho mai condiviso questo tuo pensiero, per questa ragione ho optato per qualcosa di fiabesco. Ognuno di noi considera la propria amata una Principessa, non per la sua femminilità o le cose che le ragazze dovrebbero fare. Io ti trovo perfetta così come sei, e nel tuo anche fine ed elegante. Per questo ho preso questa decisione, perché sei la mia Principessa in tutto e per tutto." disse, fornendole la risposta che più desiderava sentire.
Sapeva che si nascondeva qualcosa dietro tutto quello, ne era convinta.
"Lo sapevo che avevi messo del tuo, altrimenti una cosa che trabocca amore da ogni parte come questa non mi sarebbe mai piaciuta."
"Ne sono felice. Quindi, qual'é la tua risposta? Mi tiri uno schiaffo e scappi oppure mi perdoni?"
"Beh, direi entrambe le cose." rispose sorridente.
Le sue intenzioni erano ormai chiare, non poteva più trattenersi.
Si alzò dall'altalena e strinse il ragazzo in un abbraccio, dopodiché si fermò a guardarlo.
Non passò molto tempo da ciò che stava per accadere, le loro labbra si unirono in un lungo e tanto atteso bacio.
In quel momento l'azzurrina perdonò tutto.
Il ragazzo aveva ricreato la primavera in pieno inverno, dimostrando quanto la giovane occupasse un posto speciale nel suo cuore.
[Poco più tardi]
Aika rientrò al dormitorio, la felicità che emanava era visibile anche da una certa distanza, il che faceva intendere agli amici che qualcosa era successo.
"Come mai sei così su di giri? È successo qualcosa mentre eri fuori?" chiese Yamato, attendendo che superasse l'ingresso e li raggiungesse nel salotto.
"Tenn mi ha fatto una sorpresa romantica e abbiamo chiarito. Mi ha portata agli studi con una scusa lavorativa e quando sono arrivata mi si è trovato davanti uno scenario fiabesco. Mi ha fatto davvero sentire una Principessa." spiegò, poi tirò fuori il telefono.
"Ho fatto delle foto, guardate."
"Oh, Tenn-nii è un tipo così romantico?"
"Deve essere davvero innamorato..." commentò Mitsuki.
"A proposito di questo, ricordatevi di prenderlo in giro tutti insieme appena vi si presenta l'occasione. L'ho perdonato ma ammetto che non mi dispiacerebbe vederlo in difficoltà." sogghignò.
"Voi invece dovete dirmi qualcosa?"
"Stiamo studiando uno scherzetto."
"Uno scherzetto? Per chi?" chiese all'arancione, nel mentre si versò un po' di succo nel bicchiere, poi attese la risposta posando la schiena contro il divano.
"Re:vale." rispose Yamato.
"Uh, sembra divertente. Ma perché volete fargli uno scherzo?" domandò, poi si fermò a bere un altro paio di sorsi.
"Banri è il precedente partner di Yuki." le disse, portandola quasi a buttare fuori il succo che teneva ancora tra le guance.
La notizia la colse di sorpresa.
"Banri? Il nostro Banri?"
"Ce l'ha detto poco prima che tu arrivassi."
"Capisco, quindi deduco che lo scherzo che volete preparare debba essere una specie di pre incontro strappalacrime tra compagni."
"Qualcosa del genere." rispose sempre Mitsuki, poi l'azzurrina dopo averci riflettuto un po' posò il bicchiere sul tavolo.
"Ho in mente qualcosa. Volete sentirla?" propose, e a giudicare dalla sua espressione sembrava sicura che avrebbe funzionato.
Era come se fosse la regista di un film, ne emanava tutta l'aria.
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