Capitolo 42
[Tenn]
Non appena fatto ritorno in agenzia il ragazzo riunì i compagni in una stanza, li prese da parte per parlare loro dell'attuale situazione.
"La farò breve. Io e Aika stiamo insieme. Quindi dobbia-" cominciò ma venne subito interrotto da Gaku, che gli si avvicinò non appena udì la bella notizia.
"Accidenti, ce l'hai fatta finalmente. Il nostro Tenn è un romanticone." disse poco dopo aver posato il braccio sulla spalla dell'amico, dopodiché chiuse le dita in un pugno e gli strofinò la testa.
"Smettila, e non accarezzarmi in quel modo." rispose, mostrando un filo di imbarazzo sul volto.
Ad accompagnarlo un lieve broncio che mostrò un chiaro lato infastidito.
"Sono felice per voi, siete davvero una bella coppia." si congratulò Ryu, sorridente.
"Vi ringrazio." rispose accennando un sorriso per ringraziarli.
Il fatto che ne fossero contenti per quanto prevedibile fosse non poteva lasciarlo indifferente.
"Deduco quindi che l'ostacolo maggiore sia mio padre." intuì l'amico, cominciando a riflettere sulla reazione che l'uomo avrebbe avuto; era chiaro come il sole che non avrebbe apprezzato.
"Esatto. Ma prima dobbiamo parlarne con Anesagi."
"Vado a chiamarla." disse il castano allontanandosi subito dopo.
Non ci mise molto, sapevano che Kaoru si trovava ancora in agenzia.
Inoltre da lì a breve i dipendenti avrebbero lasciato le loro postazioni per fare ritorno a casa, a quel punto parlare con la manager sarebbe stato più semplice.
"Eccomi. Di cosa volevate parlarmi con tanta urgenza?" si domandò, portando una mano accanto alla guancia.
"Girarci intorno è inutile, quindi lo dirò e basta. Poco fa io e Aika siamo diventati una coppia. Ma dirlo al Presidente Yaotome non sarà facile, per questo abbiamo preferito farne prima parola con te." spiegò il ragazzo.
La manager non disse nulla, rimase immobile per metabolizzare la notizia, dando quasi l'idea di essere stata presa di sorpresa.
"Cosa ne pensi?" chiese notandola successivamente esaltarsi, portando entrambe le mani a scontrarsi l'una contro l'altra.
"Che bella notizia! Quella ragazza mi è piaciuta dal primo momento! Oh cielo, vi trovo una coppia stupenda!" confessò, i suoi occhi brillavano.
"Beh, l'ha presa bene." commentò Gaku, scambiandosi dei sorrisi con gli amici.
"Certo che sì! E poi ricordate che io sono sempre dalla vostra parte. Ora andiamo ad affrontare insieme il Presidente, forza. TRIGGER, ce la faremo." disse sorridente, facendo un occhiolino prima di voltarsi e pronunciare l'ultima frase.
I ragazzi la seguirono fino alla porta dell'ufficio di Yaotome, dopodiché attesero che l'uomo diede loro il permesso prima di entrare.
Una volta dentro raggiunsero la sua scrivania, mentre Kaoru si affiancò a lato di quest'ultima, facendo loro un gesto di incoraggiamento con le dita ma senza farsi notare.
"Che cosa volete a quest'ora? Parlate, ho del lavoro da fare."
"È una questione seria, per questa ragione ci tenevo a parlargliene di persona il prima possibile. Non le ruberemo molto tempo, tuttavia quello che sentirà non le piacerà." lo avvertì Tenn, notando già nei suoi occhi del nervosismo misto a della preoccupazione.
"Questa storia non mi piace per niente, se devi parlare allora fallo."
"Io e Aika siamo fidanzati."
"Che cosa?!" alzò la voce, alzandosi istintivamente dalla sedia e battendo le mani contro la scrivania.
"Sei completamente impazzito?! Non puoi frequentarla! Sei un idol, te lo sei dimenticato?! Roba da matti, chiama quella ragazza e chiudi immediatamente con lei prima che la situazione diventi irrecuperabile. E sparite dalla mia vista, spero che domani di questa conversazione non rimanga che un brutto sogno." disse, mentre tornava al suo posto per riprendere quanto stava facendo poco prima.
"Non intendo chiudere la relazione con Aika. Sono venuto ad avvisarla perché l'agenzia deve essere al corrente di tutto ciò che ci succede. Se la nostra relazione non intralcerà in alcun modo il nostro lavoro e nessuno ne verrà a conoscenza potrà continuare senza problemi. Non sta a lei avere l'ultima parola sull'argomento."
A quel punto l'uomo perse le staffe.
Non poteva più contenere dentro di sé tutta la rabbia e l'irritazione che provava in quel momento, solo sentendo tali parole gli veniva voglia di spaccare tutto.
"Adesso basta! Io quella la rovino! Mi ha stancato, lei e quella sua agenzia di falliti!" esclamò, ritrovandosi così a lanciare minacce anche contro la ragazza.
Tenn si trattenne.
Non poteva permettersi di perdere il controllo e non era nemmeno mai stato il tipo di ragazzo che risolve le situazioni con le maniere forti, preferiva le parole, era perfettamente in grado di gestirsela così.
Si avvicinò alla scrivania, poi posò con forza le mani contro quest'ultima, alzando lo sguardo verso l'uomo.
Era minaccioso, come se una tigre si trovasse davanti la sua preda, faccia a faccia con l'intenzione di divorarla.
Aveva detto qualcosa di poco gradevole sulla giovane e non avrebbe mai dovuto permettersi di farlo, nemmeno se a guidarlo fosse stato il sentimento che nutriva nei confronti dell'agenzia rivale.
"Glielo ripeto, questa relazione non è un suo problema. È stato informato per correttezza ma finché il mio rapporto con quella ragazza non intralcerà il lavoro ne resti fuori. E lasci in pace Aika. È chiaro?" lo avvertì, ma si allontanò non appena vide l'uomo innervosirsi ulteriormente.
"Mi stai forse minacciando ragazzino?"
"Le sto solo dicendo di lasciare Aika in pace, tutto qui. Non si agiti." gli disse tornando alla sua precedente posizione, tra i due compagni.
"Voi due non dite niente?! E tu saresti mio figlio?! Fuori da questa stanza, tutti quanti!" alzò la voce ancora più di prima, muovendo le braccia e facendo cenno di andarsene.
"Non dico niente proprio perché finirebbe male." commentò Gaku sottovoce, ma facendosi comunque sentire.
Successivamente uscirono, la manager compresa, lasciando così Yaotome da solo a contorcersi per trovare una soluzione.
Senz'altro gli avevano anche provocato un forte mal di testa.
Poco dopo il ragazzo prese in mano il telefono e scrisse ad Aika per avvisarla che a breve si sarebbe recato al dormitorio per parlare di come erano andate le cose con il presidente, anche se in realtà le sue intenzioni non si limitavano a quello.
Desiderava vederla, per questo dopo averla raggiunta l'avrebbe invitata a fermarsi in un bar li vicino per bere del tè insieme.
[Aika]
Con il passare dei giorni le acque si calmarono.
Il Presidente Yaotome si ritrovò costretto ad accettare la decisione dei due ragazzi in qualche modo, il che fece sentire la giovane più tranquilla.
Non che fosse cambiato qualcosa, se anche fosse andata diversamente non si sarebbe arresa.
Frequentare Tenn era ciò che voleva ed era disposta a calpestare chiunque si mettesse sulla sua strada.
Fortunatamente questa possibilità non si presentò.
Anche il lavoro così come la relazione con Tenn stava andando a gonfie vele, era un bel periodo per tutti.
"Ragazzi, per caso avete visto Riku? Questa mattina l'ho visto un po' giù di morale e volevo capire cosa avesse." chiese aprendo la porta, facendo una breve pausa prima di continuare; si era prima assicurata di vedere chi fosse nella stanza.
L'azzurrina stava facendo esercizio per conto suo, teneva un'asciugamano attorno al collo e una bottiglietta semi piena nella mano sinistra.
"Dovrebbe essere insieme agli altri. Io vado." le rispose Mitsuki, esitando un istante.
Dichiarò di andarsene solo dopo essersi alzato per andare in direzione della porta.
Aika notò subito che l'amico non stava bene, il Mitsuki che conosceva non le avrebbe risposto con quel tono seccato.
Qualcosa lo preoccupava ma lei rimase in silenzio.
Se avesse parlato avrebbe potuto sentirsi come se qualcuno gli stesse mettendo fretta, fretta nel dire qualcosa di cui ancora non si sentiva pronto a esprimere a parole.
Non tutti reagiscono allo stesso modo alle cose, è normale farlo diversamente gli uni dagli altri, a ognuno di noi va concesso il tempo che gli serve per compiere il passo successivo.
"Nagi, che cos'ha Mitsuki?"
Il biondo scosse la testa e la giovane sospirò, portando la mano sul fianco destro.
Presto si sarebbe dovuta recare a lavoro ma ancora una volta avrebbe avuto dei pensieri a tenerle compagnia, pensieri che non poteva scacciare a problema non risolto.
Aveva uno shooting insieme all'amica.
Ancora una volta era come fosse stato organizzato appositamente, quando qualcosa la impensieriva Hanako lavorava insieme a lei.
Era un po' come se fosse il suo angelo custode.
Come da programma si presentò in studio.
Il suo percorso per diventare una modella professionista era appena all'inizio, per quanto preoccupata non poteva abbandonarsi a certi pensieri.
Doveva rimanere concentrata sul lavoro, come faceva sempre.
"Aika, sei sicura di sentirti bene?" le si avvicinò l'amica, porgendole una bottiglietta d'acqua.
La giovane si asciugò il collo con un asciugamano.
"Scusa, è che come al solito quelli lì mi danno un sacco di pensieri."
"Che cosa è successo questa volta?"
"In realtà non lo so. So solo che Riku e Mitsuki sono strani da ieri sera, però non ho idea di cosa li tormenti." le disse, poi bevve qualche sorso.
"Forse avranno visto qualcosa sui social e in qualche modo ne sono stati influenzati. Capita spesso che un artista si rattristi per dei commenti poco carini nei suoi confronti. Ma non è nulla che non si possa risolvere." rispose posando una mano sulla sua spalla, per poi accennare un occhiolino.
Stava cercando di tirarla su di morale, ma visto che le cose fino a quel momento sembravano andare per il verso giusto era fattibile fosse capitato qualcosa del genere.
"Hai ragione. Ne parlerò con loro."
"Tienimi informata. Ah quasi dimenticavo, come vanno le cose con Kujo?" le chiese avvicinandosi appena con il viso, accennando un sorrisetto malintenzionato.
"Perché me lo chiedi?"
"Ieri sera ti ho mandato svariati messaggi ma non ho ricevuto risposta per oltre due ore. E non venirmi a raccontare che sei rimasta in salotto insieme agli IDOLiSH7 perché non ci credo." la avvertì, puntandole un dito contro.
La giovane prese colore in viso, lievemente, ma una simile reazione equivaleva a confessare quello di cui Hanako la stava accusando.
"Sei arrossita. Allora?"
"Va bene confesso, smettila di guardarmi così però. Ci stavamo scambiando dei messaggi ma poi ho ricevuto una sua chiamata, così abbiamo parlato un po'."
"Tutto qui?"
"Beh, ecco..." si fermò, dell'altro c'era ma esitò un po' prima di parlarne.
"Mi ha detto che sarebbe rimasto al telefono fino a quando non mi sarei addormentata, però era talmente imbarazzante che ho chiuso!" disse, scacciando via l'espressione delusa sul volto dell'amica, che ne diede vita a una più raggiante.
"Quindi il Kujo Tenn tanto desiderato dalle sue fan quando prova interesse per una ragazza diventa un barattolo di miele. Chi l'avrebbe mai detto." osservò.
Aika si fermò a bere qualche altro sorso prima di darle risposta.
"Guarda che non è sempre così. La sua lingua tagliente non è stata sanificata."
"Nemmeno la tua."
"Ah sì? Visto che sei piena di energie oggi perché non parliamo anche di te? Non credere che non mi sia accorta di come guardi Mitsuki." accusò la castana.
Questa volta le parti si erano invertite.
"Non so di che parli." rispose posando lo sguardo altrove, fingendo di non saperne nulla a riguardo, ma con la giovane non attaccava.
"Certo. Mi sono ricordata che ho delle commissioni da sbrigare dopo il lavoro. Perché non vai tu a vedere come sta?"
Cercò di farla voltare con delle provocazioni ma oltre a prendere colore in viso altro non fece, rimase girata verso il lato opposto dell'azzurrina.
Quest'ultima utilizzò l'ultima arma a sua disposizione.
Lentamente avvicinò il dito verso il fianco destro di Hanako, il che la fece voltare di scatto.
"Soffri ancora il solletico eh."
"No, Aika! Dico sul serio, non ci provare." la minacciò allontanandosi di qualche passo, rimanendo in allerta.
La giovane però non perse tempo e la raggiunse, cominciando a torturarla con il solletico.
"Aika! Smettila, così non posso farcela!"
"Dico sul serio, ho capito! Hai vinto! Dammi tregua." continuò pregandola di lasciarla andare.
A spezzare l'atmosfera ci pensò una ragazza dello staff, che si allontanò appena finì di rimproverarle.
"Ragazze, quando avete finito di giocare potete tornare davanti alla macchina fotografica. Il fotografo vi sta aspettando."
Le due non dissero niente, rimasero in silenzio.
I fianchi della castana erano ancora presi in ostaggio dalle mani dell'amica, che si trovava davanti a lei.
Attesero che la ragazza dello staff prese le distanze da loro, dopodiché si guardarono, scoppiando a ridere l'istante successivo.
"Che figura."
"Già." rispose Hanako.
Entrambe erano divertite dall'accaduto.
Avevano passato un momento diverso, durante la pausa si divertirono talmente tanto che le preoccupazioni di Aika si fecero da parte.
Forse Hanako era davvero il suo angelo custode.
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