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Capitolo 8

Un addestramento al salvataggio, ecco quello che avrebbero fatto quel pomeriggio.

Erano tutti entusiasti di farlo ma Haruna non provava lo stesso per via di quanto accaduto in passato.

Non era riuscita a salvare ne Akiko ne la madre, temeva che i ricordi sarebbero di nuovo riaffiorati nella sua mente, di conseguenza avrebbe ancora una volta avuto difficoltà.

Voleva diventare un eroina professionista e lasciarsi il suo passato da Villain alle spalle.

Non era sicura di entrare alla Yuuei perché temeva di non riuscirci, ma per fortuna il fratello fece di testa sua e decise di iscriverla senza chiederle il consenso.

L'addestramento che stava per affrontare forse la avrebbe aiutata ad andare avanti, poco a poco quei momenti non li avrebbe più vissuti.

Il professore diede la possibilità di scegliere se indossare i propri costumi oppure no, avevano tutti fatto la loro scelta ma la giovane esitò un momento.

Si fermò a osservare il suo costume, desiderava indossarlo ma allo stesso tempo si chiedeva se fosse davvero la cosa giusta, aveva fatto del male e non poteva cancellare le sue azioni.

Alla fine lo indossò, voleva farlo dall'inizio ma il passato finiva sempre per ripresentarsi nel presente, portandola ad avere dei dubbi.

Dopo essersi cambiata raggiunse gli altri.

"Haruna, stai benissimo." le disse Kaminari, portandola a voltarsi nella sua direzione.

Nella fretta aveva dimenticato di sistemare un paio delle fasce presenti sul braccio destro, era intenta a sistemarle prima che il biondo la chiamasse.

"Grazie, ma non è la prima volta che lo metto."

"1-A! Adunata! Vediamo di salire a bordo senza intoppi! Disponetevi in due file secondo l'ordine alfabetico!" intervenne Iida, suonando ripetutamente il fischietto.

Che esagerazione.

Pensò, sistemandosi poi la coda, si era accorta che si stava allentando così ne approfittò per darle una sistemata.

Successivamente salì sul pullman insieme agli altri.

Se si fosse trattato di un viaggio di qualche ora si sarebbe seduta di fianco a qualcuno con cui aveva già parlato, ma non era quello il caso.

Prese posto accanto a Bakugou, come posto non la entusiasmava, preferiva stare lei al finestrino ma non disse nulla per evitare una lite.

"Non potevi trovare un altro posto?" le chiese, non distogliendo lo sguardo da ciò che c'era al di fuori del finestrino.

Inizialmente Haruna non aveva intenzione di rispondere, ma non poteva sapere come sarebbe andata se non l'avesse fatto, forse si sarebbe innervosito di più.

"No. Ma non preoccuparti, non ti darò alcun fastidio." rispose.

Era evidente non la sopportasse, nel momento in cui si scontrarono al centro commerciale era scattato qualcosa di negativo in entrambi.

Lui non voleva neanche vederla, gli dava i nervi, mentre lei faticava a sopportarlo, ciò che provavano l'uno per l'altra era reciproco.

"Sarà meglio."

La giovane attese un po' prima di voltarsi, dopo aver visto Bakugou riprendere a guardare fuori dal finestrino si mise a osservare gli altri.

Stavano parlando di qualcosa ma lei non aveva intenzione di prendere parte alla conversazione, così si voltò in direzione del biondo, avvicinandosi appena con il viso.

Si era avvicinata alla sua spalla, non sapeva cosa fare nell'attesa ma da qualche parte doveva pur guardare.

"Ora basta mi dai fastidio. Guarda alla tua sinistra e smettila di fissarmi!" le disse nervosamente, dopo essersi voltato verso di lei.

"Non sto guardando te ma il finestrino. Mi annoio a guardare il pavimento. Se non ti sta bene cedimi il posto."

"Scordatelo. Fai a cambio con qualcun altro ma smettila di guardare nella mia direzione!" rispose il biondo alzando nuovamente il tono della voce, portando la giovane a sospirare.

Che carattere di merda, la prossima volta mi siedo vicino a Kaminari.

Non aggiunse altro per non farlo agitare, quel suo continuo modo che aveva di rivolgersi a lei la irritava, Haruna pensò fosse meglio non farlo parlare così non avrebbe rischiato di perdere un timpano.

Tuttavia la giovane finì per ascoltare ciò che gli altri stavano dicendo, dopotutto erano vicini, avrebbe sentito anche senza volerlo.

Stavano parlando di abilità, più precisamente di Bakugou e Todoroki.

"Ma Bakugou è sempre arrabbiato, non credo proprio che diventerà mai popolare." disse Asui.

Bakugou si alzò dal sedile, iniziando a urlare che invece sarebbe diventato popolare.

"Anche se ci conosciamo da poco, è incredibile che abbiamo già capito tutti che la tua personalità è merda marinata in acque di scolo!" intervenne Kaminari, facendo così innervosire ancora di più il biondo.

Haruna iniziava a essere stanca di sentire le sue urla, stava iniziando a desiderare di salire sopra il tetto del mezzo, ma non poteva farlo.

La giovane cercò di trattenere una risata ma senza riuscirci completamente, Bakugou era seduto accanto a lei e sentì che era sul punto di scoppiare a ridere.

"E tu che hai da ridere?"

"Non ho riso. Beh, anche se comunque non so come tu pretenda non lo faccia. Quello che Kaminari ha detto era divertente." rispose.

Non era scoppiata a ridere, tuttavia non negò che avrebbe potuto farlo.

"Finiscila! Tu sei l'ultima a poter parlare!" le urlò contro Bakugou, restando ancora nella posizione in cui era prima.

La giovane non lo guardò, aveva preso il telefono per tenersi occupata ed era anche un ottimo modo per ignorarlo, non voleva prestargli troppa attenzione.

"Hai ragione. Sono io che mi metto a sbraitare e urlare contro le persone."

"Vuoi stare zitta?! Mi hai stancato sei insopportabile!"

"Tu invece trasmetti molta simpatia."

"Mi stai provocando? Finiscila o ti ammazzo!"

"Te la prendi per tutto. Prenditi un calmante, non sei il centro del mondo di nessuno te l'hanno mai detto?" gli disse.

Si voltò verso di lui, a giudicare dalla sua espressione sembrava più nervoso di prima, dava l'idea di essere sul punto di esplodere.

Aveva di nuovo preso posto, le si era avvicinato appena con il viso.

La guardava innervosito ma alla giovane non importava, aveva parlato per passare un po' il tempo ma forse aveva esagerato.

Non aveva detto nulla di che ma Bakugou si arrabbiava facilmente, non sapevi mai quando parlavi troppo.

"Finitela di discutere, siamo quasi arrivati." li rimproverò Aizawa.

Nessuno aprì una discussione fino all'arrivo, non era il caso di farsi rimproverare una seconda volta.

Erano sul punto di scendere dal bus, Kaminari si affiancò ad Haruna, non avevano avuto modo di parlare durante il tragitto ma tutti avevano visto dove lei aveva preso posto, non era proprio il massimo stare accanto a Bakugou.

"Com è stato stare vicino a Bakugou?"

"Terribile."

"Guardate che vi sento, chiudete quella bocca o ve la chiudo io!" rispose Bakugou, urlando come faceva sempre.

La giovane lo guardò con un occhiataccia ma decise di non rispondere, se l'avesse fatto avrebbe dato vita a un altra discussione e non era il momento giusto per mettersi a litigare.

Dopo essere scesi si ritrovarono davanti lo Space Hero, Numero Tredici, che li fece accomodare all'interno del luogo dove si sarebbe dovuto tenere l'addestramento, l'USJ.

Successivamente iniziò a spiegare alcune cose, tra cui come funzionava il suo Quirk.

"Tuttavia, ricordate che possedete Quirk che potrebbero togliere la vita alle persone se commettere un passo falso!" disse, portando ancora una volta alla mente di Haruna il passato.

Non si aspettava un discorso del genere, fortunatamente non stava avendo alcun tipo di crisi, era però inevitabile che quelle parole la portassero a pensare a ciò che aveva fatto.

Numero Tredici aveva colpito un tasto dolente senza saperlo.

"Grazie ai test fisici di Aizawa avete compreso le potenzialità insite nei vostri poteri, e con il combattimento simulato di All Might dovreste avere capito la pericolosità di usarli contro qualcuno." continuò.

Ti prego cambia argomento.

Pensò la giovane, stava cercando di non impazzire, non voleva far ripetere quanto accaduto durante la prova a coppie.

Fortunatamente l'eroe continuò a parlare ma senza continuare a sottolineare il fatto che il proprio Quirk potrebbe avere conseguenze negative sulla gente.

In quell'addestramento avrebbero imparato come utilizzare i propri Quirk per salvare delle vite.

Terminata la spiegazione accadde qualcosa, la giovane se ne accorse subito, aveva abbastanza esperienza da riconoscere ciò che stava accadendo.

Era consapevole di avere davanti dei Villain, ancora prima che Aizawa li avvertisse.

L'ansia iniziò a scorrerle dentro.

"Lascio a te il resto, Numero Tredici." disse il professore, poco prima di andare verso quei Villain per combatterli.

Successivamente però davanti ad Haruna e gli altri apparve uno di loro.

Rimasero tutti fermi ad ascoltare ciò che aveva da dire, stando alle sue parole si erano introdotti per sconfiggere All Might.

La giovane non prestò molta attenzione a ciò che stava dicendo, non lo fece apposta, stava di nuovo pensando al passato.

Avvolse le braccia attorno a se stessa, le erano venuti i brividi solo a pensare a tutto quello che aveva visto quando era appena una bambina, una bambina confusa che non conosceva la differenza tra il giusto e il sbagliato.

Diventò una Villain per proteggere le persone a lei care ma finì per perderle, tutto ciò che aveva fatto non era servito a niente.

Aveva creduto alla persona sbagliata e ne aveva pagato le conseguenze, stava continuando a farlo.

A far scomparire i ricordi dalla sua mente furono Bakugou e Kirishima, erano partiti all'attacco senza pensarci due volte, il che la fece tornare in se.

Invece di stare qui a pensare al passato forse avrei dovuto fare la stessa cosa.

Le reazione che aveva avuto la infastidì, non era debole, era diventata abbastanza forte da poter superare tutto, tuttavia quando si trattava del suo passato si trasformava in un cagnolino indifeso.

Sperava che presto sarebbe riuscita a liberarsi di tutto ciò che la faceva sentire male, nel frattempo pensò a cosa avrebbe potuto fare per aiutare i suoi compagni.

La giovane avanzò arrivando a mettersi dietro i due, quel Villain aveva schivato i loro colpi.

"Il mio compito è quello di disperdervi, per poi divertirci a uccidervi!" disse.

Nessuno poteva fare nulla per fermarlo, in un attimo si trovarono tutti dispersi a gruppi nei vari terreni, l'unica cosa a cui dovevano pensare era fermare chi li stava attaccando.

Haruna finì nella zona collassata, insieme a Bakugou e Kirishima, il biondo non le andava molto a genio ma non si trovavano li per fare conversazione.

I Villain non diedero loro un attimo di tregua, non appena li videro li attaccarono subito, dovevano essere fermati.

"Io quel Warp gate di merda lo ammazzo!" disse Bakugou, nervoso come di solito, mentre colpiva uno dei Villain.

Nonostante la situazione trova il tempo di prendersela con quel Warp gate, che elemento.

"Anche a me ha fatto incazzare ma non abbiamo tempo per prendercela con lui. Ci penseremo dopo, pensa prima ad ammazzare questi qui."

"Guarda che lo so. Non serve che tu me lo dica!" le rispose, facendone fuori un altro.

Era nervoso, ma almeno quella volta poteva scatenare la sua rabbia su qualcuno.

la giovane fece lo stesso, la situazione non le dava tempo di pensare ad altro e per lei era una vera fortuna, restando concentrata sui suoi avversari non aveva modo di ripensare al passato.

"Sono fuori allenamento ma questi qui fanno talmente schifo che potrei batterli a occhi chiusi, sicuri non siano degli attori?" chiese buttandola sull'ironia.

Ne stava abbattendo molti con poca difficoltà, il che la faceva pensare, era forte ma non era una professionista, per quello il livello di quei Villain la divertiva.

"Attori o no dobbiamo liberarcene al più presto." rispose il rosso.

"Ehi tu, quello era mio! Non farlo mai più o ammazzo anche te!" le urlò contro il biondo, accusandola di aver atterrato uno dei Villain che lui aveva preso di mira.

"Ti rendi conto della situazione in cui ci troviamo? Non è mica un gioco, dobbiamo solo metterli ko, non stiamo facendo a gara." rispose, voltandosi nella direzione del biondo.

Si trovava alle sue spalle, essendo in tre si erano divisi in qualche modo le zone, eppure Bakugou riusciva comunque a lamentarsi.

"Non me ne importa niente! Voglio ammazzarli tutti e poi andare a prendere a calci nel culo quel Warp gate!" le rispose nervosamente, non fermandosi nemmeno per un attimo.

"Fa un po' come ti pare."

"Riuscite a discutere anche in un momento simile? Certo che siete proprio fuori dal comune." intervenne Kirishima.

Sembrava quasi non contassero ne il luogo ne la situazione, ovunque si trovavano finivano sempre per discutere, fortunatamente la cosa non influiva su quanto dovevano fare.

Nessuno dei due aveva intenzione di fermarsi.

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