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Capitolo 3

Aveva deciso di rilassasi sul divano, teneva il telecomando in mano ma in televisione non trasmettevano mai nulla che le interessasse, ma provò lo stesso a cambiare canale fino a quando non avrebbe trovato qualcosa da vedere.

"Haru, va tutto bene?" le chiese, non distogliendo lo sguardo dalla sua rivista.

"Saranno almeno trenta minuti che non dici nulla. Inoltre da quando tuo fratello se n'è andato sei diventata strana." continuò lei, voltandosi verso Haruna.

Non aveva ricevuto risposta, era normale continuasse con l'argomento, anche se la giovane era sicura se ne fosse resa conto da sola che la faccenda la irritasse.

"Già."

"Gradirei che mi prestassi un po' più di attenzione visto che mi preoccupo per te." si voltò, colpendomi poi la gamba sinistra con la rivista che stava leggendo.

"Non c'è motivo di preoccuparsi. Sai che il mio rapporto con lui non è mai stato dei migliori quindi dovresti anche sapere che discutere per noi è una cosa normale. Evita di farti venire preoccupazioni inutili."

Spense il televisore, successivamente si alzò, in direzione della giacca appesa sull'appendiabiti.

"Vai già via?"

"Si è fatto tardi."

"Credevo rimanessi per cena."

"La prossima volta."

"Va bene. Allora a presto Haru."

"A presto, Yu."

Uscì dalla porta d'ingresso, si trovò in un attimo al di fuori dell'abitazione.

Si trovava lungo la strada che portava al mare, era convinta facesse freddo ma si accorse che non era così, di conseguenza si lamentò del fatto che dovesse portare la giacca a mano.

[Davanti alla spiaggia]

Finì di nuovo in quel posto, senza rendersene conto era finita ancora lì, di sera e sempre allo stesso orario.

Il suo sguardo si spostò, dopo aver sentito una voce alla sua destra, era una voce indimenticabile per lei, non avrebbe mai potuto confonderla.

Era All Might, l'eroe che tutti amavano e stimavano talmente tanto da voler diventare come lui era davanti ai suoi occhi.

Stava parlando di qualcosa con un ragazzo, aveva i capelli spettinati di colore verde, era uno dei suoi compagni di classe.

Non le interessava sapere ciò che si stavano dicendo, il suo unico pensiero era quello di non farsi vedere, non voleva incrociare il suo sguardo.

Sospirò, cercando di mettersi in un punto dove dalla loro posizione farebbero fatica a notarla.

Si poggiò alla ringhiera che aveva davanti, sistemando la giacca su di essa, di fianco alle sue braccia.

"Sono ancora qui, Akiko." le dedicò quelle parole, mostrando un sorriso rivolto alla luna.

Sperava che da lassù potesse sentirla, conosceva bene l'amica, sapeva che probabilmente l'aveva già perdonata per quello che le aveva fatto.

"E-Ehi. Scusa se ti disurb-"

"Mi stavi spiando?" chiese, interrompendo ciò che stava dicendo, sembrava provare imbarazzo ma non le importava.

"N-No ecco io- cioè volevo solo- insomma io volevo chiederti se-"

Sospirò, poggiando la testa sulla mano destra, fermandosi a osservare un attimo il panorama.

"Cerca di calmarti. Sembri un deficiente."

"U-Un deficiente?"

"Già."

Il giovane tirò un sospiro ma lei non si voltò, il mare in quella fascia oraria era straordinariamente bello e il suono delle onde la rilassava, voleva restare così ancora un po'.

"Scusami per l'imbarazzo di poco fa. Ora sono calmo, almeno credo."

"Beh, cosa volevi dirmi?"

Lo guardò con la coda dell'occhio, mentre lui diede un occhiata alle sue mani, in quel momento Haruna credette di aver compreso quale fosse la sua preoccupazione.

"Vuoi chiedermi di non dire nulla riguardo la tua conversazione con All Might, dico bene?"

"Già, se non ti dispiace. So che probabilmente ti starai facendo varie domande riguardo quello che ci stavamo dicendo ma dico davvero, non era nulla di importante. Cioè almeno, nulla che potrebbe interessare a te o a qualche altra persona io conosca. Voglio dire, l'ho solo incontrato per caso e gli stavo facendo qualche domanda, anche se non so con quale pazienza sia stato a sentirmi. Onestamente credevo che se ne scappasse o cose del genere-"

Questo è scemo.

Pensò, aveva aumentato il modo di parlare e dava l'impressione di non sapere cosa stava dicendo.

"Piantala di parlare a caso o ti annego."

"A-Ah si, certo. Scusami!"

Haruna sospirò.

"Comunque per quanto riguarda All Might non hai ragione di preoccuparti. Non sono una che si fa gli affari degli altri, quindi non mi interessa minimamente quello che vi stavate dicendo." disse, continuando a fissare il cielo davanti ai suoi occhi.

Lo aveva guardato meglio, poteva dire con certezza che quella sera sembrava avere più stelle del solito.

"Ti ringrazio tanto." accennò un sorriso, grattandosi per un attimo la guancia.

"Senti, potrei farti una domanda?" continuò.

"Come preferisci."

"Beh in questo caso allora...Chi è Akiko?"

In un primo momento la giovane rimase immobile davanti alla sua domanda, non molto dopo però decise di voltarsi, prendendo a guardarlo negli occhi.

"Non sei costretta a rispondere. È che quando sono arrivato senza farlo apposta ti ho sentita pronunciare quelle parole. Non sono abituato a farmi gli affari degli altri ma mi ha incuriosito il tuo sguardo mentre dicevi quelle cose, era triste ma allo stesso tempo felice."

Sorrise, per la prima volta dopo tanto tempo davanti a qualcuno che non sia Yu mostrò un sorriso.

Non credeva sarebbe potuto accadere così presto, forse accadde perché quel ragazzo le aveva ricordato i momenti con Akiko.

"È la mia migliore amica."

"Sei molto legata a lei?"

"Già."

Non sapeva come descriverlo, percepì come se avesse capito che l'amica se n'era andata, aveva davvero capito tutto in così poco tempo?

"Senti. Posso chiederti un altra cosa?"

"Cos è, un interrogatorio?"

"A-Ah nono! Se non posso non importa!"

"Non ti agitare. Chiedi pure ciò che vuoi."

"Come mai a scuola sei sempre sola?"

Gli diede il consenso per farle quella domanda ma dopo averla sentita si convinse del fatto che stesse esagerando, non le creava particolari problemi dirglielo ma non le andava di parlare troppo della sua vita privata.

Era riuscito a capirla, probabilmente era così, tuttavia non bastava.

Credeva l'avrebbe scoperto, non era qualcosa che si potesse escludere, la giovane era sicura che lui sarebbe scappato appena fosse venuto a conoscenza del suo passato da Villain.

Aprirsi sia con lui che con le altre persone la farebbe solo soffrire ulteriormente, non aveva bisogno di amici per stare bene, questa era la sua idea.

"Posso fartela io una domanda?"

"Ah, certo!"

"Perché ti interessa?"

"Interessa a tutti in realtà. Sei nuova e ci dispiace vederti sempre distante dagli altri, non credi ti sentiresti meglio ad avere degli amici o anche solo scambiare due parole con qualcuno ogni tanto? Certo, magari non tutti sarebbero disponibili a farti compagnia, ad esempio Kacchan non è un tipo con cui si possa fare una conversazione senza che si venga insultati, però tutto sommato come classe è davvero a posto! Dovresti davvero prendere in considerazione l'ide-"

Non gli diede il tempo di finire, lo interruppe sbattendo la mano contro la ringhiera, facendo così cadere un silenzio improvviso.

"Non mi servono degli amici. Sto bene da sola. Ti pregherei quindi di smetterla."

"Perché dici questo?"

Aveva continuato a insistere nonostante gli avesse chiesto di non farlo, non voleva perdere la calma ma se non si fosse fermato le probabilità che sarebbe successo erano alte.

Per anni non gridò contro nessuno, solo con suo fratello, farlo in quel momento la farebbe sentire come se le importasse qualcosa quando invece non era così.

Ciò che la classe pensava di lei non le importava.

"Fatti gli affari tuoi."

"Non puoi chiedermi una cosa simile."

"Sai a malapena il mio nome. Che te ne importa di come mi sento?" chiese, mantenendo un tono calmo e rilassato.

"Se voglio essere tuo amico non posso di certo fare finta di nulla non credi? E poi ho come l'impressione che tu non sia sincera."

Si legò la giacca alla vita, poi gli passò di fianco prima di andarsene, non le importa nulla di lui.

"Ti dirò una cosa, per una volta dopo tanto tempo sarò sincera con qualcuno. Ma ti posso assicurare che dopo che la saprai non vorrai più essermi amico."

Poggiò una mano sulla spalla del ragazzo, poi gli sussurrò qualcosa all'orecchio, facendolo rimanere immobile per un momento.

Subito dopo si allontanò, senza aggiungere una sola parola, aveva detto ciò che aveva da dire.

Con quella confessione credette di essersi guadagnata solo schifo, da parte dei suoi compagni e delle persone che presto sarebbero venute a saperlo.

Credeva che quel ragazzo sarebbe andato a parlarne con gli altri, era naturale lo facesse, in quel modo forse dopo averlo saputo non la avrebbero più guardata nemmeno in faccia.

Le stava bene così.

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