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Capitolo 2

Le strade erano popolate da Villain dalla mattina presto, pensò subito che anche loro stavano approfittando della domenica per uscire allo scoperto.

"Guardate! Quella è Mt. Lady!"

"Felice di fare la vostra culo-scenza."

La giovane ruotò gli occhi, subito dopo averla vista fare un occhiolino e mettersi in posa davanti ai paparazzi.

Haruna aveva perso il conto di quante volte si fosse ripetuta quella scena nell'arco della giornata, a volte si chiedeva come faceva a starle dietro.

"Ehi Haru! Scusa se ti ho fatta aspettare!" si scusò, sorridendo mentre si avvicinava.

"Hai finito di metterti in mostra?" chiese, restando appoggiata ad una parete.

"Dai non fare quella faccia, lo sai che sono popolare." rispose, rivolgendole un occhiolino.

"Yu."

Alzò lo sguardo, fermandosi a osservarla.

"Ho dovuto mangiare da sola guardandoti il culo." continuò.

Improvvisamente l'amica scoppiò in una risata, una domanda sorgeva spontanea alla giovane, voleva sapere cosa ci trovava da ridere.

"Non potevi guardare altrove?"

"Si vedeva solo quello."

Si asciugò una lacrima con un dito.

"Io non ci trovo nulla di così divertente."

"Hai ragione scusami. La smetto. Andiamo verso casa mia ti va?"

Si allontanò dal punto in cui era appoggiata e la seguì, senza darle nessuna risposta, si limitò a starle dietro.

Riusciva ancora a ricordare il loro primo incontro, aveva appena compiuto i dieci anni.

Inizio Flashback

"Mamma! Dove stiamo andando?" le chiese, tirandole la camicia.

"È il tuo compleanno no? Se ti rivelassi tutto non sarebbe più una sorpresa."

"Questo è vero ma sono curiosa!"

Le mise il broncio, sperando inutilmente di farla confessare.

"Sta tranquilla. Siamo quasi arrivate. La vedi quella casa?"

"Si."

La bambina la osservò incuriosita, curvando leggermente la testa.

"Appena entreremo avrai il tuo regalo."

"Sul serio?!"

"Certo tesoro."

"Allora che aspettiamo? Andiamo!"

La prese per mano, prendendo poi a correre verso quella casa, quando la piccola era curiosa nessuno poteva fermarla.

"E adesso? Che faccio suono?" chiese.

La donna annuì, invitandola a premere il tasto del citofono, dopo appena tre secondi il cancello si aprì.

"Mamma. Sei sicura che qua dentro non ci sia qualche tua parente che non conosco? Due anni fa è successa la stessa cosa e mi ha regalato solo della cioccolata!"

Le mise di nuovo il broncio, preoccupata che la cosa si ripetesse.

"Ti aveva anche regalato delle bambole. Ricordi?"

"Si ma erano brutte."

La madre si fermò a ridere per un attimo, nel mentre si avvicinarono alla porta.

"Tesoro entra prima tu."

Fece come le disse, guardandosi attorno.

"Ma qui non c'è nessuno!"

"Segui il corridoio e vai in salotto. Il tuo regalo si trova li."

"Davvero?! Vado allora!"

Iniziò a correre, con le braccia spalancate fino ad arrivare in sala.

Il suo corpo si immobilizzò improvvisamente, davanti alla piccola c'era una ragazza.

"T-Tu sei..."

"Mt. Lady. Piacere di conoscerti piccola!"

Non ci credeva, aveva davanti la sua eroina preferita, si sentiva svenire.

"N-Non ci posso credere! Sei davvero tu?"

"Certo. Buon compleanno Haruna."

"S-Sa anche il mio nome. La mia Dea sa il mio nome? Mi sa che svengo davvero!"

Era fin troppo emozionata per fare uscire dalla sua bocca qualcosa che avesse un senso, dopotutto era pur sempre una bambina, quale bambino non avrebbe una reazione simile davanti al proprio idolo?

"Addirittura una Dea? Non esagerare. Sono carina ma non a quei livelli."

Le aveva appena sorriso, ancora non aveva realizzato, trovava incredibile che stesse parlando con lei.

"Invece si! Da quando ti ho visto la prima volta in televisione non ho fatto altro che continuare a sperare di poterti parlare un giorno. Il mio sogno è sempre stato quello di incontrarti. Da grande vorrei diventare un eroina forte e bella come te."

"Come sei dolce. Sono sicura che la diventerai. Adesso ti va di fare merenda?"

"Mi stai davvero offrendo la merenda? Ma questo è un sogno!"

Fine Flashback

Da quel giorno continuò ad andare a trovarla.

Con il passare del tempo smise di chiamarla in quel modo, non la vedeva più come una Dea ma una persona di cui potersi fidare, la sua amica più cara.

"Cavolo, non ricordo dove ho messo le chiavi." affermò, toccandosi il mento cercando di ricordare.

Yu era l'unica persona in grado di cambiare il suo carattere freddo, certe volte le bastava guardarla per tornare a sorridere.

"Le ho io nella borsa."

"Oh è vero, me ne ero completamente dimenticata." sorrise, tirando fuori la lingua.

Successivamente le consegnò le chiavi, in tutti quegli anni passati insieme non era mai cambiata.

"Sono stanca morta. Non ho voglia di mettermi a pulire, ti va un caffè? Ho anche i biscotti."

Haruna sospirò.

Come al solito non ha voglia di fare nulla che non sia rilassarsi.

"Lo preparo io."

"Davvero? Sei piuttosto gentile oggi Haru. È forse successo qualcosa?" le chiese con un sorrisetto sul volto, sedendosi poi sul divano.

"Non è successo nulla."

"Certo. Allora cosa sono questi messaggi?" continuò, mostrandole il telefono.

"Yu. Quello è il mio telefono."

Sospirò fermandosi a pensare come faceva ad averlo lei, doveva averlo tirato fuori dalla borsa appena la vide spostarsi in cucina.

"Lo so bene tesoro. Allora vediamo un po'."

Si sdraiò sul divano senza smettere di guardare il cellulare, quando aveva quei comportamenti le dava i nervi.

"Haru. Posso farti una domanda?"

"Dimmi."

"Da quando ti senti con un ragazzo?"

Rimase immobile un attimo, era sorpresa della sua domanda, iniziò a chiedersi che tipo di messaggi aveva letto.

"Non mi sento con nessun ragazzo."

"Qui un tipo carino ti ha chiesto di uscire."

"Come fai a dire che è carino?"

"Ho guardato la foto profilo."

Sospirò di nuovo, andandosi a sedere di fianco a lei, voleva cercare di capirne di più.

"Potrei riavere il mio telefono?"

"Solo se rispondi al biondino."

"Biondino?"

Davanti a quelle parole le venne in mente una sola persona, non esitò a prenderle il telefono dalle mani, fermandosi a leggere i messaggi.

Come ha fatto quel cretino ad avere il mio numero?

"Non lo sopporto."

Mise il blocco, lanciando poi il cellulare vicino al cuscino.

"Quindi chi è?"

"Un compagno di classe. È da ieri che non fa altro che chiedermi di uscire."

"Dovresti smetterla di essere così dura e lasciare entrare anche altre persone nella tua vita sai?"

"Non è necessario. Sto bene così."

L'amica sospirò.

"Senti, Haru."

"Cosa c'è ancora?"

"Il caffè. Credo sia pronto."

Si alzò velocemente dopo quell'avviso, andando a spegnere la fiamma, se la avesse avvisata prima si sarebbe risparmiata la corsa.

Passarono quasi due ore da quella conversazione.

Haruna si era appoggiata di schiena contro il tavolo del salotto, intenta a finire alcuni biscotti al cioccolato.

"Yu. Hai intenzione di restare distesa sul divano a mangiare patatine leggendo riviste di moda per il resto della giornata?"

"Perché no? Hai qualcosa di meglio da fare?"

"Fa un po' come ti pare."

Improvvisamente qualcuno bussò alla porta, la giovane aveva scarso interesse per le persone e di conseguenza non avrebbe aperto.

Andò Yu, quasi provava dispiacere nel separarla dal divano.

"È tuo fratello."

Merda.

Pensò, fermandosi a pensare al motivo della sua visita.

"Ciao Yu. Come stai?"

"Io benone come sempre. Tu?"

"Al solito. Haruna?"

"È qui in salotto." rispose, facendolo entrare.

"Beh che cosa vuoi?" rispose, non allontanandosi dal tavolo.

Lo sguardo del fratello non le piaceva per niente.

"Prova a indovinare, Haruna."

"Non possiedo un Quirk che mi permetta di leggere nel pensiero, Shouta."

L'uomo sorrise, avendo percepito la loro solita aria di sfottò.

"Questa mattina Yu ha dovuto salvarti la vita per l'ennesima volta. Devi stare attenta quando ti trovi vicino a un combattimento tra Pro Hero e Villain."

Haruna ruotò gli occhi, sperando avrebbe smesso presto di farle la predica.

"Sei venuto a farmi il culo solo per questa cavolata?"

"Attenta a come parli. Resto pur sempre tuo fratello maggiore."

"Come ti pare."

Pensò fosse stata solo distrazione, anche se quel Villain si fosse avvicinato più del previsto non avrebbe avuto problemi a fermarlo, secondo ciò che pensava era talmente penoso che anche sua nonna non avrebbe avuto problemi con lui.

Tre anni fa era considerata una dei Villain più pericolosi in circolazione, per questo faticava a capire che avesse da preoccuparsi così tanto.

"Comunque sia, quello non era l'unico motivo per cui ho deciso di venire qui."

Sperava stesse scherzando, considerava quei discorsi una rottura e sperava sarebbero terminati presto.

Yu non faceva altro che starsene in disparte a mangiare biscotti, la cosa la infastidiva, era casa dell'amica e se avesse voluto avrebbe potuto sbatterlo fuori.

"Sarebbe?"

"Il comportamento che hai avuto ieri a scuola non mi è piaciuto."

"Capirai. Tanto a te non va mai bene niente."

"È una cosa seria. Ora sei alla Yuuei, non puoi rifiutarti di usare il tuo Quirk."

"Mi ci hai messa tu la dentro. Non sono stata io a chiedertelo. Non puoi obbligarmi a fare una cosa soltanto perché lo vuoi tu." rispose, alzando la voce, separandosi dal tavolo per andargli incontro.

"Hai quindici anni, ormai non sei più una bambina. Devi crescere e imparare a prenderti le tue responsabilità."

"Credi davvero che io non sia cresciuta Shouta?"

"Sembra tu stia tornando indietro. Ti comporti come una bambina di otto anni."

"Dimmi una cosa. Mi stai prendendo per il culo forse? A soli dodici anni sono stata costretta a diventare una Villain e di conseguenza sono arrivata ad uccidere delle persone. Ho fatto tutto questo per cercare di proteggere mia madre ma non è servito a nulla perché un anno dopo è stata uccisa davanti ai miei occhi. Di questa cosa tu, Yu e All Might siete gli unici ad esserne a conoscenza. Quindi evita di sparare cazzate riguardo al fatto che mi comporto come una bambina dato che a dodici anni ero già una donna."

Le sue mie emozioni presero di nuovo il sopravvento, come accadeva ogni volta finì per urlargli in faccia.

"Ad ogni modo che ti piaccia o no a partire da domani dovrai riprendere ad utilizzare il tuo Quirk."

"Con il mio Quirk ho ucciso persone innocenti e mi faccio schifo solo al pensiero di averlo fatto. Come pretendi che faccia a utilizzarlo di nuovo senza che mi vengano in mente quelle scene?"

"Non mi importa come farai ma devi riuscire a superare questo ostacolo. Crescere significa anche questo. Se non superi le tue difficoltà non andrai mai da nessuna parte."

Su quell'ultimo punto non poteva dargli torto, provò infinite volte a lasciarsi tutto alle spalle senza mai riuscirci, cosa poteva assicurarle che quella volta sarebbe stato diverso?

"Domattina vi scontrerete a coppie. Due di voi saranno Hero mentre gli altri due interpreteranno la parte dei Villain. In questa prova l'utilizzo del Quirk è necessario quindi vedi di lavorarci su."

"Se durante la prova dovessi sentire di nuovo le voci delle persone che ho ucciso e come l'ultima volta finissi per sentirmi male?"

Due mesi fa le tornarono alla mente quelle terribili scene in sogno, si svegliò di botto e iniziò ad impazzire.

Credeva fosse stato un caso ma voleva comunque evitare si ripetesse.

"Recovery Girl è sempre disponibile."

"Non voglio mostrarmi debole davanti agli altri."

Rimase per un attimo in silenzio, forse stava pensando a cosa dire, successivamente riprese a guardarla negli occhi.

"Dimmi una cosa Haruna. Tu hai paura che possano riconoscerti?"

La ragazza sbiancò, rimase immobile davanti alla sua domanda, anche quella volta aveva fatto centro.

"A giudicare dalla reazione che hai avuto ho indovinato. Non è così?" continuò.

La giovane fece scena muta, tornando a guardarlo con il solito sguardo freddo.

"Allora lascia che ti dica una cosa. Quei ragazzi potrebbero arrivare a fregarsene del tuo passato da Villain."

Ma per favore, forse questa è la volta buona che mi sta prendendo per il culo.

Pensò, non credeva possibile una cosa simile.

"Le persone sono tutte uguali. Se lo venissero a sapere si limiterebbero a prendere le distanze. Ma in qualsiasi modo la prenderanno non mi interessa, dopotutto se non trovo interesse nel legare con nessuno di loro il motivo resta il mio passato. Restando sempre da sola e senza amici almeno non rischio di essere ignorata dalla gente a cui tengo."

"D'accordo. Pensala come vuoi. Ci vediamo domani a scuola. Nel frattempo vedi di pensare a quello che ti ho detto."

Se ne andò dopo aver salutato Yu, non aggiunse altro, quella conversazione era andata anche troppo per le lunghe.

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