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♡. Capitolo 9

[fraintendimenti]

Eri furiosa, dannatamente furiosa. Sentivi il sangue ribollirti nelle tue vene, il cuore battere come uno scalmanato nel petto, la tua pressione sanguigna probabilmente in quel momento avrebbe raggiunto dei valori sopra alla norma, dei valori che non facevano affatto bene al fisico, soprattutto in quel periodo, dove lo stress aveva raggiunto davvero livelli esorbitanti. Mentre il tuo fiato usciva con una certa difficoltà, ti avviavi verso l'ufficio del tuo capo, con quelle mani che prudevano come non mai e con tutto il tuo istinto omicida che aveva la necessità di fuoriuscire e di porre fine a quel tuo stato d'animo, per nulla controproducente.
I contrasti Taehyung nel tragitto, che nel vederti in quel modo, con quei tuo sguardo tagliente, come lame affilate, puntato verso ciò che si trovava davanti a te e le tue labbra rosate serrate, decise di non proferire una parola a riguardo e di farti un solo, e minimo, cenno con il capo per salutarti; avevi continuato a camminare con passo deciso lungo il corridoio, con quelle scarpe con il tacco nere che emettevano un forte rumore, tanto da distrarre tutti i presenti, che prima venivano colpiti dal rumore e poi da quella tua aura maligna che avvolgeva tutto il tuo corpo. Nonostante ciò, tutti continuavano ad invidiare il tuo portamento impeccabile, anche in una situazione del genere.
Di fronte alla porta di Jimin non ti degnasti nemmeno di bussare, entrasti con irruenza nella stanza trovando il ragazzo seduto, intento a leggere qualche foglio: il rumore della porta aperta in modo anche piuttosto "brutale" unito a quello dei tuoi passi, fece voltare Jimin, il quale ti guardò con un aria piuttosto serena, mentre poggiava tutte quelle inutili carte sulla scrivania. «Si bussa prima di entrare» disse il ragazzo, con tono pungente, passandosi una mano tra la sua folta chioma corvina che era stata perfettamente pettinata, andandola a scompigliare «In questo momento, te la spaccherei in testa questa porta» dicesti, con una calma che di certo non lo incoraggiava affatto, una calma che non prometteva nulla di buono. Insomma si sa: la quiete viene prima della tempesta.
Il ragazzo, chiuse un attimo gli occhi prima di massaggiarsi il ponte del naso con i suoi polpastrelli, lasciandoti piena visione di quella sua mano pallida, dalle dita corte, ma dal dorso ricoperto da aggettanti vene, che evidenziavano la sua mascolinità «Come mai sei venuta qui?» chiese con tono altrettanto calmo il ragazzo, con quella sua voce calda e roca che aveva fatto vibrare tutto il suo pomo d'adamo «Beh dovresti saperlo, dato che l'email l'hai inviata tu» rispondesti pungente, facendo schioccare la lingua al ragazzo che roteò gli occhi, come infastidito: ora quel suo comportamento, ti stava dando i nervi.

«Capisco» rispose per poi prendere in mano nuovamente quei fogli, iniziando ad ignorati «Capisci?! Capisci come ci si sente a scrivere tutta la notte per cercare di compiacere e poi si riceve una misera risposta e un comportamento del genere, uh?!» stavi perdendo tutte le staffe, tutta la pazienza che avevi, che era anche troppa, stavi davvero per esplodere, come una bomba ad orologeria, all'improvviso. Il moro sbuffò, prima di alzarsi in piedi e venire verso di te, con passo lento, mentre ti osservava, con quelle sue iridi scure puntati verso quei tuoi occhi (c/o) furenti; ti mordesti il labbro, come un forte tentativo di reprimere tutta la rabbia che era in circolo nel tuo sangue, con il ragazzo à pochi passi da te «Non voglio sminuire il tuo lavoro, il mio messaggio era riferito al fatto che avevo ricevuto solamente un nuovo aggiornamento e volevo conferma che fosse solo quello. Vuoi o non vuoi sono nel settore dell'editoria da più tempo di te e so come funziona questa mondo, anche fin troppo bene. Per me il lavoro dei miei dipendenti deve essere fatto con serietà e con dedizione, qualità che tu possiedi a pieno» fece una piccola pausa «Ora probabilmente resterai arrabbiata con me, soprattutto perché riconosco il mio sbaglio di aver dato una risposta fraintendibile quando potevo spiegare meglio, ma per favore non pensare che io sminuisca il tuo lavoro».
Ora, non eri sicura se fosse una tua sensazione o meno, ma in alcuni punti della frase era risultato particolare piatto, come se in realtà già lui sapeva cosa tu saresti andata a dire, come se lui già sapeva come avresti reagito e la cosa ti aveva insospettita: non era la prima volta che accadeva una cosa simile, non era la prima volta che sembrava prevedere ogni tua mossa e ogni tuo comportamento, eppure nonostante tu fossi arrabbiata con lui, quel ragazzo era in grado di incuriosirti come mai nessuno prima di lui. La vostra conversazione alla fine era morta lì, tu lo avevi lasciato ai suoi lunghi e pesanti affari e tu eri andata per conto tuo, ancora un po' irritata verso il tuo ufficio.
«Oh, hey (T/N)!» urlò Taehyung non appena ti poggiati sulla tua morbida e comoda sedia in pelle, rigorosamente nera, mentre gli sorridevi: alla fine tu ce l'avevi solo con il tuo stupido capo e poi Taehyung era molto simpatico a dire la verità «Ti ho lasciato dei fogli sulla scrivania e sono molto importanti per il manoscritto a cui stai lavorando. Più tardi passeranno a ritirarli quindi, compilali con calma». Annuisti e sorridesti al ragazzo che lasciò la stanza, facendo un modo di rappresentare una distrazione in meno per te e soprattutto per non crearti alcun problema che avrebbe potuto compromettere la buona riuscita di quello che sarebbe stato il tuo primo libro. La penna scivolò tra le tue dita, abbozzando su un quadernino a righe ogni possibile idea e particolare da dover aggiungere alla trama, in modo così da non dimenticare e facendo si che tu potessi seguire correttamente, passo dopo passo, ogni idea che ti eri già in parte prefissata. C'erano anche cose sulla quale non eri sicura, ma per quello avresti chiesto aiuto a qualcuno tra i ragazzi: alla fine erano tutti sempre molto gentili e disponibili con te, sia perché loro erano delle bravissime persone sia perché Jimin glielo aveva imposto, con fare piuttosto curioso ma al quale non avevi mai badato abbastanza.

«No no, aspetta un attimo e fammi intendere: tu le hai risposto davvero in quel modo Jimin?! » chiese il maggiore, mentre Yoongi era ormai affranto, seduto sul divano che sorseggiava la sua tazza di caffè «Non l'ho fatto con cattive intenzioni» «Si ma capisci che non va bene, nel suo caso lei ha frainteso e lo avrebbe fatto chiunque» continuò SeokJin, pienamente appoggiato dall'altro ragazzo al suo fianco. «Almeno, non hai fatto come sempre di testa tua e ti sei scusato?» «Si, mi sono scusato anche perché mi dispiaceva: sapete quanto io tenga al suo lavoro. Non è un semplice metterla alla prova ma riuscire a portare fuori tutto quel grande potenziale che ha». Nella stanza ci fu un lungo momento di silenzio, prima Yoongi continuasse il suo discorso «Per caso, il suo potenziale c'entra con la profezia?» chiese atono, mentre lo osservava con sguardo serio «In realtà, non avevo mai pensato a ciò sinceramente e, inoltre, non credo che lei sia la chiave di tutto ciò» affermò Jimin «Nonostante sia molto intelligente, una profezia del genere non potrà mica essere risolta nel modo più banale: l'ha emessa Dio stesso ed è più furbo di quanto possiamo pensare» continuò prima di guardare il più grande, il quale aveva uno sguardo piuttosto strano, indecifrabile quasi, puntato sulla sua figura mascolina e muscolosa «Hai qualcosa da aggiungere Jin Hyung?» «La mia è solo un ipotesi, ma ho collegato delle cose strane che sono successe nell'ultimo periodo e se lei invece di essere causa della tua salvezza, sia causa della tua futura dannazione eterna?» quelle parole, pronunciate dal ragazzo, che non aveva tutti i torti effettivamente, furono un colpo particolarmente duro per Jimin, il quale non riuscì a comprendere propriamente il discorso di Jin: probabilmente perché il solo pensiero di una grande sconfitta, lo urta a di più di quanto credesse.
«

Tu non conosci l'amore Jimin, non lo hai mai conosciuto perché il tuo istinto ti ha lasciato seguire lussuria e passione, ma niente di puro come il sentimento in sé. Non dico che tu sia innamorato di lei, affatto, ma voglio dire che un minimo quella ragazza ti suscita interesse, anche fin troppo interesse da quando è arrivata» «hyung-» «Jimin-ah è vero: non l'ha notato solo lo hyung, ma anche io, Taehyung, Namjoon, Hobi e persino Jungkook. Da quando lei è arrivata è stata al centro dei tuoi pensieri, sei stato deliziato e catturato dal suo modo di scrivere e di pensare, tanto che, debole come sei agli istinti, hai lasciato che tu ti interessassi a lei e non impedirai, un giorno, à te stesso di amarla» concluse il ragazzo, continuando a sorseggiare quella sua tazza, colma del caldo e amaro liquido scuro.
«Inutile negare, tra poco anche i muri se ne accorgono» «Lo hanno già notato» rispose Yoongi, facendo ridere il ragazzo, che subito dopo puntò le sue iridi castagne verso Jin «Che mi consigli di fare hyung?» «Oh, emh- eh?! Perché stai chiedendo a me?» «Perché si da il caso, SeokJin hyung, che sei il più grande anche se a volte, sembra più grande Jungkook di te e che tu abbia una storia quindi, dai qualche consiglio a Jimin. Se posso permettermi credo che anche lei provi un certo interesse verso di te» «Argh, va bene. Per il momento l'unica cosa che ti dico è cercare di fare pace con lei: invitala a cena fuori e cerca di sembrare più naturale possibile. Evita di leggere nella sua anima per avere una mano, anche perché è una ragazza davvero molto sveglia e se pensi che non se ne accorga, ti sbagli di grosso» «Sta sera?» «Prima le passa la rabbia, meglio è per entrambi».

Il più grande lasciò soli il tuo capo con Yoongi, il quale decise di continuare il discorso che era appena terminato «Come pensi di comportarti?» il corvino lo guardò un attimo spiazzato, non capendo bene la domanda che gli era stata appena rivolta; lasciò che un sospiro fuoriuscisse da quelle sue labbra carnosee e rosee, prima di tirare indietro la testa, mettendo in mostra il suo pomo d'adamo. Le sue braccia vennero portarle dietro al suo capo, evidenziando così la grande massa muscolare dei suoi bicipiti che quasi erano stretti in quella camicia bianche che indossava.
«Umh...non saprei. Dai Yoongi hyung, non ho mai chiesto ad una ragazza di uscire!» «Giusto, tu sei passato direttamente a trascinarle nelle tue fauci e a gettarle nelle fiamme invernali» «Se la sono cercata, io ho fatto solo il mio dovere» disse con voce scherzosa, prima di ridacchiare e sedersi nuovamente in modo composto «Beh glielo chiederei gentilmente e le proporrei una cena nel suo ristorante preferito» «E se non dovesse funzionare?» «Beh, vorrà dire che andrò da solo» disse con una punta di ironia, con il più grande che ormai stava quasi per perdere le speranze «A parte ciò, da quello che ho visto prima, dopo averle detto ciò non sembrava più arrabbiata come prima quindi-» si fermò un istante «Ho un idea, aspetta qui !  » In un baleno, Jimin scese grazie all'ascensore, in funzione solo per lui e per i suoi dipendenti che lavoravano in quel piano, fino al tuo ufficio, dove eri intenta a scrivere qualcosa al computer.
Vedendo quanto eri concentrata sul tuo lavoro il ragazzo se ne approfittò per prendere una tazza di thé caldo dal bar, che si trovava solamente al piano inferiore, cosa che gli diede anche modo di passare inosservato. Il thé era fumante, ma il suo odore di certo si presentava più che invitante, soprattutto quando Jimin si affacciò cordialmente alla vetrata del tuo ufficio «Posso?» gli facesti si con il capo e lo lasciasti accomodare all'interno, mentre in fretta e furia chiudevo tutte le schede a cui stavi lavorando, schede che non avresti mai voluto mostrare al ragazzo «Il motivo della tua visita?» «Ti ho portato questo:bevilo, hai bisogno di una pausa» disse gentilmente, per poi sorriderti.











N.A.
scusate la mia lunga assenza, ma sono molto impegnata in questo ultimo periodo quindi aggiornerò poco e niente.

Scusate per eventuali errori, ma sono molto stanca e nonostante ho ricontrollato non sono riuscita a trovare proprio tutto.

Spero vi piaccia

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