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♡. Capitolo 17

[piacere e gioia]

Passò circa un mese da quando tu e Jimin eravate diventati una coppia, in via ufficiale: seppur Jimin fosse un ragazzo influente, uno degli uomini più potenti ed importante della Corea del Sud, la vostra relazione non era mai stata resa pubblica. Infatti, avevate entrambi ritenuto che forse era meglio non uscire allo scoperto, soprattutto prima del programma del tuo lancio come scrittrice sulla scena: è risaputo, che la società coreana, aveva delle visioni particolarmente ristrette della società ed era pertamente chiusa con gli stranieri. Pubblicare la vostra relazione, avrebbe dato la possibilità ai netizen* di dipingerti come una "scalatrice sociale", far passare Jimin come un uomo facile e che si lasciava facilmente sedurre dal fascino di una donna, non che questo non fosse vero.

Nessuno di voi due voleva avere quella tremenda etichetta e soprattutto, avrebbe potuto risvegliare alcuni istinti celati del ragazzo, il quale non voleva che la sua natura giungesse allo scoperto. Tu, finalmente, ti eri totalmente abituata a lui, non che all'inizio la cosa che lui fosse Lucifero ti avesse sorpresa, ma ora la vostra convivenza era pienamente normale: vista da persone esterne, sarebbe sembrata una normale relazione, non troppo romantica, tra due persone totalmente normali.
Ma come ben si sa, anche nelle coppie più normali, qualcosa veniva sempre a galla...
Quel ragazzo era dominato dagli istinti e anche la sua natura umana era fin troppo umana per restare fuori da quel suo vortice, che avrebbe potuto fin da subito prendere il totale controllo di lui. Tu non eri da meno, ma di certo, anche grazie a lui, eri riuscita ad accantonare quei tuoi istinti, che ha volte facevano capolino. Non è che volevate evitare quel passo, ne lo avevate rimandato, sicuramente non era il momento giusto per nessuno dei due, soprattutto per Jiminn, il quale risultava sempre particolarmente insicuro e molto spesso impacciato davanti a te, anche se lo trovavi tremendamente carino.


Quella sera, le tue amiche erano fuori casa per qualche casuale motivo che potevi già immaginare, quindi tu e Jimin avevate l'appartamento tutto per voi due. Eravate seduti sul divano in pelle: lui seduto e tu in mezzo alle sue gambe, attaccata al suo corpo, con la testa appoggiata sul suo petto caldo, cullata dal ritmo lento con cui il suo petto si alzava e si abbassava. Con una mano accarezzava i tuoi lunghi capelli (c/c) e con l'altra, teneva stretta la tua mano, lasciando che le vostre dita si intrecciassero nei modi più vari; nella tua mano libera tenevi la ciotola con i tuoi ramen istantanei, mentre guardavi con attenzione il drama che tu e Jimin stavate seguendo.
Non che ti piacessero i drama in particolare, ma qualcuno aveva davvero rapito il tuo cuore «Devo essere geloso di come guardi quell'attore?» chiese il ragazzo, con la sua voce profonda e con fare provocatorio «Se posso dirlo, lui è molto più figo di te» rispondesti ovvia, celando il sorrisino che si era formato sulle tue labbra rosee «Eh sentiamo come questo qui, sarebbe più figo di me» lo sentisti scaldarsi, dal semplice tono della voce: ho dimenticato di dire, che uno dei peggior svantaggi di essere la fidanzata del diavolo, era la gelosia e un livello di possessività che andava oltre la norma, non che ti dispiacesse.
«Vediamo, in cosa Xiao Zhan* sarebbe più bello di Park Jimin...» dicesti, alzando in parte la schiena, giusto per guardarlo nei suoi occhi profondi senza farti venire il torcicollo «Decisamente tutto» dicesti palesemente provocatoria «Ya! (T/N)! Mi stai dicendo che quel cinesino è più bello di me?!» urlò in preda alla rabbia e la cosa risultò ai tuoi occhi abbastanza esilerante: scoppiati a ridere di rimando a quelle sue parole, per poco rischiavi di strozzarti per le continue e sonore risate «Ridi anche?! Sono il tuo ragazzo! Non mi devi trattare così!» disse lui, lasciando la tua mano, affinché potesse mettere le braccia conserte, stringendole al petto. Poi gonfiò il busto ed iniziò a guardarti, con un sguardo decisamente non cattivo, né severo sotto ogni sua aspettativa, aspettando che tu smettessi di ridere e che potessi dire qualcosa.
«Sai che con me non funziona il finto broncio» dicesti, mentre annaspavi quanto più ossigeno possibile, nel tentativo vano di riprenderti da quella risata. Il ragazzo, rilassò subito i suoi muscoli, davanti a quel fallito tentativo e riprese a comportarsi in modo normale, nonostante rimanesse sempreee infastidito da quelle affermazioni: peccato che quando poi qualcuno gli faceva complimenti, diventava così timido da non crederci.
«Umh...posso però dimostrarti che io sono più figo di quello» affermò con tono serio e sicuro «Chi ti ha detto che non avresti potuto farlo?» dicesti seriamente, mentre aspettavi che lui facesse qualcosa: poggiasti la ciotola di ramen sul tavolo, mettendoti a cavalcioni su di lui «Su su» portasti le braccia al petto, stringendole contro di esse. Jimin sospirò per un momento, prima di porgere una sua mano, con il pollice sulla guancia, nella zona vicino all'orecchio, mentre con le altre dita tirava, appoggiata sul tuo collo, tirando il tuo volto verso di te: le sue labbra morbide e piene si unirono alle tue.

Quel bacio fu un leggero bacio a stampo, che lasciò un piccolo schiocco, quando i vostri cuscinetti di pelle si staccarono, ma certamente non finì lì.
Jimin infatti, poggiò di nuovo le sue labbra contro le tue, mentre tu avvolgevi le tue braccia attorno il suo collo, affondando quei tuoi polpastrelli affusolati e dal tocco gentili, in quei suoi capelli corvini; la mano libera di jimin, si muoveva dalla tua guancia, fino ad arrivare al tuo collo. Non sfiorò nessuna zona particolare del tuo corpo, se non in modo lascivo, nella sua fervida corsa, afferrando il tuo fianco: con uno scatto deciso e preciso, lasciò che la parte superiore del tuo corpo aderisse totalmente al suo.
Le vostre bocche, affamate e desideranti di quei vostri sapori e delle vostre essenze più interiori, si scontravano, passo dopo passo, mentre lui sembra divorare la tua anima, in quel bacio turbolento. Gli schiocchi si moltiplicarono, mentre il respiro continuava a farsi sempre più corto e affannato, nonostante il vostro tentativo di respirare in quel bacio così carnale, che entrambi non avevate mai visto; i vostri cuori battevano all'impazzata nei vostri petti, quasi sincronizzati, quasi che entrambi volessero sfondare quella gabbia nel quale si trovavano, solo per sfiorarsi appena.
La vostra carne fremeva sotto quelle scosse di piacere, che partivano dalla bocca e si diramavano per ogni più piccolo e intimo meandro del vostro corpo, tra il rumore solo della televisione e di quegli schiocchi continui. Nel vostro bacio, le vostre lingue erano protagoniste: ballavano insieme, aggrovigliate tra loro, in quella che poteva parere un'estrema lotta, nel tentativo di entrambi di divorarvi. Lussuria, bramosia, eccitazione, piacere: tutti elementi che scorrevano nel vostro sangue, spinti da quell'adrenalina rilasciata in quantità sempre maggiore e che rendeva anche quasi impossibile, il potervi staccare da quel veemente bacio. Il vostro cervello, la parte razionale, era caduta vittima di tutte quelle sostanze chimiche che venivano rilasciate nel vostro corpo, creando quella sensazione e quell'atmosfera.
Quel vostro bacio parve eterno, come se entrambi fosse bloccati in un loop temporale, fino a quando tu non ti staccasti nel tentativo di annaspare più ossigine possibile. I vostri nasi si sfioravano tra loro, mentre i vostri respiri caldi e secchi si mescolavano tra loro, con le vostre labbra bagnate di saliva e pulsanti, che chiedevano pietà.
N

on era la prima volta che succedeva una cosa simile, ma solitamente non andavate mai oltre, non venivate mai travolti da quel vortice di emozioni che rischiava di farvi rimanere vittima, di un terribile, ma spettacolare artificio. Ma la cosa questa volta si mosse nel modo più inaspettato: Jimin, con una mossa molto istintiva e veloce, afferrò di nuovo parte della tua zona della nuca e senza farti male, ti spinse il quanto bastava contro le sue labbra bollenti e tremanti.
Mugugnasti a quel contatto rude, prima che lui potesse mordere il labbro inferiore, prima di riprendere quel sensazionale bacio: di nuovo, le vostre lingue si scontrarono le una con l'altra, mentre le vostre labbra erano ora accompagnate dal mobile delle vostre mani. Le tue mani, dal collo di Jimin, passarono alle spalle, prima di soffermarsi su quel suo petto muscoloso, che si alzava e si abbassava irregolarmente: potevi sentire chiaramente il battito del suo cuore fuori dalla norma e la cosa, senza un motivo preciso, ti rese davvero felice.
Jimin, d'altro canto, non era solito stare fermo, vittima di quel fiume di lussuria che aveva totalmente appannato la sua vista: le sue mani, da tuoi fianchi, percorsero parte della schiena, accarezzandola prima verso l'altro e poi, una volta esplorata nelle sue forme, si spinse verso il basso, nella zona del tuo fondoschiena, che sfiorò in parte.

Successivamente, il ragazzo si staccò dalle tue labbra, annaspando. Un filo di saliva univa quei vostri cuscinetti rossi e bollenti «Ti voglio (T/N)» disse, quasi sibilando, con quella sua voce roca, mentre come un predatore, che non azzanava da mesi la sua preda, si posizionò sul tuo collo, iniziandolo a mordere. I suoi morsi erano decisi, ma non provocavano alcun dolore, anzi quel lieve pizzicore era decisamente piacevole: di rimando, tirasti la testa indietro, lasciandogli piena presa del tuo collo.
Davanti a quel tuo comportamento, totalmente istintivo, il ragazzo passò dai morsi ai succhiotti: prese a succhiare ogni lembo della tua pelle bollente e tremante, fino allo sfinimento. Trattenesti eventuali gemiti di piacere e la missione si rivelò più ardua del previsto, mentre sentivi come ti stava divorando, insieme a quel maledetto calore che proveniva dal tuo basso ventre e ti stava facendo letteralmente impazzire. Sentisti i suoi denti passare sulla tua pelle, mordicchiando a pena, giusto per rendere quell'attimo ancora più piacevole di quanto fosse, mentre succhiava con avidità, fino a che essa non fosse diventata viola, per poi lenire il tutto con la passata della sua lingua affilata, la quale passò con delicatezza su tutta la linea muscolare del tuo collo teso.
Ansimasti, mentre stringevi il tessuto della sua maglietta, trattenendo un ringhio: quando Jimin si staccò, leccandosi le labbra, in maniera anche piuttosto invitante, non esitasti a riprenderti la tua rivincita «La tua dimostrazione è stata buona» dicesti, con tono sensuale. Il ragazzo inarcò un sopracciglio, mentre la sua bocca si piega un po' ai lati, prendendo forma di un sorriso malizioso «Ma lascia...» abbassasti il tono della voce, avvisandoti al suo orecchio «...che ti mostri, cosa so fare Jimin» scanditi bene il suo nome, prima di sfiorare con le tue labbra il lobo del suo orecchio, prima di scendere lungo quel collo pallido e dannatamente invitante.
I tuoi cuscinetti di pelle caldi e pulsanti, si poggiarono su quella carne di porcellana, lasciando dei piccoli succhiotti lungo di essa, macchiandola: il suo profumo aveva annebbiato la tua vista ed era così buono, che riuscire a controllarsi era davvero un ardua impresa. Jimin lasciò più volte vibrare il suo pomo d'adamo, non particolarmente prominente, mentre lasciava andare dietro il collo, mettendo in evidenza ogni tendine, ogni muscolo ed ogni vena. Mentre tu succhiavi e marcavi quella dolce pelle, sentivi le sue mani muoversi lungo tutto il tuo corpo, passando anche al di sotto la tua maglietta, per sfiorare in modo lascivo e sperimentale le tue carni bollenti, che si contraevano ad ogni suo passo.
Entrambi ormai eravate un vero e proprio turbine di passione, che vi stava trascinando in quel lato oscuro, ma piacevole, che avevate deciso di intraprendere insieme.
I vostri tocchi erano sempre più scanditi, sempre più precisi, quasi volessero tastare quei vostri letali punti debole che mai avreste mostrato, senza un minimo di orgoglio: vi stavate mettendo in quel momento, permettendo l'uno all'altro di poter entrare e prendere il controllo, in parte, di voi stessi.
Le tue labbra continuavano a calcare la sua pelle, toccando anche il suo primo d'Adamo e fu proprio in quel momento che Jimin perse ogni forma di lucidità, ogni forma di umanità controllata, diventando l'incarnazione più pura dell'istinto. Potevi sentire tutto il suo calore aumente, il suo corpo fremere a contatto con il tuo, sentire quel suo forte odore maschile che perforava le tue narici, mentre la sua voce roca e vile si faceva strada in quella stanza «Lasciamelo fare» disse, quasi sembrava provasse a resistere a quella forza che lo stava sconvolgendo dalla testa fino alle dita dei piedi «Non ti ho mai impedito di farlo». A quelle precise parole, il ragazzo si lasciò andare, riprendendo a baciarti, mentre ti sollevava, intimandoti a stringere le tue gambe attorno al suo bacino; le sue braccia muscolose e segnate da numerose vene prominenti, ti sorreggevano, con quelle mani che erano poggiate sulle tue natiche. Le tue braccia erano attorno al suo collo e quasi vi fu impedito più volte di muovervi, dato la foga potente di quel bacio che vi stavate scambiando.

L'amore era qualcosa che non poteva essere spiegato, l'amore tra un essere umano e una creatura divina, tra l'altro malvagia, a cui nessuno avrebbe mai creduto.

Peccato, che tutto questo, era solo il preludio di una lunga notte.




N. A.
no non sono morta, ne tanto meno sono dispersa quindi dopo a 2 mesi dalla ultima pubblicazione SONO TORNATA, solo per svoltare questa storia :')

Ho ricevuto parecchi commenti in cui mi veniva chiesto di aggiornare e quindi, vi voglio ringraziare per tutto il supporto e l'amore che date a questa mia storia.
Purtroppo, come ho già detto, frequento l'ultimo anno di liceo e quest'anno è più impegnativo oltre ogni aspettativa.
Non vi aspettate, quindi, aggiornamenti constanti, perché purtroppo non riesco a conciliare tutto, nonostante io mi organizzi con scrupolo.
Spero che possiate capirmi e vi chiedo infinitamente scusa per essere mancata.

Grazie infinite e scusatemi.
♡♡♡

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