Capitolo 25
Ieri ho passato l'intero pomeriggio con Makoto dopo scuola, parlando mi è venuto in mente che sarebbe carino uscire con lui e Shoichi un giorno.
Appena gliel ho proposto non era molto entusiasta, però ci ha ripensato subito.
Credo mi abbia aiutato il fatto che avrei insistito fino a quando non avrebbe accettato, mi conosce talmente bene che sapeva l'avrei fatto, ne sono sicura.
Da quello che so non escono da tempo, per questo vedo questa uscita come un modo per riavvicinarli un po', anche se in realtà non conosco il tipo di rapporto che avevano alle scuole medie.
Forse avrei dovuto chiedere, in questo modo sarei andata sul sicuro, ma ormai è fatta.
Ad ogni modo non dovrebbero esserci problemi, almeno spero.
Visto che oggi abbiamo la giornata libera ho proposto a entrambi di vederci nel pomeriggio, sono fiduciosa, andrà tutto per il meglio.
Sono sicura che ci divertiremo un sacco.
Ora resta solo da vedere cosa indossare, non è un evento importante ma io la considero una cosa speciale, ammetto di avere un po' d'ansia.
Potrei mettere un body rosa pastello e abbinarlo con quella gonna bianca che ho comprato l'anno scorso, potrebbe andare, spero di essere abbastanza carina.
[Un'oretta più tardi]
Makoto è passato a prendermi poco fa, gli avevo detto che non ce n'era bisogno ma si è comunque presentato davanti alla mia porta, dicendo che preferiva andare al luogo dell'incontro insieme a me.
"Quindi, cosa avevi in mente di fare?"
"Non saprei. Non mi sono preparata un programma, voglio solo passare del tempo in vostra compagnia." rispondo con un sorriso, penso che fare un giro per la città senza seguire una lista precisa non sia una cattiva idea.
"Dove dobbiamo incontrarci?"
"Davanti a quel negozio. Guarda, Shoichi è già arrivato!"
Non vedevo l'ora di uscire insieme a loro quindi sono un po' in ansia.
Pensavo di mettermi a correre in modo da arrivare prima ma Makoto me l'ha impedito, mi ha afferrato il braccio prima che io potessi aumentare velocità.
"Ehi, non correre. Se inciampi di nuovo e ti fai male cosa facciamo?" dice, facendomi così istintivamente voltare verso di lui.
"Makoto, non dare per scontato che io cada ogni volta che comincio a correre!" rispondo, facendo spuntare un broncio sul mio viso.
"Va bene, non ti arrabbiare." risponde sorridendo appena, deve essersi preoccupato in seguito a quanto accaduto l'altro giorno.
Mi ero messa a correre per inseguire un gatto, non ne avevo mai visto uno così carino e volevo provare a vederlo da vicino, però non ho fatto attenzione e sono caduta.
Non stavo pensando a niente al di fuori del micio, per questo sono caduta, ho corso senza pensare alle conseguenze e come una stupida ho finito per farmi male.
Fortunatamente Makoto era con me.
Ultimamente ha iniziato a preoccuparsi più di prima, dice sempre le cose a suo modo ma con me rimane un tesoro.
In questi giorni mi sto rendendo conto di essere sempre più felice di essere la sua ragazza.
"Oh, eccovi." dice Shoichi, allontanandosi dal muretto su cui era appoggiato, chissà se ha assistito a quella breve scenetta.
"Shoichi! È da tanto che aspetti?"
"Non molto."
"Menomale. Guarda, ti ho portato Makoto!" dico con un sorriso, indicando con gioia alla mia sinistra, il fatto che io mi senta così felice me lo si legge in faccia.
"Lo vedo."
Improvvisamente Makoto mi prende la mano, portandomi ad arrossire di colpo, di solito non lo fa in mezzo a tutte queste persone, mi chiedo cosa gli sia preso.
Se si tratta di darmi un bacio non si fa problemi, però secondo lui tenersi per mano mentre si cammina è imbarazzante, potrebbe star iniziando a cambiare idea.
"Guarda che non te la porto via." risponde Shoichi, avendo notato la reazione improvvisa di Makoto, che sia per questo?
Dubito che sia geloso di lui, non ci avevo neanche pensato, forse in qualche modo sta cercando di dimostrare quanto tiene a me, anche se tenermi la mano lo imbarazza.
Tuttavia non lo farebbe mai per farlo vedere qualcun altro, sono sicura voglia provare a farlo a causa mia.
Quando è uscito l'argomento ho risposto dicendogli che la trovo una cosa romantica, magari vuole solo provare ad accontentare questo mio capriccio.
"Guarda che non lo faccio di certo per te."
"Oh, sei parecchio cambiato."
"Come si fa a non cambiare stando con una come questa?" risponde posando poi gli occhi su di me, colpendomi la fronte con le dita della mano sinistra.
"Ehi!" rispondo mettendo ancora una volta un broncio, sfiorando la fronte con la mano, alla fine era proprio come immaginavo.
"Beh, andiamo?" chiede.
Dopo averci visti annuire abbiamo ripreso a camminare, però ancora mi tiene per mano.
Non ho mai pensato di cambiare Makoto, mi sono innamorata di lui così com è.
Mi fa piacere si impegni a fare cose che solitamente non farebbe solo per rendermi felice, però non voglio forzarlo, deve fare ciò che si sente.
"Makoto, se vuoi puoi lasciarmi la mano."
"Hai detto che ti piacciono queste cose no? Perché dovrei lasciartela." risponde, continuando a guardare avanti a se.
Visto che lo conosco bene so quanto si sta sforzando per restare ancora così, però bisogna essere felici in due, se lui non si trova bene con qualcosa di conseguenza non sto bene neanche io.
"Non mi va più." dico con un sorriso, separando la mia mano dalla sua, preparandomi a parlare di nuovo.
"Makoto, si vede che non è da te farlo. So che ti stai impegnando solamente perché penso sia una cosa romantica, però preferirei facessi qualcosa solo se ti va di farla. Così mi sentirei anche più felice sai?" sorrido ancora una volta, guardandolo negli occhi, credo abbia capito che intendo.
"Qualcosa che mi va di fare? Tipo questa."
Improvvisamente mi alza il mento con un paio di dita, poi unisce le sue labbra con le mie, facendomi così fermare all'improvviso per ricambiare il bacio.
Immaginavo avesse capito, però non avevo idea che potesse baciarmi davanti a tutti così di botto, almeno non adesso.
"Avete finito di dare spettacolo? Se volete faccio ancora in tempo ad andarmene."
"Non sarebbe una cattiva idea." risponde, notando Shoichi camminare avanti a noi, come sempre usa parole scontrose.
"Makoto!"
Che vergogna, per me è come se mio fratello ci avesse visti, il nostro legame è talmente forte che lo considero come tale.
Devo cercare di abituarmi, Makoto non si preoccupa di certe cose, sono solo io a farlo, ormai dovrei saperlo.
"Ah guardate! Quel negozio è carinissimo!"
"Ti prego, dimmi che non hai di nuovo visto una borsa rosa a forma di coniglio."
"Sicuramente ha visto qualcosa di simile." risponde Shoichi alle parole di Makoto, mentre continuo a guardare la vetrina del negozio che ho davanti.
"Io entro allora!" dico entusiasta, aumentando subito dopo il passo verso l'entrata.
Avevo notato già da fuori che si tratta di un negozio con colori pastello, ma non credevo ci fosse così tanto rosa.
Ci sono un sacco di peluche ma anche dei bracciali argentati carinissimi, così come degli ottimi vestiti di questa stagione.
Vorrei tanto poter comprare la maggior parte delle cose ma visto che non ne ho la possibilità mi limiterò a guardare con attenzione.
"Salve, siete qui per un regalo?" chiede la commessa a qualcuno, catturando il mio interesse, così mi volto per avere la certezza si tratti di loro due.
In un attimo mi è spuntato fuori un sorriso, vedere Makoto con quell'espressione mi diverte, è così carino.
Il motivo glielo si legge in faccia, entrare in un posto ripieno di cose carine e rosa gli fa venire la nausea, ma per me l'ha fatto.
Anche se sostiene il contrario è davvero un tesoro, al posto suo non so in quanti l'avrebbero fatto, dopotutto il carattere di una persona non cambia mai drasticamente.
"Dobbiamo per forza rimanerci qui dentro? Renditi utile e trova una scusa per farla uscire di qui."
"Perché io? È la tua ragazza, non la mia."
"Di un po', vuoi fare una brutta fine?"
Riesco a sentirli battibeccare, non si sono avvicinati a me, sono rimasti non molto distanti dalla porta d'ingresso, ma visto che gli sto dando le spalle non possono sapere che in realtà sto ascoltando tutto.
Di solito quando guardo ciò che mi interessa non presto molta attenzione alle parole di chi mi sta intorno, però in questo caso mi sento divertita, sapevo di aver fatto bene a organizzare questa uscita.
"Ah, Makoto, Shoichi, guardate che carino! Penso che mi stia bene!" dico, voltandomi subito dopo con un cappello di peluche in testa.
È a forma di polipo e lo sto tenendo con entrambe le mani, ai rispettivi lati.
Questa volta l'espressione di Makoto è alquanto confusa, sembra si stia chiedendo per quale motivo io mi sia messa in testa una cosa simile, mentre Shoichi ha riso appena.
"Non ti sta male."
"Dici davvero Shoichi? Aah! Menomale!"
"Si, se va ad una gita dell'asilo."
"Solo Yuma può stare con uno come te."
"Che intendi dire?"
"Una qualsiasi altra ragazza ti avrebbe preso a schiaffi."
"Una qualsiasi altra ragazza non si proverebbe mai un cappello del genere, Yuma non è come le altre. È speciale." dice Makoto, portando Shoichi a fare un sorrisetto.
So di non essere come tutte le altre ma a me piaccio come sono, ancora di più se Makoto mi considera speciale.
Quando dico che amo ogni lato di lui è compreso tutto, anche quando ride o mi prende in giro su quello che indosso.
Sono innamorata di Makoto così com è e non desidero che cambi, per nulla al mondo.
"Quindi lo compro?"
"Si." risponde Makoto, posando gli occhi su alcuni gioielli vicini a lui.
"Da quel che ricordo pensavi fosse ridicola."
"Il cappello lo è. A lei sta bene tutto."
"Oh."
Arrossisco appena nell'ascoltare tutto, nel mentre poso il cappello nel carrello, non so perché ma oggi Makoto sembra più dolce.
Shoichi lo sta facendo apposta, lo sta provocando come suo solito, si diverte a stuzzicare gli altri, lo fa anche con me.
"Lei è davvero tanto innamorato vero?" chiede la signorina, deve aver accidentalmente sentito parte di ciò che abbiamo detto, che imbarazzo.
"Si, è innamorato perso."
"Vedi di finirla." risponde a Shoichi, mostrando un evidente rossore in viso.
Le parole della signorina l'hanno imbarazzato talmente tanto che si è messo a guardare in una direzione opposta alla nostra.
La giornata non potrebbe andare meglio di così, dovrei organizzare più uscite di questo tipo, stare tutti e tre insieme è più divertente di quanto pensassi.
[Un paio d'ore dopo]
Shoichi è andato via pochi minuti fa, ci ha lasciati soli e dovremmo approfittarne, ma a dire la verità non sappiamo bene che fare.
Abbiamo girato abbastanza a lungo ma restare fuori ancora un po' da l'idea di essere a un appuntamento, non è male.
"Yuma, ti va di entrare li?"
"Li? Intendi in quel posto lì davanti?" chiedo vedendolo annuire subito dopo, non mi ero accorta ci fosse qualcosa che suscitasse il suo interesse.
Incuriosita mi avvicino seguita da lui, fermandomi poi a leggere ciò che è scritto sopra l'annuncio.
"Vediamo...«Secondo la leggenda un eroe insieme al suo drago si sarebbero presentati a palazzo, con l'intenzione di portare via la Principessa che risiedeva al suo interno.» Non ci credo! Ma questa è la storia che ho letto in quel libro! Makoto, che cosa fanno qui dentro?" chiedo presa dall'entusiasmo, portando entrambe le mani davanti alle labbra.
"Entriamo, così lo scopri."
Non riesco a frenare l'emozione, non pensavo facessero qualcosa che riguardasse quel libro, sono così felice.
Ho scelto proprio la giornata giusta per uscire.
Dopo essere entrati abbiamo notato un set, sembra di stare alle riprese di un film, però non capisco che tipo di posto sia, chissà cosa fanno qui dentro.
"Makoto! Magari stanno davvero per girare un film, sarebbe carino assistere alle riprese! Però chissà quando costerà."
"Non costa nulla. Non si tratta di un film."
"Eh? Veramente? Ma allora di cosa-"
D'un tratto una ragazza si avvicina, è senz'altro venuta con l'intenzione di spiegarci di cosa si tratta, si vede che lavora qui.
"Buonasera, siete i benvenuti. Tra non molto chiuderemo e torneremo il prossimo anno, siete stati fortunati ad arrivare giusto in tempo. Inoltre somigliate molto ai protagonisti, sembrate essere proprio voi. Vi preparo i costumi?" chiede con dolcezza, non dimenticando di mostrare un sorriso, credo di aver appena unito i pezzi.
"Grazie." risponde Makoto, se è davvero come penso dubito di potercela fare.
"Makoto! Non dirmi che è una specie di posto simile a quello in cui ti provi gli abiti da sposa e fingi di sposarti!"
"Si, esattamente quello."
"Ma io non sono come la Principessa di quel libro!"
"Infatti non sei lei, diventerei geloso. Sei la mia principessa no?" dice, dopo avermi presa per i fianchi e stretta a lui, come al solito sono arrossita di colpo.
Non sono abituata a ricevere questi complimenti da parte sua, però mi fanno piacere.
"Makoto, hai appena detto qualcosa di carino..." gli faccio notare guardandolo con occhi sorpresi, in seguito ha distolto lo sguardo, forse si è imbarazzato.
"Ecco a voi i costumi di scena. Divertitevi."
[Poco dopo]
Ho indossato il costume da appena un paio di minuti ma ne sto ancora controllando ogni minimo dettaglio, è esattamente come nel libro.
"Ho finito. Sei pronta?" chiede, facendomi così voltare nella sua direzione.
Non immaginavo potesse stargli così bene, sembra proprio come l'eroe di cui si parla nella storia, anzi è molto più bello.
In questo momento non vorrei guardare altro ma solamente lui, per me è impossibile distogliere lo sguardo, è perfetto.
"Ti sei incantata?"
"Eh?"
"Sembri nel mondo dei sogni. Che ti prende?" chiede, cercando di comprendere il motivo che mi aveva lasciata senza parole.
Ero talmente presa da lui che non me ne sono accorta, stavo fantasticando, era inevitabile accadesse vista la situazione.
"Makoto, sei troppo bello. È normale che poi mi incanto come una scema a guardarti. Accidenti." rispondo mettendo un broncio.
Ho mantenuto un espressione carina in viso, colpendo le guance con entrambe le mani, proprio non riesco a starmene zitta.
Improvvisamente mi afferra i fianchi e un attimo dopo mi attira verso di lui, i suoi occhi si sono incontrati con i miei.
Fa sempre tutto così all'improvviso, prima o poi finirò per svenire sul serio.
"Sei bellissima."
Con una mano mi sfiora una ciocca di capelli, finendo per giocarci con un dito, portandola ad attorcigliarsi attorno a esso.
Ha uno sguardo molto dolce.
"G-Grazie. E-Ecco, le foto devono farcele oppure scattano in automatico?" chiedo, distogliendo lo sguardo per un istante.
"In realtà avrebbe dovuto farci le foto la tizia di prima, però le ho chiesto di lasciare fare a noi. Altrimenti saresti svenuta per l'imbarazzo."
"Si, sarebbe sicuramente andata così..."
Attendo un solo istante prima di parlare di nuovo, ormai non riesco più a trattenere ciò che sento, sento il bisogno di parlarne apertamente con Makoto.
"Ti ricordi di quel libro? Te ne ho parlato dopo che ci siamo messi insieme. Lo lessi prima di incontrarti, poi dopo il nostro fidanzamento l'ho riletto. Interpretare i protagonisti della storia immaginando di essere noi è una cosa molto carina. Sai, Makoto. la Principessa ha trovato il suo Principe e io come lei ho trovato il mio. La storia di quei due ragazzi mi fa pensare a noi, mi fa pensare alla nostra."
Mi fermo a osservare i suoi occhi, prima di concludere il discorso mostrandomi a lui con un dolce sorriso.
"Sono così tanto innamorata di te."
"Non dire queste cose in un posto del genere, potrei perdere la testa. Non credi che diventerebbe un problema?" chiede, in risposta scuoto appena la testa, prima di riprendere a sorridere.
Makoto mi mostra un lieve sorriso, poi posa le sue labbra sulle mie, aspettando che la fotocamera scatti, così da avere il via per intensificare il bacio.
«Il drago sollevò le ali, erano di un colore sulla tonalità di verde ed erano talmente belle che non guardarle sarebbe stato come farsi del male.
Sopra la creatura c'era il suo possessore, colui che riuscì ad addestrarlo, l'unico che fu in grado di domare il drago nel corso di migliaia di anni.
Era un giovane di bell'aspetto, aveva i capelli neri e la luce del sole che gli illuminava il viso.
Nel frattempo al villaggio una Principessa attendeva il suo arrivo.
I suoi lunghi capelli color nocciola venivano toccati dal vento, li accarezzava con cura evitando di portarli davanti al viso della ragazza.
I suoi occhi cercavano qualcosa nel cielo, secondo la leggenda un eroe insieme al suo drago si sarebbero presentati a palazzo con l'intenzione di portare via la giovane.
Sapeva che prima o poi sarebbe successo e sperava ogni giorno con tutto il cuore accadesse da un momento all'altro.
Non conosceva l'amore ma voleva innamorarsi, tuttavia dentro di se sentiva che il giovane su quel drago la avrebbe resa felice.
Era innamorata di lui ancora prima di averlo incontrato.»
Non ero mai stata innamorata e non conoscevo l'amore, ma nonostante questo sono sempre rimasta convinta che un giorno avrei trovato il mio principe, proprio come quel giovane che andò a prendere la sua principessa a palazzo.
I sogni non sono la vita reale, però il mio è diventato realtà.
Sono diventata la principessa di qualcuno, la principessa di Makoto.
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