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~Capitolo 1~

Hana

Rimango ad osservare quel piccolo pezzo di carta: bianco, marchiato da poche parole che mi cambieranno completamente la vita.
Una goccia inumidisce la carta, ormai umida e molto delicata.

"Cara sig.na Hana Wang;
Le comunichiamo che, in seguito al provino da lei svolto il giorno 11/07/18 presso la BigHit, è stata scelta come futura trainee.
..."

Mi blocco e sorrido come non ho mai fatto.
Ho gli occhi socchiusi, ricchi di lacrime e di gioia.
Inizio a saltare per l'emozione, facendo sbattere pesantemente i piedi sul pavimento ghiacciato.
Afferro velocemente il telefono, scorro tra la rubrica e chiamo la persona più importante della mia vita, la mia mamma.

<<Mamma mamma!>> Singhiozzo.
<<Amore! Che succede?!>> Chiede preoccupata.

Lei è sempre stata tanto premurosa con me, ogni volta che ero triste, senza perdere tempo, trovava un modo per farmi sorridere. Io la amo tanto.

<<M-mamma... sono stata accettata... sarò una futura Idol!!!>> Urlo asciugandomi le lacrime.
<<Amore, sono super felice! Sono sicura che questa avventura ti insegnerà tantissimo! Fai così, per festeggiare questa sera esci con le tue amiche, divertiti!>> Esclama emozionata.

Lei non sa che non ho amiche, non vivendo insieme, non ho parlato delle mie piccole disavventure e del mio caratterino solitario.
Lei vive ancora in Cina, insieme a mio padre, mentre io mi sono trasferita da poco qui in Corea. Volevo provare a realizzare il sogno della mia vita ed ecco! Ci sono riuscita!

<<S-si certamente... dai, vado a festeggiare allora!>> Sorrido.

Diciamo le ultime cose e successivamente clicco il tasto rosso.
Sospiro mettendo il telefono nella borsa nera con alcune borchie sulla parte superiore.
La indosso, mettendola a tracolla.
Esco di casa e iniziò a vagare un po' per la città, in ricerca di un ristorante per festeggiare.

Cammino per le strade luccicanti di Seoul, sorridendo ad ogni passo.

<<Ciambelle fritte! Su, chi non le mangia nel periodo natalizio!>> Urla un signore ad una bancarella.

Mi avvicino ad essa, venendo attirata dal forte odore dolciastro.

<<Buonasera, potrei avere una ciambella?>> Chiedo cortesemente in inglese.

Purtroppo non so parlare bene il Coreano, anzi tutte le lezioni che ho preso sono state inutili!
Ho studiato intensamente l'inglese, la lingua con cui riesco ad esprimermi meglio... mi sento più sicura e in grado di comunicare con più persone possibili.

<<Emm... sì, tenga, sono cinquemila won!>> Risponde con difficoltà.

Sorrido.
Sfilo i soldi dal piccolo portafoglio nero e glieli porgo gentilmente.

<<Tenga!>> Affermo.

Prendo la ciambella ancora calda e l'assaporo felice. Lo zucchero si appiccica sulle mie labbra carnose, rendendole ancora più dolci.
Osservo per bene la città, scrutando ogni minimo dettaglio, ogni piccola cosa.

Qualche ora dopo...

Rimango ferma sulla panchina, seduta ad osservare le persone che parlano, con quel filo di voce che ti culla. Il vento soffia forte e fa volare le ciocche rosse dei miei capelli, che cadono numerose volte sui miei due occhi: scuri, definiti e a forma di mandorla.
Un'altra melodia attraversa le mie orecchie, ma al contrario, è molto fastidiosa. Prendo il telefono e pigio delicatamente il tasto verde.

<<Pronto, con chi parlo?>> Domando curiosa.

Nel mentre gioco con le dita, cercando di far passare il tempo.

<<Buongiorno, mi scusi! Sono la segretaria della casa discografica Bighit, volevo chiederle se un giorno di questi poteva passare per firmare dei documenti. Cose burocratiche, niente di preoccupante>> afferma gentilmente.

Annuisco tranquilla.

<<Va bene, se vuole passo adesso dato che sono libera. Penso di essere vicino alla struttura, non dovrebbe essere difficile orientarmi>> continuo.

Mi alzo delicatamente dalla panchina e sistemo per bene la giacca imbottita. Fa tanto freddo in questa città, l'inverno ha già deciso di farci visita, come i piccoli fiocchi di neve sparsi per le strade.

<<Va benissimo! Nel mentre stampo e pinzo i fogli, ci vediamo fra pochi minuti, arrivederci!>>.

Saluto a mia volta e successivamente chiudo la chiamata.
Metto il navigatore e, con passi svelti, mi dirigo verso l'edificio.
Osservo per bene le strade, per memorizzarle attentamente, dato dovrò passare da qui per varie volte.

Sono abituata a stare da sola, non ho mai avuto amiche e... mia mamma non lo sa. Le ho fatto credere di avere un sacco di conoscenze, perché lei ci teneva ma, niente. Ho un carattere difficile, tante volte mi piace stare da sola, scrivere e ancora scrivere: la mia più grande passione, solo così passo il tempo, riesco a sfogarmi e parlare con un foglio o una semplicissima penna.
Ho tantissimi testi di canzoni nella mia agenda, tutte dedicate a mia madre e ai miei obbiettivi.

Arrivo a destinazione e osservo attentamente la struttura: alta e ricca di vetrate. Rimango abbastanza colpita, questa città continua a stupirmi. Mi guardo attorno e successivamente entro.
Rimango incantata, ci sono tantissimi impiegati e ciò significa più lavoro. Sembra tutto così organizzato e perfetto, non mi sembra vero.
Sorrido.

<<Mi scusi, è la signorina Hana Wang?>> Sento picchiettarmi alle spalle.

Mi giro spaventata e noto una signora giovane con dei fogli in mano: capelli corvini, occhi scuri e pelle lattea... la solita coreana.

<<Sì eccomi, devo firmare qualcosa... giusto?>> La guardo timidamente.
<<Sì esatto, venga con me, ho dimenticato alcuni fogli nel mio ufficio>> sorride teneramente.

Annuisco e la seguo.
Percorriamo un lungo corridoio, luminoso e pieno di uffici.

<<Pronta per la nuova esperienza?>> Afferma felice.
<<Sì molto!>> Esclamo entrando dentro la stanza.

Mi siedo su una piccola sedia e appoggio le mani sulla scrivania.
La signora si avvicina con una serie di fogli.

<<Avrai un po' da firmare! Comunque, non parli il coreano?>> Domanda curiosa.

Prendo i vari fogli e inizio a firmali uno per uno.

<<No, non so niente... sono da poco qui!>>.
<<Eh... non sarà semplice allora, purtroppo il difetto della nostra casa discografica è il personale poco dotato. Quasi nessuno sa bene l'inglese, tranne me, ma non sarò sempre disponibile...>> Espone dispiaciuta.

Com'è possibile che la bighit, nonché una delle case discografiche più famose al mondo, non abbia dei dipendenti professionisti?

<<Va bene... anche se mi sembra strano...>>.
<<Ha ragione, ma purtroppo è così, troveremo un modo!>> Afferma accarezzandomi la spalla.

Annuisco e le passo i fogli firmati. Mi alzo e apro la porta, salutandola.
Esco chiudendo la porta alle mie spalle; sapevo che ci doveva essere qualche problema.
Mi guardo intorno, osservando i mille uffici... quanto vorrei fuggire.

<<Perché tutte a me!!>> Sbuffo.

Appoggio le spalle al muro e osservo il telefono: cinquanta chiamate e dieci messaggi, wow! Mia mamma sa stupirmi!
Li leggo tutti d'un fiato: "sei uscita?", "Come sono i tuoi amici", "inviami una foto dai!!"..."mi stai mentendo? Dove sei".
Rimango sorpresa.

Adesso che faccio! Non ho amici!
Mi guardo in torno, notando un piccolo gruppetto al fondo del corridoio... idea.

Corro da loro più velocemente possibile, sforzando le mie deboli gambe.

<<Emm... scusate, posso fare una foto con voi?>> Domando frettolosamente.

Sette ragazzi mi guardano straniti, per poi ridacchiare.

<<Certo! Sei una nostra fan giusto?>> Domanda il corvino.

Rimango paralizzata.
Chi li conosce? Non ho idea di chi siano, ma ammetto che sono davvero carini.

<<S-si, certamente!>> Sforzo un sorriso.

Prendo con le mani tremanti il telefono e subito scatto il salfie.
Li guardo attentamente negli occhi e successivamente scappo, correndo per il corridoio affollato.


Spazio Autrice:

Finalmente nuova storia! Che ne pensate?
Vi sorprenderà! Comunque io adoro la protagonista, mi rispecchia troppo.
Love you ❤️

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