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✥ 03.

─── ❖ ── ✦ ── ❖ ───

HANEUL'S POV

"Jimin non-"

"Sssshhh..."

Tentai di fermarlo, ma lui mi zittì immediatamente.
Le nostre labbra erano vicinissime; così vicine da sfiorarsi quasi.
Potevo benissimo percepire il fiato caldo che fuoriusciva dalle sue labbra, e che si fermava sulle mie solleticandole.
Quando ad un certo punto...

"Jimin! Haneul! È tutto a posto?"

Mi allontanai di colpo da Jimin e lui si voltò verso la porta, che quasi istantaneamente venne spalancata da mia sorella.

Panico.

Appena ci vide si immobilizzò; pareva essere diventata una statua, da quanto era pietrificata.
Rimase in silenzio, fissando con insistenza e accurata (quasi spaventosa) attenzione le nostre figure.
Il suo sguardo si posava dal viso di Jimin al mio, e viceversa... sembrava che ci stesse analizzando.

Misi una mano sul petto per tentare di calmare il mio cuore; stava battendo violentemente, dandomi l'impressione che potesse esplodere da un momento all'altro.
Cazzo, meno male che non stavamo facendo niente.
Anche se eravamo molto vicini dal fare qualcosa.

"Sono venuta a chiamarvi, ci stavate mettendo troppo." Kippeum finalmente parlò, e non mi sfuggì il tono di voce fin troppo serio che aveva appena usato.

"Sì scusa amore, ci siamo fermati a chiacchierare un po' mentre ci lavavamo le mani." Disse Jimin.

Ma questo come faceva ad avere sempre la scusa pronta?

"Ah sì? Di cosa avete parlato?"

"Niente di che... della scuola." Risposi io questa volta.

"Mh... okay. Venite, torniamo a tavola che sono arrivati i dessert."

Non sembrò molto convinta...

Mia sorella uscì per avviarsi verso la sala; Jimin la seguì, e così feci anch'io.

Avrei dovuto odiarlo... stava riservando a mia sorella lo stesso trattamento che io avevo ricevuto da Yoongi.

Ma allora perché quando Kippeum era entrata nel bagno avevo sentito quel senso di tristezza?

Come se mi fosse dispiaciuto che Kippeum ci avesse interrotti?

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La cena proseguì, tra le numerose domande da parte di mio padre e i molteplici complimenti da parte di mia madre.
Nonostante l'interrogatorio, sembrava che a mio padre piacesse molto Jimin, stessa cosa per mia madre.
Lo veneravano come se fosse un dio, per me invece era solo uno sciupafemmine.

Certo, uno sciupafemmine maledettamente bello e sexy ma... no, okay Haneul, ma cosa diavolo ti metti a pensare?
Tutta questa situazione era così... fuori dagli schemi.

Mi sarei dovuta ribellare al ricatto di Jimin; insomma, i miei avrebbero dovuto dar ragione alla loro amata secondogenita, no?
Non al fidanzato di Kippeum che conoscevano a fatica da due ore.

Ma sapevo bene com'era fatta mia madre; se Jimin avesse rivelato tutto, lei avrebbe cominciato prima a farsi prendere dal panico, poi mi avrebbe assalita con le domande.
Mio padre invece sarebbe andato direttamente fuori a cercare Yoongi.
Ed era per questo, che avevo accettato di restare in silenzio.

Ma cavolo... non era giusto.
Kippeum meritava di sapere.

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Arrivarono i momenti dei saluti per fortuna e, pagato il conto e lasciata una generosa mancia al cameriere che ci aveva serviti questa sera, ci avviammo tutti insieme verso il parcheggio del ristorante.

"Dove hai parcheggiato Jimin?" Chiese mio padre.

"Là signore."

I miei seguirono con lo sguardo il dito dell'idiota, e i loro occhi si posarono su una lamborghini color blu elettrico.
Ti pareva.
Gli uscivano i soldi anche dalle orecchie a questo, per non essere più volgare.
Dalle bocche dei miei genitori uscirono versi di stupore e ammirazione; mentre io guardavo tutta la scena completamente annoiata.

"È bellissima!" Esclamò mio padre.

Alzai un sopracciglio quando vidi i suoi occhi diventare due piccoli cuoricini palpitanti.
Era sempre stato fissato con le macchine, moto e cose di questo tipo.

"Grazie signore! Vuole farci un giro?"

Jimin porse a mio padre quella che presunsi fosse la chiave della sua lamborghini; in risposta il viso di mio padre si illuminò, e io internamente mi sbattei una mano sulla fronte.

"Davvero posso?"

Sembrava un bambino che aveva appena messo piede nella fabbrica di cioccolato di Willy Wonka.
Dire che era elettrizzato ed eccitato era poco, praticamente stava saltando sul posto.

"Porti pure sua moglie a fare un giro, io e le ragazze aspetteremo qui."

Stava scherzando vero?
Ora dovevo pure restare da sola con la coppietta di innamorati?
Che seccatura!

Mio padre non se lo fece ripetere due volte; prese la chiave, afferrò la mano di mia madre, e salirono subito in macchina.
Accese il motore, le luci e partì, lasciandoci lì al parcheggio del ristorante.
Bella idea davvero... cioè eravamo a novembre!
Stavo congelando maledizione!

"Haneul, tutto bene?" Domandò mia sorella.

"No. Ho freddo." Risposi tutta tremolante.

"Cerca di pazientare sorellina... torneranno subito."

Annuii.
Notai un gattino che si aggirava tra le macchine.
Adoravo i gatti; appena vedevo un micino non potevo fare a meno di chinarmi e attirare la sua attenzione per poter accarezzare quel morbido pelo.

Mi voltai un attimo e vidi i due piccioncini intenti a scambiarsi le classiche smancerie da fidanzatini.
Bleah... potevo sentire il salmone che avevo mangiato a cena rimettere le pinne e nuotare verso l'alto.
Cominciarono a baciarsi, lentamente il bacio divenne sempre più appassionato, incuranti del fatto che io fossi lì.
Grazie eh Kippeum.
Sul comportamento di Jimin tanto non avevo da ridire... mi dava l'impressione di essere un coniglio in calore.

Mi allontanai senza dire niente e mi avvicinai al gattino.


JIMIN'S POV

"Haneul, tutto bene?" Le domandò Kippeum.

"No. Ho freddo." Rispose Haneul tremando.

"Cerca di pazientare sorellina... torneranno subito."

Haneul annuì e si voltò... qualcosa aveva attirato la sua attenzione, ma non capii cosa.
Distolsi lo sguardo dalla piccola di casa, appena sentii le braccia di Kippeum circondare avidamente il mio.

"Ho freddo anch'io." Sussurrò lei al mio orecchio.

Mi girai verso di lei e la vidi fare quello sguardo da cucciolo che tanto adoravo.

"Ti scaldo io." Risposi sottovoce.

Mi chinai ghignando e la stuzzicai mordicchiando il lobo del suo orecchio; Kippeum ridacchiò e mi lasciò un bacio sul collo, facendomi godere brevemente della morbidezza delle sue labbra.
La avvolsi tra le mie braccia e la baciai, posando dolcemente le mie labbra sulle sue.

Ero ben consapevole che sua sorella si trovasse lì con noi, ma ormai sapevo come tenerla a bada.
Haneul non sarebbe stata un problema per me, avevo trovato il modo di farle tenere la bocca chiusa.

Approfondii il bacio con la lingua; cominciai a giocare con la sua e ad esplorare ogni millimetro della sua cavità.
Ma ad un certo punto Kippeum mi bloccò; posizionò le mani sul mio petto, e mise fine al bacio staccandosi.

"Amore... non qui. C'è anche Haneul poi." Sussurrò

Mi voltai verso Haneul, pronto a ricevere una delle sue divertenti occhiate assassine, ma corrugai le sopracciglia quando constatai che invece, non era lì con noi.

"Non c'è." Dissi.

"Cosa?"

Kippeum si girò di scatto; appena vide che Haneul era sparita cominciò a chiamarla.
Però in quello stesso istante ricevette una chiamata da parte della sua migliore amica; lei mi guardò, e io anticipai subito cosa stesse per dirmi.

"Rispondi pure, ci penso io a tua sorella."

Appena Kippeum si allontanò per rispondere al telefono, aguzzai per bene la vista per cercare di intravedere la ragazzina.
Intravidi qualche movimento strano dietro una macchina, quindi mi incamminai verso quella direzione.

Appena arrivato, ritrovai davanti ai miei occhi la figura infreddolita di Haneul mentre accarezzava teneramente un gatto; quell'immagine provocò un sorriso sul mio volto.
Non potevo vedere quel bel corpo tremare così tanto a causa dell'aria gelida, così decisi di fare il galantuomo, e mi tolsi la giacca per metterla sopra la sua schiena.
Appena compiei quel gesto, Haneul si voltò all'istante.

"Ah... sei tu."

Alzai un sopracciglio.
Però, quanta riconoscenza... ero disposto a prestarle la mia giacca per permetterle di riscaldarsi, e lei mi ringraziava così?
Sbuffai.

"Mi ringrazi così?"

"Scusa?"

"Ti ho vista congelata, ti ho dato la mia giacca, e questo è il tuo modo per ringraziarmi?" Domandai infastidito.

"Io non ti ho chiesto niente, hai fatto tutto da solo."

Si alzò togliendosi la mia giacca di dosso, e me la restituì.

"Antipatica." Borbottai.

"Idiota."

Assottigliai gli occhi, fulminandola con lo sguardo.
Poi però sorrisi; non dovevo arrabbiarmi con lei, anzi... mi sarei potuto divertire provocandola.

"Com'è che sei così acida?"

"Non sono acida."

"È da tanto tempo che non scopi eh?"

Come avevo previsto, pronunciare quelle parole fecero diventare il suo viso rosso di rabbia; pareva una furia.

"Ma tu sei-"

"Bellissimo? Lo so grazie." Mormorai, bloccandola appositamente per non farla finir di parlare.

Haneul continuava a trafiggermi con lo sguardo mentre io ricambiavo con uno dei miei migliori sorrisi.

"Quanta modestia..." Commentò lei dopo un po' di silenzio.

Ridacchiai divertito, e con uno scatto mi accostai a lei, avvicinando il mio corpo al suo.

"Ti devo ricordare che ieri sera mi hai afferrato la mano e mi hai portato al piano superiore della discoteca?" Sussurrai al suo orecchio, facendo attenzione a non farmi sentire da Kippeum.

"Fortunatamente la coscienza mi ha suggerito di fermarmi."

"Peccato... avresti potuto trascorrere una nottata all'insegna del piacere più caldo, erotico e godurioso, fornita solo e unicamente dal sottoscritto." Ammiccai.

"Immagino. Ma ne faccio volentieri a meno, grazie."

"La prossima volta che lo dici, prova a crederci... o almeno cerca di essere più convincente." Sorrisi.

"Sei davvero uno stronzo. E pensare che quasi ci avevo creduto, quando in bagno mi avevi detto che ti dispiaceva per me."

"Ah già... poi non mi hai più risposto. Da quanto tu e il tuo ex vi siete lasciati?"

"Sì che ti avevo risposto, e ti ripeto che non sono affari tuoi."

"Sono affari miei invece." Dissi con tono serio.

Haneul mi lanciò un'occhiata confusa; mi voltai un attimo e vidi Kippeum col cellulare in mano, stava ancora parlando con la sua migliore amica... mi girai nuovamente verso Haneul.

"Sono affari miei dato che quando parli con me sei così scorbutica. Significa che non lo fai da un bel po' e che quindi vi siete lasciati già da un lungo lasso di tempo... dura l'astinenza eh?"

"Vaffanculo Jimin."

"Vuoi che ti risponda come ieri?" Le feci l'occhiolino, e con lo sguardo indicai il suo sederino tondo e sodo.

"Smettila subito. Fai schifo."

Sorrisi maliziosamente e andai incontro a Kippeum che intanto ci stava raggiungendo.

"Haneul! Non sparire così senza dire nulla!" La rimproverò sua sorella maggiore.

"Sai... tra voi che vi mangiavate la faccia e quel gattino, preferivo guardare il gattino." Ribatté lei freddamente.

Kippeum arrossì vistosamente e abbassò lo sguardo; sul viso si era formato un broncio segnato dai sensi di colpa.

"Scusa sorellina." Borbottò.

Alzai gli occhi al cielo.
Un particolare che odiavo di Kippeum?
Non aveva fegato.
Cosa che invece non potevo dire di Haneul.

Seguirono infiniti minuti ornati da un silenzio imbarazzante; ad un certo punto si spezzò però, quando finalmente riconobbi il rombo del motore della mia macchina.
I signori Choi erano tornati.

HANEUL'S POV

"Wow Jimin! La tua macchina è meravigliosa!" Esclamò mio padre entusiasta.

"Grazie signore. Quando vuole fare qualche giro, non faccia complimenti."

"Oh! Ma sei così carino!" Disse mia madre.

Storsi il naso quando vidi che lo abbracciò; mamma mia, che scena rivoltante.

"Ehi! Domani ho scuola, quando avete intenzione di tornare a casa?" Urlai.

Si voltarono tutti verso di me; mia madre ovviamente mi incenerì con lo sguardo.

"Anche noi domani abbiamo le lezioni... quindi penso sia l'ora di andare." Disse mia sorella.

"Okay. Jimin, quando vuoi sei il benvenuto a casa nostra. Abbiamo il barbecue, un giorno venite, così mangiamo la carne alla griglia!" Esclamò mio padre posando la mano sulla sua spalla.

"Va benissimo signore!"

"Facciamo prossima domenica?"

"Perfetto."

"Bene, allora vi salutiamo, è stato un piacere conoscerti Jimin."

"È stato un piacere anche per me, signori."

Jimin salutò i miei genitori, poi i miei passarono a salutare Kippeum.
Mentre mio padre abbracciava mia sorella, mia madre cominciò a farmi dei cenni strani con la testa.

Eh?
Ma che voleva?

Continuava a gesticolare in maniera insolita; a quanto pare, dovevo salutare anch'io l'idiota.
Ennesima seccatura.
Mi avvicinai controvoglia, e andai prima a salutare Kippeum.

"Sorellina, se qualcosa non va, o hai problemi con la scuola, chiedi pure okay?"

"Sì certo."

"Anche se hai un problema con un ragazzo... sai che puoi dirmi tutto." Sussurrò facendomi l'occhiolino.

Oh no Kippeum... non posso dirti tutto.

Non potevo di certo dirle che il suo adorabile fidanzato era uno stronzo traditore ricattatore.

Guardai Jimin, e per il bene di tutti decisi di fare la brava.

"È stato un piacere conoscerti Jimin." Recitai, tendendogli la mano.

"È stato un piacere anche per me." Ribatté lui stringendomela, e prima di lasciare la presa mi lanciò un occhiolino.

Cercai di non far caso al mio cuore che a causa di quel piccolissimo movimento, accelerò il battito.
Cavolo... perché il mio cuore si comportava così?
Era solo un occhiolino!
Fatto da Park Jimin poi... insomma!

Era uno stronzo... pensavo che fosse sincero in bagno, quando mi disse che gli dispiaceva che avessi sofferto così tanto, e invece si divertiva solo a provocarmi e a vedere le mie reazioni.

E non dovevo dimenticarmi del fatto che mi avesse ricattata usando l'informazione di Yoongi.

Perché allora se ripensavo a quel momento in bagno, quel piccolo attimo dove io e lui eravamo vicinissimi, così vicini da fare in modo che i nostri respiri si potessero mescolare tra loro, il mio battito cardiaco cresceva a dismisura?

E perché in questo preciso istante sentivo le mie guance andare a fuoco per un misero occhiolino ricevuto da parte sua?

Le mie gote si stavano scaldando sempre di più... ma cosa mi stava succedendo?

Lasciai subito la presa della sua mano e seguii i miei genitori che si trovavano già alla nostra auto.
Controllai il mio riflesso nello specchietto che lasciavo sempre nella borsetta.

Ero visibilmente arrossita.

JIMIN'S POV

"È andata bene la cena, no? I miei stravedono per te!" Kippeum spezzò il silenzio che si era formato all'interno della mia macchina.

"Sì, è andata bene." Mormorai, nel frattempo la mia attenzione era totalmente rivolta verso la strada.

Ma era ovvio che sarebbe andata bene!

Ero un ragazzo modello, sicuramente sarei piaciuto ai genitori di Kippeum; ad essere sincero non ne avevo alcun dubbio.

Pensavo che avrei conquistato anche la cara sorellina di Kippeum, peccato che invece che una bambina mi ero ritrovato davanti la tizia con cui volevo scopare ieri sera.

Maledizione.

Appena tornato a casa lo avrei dovuto raccontare a Taehyung e Jungkook... quasi sicuramente si sarebbero messi a ridere, assumendo l'aspetto di due foche impazzite.
In effetti, vista esternamente tutta questa situazione poteva sembrare divertente... strana, ma divertente.

Vista esternamente però, io la stavo vivendo in prima persona, e se non avessi avuto l'informazione sulla vita sessuale "inesistente", che poi appunto non lo era, di Haneul, non sarei riuscito a passarla liscia.

Haneul avrebbe rivelato tutto a sua sorella, e sarei stato lasciato in tronco.
O forse no?
In fondo Kippeum era pazza di me... chissà, magari sapendo ciò che avevo fatto mi avrebbe perdonato comunque.

"Jimin?" Mi richiamò Kippeum, distogliendo così la mia mente dai tanti pensieri che si stavano creando al suo interno.

"Mh?"

"Non hai sentito quel che ho appena detto?"

"Ah no scusa tesoro... ero sovrappensiero."

"Ho detto che sono preoccupata per mia sorella, era strana questa sera. Tu non la conosci bene, ma ti assicuro che di solito non è così."

Magari era strana perché aveva appena scoperto che il suo futuro cognato è la stessa persona che il giorno prima le aveva detto: "Hai un bel culo."... ma questo di certo non potevo dirglielo.

Forse era anche strana per questo fantomatico ex che io stavo usando come mezzo per ricattarla.

Haneul mi faceva davvero tenerezza.
Cercava di fare tanto la dura, quella senza peli sulla lingua, pronta a rispondere per le rime a chiunque; invece mi dava l'impressione di essere una ragazza fragile.
Doveva aver sofferto molto per quel ragazzo, e per cercare di dimenticarlo, aveva provato a divertirsi con me... non riuscendoci però.
Questo significava che era ancora inseguita dai fantasmi del passato.

"Non so cosa dirti... probabilmente avrà avuto una giornata storta." Risposi.

"Spero che fosse solo una cosa momentanea."

Annuii.

"Forse ha litigato davvero con un ragazzo! Insomma, mia sorella è davvero carina, mi rifiuto di credere che a diciotto anni ancora nessuno le abbia chiesto di uscire."

Uff... che palle.
Kippeum si faceva troppe paranoie, non pensavo fossero così legate.

"Forse tua sorella fa la difficile." Dissi.

"In che senso?"

"Nel senso che ci sta che qualche ragazzo le abbia chiesto di uscire ma lei ha sempre detto di no.... ehi, siamo arrivati!" Esclamai.

Finalmente avevo raggiunto il dormitorio dell'università.
Kippeum alloggiava lì, mentre io dividevo un appartamento insieme ai miei migliori amici.
In realtà potevo vivere da solo, ma Taehyung e Jungkook avevano avuto problemi economici, non riuscivano a pagare l'affitto con lo stipendio che gli dava il gestore del bar dove entrambi lavoravano, e quindi li aiutavo più che volentieri ospitandoli a casa mia.
Tanto c'era molto spazio.

"Allora ci vediamo domani mattina, mandami un messaggio appena arrivi a casa."

"Certo."

Le detti un bacio sulle labbra e appena la vidi entrare nel dormitorio, ripartii.

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Appena entrai nel mio appartamento, trovai subito le due pesti davanti alla tv.

"Cosa guardate?"

"Ehi Hyung! Sei tornato! Com'è andata la cena?" Domandò Jungkook.

"Diciamo bene... ma è un porno?" Chiesi lanciando allo schermo un'espressione disgustata.

C'era un ragazzo disteso per terra e la ragazza sopra che lo cavalcava selvaggiamente; se non era un porno questo... anche se avevo notato che non si vedevano bene le parti interessanti.

"In realtà è un horror; ti unisci a noi?" Rispose Taehyung mentre sgranocchiava i popcorn.

"Perché no?"

Mi sedetti e presi una manciata di popcorn.

"Ehi... ricordate la ragazza di ieri sera?"

"La ragazza sexy che non te l'ha data?" Chiese Tae.

"Sì."

"Quella che te l'ha fatta annusare ma poi ti ha lasciato a bocca asciutta?"

Guardai malissimo Jungkook.
A lui gli era andata bene, si era pure scambiato il numero con l'amica di Haneul.

"Scusa Hyung... comunque sì che la ricordiamo! È difficile da scordare."

"Cazzo, era bellissima." Mormorò Taehyung dopo aver messo in pausa il film.

"Ma perché stiamo parlando di lei?" Chiese voltandosi verso di me dopo aver spento la tv.

"È la sorella di Kippeum."

Entrambe le bocche dei miei amici si spalancarono; gli occhi sbarrati come se avessero appena visto un fantasma, e i corpi totalmente immobilizzati dando loro l'aspetto di due perfette statuine.

"Cazzo." Commentò Jungkook.

"Quindi... c'era anche lei stasera al ristorante?"

"Sì."

Continuarono a fissarmi come degli ebeti, iniziarono ad infastidirmi.

"La smettete di guardarmi così per favore?" Dissi scocciato.

"Ma... cosa aspetti?? Racconta!" Esclamò Taehyung con la bocca ancora piena di popcorn.

"Cosa ti ha detto appena ti ha visto? E Kippeum? Ha sospetti??" Chiese il più piccolo, completamente assalito dalla curiosità.

Mi alzai.

"Dio ragazzi... proprio a me doveva capitare! Cioè, è la sorella minore di Kippeum!" Imprecai mettendomi le mani tra i capelli.

"Ma non avevi detto che era piccola?" Chiese Kookie.

"Presumevo fosse piccola... Kippeum diceva sempre la mia sorellina! E invece arrivo lì e chi trovo? Quella che mi volevo fottere ieri sera. Con addosso un abito sexy per giunta!"

Ci fu una manciata di secondi di silenzio; poi entrambi cominciarono a ridere sguaiatamente.
Sì... come foche impazzite.
Lo avevo detto io.

"AHAHAHA oddio AHAHAHA ma questa è sfigAHAHAH !!" Taehyung aveva le lacrime agli occhi, e tra poco non riusciva nemmeno a formare una frase di senso compiuto.

"No okay, devi raccontarci tutto!" Ordinò Jungkook.

"Cosa dovrei raccontare? Appena l'ho vista mi sono caduti gli occhi dalle orbite! E anche lei mi ha guardato malissimo!"

"Ma non ha detto nulla a Kippeum?" Chiese sempre il più piccolo.

"Incredibilmente no... per la prima parte della cena ha fatto finta di non conoscermi, se n'è stata buona. Poi quando l'ho incontrata in bagno mi ha subito detto che facevo schifo e che avrebbe detto tutto a sua sorella."

"E poi???" Domandò Tae mentre continuava a sgranocchiare i popcorn... come se in quel momento stesse vedendo un film, e non ascoltando la mia serata.

"E poi... beh, l'ho ricattata." Dissi a bassa voce.

"Cosa?" Mi richiese Tae sgranando gli occhi.

"Tu hai fatto cosa? L'hai ricattata? Ma Jimin sei impazzito? È una ragazzina!" Esclamò Kookie con tono contrariato.

"Ehi! La ragazzina credetemi, non è una santa... e comunque, così terrà la bocca chiusa. Sono riuscito ad ottenere il suo silenzio."

"Come hai fatto?" Domandarono entrambi in coro.

"La sua famiglia pensa che non sia mai stata con un ragazzo; ho fatto due più due e ho capito invece che un ragazzo lo ha avuto eccome, ma non l'ha presentato ai suoi perché magari ai suoi, lui non sarebbe piaciuto.
Così le ho detto che se lei fosse andata da sua sorella a dirle tutto, io sarei andato dai suoi genitori a dire che aveva già fatto sesso."

"Ma che stronzo che sei!" Esclamò Taehyung indicandomi.

Sorrisi.

"Lo so. Nessuna mi mette in piedi in testa... tantomeno una ragazzina."

"Lei quindi ha accettato? Non dirà nulla?" Chiese Jungkook.

"Era costretta ad accettare. In fondo, io avrei fatto la parte dello stronzo e sarei stato lasciato da Kippeum, ma lei agli occhi dei suoi genitori sarebbe stata considerata come una facile. E la mamma l'avrebbe di sicuro riempita di domande." Dissi con fare trionfante.

"Se parli così sembra che non te ne freghi nulla di Kippeum." Disse Jungkook.

"Mh?" Alzai un sopracciglio, non capendo come mai avesse detto quella cosa.

"Parli come se non ti importasse molto se Kippeum ti lasciasse o no."

Sospirai.

"Sto con Kippeum da due mesi... non sono innamorato di lei. Mi piace certo, ma se ci lasciassimo sinceramente non ne soffrirei così tanto."

Okay, ero uno stronzo a parlare così; ma per me era già tanto se ci stavo insieme, non ero mai stato bravo con le relazioni, e non mi ero mai innamorato in vita mia.

Vedevo l'amore come una cosa stupida; l'amore ti rendeva debole e ti faceva soffrire.
Dovevo ammetterlo, ero molto cinico riguardo questo argomento.

Kippeum però sapeva benissimo com'ero fatto quando aveva accettato di mettersi con me, l'avevo avvisata.
Il problema era che lei cominciava ad essere sempre più appiccicosa ultimamente, il che mi dispiaceva perché Kippeum mi era sempre piaciuta, fin dal primo momento che l'avevo vista.

Lei si stava innamorando di me... ma io ancora no.
Anzi, cominciavo a trovare interessante sua sorella.

Quella ragazzina mi suscitava un effetto strano; mi divertivo a provocarla, a vedere le sue reazioni, ma poi quando la vedevo giù di morale, l'unica cosa che mi passava per la mente era il volerla abbracciare.

In bagno avrei voluto baciarla, avrei voluto assaporare di nuovo quelle labbra che la volta precedente avevano avuto il potere di mandarmi in estasi; avrei desiderato farle anche di più spingendomi oltre... ma fortunatamente (o forse no?) Kippeum ci aveva interrotti.

Haneul mi faceva perdere il controllo; e non potevo restare indifferente di fronte a questa cosa.

HANEUL'S POV

"È davvero un bellissimo ragazzo!" Esclamò mia madre.

"La bellezza ad un certo punto svanisce, è il cervello che conta. Ma Jimin mi sembra molto intelligente, mi ha fatto davvero una bella impressione." Commentò mio padre.

"Avremo un dottore in famiglia!"

Eravamo rientrati in casa da mezz'ora, e i miei stavano continuando ad elogiare e riempire di complimenti quell'idiota.
Cosa mi toccava sentire, mi stava venendo un mal di testa allucinante.

"Potremmo passare le vacanze di Natale tutti assieme!" Disse mia madre entusiasta.

"È una splendida idea!" Rispose mio padre.

Ma anche no!

Adoravo il Natale, era in assoluto la mia festa preferita e ogni anno lo passavamo nella baita che avevamo in montagna... amavo quel posto.
Guardavamo film natalizi, facevamo pupazzi di neve, bevevamo la cioccolata calda di fronte al camino... facevamo tutte queste cose da famigliola allegra e felice.
E questi volevano invitare quel mentecatto alla baita con noi?

Ma nemmeno per sogno.

"State scherzando vero? Lo conoscete da sole tre ore!" Mi lamentai.

"Haneul. A proposito... ti avevo chiesto di non essere scontrosa questa sera, e invece lo sei stata! Chissà cos'avrà pensato Jimin." Mia madre mi trafisse con uno sguardo serio.

"E che me ne frega di cosa pensa quello là? Vi rendete conto che state viaggiando con la fantasia? Parlate di lui come se si dovesse sposare con Kippeum domani. Lo avete appena conosciuto, e sta con Kippeum da soltanto due mesi! Quindi, datevi una calmata!" Esclamai.

Entrambi i miei mi guardarono con gli occhi sbarrati, come se fossi io la strana della situazione.

"E adesso perché mi guardate in quella maniera?" Domandai infastidita.

"Haneul, tesoro calmati... cosa c'è che non va? Non ti piace Jimin?" Chiese con voce calma mio padre.

"Non molto. Mi sta antipatico."

Mi ricattava quel bastardo, come faceva a starmi simpatico?
E non mi ero dimenticata del fatto che mi avesse stuzzicata con il piede sotto il tavolo.
Quello si divertiva a provocarmi.

"Tesoro... non puoi giudicare una persona basandoti sull'apparenza; non conosci bene Jimin, se tu lo conoscessi meglio ti piacerebbe. Ma durante la cena hai fatto scena muta e non hai provato a parlarci minimamente." Disse mia madre.

"Sapete cosa vi dico? Okay. Fate come vi pare. Invitatelo per le vacanze di Natale, Pasqua, per quelle estive... invitatelo tutte le volte che vi pare! Ma comunque anche voi non lo conoscete bene; prima di giudicare così positivamente una persona, passateci almeno più tempo assieme, e non solo tre ore." Mormorai scocciata.

"A noi ci sembra un bravissimo ragazzo; sta studiando per diventare medico e non dimentichiamoci che economicamente è messo bene." Commentò mio padre.

Certo, qui contavano solo i soldi ormai.

Sbuffai, smisi di rispondere per mettere fine a quella discussione e salii le scale per poter rifugiarmi in camera mia.

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Il mattino dopo la sveglia maledetta cominciò a suonare, producendo un suono disturbante che rimbombò all'interno della mia stanza.
La afferrai e la scaraventai contro il muro, fermando così quel suono fastidioso.
Controvoglia mi alzai e mi diressi in bagno.
Ecco che cominciava un'altra noiosa settimana.
Dopo essermi data una ripulita, indossai la divisa scolastica, pettinai i miei lunghi capelli rimasti lisci per la piastra data il giorno precedente, e raccattai dal pavimento quel che ormai era rimasto della sveglia.

Dopo la scuola sarei dovuta passare da qualche parte a comprarne una nuova, altrimenti chi mi avrebbe svegliata domani mattina?
Anche perché a quell'ora i miei si trovavano già a lavoro.

Mio padre lavorava in una fabbrica che produceva confettura in barattoli; era assegnato al reparto del vetro e quella fabbrica dava degli orari di lavoro assurdi.
Fortunatamente c'erano i turni... da oggi fino a venerdì avrebbe dovuto fare la mattina, e quindi alle cinque e mezzo doveva già essere in piedi.
Mentre mia madre lavorava in una cartoleria in centro; l'aveva aperta insieme alla sua amica di sempre; Jessica.
Era come una zia per me.

In conclusione, mi serviva una sveglia.

Presi una mela che infilai nello zaino, e mi avviai verso quel liceo infernale.
Ero all'ultimo anno... questo significava solo una cosa: esami.
E poi università, anche se ancora non sapevo cosa avrei fatto dopo.

Continuai a camminare... avrei potuto prendere anche l'autobus, ma preferivo andare a scuola a piedi mentre ascoltavo dalle auricolari le mie canzoni preferite.

Quando ad un certo punto, in lontananza vidi uno dei migliori amici del mio ex, Namjoon.
Namjoon mi era sempre stato simpatico.
A differenza di Yoongi, non era un coglione, e lavorava alla stazione di benzina che si trovava vicino scuola.
Andavo d'accordo con lui, poi io e Yoongi ci lasciammo e così chiusi anche i rapporti con i suoi amici.

Namjoon mi notò; agitò la mano tutto sorridente per salutarmi, e mi venne incontro.

"Haneul! Quanto tempo!"

"Già... come stai?"

"Tutto bene! Tu?"

"Diciamo bene..." Risposi con un tono poco convinto.

Ci fu un po' di silenzio che però venne quasi subito interrotto proprio da lui.

"È da tanto che non ci vediamo, eh? Da- "

"Da quando io e Yoongi ci siamo lasciati." Dissi velocemente, senza fargli finire la frase.

"Eh già... mi dispiace che sia andata così..." Borbottò grattandosi la nuca, si capiva che fosse visibilmente in imbarazzo.

"Dispiace anche a me... ma ehi, doveva andare così." Dissi facendo spallucce.

"No, alcune cose potevano essere evitate." Sussurrò.

Non risposi.
Avevo sempre avuto un buon rapporto con tutti gli amici del mio ex, non sapevo come l'avevano presa quando seppero di noi due, ma una piccola parte di me sperava che si fossero alleati con me.
Ma erano i migliori amici di Yoongi; anche se mi aveva tradita, sarebbero stati comunque dalla sua parte.

"Allora? Che mi racconti? Stai frequentando qualcuno?" Domandò Namjoon.

Riflettei un attimo.
Una piccolissima, microscopica parte di me sperava che a Yoongi importasse ancora qualcosa della sua ex.
Sapevo che era una cosa imbecille da pensare... ma se avessi detto di sì, magari gli sarebbe bruciata un po', e io avrei avuto l'opportunità di vendicarmi... giusto un pochino.

Se invece non gliene fregava proprio nulla di me, allora non avevo niente da perdere.

Sapevo che Namjoon sarebbe corso da Yoongi a dirgli che mi aveva incontrata, e soprattutto di cosa avevamo parlato, quindi...

"Sì, mi sto vedendo con un ragazzo."

Pronunciai con tono deciso, ignara del fatto che mi fossi appena scavata la fossa da sola.

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