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Capitolo 55.

Levi's pov.

Da quella volta in ospedale passarono varie settimane e per la prima volta tornai a giocare a basket.
Fu un'emozione meravigliosa poter tenere in mano quel pallone, tornare sul campo, tornare ad essere il capitano, mi mancò parecchio.

Nonostante i dottori mi consigliarono di reimanere a riposo per un'altra settimana feci ugualmente di testa mia.

"L-levi... sei sicuro?"

"Vi ho già detto che posso farcela."

Eld e Gunther mi fecero da appoggio mentre camminai verso il pallone.
Anche solo poterlo tenere in mano fu una sensazione meravigliosa.
Mi staccai dai ragazzi iniziando a palleggiare.

Tentai di correre e anche se abbastanza goffamente, riuscii comunque a segnare, ma durante il salto percepii la ferita tirare e lì decisi di fermarmi, seguito da imprecazioni di vario genere.

Mi faceva male vedere la squadra allenarsi senza il loro capitano, senza la loro guida e sopratutto in vista della finale.

Finito l'allenamento i ragazzi se ne andarono rimanendo in tre.

"Levi, ora mi vuoi dire chi ti ha fatto una cosa simile?"
Farlan mi era davanti, la sua voce era calma e bassa.

"Ti ho già detto che non voglio parlar-"
Tentai di dire.

"No, quando è troppo è troppo, dimmelo."

Guardai altrove.
Eren stava spazzando nervosamente.

"LEVI."
Alzò il tono di voce.

"Una gran testa di cazzo."
Risposi solo.

"Fino a lì ci arrivavo anche io."
Disse con fare ovvio.

Quando vide che non avevo intenzione di rispondere si diresse verso Eren.
"Eren, dimmi chi è."
Si rivolse con tono autoritario.

"F-farlan... io non posso."
Accennò lui.

"AHH DIAMINE PERCHÈ NON PUOI DIRMELO?!"
Sbattè violentemente un piede a terra.

"Ora finiscila."
Dissi.

"Levi, pensi che lo vada a dire a qualcuno?"
Mi guardò incredulo.

"Non è quello, non insistere."
Risposi forse troppo severo.

"Ci sono sempre stato per te... non puoi tagliarmi così fuori dalla tua vita"
Mi riferì serio puntandomi l'indice contro.

Voltai lo sguardo così da non incrociare il suo estremamente severo e giusto.
Sospiró rumorosamente uscendo dalla palestra abbastanza nervoso seguito da imprecazioni.

"Perchè non dici tutto?"
Mi chiese Eren con sguardo contraddittorio.

"Ti ci metti anche tu?"
Chiesi stanco.

"Ti stava uccidendo, non è più un gioco."
Continuò lui.

"Come puoi saperlo?... come puoi sapere cosa cazzo ho passato tutto questo tempo. COME?!"
Lo guardai negli occhi.

"Voi la fate tutti così semplice, ma che ne sapete?!"
Gli gridai contro.

"NOI CI PREOCCUPIAMO PER TE."
Mi urlò di rimando agitando le mani.

"SONO AFFARI MIEI, PERCHÈ TI PREOCCUPI TANTO?! STAI SOLO COMPLICANDO LE COSE."
Continuai io.

"PERCHÈ TI AMO."
Ci stavamo gridando in faccia.

"Anche io..."
Lo accennai appena, ma bastò per farmi sentire, mi strinse subito dopo in un abbraccio.

"Mi dispiace... so che è una situazione delicata..."
Me lo sussurrò all'orecchio.

Eren's pov.

Aveva ragione.
Chi ero io per dirgli cosa avrebbe dovuto fare?

Certo avrei dovuto invogliarlo a dire tutto, ma piano piano.
Era evidente fosse sotto shock e parlarne non aiutava, lo strinsi baciandolo dolcemente.

"A me basta che non ti tocchi."
Mi sussurrò accarezzandomi una guancia, arrossii sotto quel gesto tanto scontato quanto importante.

"Ti stava per uccidere."
Gli feci notare.

"Ti ripeto che finché tocca me è un conto."
Disse.

"No, non vederla così, devi pensare anche a te stesso."
Tentai di fargli notare.

Il corvino si sedette su una sedia.
Lo raggiunsi e mi sistemai sulle sue gambe, mi mancarono terribilmente.

"Come ti senti?"
Chiesi accarezzandogli l'addome, lo vidi contorcersi lievemente.

"Molto meglio."
Rispose.

"Mhh... ah sì?"
Domandai mordendomi il labbro inferiore, infilai una mano sotto la canottiera tastandone gli addominali.

"Mi manchi..."
Continuai sussurrando.

"Eren, sono stato pugnalato e tu pensi a questo?"
Chiese in modo scherzoso.

"Ti ha pugnalato all'addome, non al..."
Gli feci intuire cosa volessi intendere con dei gesti.

Fece un lieve sorriso malizioso.
"Perchè mi è capitato un ragazzo così pervertito?"

"Sei tu che mi fai questo effetto..."
Abbassai lo sguardo.

"Interessante..."
Disse, seguito da un bacio affettuoso.

Levi's pov.

Lo attaccai a me mentre il bacio iniziò ad intensificarsi.
Toccò varie volte le ferite, anche se inconsapevolmente, lasciai stare, facendo finta di niente, soffocai qualsiasi gemito di dolore pur di non farlo smettere.
Iniziò poi a baciarmi il collo.

Era da tanto che non mi toccava, adoravo il contatto delle sue labbra sulla mia pelle, ma inizió ad eccitarsi troppo.
Eravamo comunque in una palestra.

"Eren... trattieniti, non qui."
Dissi.
Aveva il respiro leggermente sbalzato.

"Andiamo da qualche parte, non mi importa dove."
Mi stava mordendo il collo, tastò poi inconsapevolmente il mio addome.

Mi contorsi parecchio suscitando la preoccupazione del moro che si fermò all'istante rimanendo immobile.

"Va tutto bene?"
Mi chiese accigliato.

"S-sì.."
Riniziò a bruciare.

"L-levi... se non ci riesci non fa niente..."
Assunse un'aria abbastanza delusa.

"Guarda che non sei l'unico a cui manca tutto questo eh..."
Lo stuzzicai.
Mi sorrise afferrandomi il viso e baciandolo.

Eren's pov.

Andammo in camera sua, quei momenti mi mancarono terribilmente.
Ma prima di fare qualsiasi cosa, si cambiò le fasciature.

Il suo corpo rimase meraviglioso ai miei occhi nonostante tutti i lividi, graffi e cicatrici lasciati dalle intemperie di giornate dure e faticose.

Finì di avvolgersi la nuova fascia e mi saltò addosso.
Indietreggiammo sempre con le labbra premute l'una contro l'altra arrivando fino al tavolo.

Il ragazzo mi afferrò passando le mani lungo il sedere facendomi stendere su quella superficie.
Mi divaricò le gambe abbassandomi la zip dei pantaloni.
Stavo indietreggiando sul tavolo, finché il ragazzo non mi afferrò le gambe facendole appoggiare ai suoi fianchi.

Buttammo giù varie pile di fogli, da una parte mi dispiacque aver buttato all'aria ore e ore di lavoro, ma dall'altra fu un momento troppo bello per dargli peso.

Le mani appoggiate sulla scrivania mentre io le avevo sul suo viso baciandolo ripetutamente.
Le appoggió sul mio membro provocandomi un gemito.
Mi passò poi le mani lungo tutto il petto
stuzzicandone i capezzoli.

Ansimai.
Mi tolse definitivamente la maglia prendendomi in braccio e portandomi fino al letto, mi fece stendere delicatamente sulla superficie.
Gli afferrai le spalle premendolo contro il mio petto.

"Dio se mi sei mancato... "
Mi disse fra un bacio e l'altro.

La mia guancia era premuta al suo collo, era ancora steso su di me quando iniziò a sfilarmi i pantaloni.
Divaricai leggermente le gambe.
Il corvino capì subito iniziando a mordermi l'interno della coscia.

"Levi... fammi tuo, di nuovo."
Dissi leggermente affannato.

Il ragazzo non se lo lasciò ripetere iniziando a sbottonarsi i jeans, nel frattempo lo baciai ovunque, a partire dalle labbra per finire all'addome.

Levi's pov.

Sentii una fitta lungo tutto il torace.
Strinsi i denti.

"Levi...?"
Chiese preoccupato.

"U-un attimo..."
Tentai di riprendermi facendo dei respiri, ma la fitta continuò senza accenno di fermarsi.

"No... fermati."
Mi disse il moro, era steso sotto di me continuando ad accarezzarmi una guancia.

Iniziai a tossire rumorosamente sputando qualche goccia di sangue.
Eren si alzò facendomi stendere sul letto.

"Riprenderemo quando starai meglio..."
Mi sorrise.

"Scusa..."
Sussurrai.

"Mi hai chiesto davvero scusa?"
Mi guardó divertito.

"Non te lo ripeterò..."

"Sempre gentile..."
Mi lanciò un'occhiata sarcastica posizionandosi sopra le mie gambe.
Mi afferrò una mano e la avvolse sulle sue natiche.

Deglutii a fatica, mentre quel suo sguardo provocatorio continuò a fissarmi.

"Non credo sia uno sforzo tenermi la mano sul culo, no?"
Chiese con un sorriso divertito.

Posai anche l'altra mano.
"No, assolutamente."

Il ragazzo inarcó leggermente la schiena per quel contatto.

Eren' pov.

Inizió a palpare.
Dalla mia gola fuoriuscirno solo dei piccoli gemiti soffocati.

Preso dalla situazione non notai la fasciatura completamente bagnata.
Non sarebbe dovuta essere così impregnata di sangue.

"L-levi... la fascia..."
Mormorai.

Si fermó e guardó in direzione del suo addome.

"Perchè perde ancora sangue? Sono passate settimane ormai."
Gli chiesi.

Distolse lo sguardo dal mio.

"Levi, guardami."
Le sue perle grige tornarono sui miei occhi un po' intimoriti.

"È più grave di quello che pensi..."
Mi confidò.

"Che vuoi dire?"
Chiesi preoccupato.

"Vuol dire che ti ho detto solo una parte di quello che realmente è."

Lo guardai incredulo.

"Quando il coltello ha trapassato il mio addome, ha colpito anche diversi tessuti interni. Non so nemmeno se potrò mai tornare a giocare a basket."

Sgranai gli occhi che iniziarono a bruciare e a farsi lucidi.

"No... non è vero..."
Lo dissi con voce rotta, spezzata.

"Sei il nostro capitano... non puoi... non puoi abbandonarci. Siamo persi senza di te. Io sopratutto...-"
Continuai a dire, preso dal panico.

"Eren... ascoltami prima di tutto."
Mi prese il viso fra le mani, quelle mani gelide e delicate.

"Se io non riuscissi più a giocare..."
La sua voce si stava frantumando.

"... vorrei che fossi tu a prendere il mio posto."
Delle lacrime contornarono i suoi occhi.
Continuava a guardarmi.
Quegli occhi che chiedevano disperatamente aiuto, che chiedevano ascolto, qualcuno su cui piangere, sfogarsi per tutto.

Il suo viso si fece bagnato.
Per la prima volta lo vidi rigato dalle lacrime.

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