Capitolo 34.
Eren's pov.
Dovevo fare il punto della situazione.
Levi era a cavalcioni su di me entrambi mezzi nudi e nel frattempo vi era Mikasa fuori dalla porta.
Inutile nasconderlo, ero nella merda.
"S-sì un attim-"
Tentai di dire.
"Shh..."
Levi mi zittì posandomi due dita sulle labbra alzandosi al posto mio.
"No, LEVI NO."
Dissi serio tentando di recuperarlo afferrandolo per un braccio, ma venni scostato senza difficoltà poco dopo.
Quella fu una delle situazioni che temetti maggiormente.
Levi's pov.
Non bastava essere svegliato presto.
Venni pure interrotto da una mocciosa mentre era assieme ad Eren.
Ero nervoso.
Aprii la porta al posto del ragazzo.
Un brivido di piacere mi trasalì vedendo l'espressione della ragazza bianca in faccia con occhi sgranati e bocca semi-aperta.
No... non sono sadico...
Pensai.
"TU...?!"
Balbettò lei.
"Stavi cercando Eren?"
Chiesi divertito, non mi presi nemmeno la premura di rivestirmi, preferii farle capire una volta per tutte.
"COSA CI FAI IN CAMERA SUA?!"
Mi puntò un dito contro incredula.
"Ti lascio immaginare."
La guardai sempre più divertito.
Indietreggiò leggermente, la sua espressione si fece mano a mano più sorpresa.
"NON DEVI TOCCARLO."
Mi lanciò uno schiaffo, forse istintivamente.
Mossi leggermente la testa per il contraccolpo.
Eren guardò incredulo la scena.
"Tu... hai osato toccarmi?"
La guardai.
La sua espressione si fece leggermente più intimorita.
La presi per il colletto della felpa e la attaccai al muro con gran facilità.
"I mocciosi come te non dovrebbero nemmeno rivolgermi la parola. Ritieniti fortunata di essere una cazzo di ragazza.
RINGRAZIA."
Sbottai.
Abbassò lo sguardo.
Strinsi i denti per il nervoso.
"Non sono affari tuoi se mi scopo il tuo amico hai capito?"
Silenzio.
"MI HAI CAPITO?"
Chiesi alzando la voce.
"S-sì."
Disse con un filo di voce.
Allentai la presa e la lasciai, non ne valeva la pena.
Eren's pov.
Guardai la scena incredulo, non li avevo mai visti così arrabbiati.
Mikasa esagerò visibilmente, tirare uno schiaffo a Levi sarebbe stato come stringersi la corda attorno al collo, ma anche Levi ci andò giù pesante e quello che fece fu inaccettabile.
Mi alzai da terra andando a separarli.
"Ragazzi... vi prego."
Mi guardarono entrambi.
"Mikasa parliamo dopo, okay?"
La ragazza abbassò lo sguardo ed io intanto presi il polso del corvino trascinandolo in camera.
"Che ti è saltato in mente?!"
Lo rimproverai.
"MI HA TIRATO UNO SCHIAFFO."
Si difese lui.
"NON ERA IL MODO DI REAGIRE."
Sbottai arrabbiato.
"Eren, ora ascoltami, non mi faccio picchiare da una mocciosa. Non so cosa provi per te quella ragazza ma fatto sta che mi odia a morte. Lo vedi anche tu."
Disse cercando di riprendere un minimo di calma.
"Pensa che tu sia una brutta persona..."
Confessai.
"Lo pensi anche tu?"
Intanto si rivestì allacciandosi la camicia.
"I-io inizialmente-..."
Iniziai.
"Ho capito."
Non mi lasciò finire, prese le sue ultime cose uscendo dalla camera.
Tentai di raggiungerlo ma chiuse la porta dietro di sè facendomi andare a sbattere il naso sopra.
Chiusi gli occhi appoggiando il capo alla porta e scivolando lentamente a terra.
"Levi..."
Lo dissi con voce spezzata, un nodo in gola mi soffocò, le lacrime sul punto di uscire.
Tentai di trattenermi ma fu inevitabile.
Da una parte capii i suoi sentimenti, finii per credere di primo impatto a quello che mi disse Mikasa senza nemmeno conoscerlo, sarà stato sicuramente straziante da sentirsi dire.
Tirai un pugno alla porta.
"VAFFANCULO."
Dissi sfogandomi.
Ormai le lacrime presero il sopravvento e mi bagnarono il viso a strisce.
Levi's pov.
Persone che dubitavano di me non avrebbero dovuto nemmeno rivolgermi la parola.
Se non si fidava fin dall'inizio perché ha continuato?
Questi erano i pensieri che mi tartassavano la testa.
Ero seduto su una panchina del parco ancora vuoto per via dell'ora, con il piede disegnai distaccato cerchi nella neve ancora candida.
"Levi... ma che sorpresa vederti qui..."
Non mi voltai nemmeno.
"Dovevi avvisarmi appena fossi stato meglio, no?"
Silenzio.
"Levi cos'hai?"
Erwin si mise a sedere vicino a me, mi mancava solo quel porco.
"Erwin... tu pensi che io sia una brutta persona?"
Chiesi girandomi lievemente verso di lui.
Sgranó gli occhi sorpreso.
"Perchè mi fai questa domanda?"
Chiese confuso.
"Rispondi."
Fu la prima volta che riuscii a tenere in piedi un discorso tranquillo con Erwin dopo tanto tempo.
"So tutto su di te e infondo non credo tu lo sia, anzi, però il tuo carattere introverso ti porta ad essere più riservato e bhe, il tuo sguardo non aiuta di certo"
"Perchè la gente giudica senza conoscermi?"
Chiesi in un momento di fragilità.
"Ma che ti prende?!"
Esclamò sempre più disorientato.
"Io non sono una persona cattiva..."
Abbassai lo sguardo.
"Levi..."
Mi avvolse a sè dalle spalle attaccandomi al suo petto.
Per la prima volta scorsi un briciolo di umanità anche in quell'uomo.
"Vieni... ti prenderai l'influenza a stare qua fuori."
Sapevo dove volesse andare a parare.
Sesso.
Lo sapevo perfettamente.
Ma in quella condizione che cosa avrei potuto fare?
Se nel pieno delle mie forze trovavo difficoltoso contrastarlo, in quel momento in cui mi ritrovai distrutto mentalmente quanto fisicamente sarebbe stato impossibile.
Eravamo in camera sua.
"È stato Eren vero?"
Non gli risposi.
"Ti avevo detto più di una volta di non frequentarlo. PERCHÈ HAI CONTINUATO?"
Sbottò.
"NON È STATO LUI..."
Non lo avrei messo nei casini.
Certo ero arrabbiato con lui, ma non avrei potuto lasciarlo nelle mani di Erwin.
"Io parlo in generale... le persone pensano sia una cattiva persona. Non è vero?"
Dissi io tentando di sviare il tutto.
"Che ti interessa del parere altrui?"
Continuò lasciandomi sorpreso.
Si avvicinò facendomi stendere sul letto.
"Non sono qui per ascoltare i tuoi problemi Levi."
Ecco che anche il suo briciolo di umanità scomparve.
Mi afferrò per il bacino iniziando a togliermi la maglia e subito dopo pantaloni ed intimo.
Ormai ci ero abituato nonostamte non significasse sarebbe stato meno doloroso.
Inizió a baciarmi dall'addome continuando fino ad arrivare alla mia coscia.
La morse ed io strinsi i denti.
Mi voltó di schiena, il capo appoggiato ai cuscini mentre il biondo afferrò il mio bacino sollevandolo leggermente.
"Ora rilassati."
Lo maledissi.
Pensai avrebbe potuto risparmiarmi date le circostanze ma mi sbagliai.
Le persone sono terribili, sono capaci di perdere la loro umanità solo per soddisfare i propri bisogni.
Egoisti.
Eren's pov.
Una fitta al cuore mi colpì.
Feci respiri profondi alzandomi ed uscendo dalla stanza dove vi incrociai Armin e Jean.
"Eren!"
Mi accolse il biondo.
Li ignorai.
"Ehi Eren!"
Si avvicinarono insistendo.
"Allora... ieri che avete combinato?"
Mi guardarono maliziosi.
"Ragazzi non ora."
Tentai di sviare il discorso.
"Ma sù... non c'è bisogno di vergognar-..."
"È successo un casino."
Dissi interrompendoli, mi guardarono straniti.
"Avete visto Levi o Mikasa?"
Chiesi poi.
"Il capitano credo sia al parco, Mikasa... non saprei."
Disse Armin pensieroso.
"Non dirmi che si sono incontrati"
Jean mi guardò preoccupato.
"Peggio."
Risposi desolato, come se il loro incontro fosse stata colpa mia.
Entrambi mi guardarono spaventati ed accigliati.
Gli raccontai tutto.
"Cazzo..."
Jean si grattò il capo dispiaciuto, mentre Armin assunse un'espressione rammaricata.
Sospirai e me ne andai a cercare il corvino, avrei voluto risolvere quella questione il prima possibile.
Lo cercai ovunque ma niente, non lo trovai.
In compenso però incrociai Mikasa.
"Mikasa."
Dissi.
Non mi rispose, era seduta su un divano in una sala del college.
Mi sedetti affianco alla ragazza.
"Che ti è preso oggi?"
Chiesi tranquillo e lei di rimando strinse i denti.
"Eren ma non lo hai ancora capito?"
Poggiò il suo sguardo sul mio.
"C-capito cosa?"
Chiesi intimorito.
Gonfiò il petto come per dire qualcosa.
"Eren, tu mi sei piaciuto fin da subito e non sto parlando come amico."
Sgranai gli occhi.
Mi afferrò il viso e mi baciò, mi attirò a sè facendoci stendere entrambi sul divano.
Baciare una ragazza faceva tutto un altro effetto.
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