Capitolo 27.
Levi's pov.
Ero più che sicuro Erwin mi avesse visto e ciò non andava bene, non andava affatto bene.
Un conto sarebbe stato vederlo mentre stavo parlando con Eren, ma in quel momento eravamo abbracciati e sono sicuro la cosa non gli sia andata tanto giù.
Pensai.
Mi distesi sul letto piuttosto soffice, chiusi gli occhi ed iniziai a passare la mano fra i capelli scompigliandoli leggermente.
Perché mi va tutto storto?
Chiesi nella mia mente stanco di tutta quella stressante situazione.
Feci dei rumorosi respiri per riprendermi, mi alzai dal letto ed andai davanti allo specchio.
"Dai Levi, non è la prima volta che ti capita una brutta situazione. Fin da piccolo la tua vita non è stata facile, ma ciò ti ha aiutato a diventare quello che sei ora."
Me lo ripetei davanti a quella lastra di vetro riflettente, era la prima volta che vidi un uomo insicuro ed esausto della vita che aveva.
Eren' pov.
Non riuscii a comprendere il perché di quelle parole, ma nel suo sguardo notai un accenno di preoccupazione, se me le riferì una ragione ci sarebbe dovuta essere, ci doveva essere, così decisi di non uscire, mi sembró una cosa insensata, ma preferii dargli retta.
Levi's pov.
Era tardi e nel buio cupo in cui mi trovavo ricevetti una chiamata.
In camera ero solo, Farlan sarebbe tornato il giorno dopo.
"Levi."
Una voce roca si estendeva dall'altra parte del cellulare.
Non risposi.
"Mi hai visto vero? Sì... anche io."
Continuò.
"Non è come sembra."
Mi affrettai a dire.
"Ti avevo avvisato o no?"
Chiese retoricamente.
"TI HO DETTO CHE NON È COME SEMBRA."
"Quel ragazzino non mi piace, te l'ho detto fin dall'inizio..."
Iniziò con fare vago.
"Non c'entra nulla e lo sai, finiscila. "
Dissi a denti stretti.
"Vedi? Ti ci sei affezionato e la cosa non va bene"
Continuò l'uomo.
"Io non mi sono affezionato."
Risposi in modo fin troppo orgoglioso.
"Certo immaginavo... allora non ti dovrebbe interessare se lo facessi fuori, giusto?"
Strinsi i denti.
"Cosa vuoi?"
Chiesi infine.
"Lo sai."
Chiusi gli occhi e strinsi il cellulare più forte del solito.
"Però non lo devi toccare, lui lascialo fuori da questa storia."
Affermai.
"Basta che fai quello che voglio."
Aggiunse lui.
Sapevo Erwin avrebbe fatto comunque di testa sua e che tutto ciò sarebbe stato inutile, ma un barlume di speranza mi fece continuare.
"Giuro che se gli fai qualcosa ugualmente...-"
Iniziai alzando il tono di voce.
"Ti ho detto che non lo toccheró se una di queste sere... beh lo sai ormai."
"Tsk..."
"Ci vedremo presto. Troia"
Chiuse il telefono ridendo.
Sprofondai nel letto schiaffandomi una mano in pieno viso.
Perché a me? Perché non ho mai avuto una cosa felice nella vita? Perché solo dolore?
Pensai in modo forse troppo drammatico preso dal momento.
Mi massaggiai il viso cercando di tornare in me, poi però riflettei, una cosa bella l'avevo avuta.
Sì, il moccioso.
Era per lui che ancora riuscivo ad andare avanti con tutta quella situazione, era per lui che restavo più del previsto in palestra, era lui che ogni tanto mi faceva sentire una persona amata.
Rilassai i muscoli delle spalle e mi abbandonai sul letto, mi ripromisi che prima o poi tutto quello sarebbe finito, che prima o poi avrei potuto intraprendere una vita normale.
Me lo promisi.
Lo promisi a quel riflesso apatico, scontroso e stressato che vedevo ogni volta davanti allo specchio.
A quell'uomo così vuoto, a quel ragazzo che non aveva fatto altro che ricevere delusioni nella vita.
Eren's pov.
Era mattina, mi svegliai più assonnato del solito, i miei compagni di stanza non erano ancora tornati.
Quella mattina mi sarei dovuto vedere con Mikasa e Sasha.
Andai a fare una doccia veloce, mi avvolsi l'asciugamano alla vita per uscire e quando scostai le tende...
"Heichou?"
Chiesi sorpreso.
"Ti devo incontrare ovunque?"
Chiese scocciato chiudendo le manopole del rubinetto.
Gli sorrisi avvicinandomi a lui, che come me aveva un asciugamano alla vita.
SOLO un asciugamano.
"Alla fine ieri non so a cosa ti sia riferito... non è succ-"
Non finii la frase che scivolai a terra a causa dell'umidità e dell'acqua delle docce presente sulle mattonelle in marmo quasi fatte apposta per far perdere l'equilibrio.
Cadendo, d'impulso mi aggrappai al corvino, o meglio al suo asciugamano sfilandolo.
"EREN!"
Mi rimproverò.
"S-scusa... io non... io non volevo."
Tenni gli occhi chiusi per l'imbarazzo mentre un sorriso si fece largo sul mio viso.
Il corvino si riprese l'asciugamano e di rimando mi diede uno schiaffo in piena guancia.
"Io... io non l'ho fatto apposta."
Lo guardai divertito intento ad alzarmi da terra.
Una volta riavvolto l'asciugamano alla vita il ragazzo si diresse allo specchio per asciugarsi i capelli, lo seguii a ruota.
Lo fissai intensamente, era davvero bello.
La sua era una bellezza rara, aveva un viso senza nessuna imperfezione e degli occhi che parlavano, bastava solo saperli leggere.
Mi fissò, forse infastidito dal mio sguardo, guardai subito altrove.
Passarono così cinque minuti in silenzio, solo con l'assordante rumore del phone, spensi il mio, volsi il mio sguardo al corvino che non accennò a girarsi.
Mi avvicinai.
Lo presi per i fianchi facendolo voltare, gli tolsi il phone e glielo appoggiai sulla mensola, gli contornai il volto ed iniziai a baciarlo.
All'inizio lo sentii abbastanza prudente e leggermente sorpreso per poi abbandonarsi completamente.
Le nostre lingue saltellarono fra di loro, fu un bacio prepotente e bagnato, molto.
Gli sorrisi, ma fui subito interrotto da un altro bacio.
Lo avvolsi a me e piano piano senza staccare le nostre labbra arrivammo ad una doccia.
Aprii la tendina buttandoci dentro il ragazzo.
Levi's pov.
Mi portò dentro una delle docce e giró la manovella dell'acqua. Lo sbattei al muro umido e freddo contorcendosi leggermente.
Mi sciolse il nodo che teneva l'asciugamano continuando a baciarmi sotto il getto d'acqua che stava diventando caldo provocando del vapore.
Si mise poi in ginocchio.
Sgranai gli occhi, lo sentii intento a lavorare col mio membro.
Eren's pov.
Non aspettavo altro.
Mi abbassai poggiando le ginocchia in quella piccola piattaforma impregnata d'acqua e teoricamente per una persona.
Afferrai i fianchi di Levi iniziando a stuzzicarne il membro per poi posarci le labbra. Lo sentii gemere. Il getto d'acqua divenne caldo ritrovandoci di nuovo completamente bagnati.
Sentii la mano del corvino fra i miei capelli.
Mi incitó maggiormente, allora iniziai a leccare ed inseguito a succhiare, il corvino sbattè un pugno sulla parete della doccia con il palmo chiuso per l'estremo piacere.
Mi staccai tentando di alzarmi, ma appena fui all'altezza del ragazzo, mi sbattè nuovamente al muro inserendo la sua lingua con decisione all'interno della mia bocca.
Non avevo più fiato, ma poco importò.
Non avrei permesso quel momento finisse.
Sentimmo poi dei passi entrare nel bagno.
Il corvino si staccò e mi tappò la bocca mentre con l'altra mi fece segno di silenzio.
Si affacciò leggermente per controllare di chi si trattasse.
Mi scorsi dalla sua parte in segno di attenzioni, non sarei sicuramente riuscito a resistergli in quel momento.
Con gli occhi socchiusi e le guance tinte di un rosso acceso cercai disperatamente il contatto con le sue labbra, pretendevo un altro bacio.
Levi si giró verso di me esaudendo il mio desiderio, mi bació, ma si staccò quasi subito. Nel mentre controllava chi fosse, mi attaccai al suo petto, lo stavo abbracciando, sarei rimasto lì con lui per non so quanto, fra le sue braccia dannatamente muscolose.
"È un tuo amico Eren."
Me lo sussurrò.
Mi affacciai leggermente scorgendo Connie, si stava lavando le mani ignaro di tutto, dopo aver finito uscí dalla porta come se nulla fosse.
Tirai un sospiro di sollievo, non immaginai sarebbe tornato così presto.
Guardai il corvino mentre con una mano spensi l'acqua. Avevo un sorriso stampato sulle labbra quando mi ributtai sul ragazzo.
Ci accasciammo al suolo.
Levi con la schiena appoggiata al muro e io sopra, con le mani fissate al suo viso.
Si staccò dalle mie labbra solo per dirigersi al collo iniziando a morderlo facendomi scappare un gemito.
Si appoggió alla mia spalla e io sulla sua testa, entrambi respirammo in modo pesante.
Io sopratutto.
"Tutto okay?"
Chiese staccandosi dalla mia spalla puntandomi il suo sguardo addosso.
Non riuscii a parlare, ero tutto un fremito in quel momento.
Levi's pov.
Sapevo avrebbe reagito in quel modo.
D'altronde era ancora un moccioso.
Lo presi a me facendogli appoggiare la fronte fra il mio collo e la spalla avvolgendolo.
"Calmati..."
Respirò in modo affannato mentre le ultime gocce ci bagnarono i visi.
"Continuiamo..."
Lo disse con un filo di voce.
"No Eren."
Lo fermai.
"P-perchè?"
Iniziò titubante.
"Perchè è troppo per te ora."
"N-non è vero."
Si imbronciò.
"Eren guardati."
Gli dissi, lo vidi abbassare lo sguardo con ancora il respiro sbalzato e pesante.
Si buttó sul mio petto facendomi sussultare leggermente, di rimando lo avvolsi a me.
Vidi un piccolo e puro sorriso sul suo volto esausto.
"Io te l'ho detto che eri solo un moccioso..."
Riaffermai.
Mi strinse di più.
Eren's pov.
"Meglio se vado, tu cerca di riprenderti."
Mi guardó divertito.
"Non andare..."
Dissi, nel mentre mi sistemai sul suo petto percependo perfettamente tutte le curve degli addominali.
Sospiró esasperato.
"Eren... dai."
Non mi mossi.
"Sono le dieci... "
Disse.
"Mh... bene."
Affermai compiaciuto.
"Eren dai cazzo togliti."
Tentò di scostarmi.
Riflettei un attimo, poi mi ricordai dell'appuntamento con Mikasa e Sasha.
Mi alzai di scatto dal corvino che assunse un'aria confusa.
Mi infilai i vestiti e mi concedetti un'ultima passata di phone.
"Che è successo? Ti sei ricordato di un impegno?"
Mi guardó malizioso.
"Lascia stare..."
Risposi infastidito.
"Non eri tu quello che non voleva togliersi?"
Continuò lui, avvolgendosi nuovamente l'asciugamano alla vita.
Non gli risposi, presi di fretta le mie cose e feci appena in tempo a stampargli un bacio per poi andarmene.
Era tardi, che scusa avrei potuto usare?
Non avrei potuto certo dire:
Scusate ragazze ho fatto tardi perché ero in doccia con Levi.
Inconcepibile.
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