Capitolo 23
Eren's pov.
Il giorno seguente venni svegliato da Farlan.
"Eren... EREN"
Lo disse sussurrando.
"Mh..."
Mi alzai delicatamente strofinandomi gli occhi.
"Sempre con lui ti trovo eh?"
Mi fece un sorriso malizioso.
Tentai di non svegliare Levi alzandomi.
"Che è successo?"
Mi chiese con le braccia incrociate al petto e con uno sguardo accusatorio.
"L'ho trovato al parco in fin di vita."
Risposi mettendomi seduto e continuando a strofinarmi gli occhi ancora assonnato.
"Cazzo..."
Lo vidi avvicinarsi a lui.
"Ora sta bene vero?"
Continuó a scrutare il corvino con braccia conserte.
"I-io spero di sì"
Aggiunsi preoccupato, insomma, non sapevo praticamente nulla di lui e già mi ritrovavo nel suo letto.
"Mh.. meglio, dato che stanotte non è rientrato mi sono un po' preoccupato"
Rise leggermente grattandosi la nuca, la sua fu una risata nervosa.
"Immagino."
Gli sorrisi di rimando spostando poi lo sguardo dal suo, a disagio.
"Bhe ma era in ottima compagnia vedo"
Mi guardó con il suo solito sorrisino tentando di smorzare l'imbarazzo.
Arrossii.
Rise in modo fin troppo compromettente.
"Avete dormito insieme eh?"
Mi diede una gomitata sul braccio.
"N-non è come sembra..."
Mi affrettai a dire.
"Sì, sì, perché io ci credo vero?"
Domandò divertito.
Levi si contorse nel letto.
"Meglio se andiamo a parlare fuori, o rischieremo di svegliarlo."
Disse poi, tornando momentaneamente serio.
Annuii.
Uscimmo dalla camera, lo fissai per l'ultima volta un po' a malincuore, i suoi capelli spettinati in contrasto con la sua pelle bianca candida, fatta eccezione per diverse ecchimosi sul collo e sul viso.
"Allora... sai che il venticinque è il suo compleanno?"
Mi confidò una volta fuori dalla stanza con entrambe le mani in tasca.
"Eh?! È nato a Natale?"
Chiesi incuriosito.
"Già... fagli gli auguri"
Mi lanciò un occhiolino.
"Quindi... farà ventitré anni giusto?"
Chiesi facendo il conto mentalmente.
"Esatto"
Ammise iniziando a dondolare sulle gambe con ancora le mani all'interno delle tasche.
Perché Levi non mi ha avvisato che tra noi ci sono cinque anni di differenza? Non lo aveva mai accennato...
Non capii.
Levi's pov.
Aprii leggermente gli occhi.
Tastai il letto in cerca del moccioso ma nulla. Guardai affianco a me e come sospettai non vi era nessuno.
Sospirai trovando doloroso anche quello, lo era ovunque.
Scostai le coperte mostrando degli ematomi talmente evidenti che per un momento non riconobbi il mio corpo.
Ne ero ricoperto.
"Quel bastardo..."
Strinsi i denti mentre passai una mano su una di quelle macchie che tendevano al viola.
Sentii la porta aprirsi.
"Ben svegliato."
L'infermiera, una donna abbastanza anziana entrò nella camera in modo dolce e silenzioso.
Non le risposi, non ne avevo le forze.
Si avvicinò per controllare le ferite.
"Devo chiederle di togliere la canottiera."
Sospirai e mi levai l'indumento che ricopriva la maggior parte dei lividi ed escoriazioni.
La signora sgranó gli occhi scorgendo il mio corpo così martoriato da quelle chiazze dolorose.
"Faccio io signora."
Una voce fermó l'infermiera poco prima che mi appoggiasse un batuffolo impregnato di disinfettante e crema antinfiammatoria.
Guardai in direzione della porta.
"Petra? Che ci fai qui?"
Chiesi a voce bassa.
Si mise al posto dell'anziana.
"Potrei chiederti la stessa cosa"
Mi fece notare sistemandosi sul letto.
"Tsk..."
Mi limitai a dire.
Iniziò a tamponare le ferite.
"Che cazzo ti è successo?!"
Mi chiese dopo qualche secondo di silenzio.
"Nulla."
Accennai.
"A me non sembra proprio."
Disse guardandomi dritto negli occhi.
"Oh giusto, nulla che potrebbe interessarti."
Mi affrettai a correggermi.
Continuò a tamponare ignorando il mio commento.
Era chiaramente imbarazzata capendolo dal modo in cui iniziò a toccare il mio corpo
Glielo concessi entro i limiti della decenza.
"Petra... finisco io ora... puoi andare."
Dissi, quando la situazione iniziò a sfuggire di mano.
"Uh? SÌ CERTO."
Si raddrizzò ed uscì subito dalla stanza rossa fuoco in volto.
"Mocciosa..."
Dissi fra me e me.
Notai un ematoma molto più evidente degli altri all'altezza dello stomaco e quello sì che fu doloroso.
Finii di disinfettarmi e mi rimisi la maglia.
Tentai di alzarmi dal letto trovandola un'impresa piuttosto ardua.
Eren's pov.
Arrivai in classe vedendo Armin saltarmi addosso.
"Eren, come sta?!"
"Sembra stia meglio, ieri alla fine si è svegliato."
Ammisi appoggiando lo zaino sul banco.
"Meno male."
Mi sorrise.
Vidi dietro di lui Mikasa.
"So tutto Eren... mi dispiace."
Disse sinceramente dispiaciuta.
"Mikasa..."
La vidi abbassare lo sguardo.
Passate le lezioni andai a pranzare.
"Ragazzi dove andrete per Natale alla fine?"
Prese parola Connie.
"Io e la mia Christa andremo alle terme"
Disse Ymir prendendo sotto braccio la sua ragazza.
"Io mangerò..."
Sasha aveva una strana luce negli occhi quando parlava di cibo.
"Io starò con i parenti."
Rispose Reiner.
Molti lo avrebbero passato con i parenti, Armin, Reiner, Mikasa, Bertholdt, Annie, Jean e Marco.
"Io invece me ne vado in vacanza alle Maldive. TIÈ"
Connie diede una pacca sul suo braccio in segno di un elegante e raffinato vaffanculo al mondo intero.
"Tu Eren?"
"Io... io ancora non lo so... credo che lo passerò con mia madre."
Gli allenamenti erano sospesi per via delle feste natalizie e quella di quel giorno fu l'ultima lezione di scuola.
Nel pomeriggio mi recai in infermeria.
"Ehi"
Ero appoggiato con una spalla sul ciglio della porta.
Mi guardó in silenzio.
"Vedo che stai meglio"
Gli feci un sorriso.
"Bhe, meglio per modo di dire..."
Mi avvicinai a lui e solo allora realizzai si trovasse senza maglia e con mezzo busto scoperto fuori dalle lenzuola.
La temperatura sembrò essersi alzata improvvisamente e sulle mie guance comparve il solito colorito.
Lo vidi intento a tamponarsi con un batuffolo.
"Ma sei pieno di lividi"
Notai in modo infantile.
Mi guardó di nuovo.
"Già. "
Rispose con fare ovvio e scocciato.
"Perchè ti ha ridotto così?"
Chiesi poi in modo forse troppo azzardato.
"Non sono cose che ti riguardano."
Mi ammonì.
Mi avvicinai e gli presi il cotone che aveva in mano.
Inarcó un sopracciglio.
Mi avvicinai di più ed iniziai a tamponare al posto suo.
"Eren..."
Iniziò esasperato.
"Tranquillo faccio io, sei pieno di lividi anche nelle braccia, immagino sia complicato per te muoverti, quindi..."
Gli sorrisi.
Iniziai a disinfettare partendo dal collo, fui davvero tentato, ma un ulteriore segno rosso non lo avrebbe aiutato.
Continuai lungo il petto per poi scendere sull'addome.
Lo trovai bellissimo anche se ricoperto di ematomi.
Arrivato allo stomaco lo sentii gemere dal dolore.
"Ti ho fatto male?"
Domandai con una nota di preoccupazione.
"Un po'."
Sgranai gli occhi.
Non mi sarei mai aspettato una sua conferma.
"S-scusa."
Continuai a tamponare fino ad arrivare alle braccia, quelle braccia muscolose e dannatamente perfette.
Mi fermai di colpo, dovevo calmarmi.
"Eren... Eren ci sei?"
Mi chiese perplesso.
"S-sì..."
Continuai, finché mentre fui intento a tamponare l'ultimo punto del suo braccio mi afferrò il polso strattonandomi così da farmi arrivare sopra di lui.
Feci molta attenzione a non toccarlo in nessun modo data la sua condizione.
"L-levi."
Mi afferrò la maglietta e mi abbassò facendomi appoggiare il capo sulla sua spalla.
Intuii si trattò di una sorta di abbraccio.
Socchiusi gli occhi, stavo bene con lui.
Sentii il suo respiro nel mio collo, le sue labbra iniziarono a premere sulla mia pelle ma si fermò di colpo.
"Fallo, fallo pure se vuoi."
Lo incitai.
Sussultò leggermente avvicinando di ancora il mio collo a lui.
"No, Eren, non mi tentare... ti prego."
"Dai fallo, Levi il mio collo è tuo."
Lo sentii respirare affannosamente per poi attaccarsi con prepotenza e sensualità alla mia pelle.
Lo leccó, per poi passare ai morsi.
Lo morse con delicatezza facendomi gemere.
"Bravo..."
Gli tenni la testa mentre lavorò sul mio collo.
Sentii poi un morso più convinto.
Mi accorsi solo più tardi che il corvino mi fece un succhiotto.
Gemetti, non avrei potuto chiedere di meglio.
"Continua... continua pure"
Dissi un po' affannato.
Sentii il corvino obbedirmi, più deciso.
Andó dritto al mio petto ed anche lì, vi lasció un segno rosso tendente al viola.
Mi lasciò morsi ovunque, ormai era arrivato alla fine del mio addome.
"No... Eren, non posso..."
Mi staccai, non avrei voluto costringerlo.
Guardai a terra.
"Non puoi?"
Chiesi deluso.
"Dopo quello che mi ha fatto Erwin ho riflettuto."
Ebbe tutta la mia attenzione.
"È un tipo pericoloso, non ha scrupoli, e se vedesse una cosa simile, ti ucciderebbe all'istante."
"Ti ho già detto che a me no-"
"No. Ora devi ascoltarmi, questo non è più un consiglio."
Riportai lo sguardo a terra.
Allungò la sua mano lungo il mio viso accarezzandolo delicatamente ma la tolse subito guardando altrove, quasi pentito di quell'azione.
Tentai di cambiare discorso, sapevo parlare di Erwin gli facesse male.
"Levi... non abbiamo quattro anni di differenza vero?"
Mi guardó un po' stranito.
"Perchè tu li compi il venticinque giusto?"
"C-cosa?"
Un sorrisetto iniziò a farsi spazio sul mio viso.
"Come...-"
"Come faccio a saperlo eh? Beh sono informato."
"Che cazzo sei, uno stalker?"
"No... lo so e basta."
"E questo non ti sembra da stalker?"
"Comunque, tu fai ventitrè anni, perché non me lo hai detto?"
"Non era una cosa necessaria."
"Perchè?"
"Perchè è una festa inutile."
"Non è vero! ... si festeggiano gli anni... si sta in compagnia, insomma ci si diverte."
Mi guardó.
"Ti sembro il tipo che si diverte?"
"L'apparenza può ingannare..."
"Eren, per favore."
Scoppiai a ridere.
Mi trovavo ancora sopra di lui quando appoggiai istintivamente le mani sul suo membro.
Il corvino mi lanciò un'occhiata.
Stavo per palpare.
"Eren, non ci provare neanche."
"Uff... ho capito, ho capito."
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