80. Campeggio
80. Campeggio
Farah's Pov
Ero come una bambina, una bambina che non avrebbe cambiato i suoi ideali per niente al mondo. Mi sentivo tremendamente non capita, sempre e comunque sbagliata.
Fissarmi allo specchio era ed è tutt'ora la cosa che più mi terrorizza. Eppure lo specchio è un semplice oggetto, ma a volte può diventare un vero assassino per l'anima.
Guardare il mio riflesso è diventato, dopo un po'di tempo, il mio incubo più pauroso. Mi vedo una grossa balena con una pancia troppo grande e dei fianchi troppo larghi. Ma come sono arrivata a questo punto?
Inizialmente, mesi fa, ho iniziato a soffrire di ortoressia, una malattia mentale che consiste nella fissazione del mangiare ossessivamente sano, una malattia che mi è stata diagnosticata dalla mia psicologa.
Quando ho scoperto della mia malattia, mi sono rifiutata di continuare le terapie, perché avrebbe voluto significare essere manipolata da quella donna, che mi avrebbe impedito di mangiare sano, o almeno come la mia mente mi ordinava di fare.
Pian piano questa ossessione dei cibi sani mi ha portato ad uscire sempre meno spesso, perché il contatto sociale avrebbe potuto ostacolare la mia dieta ferrea a causa delle uscite al ristorante o al pub. Passano i mesi ed ora mi ritrovo peggio di prima.
Adesso mi ritrovo a combattere con l'anoressia. Il cibo è il mio nemico più grande, una tentazione alla quale devo resistere. Perché la mia mente è comandata da una voce, che devo assecondare, una voce che non mi fa pensare altro che al conteggio delle calorie da assumere giornalmente, all'allenamento di due ore che devo sostenere ogni giorno per consumare il più possibile.
Non penso che altro alla perfezione del corpo delle modelle sui giornali. Le loro gambe sono così lunghe e così snelle, che in confronto le mie sembrano degli orribili e grossi prosciutti.
Le loro pance piatte farebbero invidia a tutte, e se non a tutte, a me di sicuro. Invece il mio addome è ricolmo di grasso, che sembra non bruciare mai qualunque dieta o allenamento io segua. A volte mi sembra di impazzire, perchè ciò che faccio non sembra mai abbastanza. Sembra che non ottenga mai risultati.
Mi vedo sempre la solita balena che rimarrà tale per sempre, perchè non sa resistere alla tentazione del cibo. Se mangio devo punirmi, se mangio devo vomitare tutto fino a quando non sento sulla lingua il sapore metallico del sangue.
Tutti intorno a me, soprattutto i miei genitori mi hanno detto che sono dimagrita, tanto, troppo, fin troppo ma io non credo alle loro stupide parole, o almeno non ci credevo finchè l'altro giorno non sono svenuta in casa. Per fortuna i miei genitori c'erano, o sarei rimasta distesa sul pavimento chissà per quanto tempo.
Mi hanno portato in ospedale, dove i medici mi hanno fatto delle analisi e mi hanno pesata.
Quando sono salita sulla bilancia, mi tremavano le mani. E se sono ancora troppo grassa? Che vergogna. E se invece fossi troppo magra e mi ricoverassero? Questi pensieri mi tartassavano la mente, finchè sulla bilancia ho letto: quarantaquattro chilogrammi.
Quarantaquattro chilogrammi. Non erano poi così pochi considerando, che il mio obiettivo era arrivare ai quaranta. Sicuramente non mi rendevo conto che stavo delirando. Quasi non mi reggevo in piedi.
A volte alzarmi dal letto la mattina è un qualcosa di una difficoltà madornale. Per fortuna i medici hanno deciso che per ora non ho bisogno di essere ricoverata ma, che basterà qualcuno che mi controlli sempre soprattutto quando mangio e dopo ogni pasto.
I miei genitori sono rimasti in città e non partiranno, finché non mi rimetterò in sesto. Inoltre devo andare dalla psichiatra una volta alla settimana, la quale mi ha prescritto due tipologie di farmaci: antidepressivi e ansiolitici, che dovrebbero aiutarmi con le mie fasi di depressione e la mia ansia, cause principali della mia anoressia.
Adesso con un sospiro, sto uscendo dallo studio della mia psichiatra. Queste sedute non mi sembrano chissà cosa, la maggior parte del tempo il silenzio è colui che regna nello studio della mia dottoressa. Ma almeno anche oggi è passato.
Una volta al di fuori dell'edificio, sento chiamare ripetutamente il mo nome. A qualche metro da me vedo venirmi in contro Roxy e Claire. Quest'ultima ha un pacco tra le mani, dalla carta colorata intuisco sia un regalo.
Mi ritorna alla mente la scena nei bagni delle ragazze di un paio di settimane fa, quando lei ha provato a farmi capire, che i pensieri che mi tartassano sono sbagliati.
Sia Roxy che Claire negli ultimi giorni mi hanno aiutata molto. L'altro giorno mi hanno raggiunta in ospedale, e poi insieme ai miei genitori mi hanno tenuta compagnia a casa.
"Allora?" Claire mi rivolge la parola. "Pronta per il campeggio?" .
Aggrotto le sopracciglia. "Di cosa-".
"Oddio" Roxy si copre il viso con le mani. "Scusami Farah, mi sono dimenticata di dirtelo".
"Roxy! Avevamo detto che dovevi essere tu a dire a tutti, che oggi è il mio compleanno, perchè se informo io le persone sembro esibizionista. Dai, le basi" interviene Claire.
In breve entrambe mi spiegano che ogni ventiquattro aprile, al compleanno di Claire, è di obbligo un campeggio di due giorni e di una notte al Bois de Boulogne (ovvero il Bosco di Boulogne).
"Ti faccio i miei auguri" la stringo in un abbraccio. "Ma non credo faccia per me" non so, mi sentirei a disagio.
"Tu stai zitta, e vieni con noi" Claire mi prende sotto braccio ed inizia a camminare. "Anche Alix vorrebbe tanto venire con noi, ma oggi ha la chemioterapia e deve pensare solo a guarire. Però mi ha fatto andare a casa sua, dicendomi che lì avrei trovato una sorpresa, ed infatti la madre mi ha dato un pacco, che però ancora devo scartare" scuote la scatola che ha in mano.
"Dopo devi assolutamente vedere cosa c'è dentro" Roxy mi afferra l'altro braccio facendomi rabbrividire. " Ah, comunque la tenda per te ce l'abbiamo già noi. Staremo tutte e tre insieme" mi informa. "I tuoi genitori già li ho avvertiti io".
Ridacchio. "Non ho proprio scelta, allora".
"No" ribatte Claire. "Verranno anche i ragazzi, mia mamma, cioè mia zia" si corregge subito facendomi ricordare del gran casino che è la sua vita. "E poi Chanel, la mamma di Roxy".
"Non vedo l'ora" Roxy si ferma di scatto. "Oddio".
"Cosa?" Domandiamo all'unisono Claire ed io.
"Non hai il costume con te, e al campeggio ci sono due laghi da favola" dice Roxy. "Vabbè tanto ne ho portati almeno quattro nello zaino. Ora dobbiamo andare a casa mia e di Claire a prendere le cose. Poi ci mettiamo in macchina di Bridgette, mentre i ragazzi ci raggiungono in scooter. Adoro questa giornata" sbatte le mani.
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Claire's Pov
La giornata al campeggio me l'aspettavo più noiosa e fastidiosa. Sarà perchè è venuto con me anche Rooney ma posso affermare, che questo mio diciannovesimo compleanno lo sto trascorrendo davvero con felicità e spensieratezza.
Arrivate sul posto Roxy, Farah, mia zia, Chanel e ed io, abbiamo già trovato Rooney, Joel e Leo all'entrata del boschetto, che circonda tutti gli accampati. Abbiamo montato tre tende: in una dormirà Roxy, Farah ed io, in un'altra Rooney, Joel e Leo e nella terza mia zia e Chanel.
I due ragazzi naturalmente non essendosi mai accampati, hanno trovato difficoltà nel montare la loro tenda, e quindi la mia migliore amica ed io, con molto orgoglio, siamo andate a prestarmi aiuto prima che Rooney, arrabbiato com'era, pestasse la tenda sotto le suole delle scarpe, e la lasciasse nel lago distante un bel po'di metri dal posto dove ci diamo accampati.
Il resto della mattina l'abbiamo trascorsa a sistemare le nostre cose, e dopo il pranzo, un panino molto semplice e pratico, abbiamo fatto una piccola escursione nel bosco.
Quando i capelli ricci di Farah si sono impigliati in un albero, Roxy non ha esistito ad aiutarla mentre la sottoscritta le fissava con un sorriso all'angolo delle labbra.
La passeggiata, nonostante il terreno molto irregolare, è stata molto rilassante. L'aria pulita, assolutamente non paragonabile a quella sporca della città, ha riempito i miei polmoni, mentre il canticchiare degli uccellini è stato molto piacevole.
Dopo l'escursione ho aperto tutti i regali. Dal pacco di Alix c'erano cinque reggiseni. Ho sorriso, quando ho pensato a tutte quelle sere, nelle quali ci preparavamo insieme per andare in qualche locale.
Mia zia e Chanel invece mi hanno regalato un set di tinture per capelli ma, che molto probabilmente, non utilizzerò perchè il mio colore è il viola e rimarrà tale.
Nel pacco regalo di Joel e Leo ho trovato un pallone da basket, invece in quello di Roxy e Farah, del cibo per anatre ("Scusmai, ma Geraldina ne ha bisogno" si è giustificata la mia migliore amica").
Infine Rooney ancora nulla. Mi ha detto che dovrò aspettare fino a stasera. Dopo aver scartato i regali, mia zia e Chanel si sono rintanate nella loro tenda per riposare, mentre gli atri ed io siamo rimasti fuori.
Adesso sto gicando col boomerang insieme a Joel, mentre Leo fotografa il paesaggio con la sua macchina fotografica. Rooney invece è seduto sull'erba a scarabocchiare qualcosa su un quaderno.
"Io non lo so fare" sbuffa Farah lanciando della legna su altra legna. "È troppo difficile accendere il fuoco".
Roxy poggia Geraldina sull'erba. "Ci penso io" sfilo un accendino dalla tasca degli jeans.
Lancio il boomerang a Joel, che se anche con difficoltà, riesce ad afferrarlo. Intravedo Roxy che si avvicina alla legna e dopo un po', sotto lo sguardo stupito di Farah, accende un piccolo fuoco.
Joel mi rilancia il boomerang, ma non riesco ad afferrarlo perché adesso la mia attenzione è su Roxy, che ha appena lasciato un bacio sulle labbra di Farah.
In questo momento tutta la fangirl che è in me grida di saltare dalla gioia, ma mi contengo a sorridere. Mi guardo intorno e tutti sembrano aver visto la nuova coppia che si è formata. Joel ed io ci lanciamo un'occhiata complice.
"Scusate" interviene Leo riferendosi alle due ragazze. "Vi ho fatto una foto, volete vederla?".
Joel ed io ci fissiamo meravigliati dal bel gesto di Leo. Quest'ultimo si avvcina alle ragazze, alle quali mostra la sua macchina fotografica, da dove Roxy e Farah fissano la loro immagine con un sorriso e ringraziano il ragazzo.
Ammiro la scena felice. Oggi è davvero un bellissimo giorno.
"Vieni con me" della braccia fin troppo familiari mi circondano la vita.
"Sì, sì ma io stavo..." interviene Joel. "Insomma devo andare a... dare da mangiare a degli uccellini nel bosco".
Ridacchio per poi allontanarmi insieme a Rooney, che mi porta verso il lago. Amo questo posto, conservo molti ricordi di quando era bambina.
"È bello qui" mi confessa Rooney fissando la distesa d'acqua.
"Facciamo il bagno" dico sorridendo.
"No, Claire" si allontana di poco da me. "L'acqua sarà gelata, sei malata".
Lo ignoro iniziandomi a spogliare e rimanendo solo in costume, mentre Rooney mi fissa scandalizzato. Già così sento i brivi percorrermi tutto il corpo, ma non me ne curo. Entro in acqua, e dal freddo quasi mi si blocca in respiro.
"Cazzo, è gelida" mormoro tra me e me. "Dai, vieni anche tu. Si sta bene, non è molto fredda" urlo a Rooney.
Dischiude le labbra. Sospira. Sembra che stia combattendo una guerra contro se stesso. Con uno sbuffo divertito si spoglia rimanendo in mutande, al che sorrido e non poco. Tutto tremante trova il coraggio di entrare nell'acqua.
"Ma io qui dentro ci muoio!" Alza la voce.
"No che non muori" rido.
Mi avvicino a lui nuotando, mentre lui mi viene incontro fino a quando l'acqua non gli arriva alle spalle.
"Ti riscaldo io" poggio le mani sul suo petto, per poi stringerlo a me poggiando la testa sulla sua spalla.
"Ora si sta decisamente meglio" ribatte cingendomi la vita.
Gli bacio la spalla mentre gli accarezzo un braccio. Lui sospira facendo scivolare le sue mani lungo i miei fianchi, poi sempre più giù fino alla mie cosce, quando capisco che sta per prendermi in braccio mi scosto da lui, per iniziare a schizzarlo con con l'acqua.
"Claire!" Grida. "Ma stavamo... smettila!".
Rido mentre gli bagno tutti i capelli, chebora gli ricadono sulla fronte.
Lui si tira indietro le ciocche rosse zuppe d'acqua, e poi assottiglia gli occhi su di me. In un nanosecondo inizia a spostare grandi masse d'acqua verso di me, e nel giro di pochi secondi i capelli fradici mi si appiccicano attorno al viso. Rido fino quasi a scoppiare.
"Rooney, ti prego basta!".
Smette all'istante. "Mi dovevo vendicare in qualche modo" si avvicina di nuovo a me.
Cerco di prendere fiato dalla gran risata, di asciugarmi al meglio gli occhi e sistemarmi i capelli dietro le spalle.
"Sì... ma tu sei stato più cattivo di me" gli faccio notare.
"Allora devo farmi perdonare".
"Mi sembra il minimo".
In un paio di secondi le sue labbra sono ad un palmo dalle mie. Mi sistema una ciocca di capelli dietro l'orecchio, e poi scruta insistentemente i miei occhi.
"Sto aspettando" cerco di rimanere seria, anche se mi lascio sfuggire un mezzo sorriso.
"Sei impaziente".
"Sto solo reclamando il mio diritto di essere baciata. Da te. Qui. All'istante".
Spazio noce suprema
Eccomi qui con il nuovo capitolo♥️
L'uteriore focus su Farah ha spiegato un po'di dettagliatamente la sua situazione. Ce la farà a superare la sua malattia?
Finalmente c'è stato il bacio faxy! Quanto vi piacciono insieme le due?
Attenzione che nel prossimo capitolo............. io taccio.
Inoltre, i prossimi capitoli saranno pieni zeppi di nuove verità.
Instagram @graffiandoilcielo
A martedì💜
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