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74. Non riesco a stare senza di te

74. Non riesco a stare senza di te

Claire's Pov

Rooney ed io siamo ritornati a casa dall'ospedale poco prima di pranzo. Il pomeriggio l'ho trascorso a studiare, mentre Rooney nel suo laboratorio a dipingere. Dopo aver cenato con Rooney, Jade e la loro madre (il padre dei due era in camera sua a lavorare), mi sono rintanata nella stanza di Rooney, mentre quest'ultimo è ritornato a dipingere.

Adesso sono distesa sul suo letto a pensare alla giornata di oggi. Non è stata sicuramente una delle migliori. Anzi, credo sia stata una delle peggiori in assoluto. Stamattina, con una grande voglia, sono andata all'ospedale per vedere Alix. Sono ritornata però, con una profonda angoscia.

Mi sono sentita impotente come non mai quando Alix si è sentita male, ed io affianco a lei a non sapere cosa fare. Per non parlare della vergogna che ho provato, quando ho capito quanto sia stata stupida, a continuare a pronunciare le maledette parole "andrà bene".

Perchè è tutto vero ciò che ha detto Alix, mentre le lacrime le scorrevano copiose sul viso. Non sempre c'è un lieto fine a tutto. Non è vero che esiste ad ogni modo una via d'uscita. A volte, nonostante reagiamo alle avversità che riscontriamo nella vita, non riusciamo ad uscire dalle situazioni difficili.

A volte sembra non bastare mai ciò che si fa, perché gli ostacoli sono sempre lì in agguato ad aspettare il momento giusto, per intralciare il cammino della vita.

Se Alix dovesse morire sarebbe un grosso colpo, che non potrei sopportare, dal quale non potrei guarire così facilmente.

Lei è importante per me, molto. In lei ho subito trovato un'amica con la quale ridere, con la quale poter fare tutto ciò che di stupido c'è. Lei, sempre col sorriso sulle labbra e la bocca distorta in un sorriso malizioso, è la ragazza che mi ha aiutato a capire ciò che stavo sbagliando con Roxy. Lei... è un grande amica per tutti, ed è anche l'unica a far battere per davvero il cuore a Joel.

"Jade, quante volte te lo devo dire che non devi usare i miei pennelli come bacchette?!" Sento la voce di Rooney nel corridoio. "Hai quelle vere!".

"Adesso lo facciamo decidere a Claire, chi ha ragione" questa è Jade.

Mi metto a sedere asciugandomi frettolosamente una lacrima, che poco prima mi aveva solcato una guancia.

"Claire" Jade fa il suo ingresso in camera, con la sua asciugamano a mo'di mantello sulle spalle. "Rooney ha detto che non devo usare i suoi pennelli, secondo te è giusto?".

"No, no marmocchia" Rooney spunta dietro la sorellina. "Tu" la indica con una matita. "Non vuoi utilizzare i pennelli come dovrebbero essero utilizzati, ma li vuoi PROFANARE usandoli come bacchette".

"Che vuol dire profanare?" Chiede confusa l'altra. "Nel dubbio spero che andrai dritto ad Azkaban e, che i dissennatori ti baciano".

"I cosa?" Rooney è visibilmente esterrefatto.

Questa scena è esilarante ma devo intervenire o i due finiranno, per litigare fino a domani mattina.

"Fratelli Muller" ridacchio. "Avete concluso?".

I due si voltano contemporaneamente verso di me, e sembra che si siano dimenticati del tutto della mia presenza.

"Diglielo a Rooney" Jade indica il fratello.

"Diglielo a Jade" Rooney addita la sorella.

"Rooney" rido. "Ti stai mettendo davvero in competizione con una Bambi-" do un'occhiata a Jade, che è già pronta a scaraventarmi addosso qualche maledizione. "Con una maga?".

"Visto? Ho ragione io" la sorella Muller alza spallucce rivolgendosi al fratello. "Ora scusate, ma devo cercare di trasfigurare il mio libro di grammatica in un pensatoio".

E così se ne esce dalla stanza lasciando Rooney e me da soli.

Rooney sbatte più volte le palpebre, poi si avvicina al letto e si siede affianco a me sul materasso, che si piega sotto il suo peso.

"Tua sorella è-" inizio ma lui mi interrompe.

"Hai pianto..." avvicina una mano al mio volto. "Claire..." asciuga un residuo di lacrime sotto ai miei occhi, inclinando il capo di lato.

Sospiro al suo tocco. Poi, mi tuffo nelle sue braccia sentendo il suo calore su di me.

"Grazie..." mormoro sulla sua spalla.

"E di cosa?" Mi accarezza i capelli.

Mi stacco da lui solo per poterlo guardare in viso. "Mi hai ospitata da te, stai rischiando per me... sapendo chi è mio padre. Ti sei messo contro i tuoi genitori che praticamente mi odiano".

"Shh" fa segno di diniego, accarezzandomi uno zigomo con il pollice. "Vuoi fare qualcosa di diverso?".

///

"Tu lo hai fatto per farmi morire, dici la verità".

"Ma no. Pensavo volessi imparare!".

Rooney mi ha portata nel solito parco, dove da lontano posso ammirare la Torre Eiffel. Il parco dove giocavo a basket, cosa che pian piano è diventata un decrescendo. Tutto ciò che è successo, tutto ciò che ho scoperto mi ha scosso a tal punto da bloccarmi. Cerco di andare avanti, ma se mi fermo a riflettere i pensieri mi attanagliano le membra della mente.

"Riprova" Rooney indica lo skateboard che mi ha prestato.

"Ma cadrò di nuovo!" Indico l'erba sotto alle suole delle mie scarpe.

"Questa volta no" poggia a terra il suo di skateboard. "Ti afferro" si mette dietro di me.

Rooney ha ripescato da un punto remoto della sua stanza due sue skateboard, con i quali andava in giro alle elementari e alle medie. Vorrebbe insegnarmi a fare l'ollie, un salto specifico con questa specie di monopattino della morte.

Ci ho provato almeno tre volte e il risultato è stato una decina di lividi, che mi ritroverò sul corpo domattina appena sveglia.

"Ti giuro, che se mi fai cadere di nuovo non so che faccio" fisso la vasta aria verde dinanzi a me.

"Shh" il suo respiro caldo sul mio collo mi fa rabbrividire. "Zitta e riprova" fa scivolare le sue mani lungo i miei fianchi.

Faccio un profondo respiro e annuisco.

"Poggia il piede sinistro al centro dello skateboard" mi sussurra vicino al lobo dell'orecchio.

Così non mi concentro, diamine!

"Poi..." continua dopo che ho fatto ciò che mi ha detto. "L'altro piedie lo metti sulla coda dello skateboard".

"Okay..." mormoro.

"Okay... ora non preoccuparti, davvero. Questo è un salto semplice".

"Col cazzo" mormoro tra me e me.

"Ora" riprende ignorando il mio commento. "Spingi il piedie, nooo quello, quell'altro che hai sulla coda dello skateboard. Okay, brava".

"Oh, cazzo. Io ora cado, eh. Me lo sento".

"Abbassati un po' sulle ginocchia".

"Ti vuoi approfittare di me, eh? Levati da dietro, muoviti" volto il viso verso di lui.

"Ma..." sbatte più volte gli occhi. "Quando cadrai, sappi che riderò" si allontana da me.

"Dimmi quello che devo fare, ora".

Sospira. "Devi far scivolare l'altro piede, nooooo quellooo, ecco sì quello, fallo scivolare lungo lo skateboard... eee ora salta!".

Non c'è bisogno nemmeno di specificare, che casco atterra come un sacco di patate.

Nel mentre pregavo di non cadere, però ho sentito la mano di Rooney sfiorare la mia, come se avesse provato ad afferrarmi.

"Te l'ho detto!" Si avvicina a me. "Vuoi fare sempre di testa tua".

Un sorriso, non so nemmeno per quale motivo, mi si dipinge sulle labbra mentre lo guardo dal basso alla luce dei solo lampioni della luce.

"Che hai da ridere, ora?" Cheide stizzito.

Mi slancio verso di lui, gli afferro la mano e lo tiro verso di me. Si distende sul mio corpo stando attento a non schiacciarmi. Il suo viso è a un palmo dal mio, la mia mano è ancora intrecciata nella sua.

Osservo le lentiggini spruzzate sul suo volto, che accarezzo con le punta delle dita. Punto gli occhi nei suoi sentendomi naufragare nel suo mare di verde. Un ciuffo rosso gli ricade sulla fronte e le sue labbra sono così rosse e all'apparenza così morbide, che desidererei accarezzargleile. II suo profumo mi inonda le narici facendomi schiudere la bocca.

"Non riesco a stare senza di te" mi sussurra. "Ed ora che praticamente viviamo ventiquattro ore di ventiquattro, litigando ancora di più per le sciocchezze..." ridacchia facendo sorridere anche me. " Credo di essermi ficcato in un bel guaio...".

"Addirittura? E che hai fatto?" Aggrotto le sopracciglia.

"Non posso evitare di amarti... ed ora non ne esco più".

Dischiudo le labbra col cuore che mi batte all'impazzata nel petto. Le viscere mi si attorcigliano, il respiro diviene più profondo.

"Vorresti uscirne?" Gli domando fissando le sue iridi così belle.

La sua risposta sono le sue labbra sulle mie e poi un "Mai" sospirato.

Mi afferra il viso intensificando il bacio, e facendo incrociare le nostre lingue. Intrufolo le mie dita tra i suoi capelli tirandogli, delicatamente, qualche ciocca. Una sua mano scivola sul mio fianco, e le mie sulle sue spalle. Allaccio le mie gambe attorno al suo bacino, per averlo ancora più vicino a me facendolo sospirare sulle mie labbra. Mi sfilo la giacca di pelle e subito dopo la maglietta, perchè tanto a quest'ora non c'è quasi mai nessuno. Inizialmente il freddo mi pizzica la pelle scoperta, ma quando lui inizia a baciarmi il collo inizio quasi a sudare. Rooney disegna una scia con le sue dita, che partono dal mio fianco, percorrono la vita e arrivano al ventre, che contraggo sotto al suo tocco così dolce. Il mio cuore quasi chiede pietà.

"Rooney..." sospiro.

Lui stacca le labbra dal mio collo rivolgendomi lo sguardo, poi mi accarezza i capelli sulla tempia aspettando che continui.

"Ascolta il mio cuore" lo fisso negli occhi.

Afferro la sua testa e lui avvicina l'orecchio al mio petto, mentre gli accarezzo i capelli.

"Batte fortissimo..." mormora.

"Questo è l'effetto che mi fai" ammetto.

Lui alza il capo dal mio petto, puntando i suoi occhi nei miei. E ancora un'altra volta mi sento sprofondare tra le pieghe della sua anima.

///

"Okay... allora facciamo così" sussurro a Jade, la mattina seguente.

"Oh, sì" ride silenziosamente la mia maghetta. "Rooney avrà proprio un bel buongiorno. Gli rovineremo la domenica".

"Aspetta... ma tu sei sicura che sarà temporanea?" Indico il flacone di shampoo, nel quale precedentemente ha messo della tintura fucsia.

"Non ti starai mica preoccupando per quello lì?" Indica col mento il letto dietro di me dove Rooney dorme ancora.

"Dammi qua" le tiro di mano il flacone.

Seguita da Jade entro nel bagno, poggio lo shampoo/tintura-che-mi-metterà-nei-guai in doccia, e chi si è visto si è visto.

Jade ed io ridacchiamo ma senza farci beccare dai genitori di quest'ultima, che sono in cucina a sorseggiare del caffè. A disturbare il nostro momento di gloria è il campanello di casa.

"Oddio!" grida Jade. "QUESTA È LA LATTERA! LA LETTERÀ PER HOGWARTS! HAGRID ARRIVOOOOOOOO!".

Sbatto le palpebre perplessa fissandola correre verso il salotto.

"Ma che diamine succede?" Sento la voce di Rooney.

Si è appena svegliato... giusto in tempo.

Mi volto verso di lui. I suoi capelli sono un disastro, e a breve lo saranno ancora di più.

"Arriva Hagrid".

Si stropoiccia un occhio. "Chi? E poi come mai già sei sveglia a quest'ora?" Aggrotta le sopracciglia. "Solitamente la domenica ti alzi non prima delle dieci e mezzo".

"Oh, dovevo risolvere delle faccende con Jade" gli dico con nonchalance.

"Le vostre faccende non mi piacciono" si tira indietro un ciuffo di capelli. "Di cosa di tratta?" Si avvicina a me.

"Ma niente" mi sfugge un sorrisino all'angolo delle labbra. "Le ho solo accertato, che oggi pomeriggio le farò i compiti di matematica per domani".

"Claire!" Mi ammonisce. "Non puoi farglieli tu, o non impare-".

"È solo la tua amica, Claire" Jade ci interrompe. "Non Hagrid".

Dietro le spalle della bambina vedo comparire Roxy, che non vedo da venerdì all'università. Jade si ritira nella sua cameretta, mentre dopo aver salutato la mia migliore amica, Rooney si dirige in salotto.

Roxy ed io ci abbracciamo. È da quando siamo bambine che abbiamo sempre vissuto insieme, ed ora mi manca molto quella quotidianità.

La invito ad entrare in camera di Rooeny, dove ci sediamo sul letto di quest'ultimo ed iniziamo a chiacchierare del più e del meno.

"Manchi molto a tua ma- a tua zi- a Bridgette". Mi rivela ad un certo punto.

"Roxy ti prego" alzo gli occhi al cielo. " lo sai come la penso... mi ha nascosto una cosa troppo grande. Mi ha mentito da quando sono nata".

"Lo sai perché lo ha fatto. Posso cercare di capire come ti senti, anche mamma ed io, quando Bridgette ci ha raccontato tutto, siamo rimaste di stucco" sospira. "Ma fidati. Fidati di me. Le manchi da morire. È molto triste ed è pentita, davvero. Eh no. Se pensi che sono venuta qui a dirti queste cose, perchè me lo ha obbligato lei, fatti dire che ti sbagli di grosso".

"Niente mi farà cambierà idea, Roxy" i miei tratti del viso sono rigidi. "Mi dispiace".

Non posso. Non voglio ritornare in una casa, dove la menzogna è stata padrona per un'intera vita.

"Sappi che se un giorno vorrai, ti accoglieremo di nuovo a braccia aperte" mi dice dolce.

Faccio un mezzo sorriso falso. "Ne sono certa". La mia espressione cambia d'improvviso non appena mi ricordo... "Come mai non mi hai risposto al telefono, ieri? Sono andata a trovare Alix e volevo che andassimo insieme...".

Dischiude le labbra distogliendo il suo sguardo dal mio.

"Che succede?" Le domando inquesitrice.

"Claire..." mi da un'occhiata. "Ieri ho incontrato Farah... cioè le ho chiesto di venire a casa, da me, insomma. Abbiamo parlato...".

"Ecco perché nemmeno lei mi ha risposto" mormoro tra me e me.

"Sì... probabilmente è per questo".

"E quindi? Di cosa avete parlato".

"Abbiamo litigato più che altro" mi rivela amaramente rivolgendomi lo sguardo. "Le ho consigliato di prendere sul serio in considerazione di, prima di tutto parlare con i suoi genitori della sua situazione. Insomma, l'hai vista anche tu, no? Ha bisogno di aiuto, è evidente. E allora lei ha iniziato a gridarmi che non capivo nulla. Quindi le ho detto, che potrebbe andare da uno psicologo per farsi aiutare. Le ho ribadito più volte che le avrebbe solo fatto che bene. E niente... la situazione e digenerata".

"In che senso è digenerata?".

"Dopo aver discusso per non so quanto, si è accasciata sul pavimento e ha iniziato a piangere. Tutte le poche forze che le rimanevano sembravano essere perdute. Mi sono avvicinata a lei, mi sono seduta affianco al suo corpo, che solo a guardarlo sembrava spezzarsi e...".

"E cosa?" Le chiedo con un cipiglio.

"E..." distoglie gli occhi dai miei, puntandoli sulla parete tappezzata di disegni.

"Roxy..." le giungo le spalle con un braccio, stringendola a me.

"Claire..." volta il viso verso di me, una lacrima le solca una guancia. "Io avrei voluto baciarla".


Spazio noce suprema

Eccomi qui ritornata con un nuovo capitolo💜

Ho voluto che i Claney avessero un po'di spazio dato, che ultimamente stanno avendo solo disgrazie ahahah. Spero vi stia piacendo il loro rapporto.

Per ora Claire non ha nessuna intenzione di fare pace con Bridgette. Vedremo come andrà a finire...

E poi... una nuova coppia si è quasi formata! Le faxy sono pronte a regalarci tante emozioni! Per ora Roxy è ancora confusa, ma è evidente che prova qualcosa per Farah.

Un abbraccio.
A presto♥️








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