45.Un pezzo di carta
Noociii stavo dimenticando di aggiornare! Latino mi ha dato alla testa. Ringraziate una di voi che me lo ha ricordato su instagram!!
Buona lettura💕
PS. Scusate qualche errore si ortografia, ma ho riletto molto velocemente.
45.Un pezzo di carta
Pov's Alix
Un pezzo di carta. Come può un pezzo di carta cambiare radicalmente una vita?
Questa è la domanda che mi pongo da quando ho ricevuto il risultato delle analisi che ho fatto lo scorso giorno.
Come è possibile che un sogno possa essere rovinato?
Non avrei mai pensato che il mio sogno potesse essere distrutto da un qualcosa che, mai nella mia vita avrei immaginato potesse accadermi.
Perché certe cose, a volte, le vediamo troppo lontane per pensare che potrebbero succedere proprio a noi.
E invece... ti ritrovi fregato.
Mi siedo a terra, poggiando la schiena ai piedi del letto. Distendo le gambe davanti a me, con una mano mantengo stretti i fogli, che da oggi, hanno marchiato i prossimi anni della mia vita, e l'altra invece la tengo a mezz'aria a qualche centimetro dalla mia gamba destra.
è come se questa gamba, questa gamba che possiedo, in realtà non fosse più la mia ma di un'altra Alix.
Le lacrime minacciano di uscire ed io, nonostante mi opponga a lasciarle scorrere, mi bagnano il viso.
Stringo i fogli tra le dita delle mani fino a rendere le mie nocche bianche. Il mio pugno trema, il miei denti stringono il mio labbro inferiore fino a farlo sanguinare.
Mi alzo di scatto ignorando il dolore che percepisco alla gamba, e poi con un grido lancio sulla parete le carte con tutta la cartellina.
Mi avvicino ad essa e con la scarpa inizio a calpestarla con rabbia, sfogando tutto il dolore incapsulato dentro di me.
Calpesto questi fogli come se, insieme ad essi potessi distruggere anche il mostro con il quale dovrò condividere i miei prossimi tempi.
"Alix! Alix!" Sento una voce ma come se fosse lontana.
La ignoro.
"Alix" vengo voltata dalle spalle con forza.
Mi ritrovo dinanzi mia madre con le lacrime agli occhi.
"Alix..." mi accarezza la guancia inumidita.
Mi guarda con una tristezza angosciante mentre cerco di calmare il mio respiro affannato.
"Andrà bene, okay?" Cerca di sorridere ma le riesce davvero molto male.
"E tu cosa ne sai?" Strattono la sua presa.
"Lo so perché è quello che voglio" si avvicina a me. "E lo devi volere anche tu, va bene?" Le ultime parole le sussurra come se le mancasse il fiato. "Va bene?" Cerca di trattenere il pianto ma inevitabilmente delle lacrime bagnano i suoi zigomi.
La guardo senza riuscire dire una sola parola.
"Rispondi!" Mi afferra di nuovo le spalle. "Alix... non ti devi arrendere" me le scuote.
Poi, mi attira a sé e mi abbraccia forte, e solo dopo qualche secondo ricambio la sia stretta.
Poggio la testa sulla sua spalla, mentre fisso, poggiate sulla sedia adiacente alla scrivania, le mie scarpette da danza.
Pov'Rooney
"Omicidio di Lucas Morin, giovane ragazzo ex studente dell'Universite Et de Paris, ancora irrisolto" la voce del giornalista in televisione mi fa alzare lo sguardo dalla mia fetta di carne. "Il ragazzo è stato rinvenuto in circostanze-".
Mio padre spegne il televisore premendo il pulsante rosso sul telecomando. Poi ritorna a leggere i vari fascicoli sparsi sulla sua parte di tavolo dove dovrebbe esserci il suo pranzo.
"Perchè hai tolto?" gli chiede mia madre.
Lei poggia sul centro del tavolo una scodella con dell'insalata, e mentre spreme al suo interno del limone fissa mio padre aspettando una risposta.
"Dorin, sto lavorando e ho bisogno di silenzio" le risponde con tono un po'freddo.
Mio padre in quest'ultima settimana, ha continuato a non rilevare niente di niente per quanto riguarda le sue ricerche sull'omicidio di Lucas Morin.
Mi chiedo come sia possibile non avere uno straccio di prove che testimoniano un'uccisione di un povero ragazzo.
La sua famiglia naturalmente è ancora molto addolorata per la perdita, soprattutto i suoi genitori.
In particolare il signor Morin, da come l'ha raccontato mio padre, è molto arrabbiato, poiché le indagini non stanno portando da nessuna parte, anzi, per quello che so non c'è nemmeno una pista ben precisa.
Proprio ieri, il signor Morin è piombato nella centrale di polizia e minacciato mio padre.
Gli ha sputato addosso che non sa svolgere il suo lavoro, e che non sta mettendo impegno nel cercare una qualsiasi prova che conduca all'assassino del figlio.
Gli ha urlato che lo avrebbe fatto licenziare, nonostante lui non abbia nessun potere per poterlo fare.
Sfogatosi, e dopo l'intervento di alcuni agenti, il signor Morin si è calmato. Si è accomodato su una sedia e ha iniziato a piangere come una fontana.
Non conoscevo il figlio tanto da poter essere tremendamente addolorato per la sua scomparsa, ma quando qualcuno muore lascia sempre un segno.
La cena prosegue tra occhiate che rivolgo a mio padre, e ammonimenti di mia madre a mia sorella, giacché quest'ultima ha rovesciato dell'acqua sulla tovaglia per ben due volte.
"Mamma" Jade poggia la forchetta nel piatto.
"Dimmi" sospira la donna difronte a me.
"Non è che...".
"No, non dire idiozie".
"Mamma ma esiste-".
"No, non esiste questa Ovords" mia madre gesticola innervosita.
"Hogwarts mamma, Hogwarts" Jade afferra la forchetta ed inizia a girarla pericolosamente. "Ed esiste".
"Dille qualcosa tu, tesoro" mia madre poggia una mano sul braccio di mio padre.
Lui però, sembra non aver ascoltato nemmeno una parola della discuta tra le due donne di casa.
"Avete tutti ragione" si astiene a dire solo questo.
Poi, continua la lettura dei vari fogli ingialliti riposti nella sua cartellina.
Mia madre alza gli occhi al cielo e si versa dell'acqua.
"Mamma...".
"No" la donna poggia le labbra sul bordo del bicchiere.
"Te lo giuro che lì è tutto più bello!" afferma Jade con voce stridula. "C'è Silenteee, poi vabbè c'è anche Piton che odio però potre02i sacrificarmi".
Mia madre la fissa come se avesse dinanzi un dinosauro. La sua bocca è per metà spalancata e i suoi occhi sono ridotti in due fessure sottili.
"Jade-".
"NO MAAMMAAA ACOLTA, ASCOLTA" alza un dito mia sorella. "Lì ci starò sempre, per tutto l'anno, anche a Natale se vorrai. Così non dovrai sopportarmi".
Mia madre si mette più comoda. "Davvero?" sembra essere più convinta. "Non è male, sai" si gratta il mento. "Potrei mandare anche te" mi indica.
Alzo le sopracciglia.
Io dove?
"Maammaa lo sai che c'è un ragazzo in quella scuola che è uguale Rooney?" interviene mia sorella.
Allora la conversazione ricade su di me e su questo Ronaldo o qualcosa del genere.
Dopo pranzo mia madre ed io sparecchiamo la tavola, poi quest'ultima si ritira nella camera di Jade per aiutarla a svolgere i compiti per lunedì, ovvero per domani.
Invece io resto seduto allo stesso tavolo di mio padre, il quale è ancora molto impegnato a leggere e rileggere gli stessi fogli che gira e rigira.
Tossicchio. "Papà".
"Mh" noto la sua gamba sotto al tavolo, che va su e giù.
"Cosa sono... questi fogli?".
"Qualcosa che potrebbero aiutarmi".
"Qualcosa... cosa?".
Lui alza finalmente lo sguardo. "Non ti piacerebbe saperlo".
I suoi occhi sono fissi nei miei.
Mio padre mi ha sempre fatto sentire in soggezione, ma mai come ora.
Il suo sguardo è così serio da farmi pietrificare seduto stante.
Deglutisco "Perchè non dovrebbe?".
La sua risposta non arriva.
"Papà!" serro la mascella. "Rispondi!".
Lui sotto il mio sguardo perplesso, raccoglie le sue cose ed esce dal salotto, ritirandosi molto probabilmente in camera sua e di mia madre.
Resto solo con i miei pensieri confusi e con mille dubbi.
Ed io che cavolo c'entro con Lucas Morin da non poter, anzi voler, sapere qualcosa sulle sue indagini?
Il suono del cellulare mi fa sobbalzare.
Mi alzo, cerco il telefono trovandolo finalmente sotto ad un cuscino del divano.
Nuovo messaggio da Alix:
"Vieni da me... ho i risultati delle analisi che ho fatto l'altro ieri".
///
Tic tac.
Tic tac.
L'unico rumore nella stanza di Alix è quello dell'orologio.
Siamo tutti riuniti da lei: Claire, Joel, Leo, Farah, Roxane ed io.
Le ragazze sono tutte sedute sul letto tranne Claire, che è addossata con le braccia incrociate sulla parete adiacente alla porta.
Leo è seduto sulla sedia vicino alla scrivania, Joel è affacciato alla finestra, ed io sono seduto sul pavimento con le gambe al petto e i gomiti poggiati sulle ginocchia.
Alix ha lo sguardo basso su delle carte stropicciate che tiene strette tra le dita.
"Alix" Claire si avvicina a lei. "È il momento...".
Tutti rivolgono lo sguardo sulle due. La bionda alza gli occhi esitanti su Claire. Quest'ultima si abbassa sulle ginocchia arrivando alla sua altezza.
"Qualunque cosa sia..." Interviene Roxane.
Farah accarezza il braccio di Alix mentre i due fratelli si avvicinano alle ragazze.
Io invece, è come se non riuscissi a muovermi.
Alix è la ragazza, l'amica degli anni del liceo. È quella ragazza che mi faceva sempre ridere nei corridoi di scuola, quella che mi aiutava in matematica quando mi disperavo sui libri.
Quella col sorriso stampato sul volto, quella che ama le feste, quella che ora sta trattenendo il pianto.
"Forza" Joel si siede dietro di lei poggiando una mano sulla sua spalla.
Alix prende un grande respiro e con mani tremanti porge i fogli a Claire.
"Leggi... leggi qu-quella scritta... quella cerchiata in rosso".
Alzo gli occhi su una Claire esitante che in questo momento sta prendendo i fogli, le analisi di Alix.
Claire si acciglia nel leggere e poi alza di nuovo lo sguardo sulla bionda.
"Cosa significa sarcoma...?".
Roxane sobbalza, Farah poggia una mano sulle labbra e i ragazzi si guardano allarmati.
"È un tumore" Alix abbassa lo sguardo. "Raro, molto raro" accarezza la sua gamba. "E dovrò essere ricoverata in ospedale".
Sento qualcosa rompersi dentro di me.
Spalanco gli occhi verso la bionda che mi guarda esitante, poi lei slitta di nuovo gli occhi su Claire, la quale ha le dita tremanti ancora attorno alle carte delle analisi.
"Alix..." Roxane con le lacrime agli occhi la abbraccia e Farah la segue a ruota.
I due fratelli, dopo una manciata di secondi, si aggregano a loro in un abbraccio di gruppo.
Abbasso la testa fissando le mie gambe e trattenendo le lacrime.
Se non ho la forza, come posso darne un po'a qualcun altro?
Sento una mano sulla mia.
Alzo il capo trovando Claire abbassata alla mia altezza. In silenzio mi prende la mano e mi fa segno di alzarmi.
Mi faccio forza e mi sollevo dal pavimento ed insieme ci avviciniamo al gruppo.
Ci uniamo all'abbraccio ed Alix sorride flebile. Poi fissa Claire che si è abbassata alla sua altezza e la sta abbracciando dalla vita.
Rimaniamo così, a donare forza ad una persona speciale, anzi, a cercare la forza dentro ognuno di noi solo per qualcun altro.
Rimaniamo abbracciati senza rancore, senza dar conto agli errori passati, alle discute.
Rimaniamo stretti distruggendo le barriere, le quali, ci rendiamo conto solo adesso, quanto siano inutili.
Perché in fondo il tempo corre, il tempo non ci aspetta mentre siamo ancorati al rancore.
Spazio noce suprema
Con questo capitolo ho concluso la parte riguardante Alix... con questa rivelazione abbastanza forte e dolorosa💔
Per quanto riguarda il padre di Rooney... perchè secondo voi quei fogli, quei fascicoli non dovrebbero piacergli? Cosa c'è scritto lì sopra?
Vi anticipo che nel prossimo capitolo ci saranno un po'di discussioni.
Inoltre Joel scoprirà un segreto di Rooney...🙊
Comunque come avete passato questa Pasqua? Siete riusciti a vedere qualche familiare?
L'uovo c'è ancora?😂
A presto❤
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