Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

36.Expecto Patronum!

36.Expecto Patronum!

Pov's Rooney
(Amatemi)

"E quindi gli ho lanciato una Cruciatus" mi informa Jade che è in piedi sul mio letto.

"Mmh sì" mormoro prendendo due pennelli da sopra il comodino affianco.

Li posiziono sul barattolo di pittura blu che tengo stretto verso il petto. Mi dirigo verso la scrivania disordinata, mi abbasso e con la mano libera afferro un altro barattolo di pittura bianca. Può sempre servire questo colore.

"E poi BOOM BAM BEM" simula un combattimento 'a spade' muovendo il braccio più volte da destra verso sinistra. "E poi... AVADA KEDAVRA!"" fa un gran salto e si butta a peso morto sul mio materasso facendo cigolare le molle del letto.

"Ed è morto il tipo?" inarco le sopracciglia con un sorriso all'angolo delle labbra.

Sospira e con aria annoiata si mette a sedere con le gambe incrociate. "No, purtroppo" alza le spalle. "Ma non importa, Silente mi ha detto che è normale se non riesco a fare bene la maledizione le prime volte".

Certo, Silente. 

Ultimamente nomina persone sconosciute come questo Silente, Piton e una certa McGranitt. Oramai li ho imparati a memoria a forza di ascoltare Jade.

Sotto lo sguardo curioso di mia sorella raccatto le ultime cose, che mi servono per dipingere: per esempio una tela che mantengo sotto braccio.

Credo di aver preso tutto... mmh sì, il cavalletto già ce l'ho nello stanzino in fondo al corridoio.

Esco dalla camera lasciando mia sorella da sola mentre prova un nuovo incantesimo: l'incanto patronum ("EEEXPEECTOOO PAAAAAAAAATROOOOOONUUUUUUUUUUM").

Credo l'abbiano sentita anche gli alieni, quelli che vivono nei pianeti ancora sconosciuti agli essere umani.

Cammino cauto per il corridoio stando attento a non far cadere niente dalle mani, dato che mi sono portato dietro tutto il mondo. 

Entro nello stanzino di circa due metri quadri. Due mobiletti con vari cassetti, dove all'interno sono stracolmi (uno nemmeno si chiude più) di materiale da disegno, sono addossati alle due pareti alla mia destra e alla mia sinistra.

In fondo allo stanzino è posizionato il cavalletto di legno dove, dopo aver poggiato tutto il materiale che ho tra le mani, un po' sui mobiletti e un po' sul pavimento all'uscio della porta, posiziono la tela. 

Poi rilasso le spalle e chiudo gli occhi sospirando a pieni polmoni.

Mi guardo attorno rendendomi conto di quanto questo posto sia così piccolo. Ma alla fine non ho bisogno di niente di più oltre che me stesso.

Mai penso a quello che voglio dipingere, non mi piace riflettere. Opto per l'essere istintivo. Solitamente mi affido al mio intuito e alla mia immaginazione. L'ispirazione la trovo da una conversazione tra due persone nel bar, dal tempo atmosferico ma soprattutto da un'emozione.

Allora alzo i polsini della felpa ed inizio a poggiare le setole del pennello sulla tela bianca... il resto viene da sè.

"Rooney" sento chiamare il mio nome. 

Allora mi volto col pennello a mezz'aria ed intriso di tempera. 

Trovo mia made a fissarmi sull'uscio della porta.

"Si cena tra meno di mezz'ora, okay?" mi domanda slittando lo sguardo sulla mia felpa. 

Annuisco semplicemente.

Scruta veloce e con le labbra di poco schiuse il mio nuovo quadro. Poi si allontana.

Faccio scivolare gli occhi sui miei vestiti costatando di essermi schizzato un bel po'di pittura addosso, ma non me ne curo per niente.

Scruto il mio dipinto. Sono abbastanza soddisfatto.

Un'anziana donna a mezzo busto è in primo piano. La signora ha i capelli scoloriti dal tempo che fin troppo presto l'ha portata via. 

Il viso è tutte pieghe e dolcezza.

Ogni sua ruga sembra voler raccontare una storia. Gli occhi piccoli un po'chiusi dalle palpebre cascanti sono verdi e gioiosi. Un debole sorriso le curva le labbra sottili e rugose. 

Il sorriso mi parla e mi dice che per nascere è stato costretto a morire mille volte. 

Quanto è bella questa donna... quanto è bella mia nonna.

"E poi dicono che-" sento la voce di Joel quindi mi volto di scatto. "Oddio è bellissimo!" sbatte più volte le palpebre fissando il mio dipinto.

"Ti piace?" gli chiedo poggiando il pennello sulla tavolozza .

"è meraviglioso! è...".

"Nonna Marie, sì è lei" sorrido flebile.

Mia nonna Marie, la madre di mia madre, è sempre stata come un mio angelo custode. Mi coccolava sempre ed è stata proprio lei a trasmettermi la passione per l'arte, fin da piccolissimo. Purtroppo però è morta quando avevo soli dieci anni.

"Quella che ti diceva che eri un prodigio" mi ricorda.

Annuisco. 

"Appena sei entrato volevi dirmi una cosa...".

"Ah sìsì" si guarda intorno.

Prendo un panno e mi pulisco un po'le mani dai colori. "Vieni" esco dallo stanzino e lui mi segue in camera mia.

Entriamo nella stanza trovando il letto completamente disfatto. 

Grazie Jade.

Poggio il panno sul comodino. "Allora?".

Joel si distende sul materasso con tutte le scarpe. La fissa dell'appoggiare i piedi ovunque l'ha sempre avuta.

"Con quella ragazza... Panda, è andata male, e anzi, mi ha solo usato per avvicinarsi a Leo, che poi, si sa. Per lui sarà solo una da una botta e via" mi spiega infastidito.

"Dai Jo, già una che si chiama con quel nome fa capire tante cose" cerco di prenderla sul ridere poggiandomi con le natiche sul bordo della scrivania.

"Effettivamente..." mormora. "Uff che male... mi faccio troppi problemi" si massaggia le tempie. "C'hai qualcosa per il mal di testa?" sbuffa dopo un po' aprendo di scatto il cassetto del comodino di fianco al letto.

"Co-cosa?" domando mentre lui inizia a rovistare. "No lì no!" alzo un po'la voce raggiungendolo.

Non trovando quello che vuole, tira fuori un foglio, il disegno piegato in due. "Mmh, dai curiosiaaaaaamoo un po'... cos'è un biglietto d'amore per Claire?" ridacchia aprendo il foglio.

"Cosa diamine c'entra lei ora?" cerco di strappargli dalle mani il disegno.

Lui però si alza in piedi sul letto con tutte le scarpe sporche. "Ah no, un disegno".

"Jo dammelo".

Faccio un salto e riprendo il mio foglio allontanandomi da lui. "Ah no..." mormoro. "è solo questo..." sussurro slittando poi gli occhi sul cassetto del comodino ancora aperto.

"Solo? Oltre a quelle due bocche che si baciano passionalmente hai altri disegni erotici? Fammi vedere dai" alza e abbassa le sopracciglia.

Lo ignoro andando a mettere al suo posto il foglio sopra all'altro disegno, che ora ha bisogno di un posto più sicuro.

\\\

Pov's Claire

"Come ti sembro?" mi chiede Roxy.

"Sì" nemmeno la guardo.

Sono troppo concentrata a studiare da siti internet, tanto che non mi interessa dare una vera e propria risposta alla mia migliore amica. Credo di non aver mai letto così tanto in cinque giorni dall'ultimo pomeriggio passato con Gavin.

Ma alla fine ho capito che si tratta di un codice binario. 

Mi sono sentita una stupida quando ho realizzato di non averlo scoperto prima. 

Ma il fatto è che  non è tanto difficile capire che quella sequenza non è altro che un codice, ma immaginare che un bambino lo sappia comporre .

Quindi sto cercando di studiare meglio come si elabora questa tipologia di codice. Per fortuna possono essere convertiti in parole grazie a vari siti che ci sono in rete.

L'unico problema è che non ricordo a memoria la sequenza. Ma dovrei risolvere la questione quando tra qualche giorno Gavin ritornerà a studiare da me e mi scriverà il codice, come sempre.

Allora me lo segnerò e il gioco sarà fatto!

"Claire vanno bene questi jeans?" sento ancora.

"Sì" mi tiro un po'i capelli dalle tempie.

Gavin è solo un bambino di sette/otto anni, come potrebbe scrivere un messaggio in codice?

Ma soprattutto perchè avrebbe dovuto comporlo? Perchè ha deciso di mostrarlo proprio a me? Perchè si è rivolto alla sottoscritta se è solo una sconosciuta? O forse lo sta facendo leggere a più persone possibili?

"La maglietta è troppo corta? Anzi, forse è meglio un bel body, vero?".

"Sì".

Gavin sta cercando di confidarmi un suo segreto? Ma no, non sono nessuno per lui e poi non ha confidenza con me.

"è possibile mai che mi rispondi solo sì?".

"Sì" fisso la parete davanti alla scrivania come se essa potesse darmi una risposta.

Gavin sta cercando di chiedermi un aiuto? Ma no, perchè dovrebbe chiederlo a me e non a sua madre, per esempio. E se l'aiuto servisse anche  a lei? No, Gavin si rivolgerebbe comunque ad una persona più vicina a lui.

"sei stupida?".

"Sì" rivolgo di nuovo la mia attenzione sullo schermo del computer.

Tutte queste cose che sto leggendo sul codice binario non mi stanno servendo a un bel niente.

Forse sarebbe più utile ballare una samba con un vestito da Hot Dog gigante.

Sbuffo e chiudo con un colpo secco il computer, poi mi mantengo la testa tra le mani fissando la nuova cornice con la nuova foto di Leonardo Di Caprio, che ha posizionato Roxy nell'angolo della scrivania dopo poco che io feci cascare quella vecchia.

"Sei cogliona?".

"Sì".

E se Gavin si stesse solo prendendo gioco di me? Maleducato e stupido com'è, me lo aspetterei.

"Sei una persona sana di mente?".

"EEEEHIII" mi volto immediatamente verso di lei. "Come osi?".

Un ghigno divertito è dipinto sulle sue labbra.

"Devo uscire, in realtà dovrei solo fare un salto da Farah" mi informa. "Ma come sto?" inarca le sopracciglia. "Questo outfit sembra stupido?" sbuffa girandosi poi verso lo specchio.

"Da quando i vestiti possono essere stupidi o intelligenti?" mi alzo andandole incontro.

I suoi occhi incontrano i miei attraverso il riflesso dello specchio.

"No, Claire..." fissa la sua figura riflessa. "Intendo che mi fa sembrare strana... grassa".

Ero così occupata a pensare ai fatti miei che non ho considerato la mia mia migliore amica per tutto il pomeriggio.

"Da quando il termine "grassa" è sinonimo di "strana"? mi acciglio.

"No... no... io non intendo..." sospira.

Abbassa lo sguardo fissandosi le punte delle scarpe. Poggia le mani sul suo grembo e con i palmi inizia a massaggiarsi la pancia coperta da una maglietta come se più la toccasse e più potesse appiattirla. Fissa il suo movimento attraverso lo specchio.

"Roxy" le prendo le spalle e la faccio voltare vero di me.

"Cosa?" ha ancora gli occhi bassi.

Le alzo il mento. "Non farti complessi inutili".

Alza piano il viso scrutandomi accigliata.

"Non devi sprecare il tuo tempo per pensare a cosa gli altri possono pensare del tuo aspetto" le dico seria. "Devi essere libera, hai capito?".

Un po'incerta annuisce.

"Roxy, tu ti piaci come se?" le domando.

"Io... io credo di sì" si guarda intorno. "Ma...".

"Ma?".

"Forse mi sento sbagliata, forse dovrei dimagrire, dovrei farmi le sopracciglia...".

Faccio scivolare le mie mani dalle sue spalle e mi avvicino alla scrivania. Prendo un pennarello nero dal portapenne sulla scrivania e ritorno davanti allo specchio.

Stappo il pennarello e sotto lo sguardo confuso di Roxy disegno dei finti peli nello spazio in mezzo alle sopracciglia.

"Che te ne pare?" alzo e riabbasso le sopracciglia.

"Tu sei una stupida" scuote la testa divertita scrutando i peli disegnati. "Sembri Frida Kahlo" ridacchia.

Alzo un indice in segno di aspettare un secondo. Mi alzo la maglietta legandola con un nodo sotto al seno.

Stringo la pancia tra le mani e come se il mio ombelico fosse una bocca inizio a scimmiottare: "la mia pancia è bellissima".

Roxy scoppia a ridere. "Smettila dai, mi sto imbarazzando per te".

"Fallo anche tu" la incito. "Roxy è proprio stupida" scimmiotto facendo parlare al mio ombelico.

"Ehi" dice finta offesa e poi si alza la maglietta scoprendo la pancia e mi imita. "Claire cade sempre" scimmiotta.

Continuiamo a parlarci in questo modo buffo finchè non ridiamo fino allo sfinimento. Ci buttiamo sul letto a pancia in su fissando il soffitto.

"Sai una cosa?" mi chiede retorica Roxy.

"Cosa?".

"Ti ho sempre un po'stimata" continua a guardare il lampadario.

"Davvero?" ridacchio.

"Sono seria... sai, ti ho sempre ammirata fin da piccole. Quando dell'opinione degli altri te ne fregava altamente. Ammiravo molto anche quando ti facevi portare sempre rispetto rispondendo a tono  chiunque" dice. "Crescendo ho cercato di assomigliarti un po'"fa un mezzo sorriso. "Credo che però non ci sono riuscita abbastanza, ma ti ringrazio di aiutarmi quando non ce la faccio".

"Roxy..." mi metto su un fianco. "Tu non devi assomigliare a me, ma alla te che migliorerà sempre di più giorno dopo giorno".

Lei mi lancia uno sguardo e sospirando annuisce.

Spazio noce suprema

Ehii!

Sempre puntuale nonostante lo studio  (inutile perché tanto prendo comunque 3 e 4)!

Ho approfondito un po' la passione di Rooney: l'arte😍

Rooney nasconde qualcosa? Mmh chi lo sa🤐

Avevate quasi tutte indovinato (dopo decenni xd) che quelle cifre sono un codice binario. Claire è rimasta un po' plepessa. Riuscirà a decifrarlo?

Se notate ad ogni tot capitolo approfondisco uno dei personaggi secondari. Oggi è stato il turno di Roxy! Abbiamo capito un po' delle sue insicurezze e il suo "appoggiarsi" a Claire.

A presto noci❤








Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro