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24. Watersessuale

Mi giro verso il mio scooter. "Aspetta, andiamo con-".

"A piedi" è la sua risposta.

"E se me lo rubano?".

"Non me ne potrebbe fregare un beato niente".

***

24. Watersessuale

Pov's Claire
(The queen)

"Non possiamo?".

Faccio rimbalzare la palla sull'asfalto.

"No".

"Se qualcuno me lo ruba me lo paghi te" sento borbottare dal rosso di fianco a me mentre camminiamo.

"Senti" mi blocco di scatto e lo stesso fa lui. "Non hai una delle moto dei cattivi ragazzi dei libri, quindi stai tranquillo che il tuo scooter non se lo cagherebbe nemmeno mio nonno" faccio rimbalzare ancora una volta la palla.

"La tua sensibilità" mi sottrae, nuovamente ciò che è mio. "Mi emoziona sempre di più, te lo giuro".

Poi inzia a correre. "Se la vuoi vieni a prenderla" si riferisce a ciò che mi ha rubato per la seconda volta.

Rooney Muller: ragazzo di diciotto anni ma che ne dimostra sette.

Lo inseguo come un agente della polizia farebbe con un ladro ma le sue gambe, fin troppo lunghe, compiono fin troppi chilometri in fin troppo poco tempo.

Mantengo la mia resistenza decisa a raggiungerlo.

Dopo non molto, quasi all'entrata del parco, gli salto addosso aggrappandomi alla sua schiena e mantenendomi in equilibrio stringendo il colletto della sua giacca.

Allaccio le gambe ai suoi fianchi e stringo, forse troppo forte, le braccia al suo collo.

Lui, preso d'improvvista, fa cadere la palla e retrocede di una pio di passi.

"La mia schiena!" Si lamenta lui.

"La mia palla!" Slitto lo sguardo all'impazzata.

Rooney afferra i mie polpacci fasciati dagli jeans stretti come per non farmi cadere all'indietro, poi per quanto possibile volta il viso verso di me. "Ma sei un koala o cosa?" Si acciglia facendo ricadere una ciocca rossa sulla fronte

"Dove diamine l'hai fatta cadere la mia pa-?!" Non riesco a finire nemmeno la frase che una macchina ci passa sopra schiacciandola.

"Non sono una cazzo di tamburo!" Cerca di schiaffeggiare la mia mano a tastoni, ma fallendo miseramente poiché la alzo.

Infastidito rallenta la presa sotto alle mie gambe.

"Ma sei pazzo?!" Urlo mentre entriamo nella gigantesca area verde. "Stavo per shiacciarmi a terra".

Afferra il dietro delle mie ginocchia per sostenermi meglio. "L'unica cosa che hai schiacciato sono i miei neuroni".

"I tuoi neuroni sono come i ragionamenti sensati di Trump: inesistenti" ribatto poggiando i palmi delle mani sulla sulle sue spalle. "Ed ora mi trovi un altro pallone".

"Non faccio Dora l'esploratrice, dolce Clairy".

"Dolce lo vai a dire a qualcun'altro" mormoro mettondo il broncio mentre mi guardo intorno.

Percepisco il suo sghignazzare dalla vibrazione del suo corpo sotto di me.

Ad oggi non si può nemmeno più andare a fare due tiri al campo che si incontrano persone moleste con impulsi maniaci-ossessivi per i palloni.

Persone che hanno come unici obiettivi nella vita: rompere le cosiddette scatole, e incasinare la vita altrui.

Cioè, se non avessi incontrato Rooney, avrei potuto trascorrere una bellissima serata per i fatti miei al campo, e invece no.

Invece il cosiddetto si è materializzato dal nulla, è spuntato come un fungo ai piedi di un albero.

Un fungo velenoso, aggiungerei.

"Che si fa?" Sento la sua voce.

"Si fa che adesso mi dai i soldi che mi devi" con un salto scendo dalla sua schiena atterrando con i piedi sull'erba.

Compio un giro di centottanta gradi per ritrovarmi di fronte a lui e una volta aver inchiodato i miei occhi nei suoi, allungo la mia mano in avanti con il palmo in bella vista. "Muoviti" inarco le sopracciglia.

"Ma sei stata tu a-" gesticola come un italiano. Sbuffa alzando gli occhi al cielo. "E va bene" dalla tasca sgancia cinque euro.

Ma questo non ha capito niente.

"Quei soldi potrebbero essere il guadagno dei tuoi organi genitali" non mi muovo di un millimetro restando sempre ad aspettare con una mano a mezz'aria.

Abbassa le palpebre e respira e inspira profondamente e poi dalla tasca posteriore degli jeans sfila una banconota da venti euro pogiandomela sul palmo.

Chiudo la mano a pugno soddisfatta.

Iniziamo a ragionare.

"Molto bene, ma..." mi avvicino a lui azzerando i centimetri che ci separano. "Hai dimenticato..." la mia mano libera si posiziona sul suo braccio. "Una cosa..." scivola sui suoi fianchi.

"Cosa?" Mormora fissando il punto che sto toccando.

Slitto gli occhi nei suoi, nelle sue pupille dilatate e alzo un angolo delle labbra infilando le dita nella tasca anteriore dei suoi pantaloni.

"Questi" gli scuoto davanti agli occhi la banconota di cinque euro che aveva posato poco prima.

Faccio qualche passo indietro mentre mi fissa con le labbra schiuse, poi mi dirigo verso il centro del grande parco.

"Ladra" gli sento dire mentre mi raggiunge.

Sentendo l'aria fresca dei primi di novembre inrocio le braccia al petto stringendomi nelle spalle. Alzo di poco lo sguardo in alto dove già si fa vedere uno spicchio di luna, invece la maggior parte delle stelle non sono visibili a causa delle numerose luci artificiali.

L'uomo è l'unica causa del male della natura, di tutto ciò che è bello. È così triste.

Le suole delle mie scarpe da ginnastica calpestano l'erba circostante dove di giorno le persone adorano fare picnic sotto al sole tiepido.

In lontananza ad eregersi alta e maestosa, è la Torre Eiffel, attorno a me tante panchine a costellate le varie aiuole.

E... proprio di fianco a me la presenza silenziosa di Rooney.

Non dice niente, rimane, rimane solo a pochi centimetri da me.

"Potresti anche andartene visto che non posso più mostrarti le mie grandi abilità come giocatrice di basket" gli rivolgo uno sguardo non tanto lungo nel quale intravedo che ha il capo di poco abbassato sull'erba rasata.

"Ti infastidisco?" Mi domanda con una punta di ironia sentendo sulla mia pelle, anche se per poco, i suoi occhi su di me mentre io fisso altrove.

"La tua presenza per me è rilevante come quella di un bradipo che mangia noci" ribatto atona.

"I bradipi non mangiano noci".

"Appunto. I bradipi che mangino noci non esistono, quindi per me la tua presenza è inestiste" il mio è un ragionamento così complesso.

"Ma tu non provi mai emozioni?" Mi chiede e allora io punto i miei occhi nei suoi.

"E chi lo ha detto?" Inarco un sopracciglio.

Schiude di poco le labbra e poi le accarezza con la lingua. "Se avessi detto che invece hai emozioni, scommetto mia avresti risposto 'non ha emozioni lo vai a dire a qualcun'altro"".

"Esatto. Quindi-" mi interrompe.

"Quindi ad ogni caso non ci avrei beccato".

Sorrido. "Perspicace".

Camminiamo per qualche altro metro finché non decido di sedermi su una panchina, e a ruota mi segue anche Rooney.

Incrocio le gambe piegando le ginocchia, e poggiando la schiena sul legno, inspiro profondamente mentre lui distende le gambe difronte a sé.

Cade un profondo silenzio che però non mi curo di riempire.

Poi lui rompe il ghiaccio. "Ti rendi conto che ho ancora la cicatrice che mi procurasti alle elementari?".

Mi volto di scatto con un cipiglio dipinto sul volto. "Quale tra le varie?".

Se ricordo bene ne sono un paio.

"Ah, giusto" annuisce. "Partiamo da questa" si indica il centro tra le due sopracciglia chiare mettendosi un po' più comodo, e voltando nella mia direzione insieme alla testa anche il busto.

Mi viene quasi da ridergli in faccia pensando a quel piccolo incidente, che gli causò un taglio talmente profondo da fargli rimanere un segno ben visibile ancora oggi.

"Ah sì, te la sei fatta mentre facevi pipì" ribatto sbattendo più volte le palpebre ingenuamente.

"CHE COSA?!".

Si avvicina pericolosamente a me, le nostre braccia che si toccano, le nostre ginocchia che si sfiorano; io che fisso quel contatto/quasi contatto stranamente voglioso di essere riempito.

"Cosa avresti da dire?" Tattengo un sorriso.

"Io ero beatamente-" lo interrompo.

"A fare pipì".

"Esatto" lo dice con enfasi muovendo lentamente le labbra. "E tu a caso hai spalancato la porta-".

"Povera me, sarò traumatizzata per sempre" mi metto una mano sul petto finta addolorata.

"Mi hai spaventato-".

"E sei caduto con la testa sul bordo del water" continuo tranquillamente.

"Sì, mi devi ancora delle scuse" mi indica con un indice.

"Non è colpa mia se sei watersessuale" fisso le sue iridi verdi e luccicanti.

"Sono cosa?" Spalanca di poco la bocca aggrottando le sopracciglia.

"Ti piacciono i water, li ami" alzo spallucce. "Per questo ci sei caduto sopra".

Assottiglia gli occhi su di me. "Te la faccio pagare, lo giuro".

In realtà sono io quella che gliela fa sempre pagare.

"Davvero?" Domado sarcastica.

"Davvero".

"E come?"

In un battito di ciglia azzera ogni centimetro che ci separa e pogiando le dita sulla mia vita inizia a farmi il solletico.

"NOOOO" indietreggio sulla panchina. "Ti prego" scoppio in una risata fragorosa contorgendomi in me stessa.

"Così la prossima volta impari a non chiedermi scusa" sembra un bambino, quel bambino che mi è ancora impregnato nella mente e che forse non se n'è mai andato.

Rooney perché ci siamo ricontrati?

"È colpa tua se hai istinti sessuali per-" non riesco nemmeno a finire la frase perché rido e soffro allo stesso tempo.

Il solletico è il mio punto debole e lui lo sa.

Con una mano afferro il colletto della sua giacca per potermi sostenere meglio, mentre l'altra l'appoggio su sui suoi fianchi per fare a lui ciò che sta facendo a me.

Ma, ma non ride. Perché diamine non ride? Perché non soffre come sto soffrendo io quello stupido e maledetto sciagurato?!

"Non soffro il solletico, Claire" mi sorride soddisfatto.

"Brutto stron-" non finisco nemmeno la frase perché lo tiro ancora di più per la giacca e perdendo le forse per ulteriore solletico, finisco con il sedere per terra e di conseguenza Rooeny sopra di me.

Con ancora una mano sul suo petto, e l'altra poggiata sull'erba, sposto lo sguardo dalla mia sinistra dove in lontananza le luci della Torre Eiffel di fanno notare, al suo viso.

Si sostiene con le braccia per non schiacciarmi con il suo peso, le sue mani ai lati del mio viso, il suo respiro ad accarezzarmi le labbra.

Ho ancora il fiato spezzato per la grassa risata di poco fa mentre i nostri occhi non si staccano per un solo secondo, come una calamita e il ferro.

Riesco a percepire il suo battito cardiaco accelerato grazie al contatto dei nostri petti.

Di scatto si distende difianco a me lasciandomi guardare il cielo scuro.

Non provo nemmeno a voltare il viso verso di lui per guardarlo.

Sento solo due dita sfiorarmi il collo e un "Allora, ridi anche tu...".

🔪🔪🔪🙈🔪🔪🔪

"Ma cosa stai cercando? Un Pokémon?".

"Sì, un pikachu".

"Ed io che pensavo riceracssi un Gengor".

Roxane sta mettendo in soqquadro l'intera stanza per trovare qualcosa da indossare per poter andare da Farah, ma niente sembra essere di suo gusto.

"Si chiama Gengar non Gengor!".

A giusto! Dimenticavo che in tutto il casino di questa camera, c'è anche Gavin.

Che gioia.

"Fai silenzio Kavin".

"Mi chiamo Gavin!"

"Fa lo stesso" ribatto. "E adesso a svolgere le moltiplicazioni. Muoversi, muoversi!" Sbatto il palmo della mano sul quaderno a quadretti poggiato sulla scrivania, proprio sotto ai suoi occhi.

"Ma io ancora devo capire le sottrazioni, come faccio a fare le moltiplicazioni?".

"Con questa gonna sembro il pallone di una mongolfiera".

Sentendo la voce della mia amica ancora nella stanza, mi volto subito verso di lei. "Ti stai cambiando davanti a Kavin?".

"Sono Gavin".

"Oddio, no non leccarla!".

Noce entra in camera ed inizia a bagnare una scarpa di Roxane con la lingua.

Prima o poi diventerò più matta di quello che già sono.

"Chanel ma questa specie di filo è tuo?" È la voce di mia madre proveniente dal corridoio.

"Bridgette, è il mio perizoma".

Alzo gli occhi al cielo e sospirando poso di nuovo gli occhi sul quaderno di Gavin.

Le sei moltiplicazioni in colonna sono svolte.

Controllo i risultati ma già di primo impatto sembrano tutti sbagliati.

Mi acciglio e con gli occhi ridotti in due lame vedo solo sequenze di '0' e di '1'.

"Ma..." mormoro.

"Questo è il risultato".

"No, non lo è".

"Questo è il risultato" mi ripete con gli occhi nei miei. "Il mio risultato".

💣💣💣

Spazio noce suprema.

Eccomi! Come state?

Ho scritto un pochino troppo ma non importa perché la prima parte è servita per lo sviluppo tra i Claney.

E... la fine per confondervi e mettervi ansia IHIHIH.

Oramai ho già scritto 24 capitoli e non ci credo XD. La storia è arrivata a (quasi) 20K visualizzazioni e ve ne sono davvero grata.❤

Come sempre accetto ogni tipo di critica e di consiglio, le vostre opinioni sono sempre importanti per me.

Vi è piaciuta la parte #Claney? Vi avevo promesso più scene con loro insieme, ed ecco a voi!❤ E niente... RIP per la palla di Claire.

La storia è appena entrata nel suo sviluppo,e spero di continuarla per bene perché ci tengo molto.

Vi lascio con una foto di Rooney😍😏

A presto


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