17. Il lama ce l'hai nel cervello
17. Il lama ce l'hai nel cervello
Tra i presenti cade un silenzio tombale.
Alix fissa la porta chiusa.
Rooney si passa le mani nei capelli dando uno sguardo a Joel che in questo momento ha il petto che si alza e si abbassa incessantemente, il viso inclinato verso l'alto, il respiro bloccato in gola, una vena sul collo che pulsa.
Ed io ancora inginocchiata vicino alle sue gambe scruto i suoi occhi che in questo momento fissano il soffitto, poggio le dita sul suo berretto nero abbandonato vicino alle mie ginocchia e lo accarezzo.
"Vuoi un po' d'acqua?" Domanda flebile Roxane premurosa al ragazzo seduto affianco a me. "Così per tranquillizzarti" si schiarisce la voce.
"Voglio che se ne vada dalla mia vita".
***
Roxane fa un passo indietro come se le parole del ragazzo l'avessero scottata, boccheggia schiudendo e richiudendo le labbra più volte ma senza trovare le parole da dire.
Joel appoggia un palmo della mano sulla parete dietro di lui per rimettersi in piedi, faccio l'identica sua cosa facendomi leva sulle ginocchia e una volta difronte a lui gli porgo il cappellino.
"Grazie" mormora senza nemmeno guardarmi in faccia.
"Stai bene?" Rooney si avvicina al ragazzo che ha lo sguardo abbassato al suo berretto che stringe forte tra le sue mani.
"Sì" sospira per poi sedersi sul divano poggiando la testa sulla spalliera e fissando un punto indefinito davanti a lui.
Do uno sguardo a Rooney che è difianco a me e lui come se lo avesse percepito volta il viso verso di me. Ha gli occhi stanchi come sempre, il verde delle sue iridi è un po' più scuro rispetto al solito e le labbra rosse appena schiuse.
Distolgo lo sguardo per portarlo alla mia amica che si siede anche lei sul divano ma a debita distanza da Joel, e lo fissa con aria preoccupata e gli occhi socchiusi.
Alix è all'impiedi con lo sguardo svuotato di ogni emozione, barcolla un po' suoi suoi tacchi alti che fanno contrasto col suo viso privo di trucco ma si sorregge sullo schienale della poltrona.
Nessuno ha il coraggio di chiedere niente sull'accaduto, nessuno ha il coraggio di domandare a Joel cosa sia successo per far scaturire in lui e nel fratello una discussione di questo genere.
Prendo un gran respiro e rompo il ghiaccio. "Si può sapere che diamine è appena successo?" Allargo le braccia rivolgendomi a Joel.
"Me ne ritorno a casa" ribatte ignorando la mia domanda.
Scatta in avanti alzandosi dal divano, prende il suo cellulare dal tavolo e lo infila nella tasca posteriore degli Jeans.
"Vuoi rimanere qui per stanotte?" Gli domanda Alix probabilmente per non farlo scontrare ancora una volta col fratello. "C'è una stanza libera" si schiarisce la voce.
"No" risponde senza guardarla prorpio come non ha guardato in faccia a nessuno dopo la discussione con Leo.
"Sicuro?" Continua la bionda.
"Sì" continua a rispondere a monosillabi.
"Va bene" sospira. "Ragazze voi rimanete?" Chiede rivolgendo lo sguardo a Roxane e me.
La mia amica ed io ci guardiamo ed io non esito a rispondere.
"No, grazie Alix ma preferiamo tornare a casa" le dico facendo annuire Roxane.
È quello che vuole anche lei, la serata si è conclusa nei peggiori dei modi ed stanca.
"Avete bisogno di un passaggio?" Chiede Rooney guardandomi mentre io lo scruto con la coda dell'occhio.
"Sì, no" ripospondiamo all'unisono Roxane ed io.
Polverizzo con un solo sguardo la mia amica.
"Claire è tardi" mi fa notare ed io sfilo il cellulare dalla tasca della mia giacca controllando l'orario.
1:12.
Sbuffo.
"Sì ne abbiamo bisogno" annuisco fissando Rooney negli occhi.
"Jo" il rosso chiama il riccioluto che stava per aprire la porta di casa. "Ti dispiace se accompagni una di loro?" Chiede indicando la mia amica e me col mento.
"No, figurati" sospira abbassandosi prendendo il suo casco dal pavimento. "Vi aspetto fuori" seguita semplicemente chiudendosi la porta dietro di lui.
Slaccio la mia giacca dalla vita, le maniche sono un po' maltrattate ma non me ne curo, la mantengo portandola nella piegatura del gomito.
Roxane si alza dal divano e saluta Alix con un bacio sulla guancia, e lei ricambia facendole un flebile sorriso.
Rooney si avvicina alla bionda dandole un mezzo abbraccio schioccandole le labbra sullo zigomo e poi si dirige verso l'ingresso seguito da Roxane.
Saluto anche io la padrona di casa facendole un cenno col mento e un mezzo sorriso che ricambia, dopodiché raggiungo gli altri due fuori alla porta di casa.
Subito il freddo mi fa alzare i peli sulla pelle e mi affretto a mettermi il giubbotto.
Dopo il giardino, parcheggiate vicino alla villetta ci sono due scooter e su uno di questo è poggiato Joel con le braccia incrociate al petto e la testa inclinata verso la strada.
"Eccovi" si riscuote appena ci vede staccandosi dallo scooter, apre il portacasco per poi porgere alla mia amica un casco bianco. "Tieni, mettilo" la guarda e lei con due mani lo prende ringraziandolo.
Quindi se Roxane va con Joel io dovresti stare con-
Parcheggiato a pochi centimetri dallo scooter del riccioluto c'è quello di Rooney.
Oh no...
"Ehm" mi schiarisco la voce". "Non è che..." guardo la mia amica che già sta salendo sul motorino, proprio dietro Joel che ha già le mani sui manubri.
"Non vi ammazzate voi due" dice Joel guardando Rooney mentre Roxane sghignazza salutandomi con la mano.
Joel sfreccia facendomi scompigliare un po' i capelli.
Sbatto più volte le palpebre.
Cioè, mi hanno lasciata con lo yogurt scaduto? Rischio di prendermi un indigestione.
Guardo fisso davanti a me pensando che quei due me la pagheranno per avermi lasciata da sola con Rooney.
"Tieni e non iniziare a lamentarti".
Un qualcosa di duro mi arriva dritto allo stomaco.
"Aaah" gemo di dolore sobbalzando e mettendo subito una mano sul punto colpito.
Guardo ai mie piedi e c'è un casco.
"Mi hai lanciato contro un casco?!" Fisso stralunata Rooney.
"No, una foca volante" si allaccia il casco sotto al mento.
Sbuffo alzando gli occhi al cielo ed ignorandolo mi abbasso prendendo il casco sull'asfalto.
Osservo il rosso allargando le gambe per sedersi sullo scooter e poi mettere le mani sul manubrio.
Non avevo pensato ad una cosa.
Fisso il motorino, Rooney e poi la mia gonna.
Motorino. Rooney. Gonna.
Rettifico: Gonna molto corta e stretta.
Come diamine faccio ad allargare le gambe che quasi non riesco a muovermi in questo pezzo di pelle che mi copre a malapena metà coscia?
"Cosa c'è?" Mi domanda. "Sei una mummia senza fasce?"seguita accorgendosi che non mi muovo a salire sul suo scooter.
Non gli do retta e mi tolgo la giacca.
"Sentirai freddo se la togli" sospira e grazie alla luce dei lampioni accesi sulla strada riesco ad intravedere un cipiglio sul suo volto.
Lo ignoro allacciandomi di nuovo alla vita la giacca ma questa volta al contrario, coprendo il davanti, proprio lì dove non batte il sole.
"Fatto" gli faccio un sorriso sornione per poi avvicinarmi a lui.
"L'hai messa storta" alza un sopracciglio mentre lo siamo a pochi centimetri di distanza.
"Sicuramente è meno storta del tuo pene" sbuffo.
"Ah, ma giusto hai la gonna..." fa finta di non aver ascoltato la mia provocazione, fissando il mio abbigliamento e concentrandosi sul dove ho coperto la gonna per poi far scendere lo sguardo sulle mie gambe.
"Tu sei quello intelligente della famiglia, vero?" Alzo un sopracciglio.
Sto per mettermi il casco ma mi accorgo della scritta che c'è sopra.
"Harry potter?" Rido.
"Senti, lo mette mia sorella".
"In questi anni i tuoi genitori hanno procreato ancora, eh?" Domando sarcastica. "È nato un altro piccolo scarto di immondizia o-".
"Ti lascio qua nel buio e sa sola se non la smetti di provocarmi" mi avverte
Alzo gli occhi al cielo e mi metto a sedere dietro di lui con le mani lungo i fianchi.
Lui non parte ancora ma si sfila la sua giacca di Jeans e me la porge. "Mettila e non fare storie"
Fisso la giacca e poi la pelle d'oca sulle mie braccia.
Sospiro e faccio come mi dice, sto infilando il braccio sinistro nella manica quando di scatto lo scooter parte veloce ed io in uno scatto mi sporgo verso Rooney, istintivamente lo stringo forte alla vita con l'altro braccio.
Sento con il tatto delle leggere curvature, i muscoli che si contraggono sotto le dita della mia mano fredda poggiate sulla sua maglietta leggera che gli fascia l'addome.
"La mia vita stava per concludersi e la cosa peggiore sarebbe stata morire al tuo fianco" gli urlo da dietro per farmi sentire mentre cerco di infilare la manica sinistra senza l'aiuto dell'altra mano.
"La smetti di sventolare questo braccio?" Mi chiede spazientito mentre cerco di sputare i capelli che il vento mi ha infilato in bocca. "E soprattutto di sputare come un lama?"
"Il lama ce l'hai nel cervello" ribatto riuscendo una volta e per tutte a mettermi la giacca in modo decente.
***
"Lì".
"Lì dove?".
"Là".
"Là dove".
"Qua"
Sto indicando a Rooney dove deve fermare lo scooter per farmi scendere ma lui si ostina a non capire, o forse io non mi so spiegare bene.
"Puoi non cecarmi con il tuo dito? Grazie" mi richiama ed io abbasso la mia "arma" con la quale stavo indicando il condominio nel quale abito. "Comunque ho capito adesso".
Parcheggia a pochi metri da casa mia e scendo dallo scooter.
Le luci dei lampioni sono accese illuminando i nostri volti e la strada è totalmente libera, solo un paio di auto sfrecciano veloci sull'asfalto.
Armeggio con la chiusura del laccio per potermene liberare mentre fisso un punto indefinito nel cielo blu puntellato da poche stelle visibili.
Le mie dita si muovono come pazze sul questo diavolo di chiusura e penso a quanto io sia una stupida ad avere difficoltà a togliermi un maledetto casco.
"Hai bisogno per caso, ma prorpio per caso di un aiutino?" Mi domanda il ragazzo a pochi centimetri di distanza da me, seduto sul suo scooter.
"No" mormoro spronfondando i miei occhi nei suoi, cercando di parlare nel modo più carino possibile, mantenendo il mio autocontrollo che in questo momento, come tutte le altre volte, scarseggia come la bruttezza di Brad Pitt.
"Scommetto che stai cercando di mantenere la calma che non ti è mai appartenuta" Mi dice alzando le sopracciglia divertito.
"No" ribatto alterata facendo quasi uscire gli occhi dalle orbite per poi ritornare a litigare mentalmente con la chiusura del casco.
"Ti conosco troppo bene" gli ricade un ciuffo rosso sulla fronte mentre io lo fisso atona.
Cosa vuol dire conoscere per davvero una persona?
In molti credono voglia dire vivere da anni insieme, condividere ogni momento della propria vita con l'altra persona.
Sapere per filo e per segno tutta la storia di qualcuno, saperne i minimi dettagli, i bordi nascosti.
Rooney Muller crede di conoscermi bene ed io posso solo che pensare che attraverso uno sguardo ci siamo sempre detti, fin da bambini, quello che non ci dicevamo a voce.
Sarà forse questo conoscersi?
"E cosa sai di me?" Gli chiedo con ancora le dita sul laccio del casco.
"So che mi vuoi evitare" sussurra. "Ma che ti piace essere ritornati di nuovo come prima".
"Non siamo mai stati nulla" ribatto ferma alternando lo sgaurdo da un'iride all'altro dei suoi occhi.
Lui sospira e in una macita di secondi che non riesco nemmeno a contare scende dallo scooter. Ha un braccio disteso lungo il fianco con in mano il suo casco e l'altra libera nella tasca dei suoi jeans.
È difronte a me ed io istintivamente faccio due passi indietro sentendo il marciapiede dietro la scarpa. Lui fa un altro passo avanti scrutando il mio viso, il suo sguardo si posa sulle lunghezze dei miei capelli.
In risposta ai suo movimenti indietreggio di un altro passo salendo sul marciapiede e nonostante riesca così ad alzarmi di un bel po' di centimetri, comunque non riesco a raggiungere la sua altezza.
"I capelli viola ti stanno bene" non si muove di un solo centimetro e il suoi occhi sono sempre dei chiodi fissi nei miei. "Sai?" Ridacchia.
Vorrei dirgli che è un mese che non ha fatto altro che criticarli, ma resto in silenzio.
D'improvviso, in uno scatto fulmineo che dura mezzo battito di ciglia, alza una mano e in una mossa mi slega il casco da sotto al mento, facendomi sentire sulla pelle i suoi polpastrelli freddi che mi fanno sussultare.
Lo fa con decisione ed è per questo che batto più volte le palpebre.
"Sono lilla scuro" mi tolgo subito il casco, glielo porgo e lui lo prende schiudendo le labbra. "Sei anche daltonico?" Mi sfilo la sua giacca mettendola sopra al casco che ha tra le mani, sentendo subito il freddo pizzicarmi sulla pelle delle braccia.
Mi volto senza dire più nulla e solo quando sto per aprire il portone del condominio sento dire qualcosa.
"Siamo stati più di quanto tu immagini" dice. "O meglio" ride piano. "Più ti quanto tu voglia immaginare".
La mia risposta è il solo rumore della chiusura del portone.
Spazio noce suprema
E sì, ci voleva un capitolo Claney! È un po' lunghino rispetto al solito, spero di non avervi annoiate. Piaciuto?
Beh... mi sento già soddisfatta di essere arrivata a scrivere 17 capitoli+prologo e di non aver ancora abbandonato la storia a se stessa ahaha.
Comunque dai commenti del capitolo precedente ho capito che non avete capito niente dell'accaduto tra Joel e Leo, ed io rido IHIHIH.
Le domande delle altre scrittrici su wattpad: piaciuto il capitolo?
Le mie domande: Vi piacciono i lama? (rispondete che sono curiosa). Io li trovo troppo carinii.
AWWWWWWW CHE CAARRRRRIIINIIII, POTTEBBERO ESSERE I CLANEY QUANDO DECIDERANNO DI NON AMMAZZARSI PIÙ A VICENDA!
U
n salutino da Rooney
E SECONDO VOI IOOO COME TUTTE LE ALTRE SCRITTRICI SU WATT VI METTEVO UNA FOTO SERIA, MAGARI SEXY? CERTO CHE NOOO!
A presto noci❤
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